Eolico offshore occasione strategica per Brindisi

Un parco eolico off shore

Nuova fase per Brindisi: eolico offshore e progetto Kailia traiettoria di sviluppo industriale, occupazionale ed energetico sostenibile

A proposito di eolico offshore e transizione energetica a Brindisi, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Francesco Cannalire, Alessio Carbonella e Denise Aggiano, gruppo consiliare Partito Democratico del Comune di Brindisi.

di Francesco Cannalire, Alessio Carbonella e Denise Aggiano

Brindisi tra fine del carbone e nuova prospettiva energetica

«Brindisi è davanti a un passaggio storico, con la chiusura di Cerano, infatti, finisce un’epoca segnata dal carbone e si apre una prospettiva decisiva sul futuro della città. Non possiamo accettare che al posto dell’industria di ieri restino soltanto incertezze e attese. Serve perciò una scelta netta e lungimirante che trasformi Brindisi da simbolo del passato energetico da fonti fossili a punto di riferimento dell’Europa per le energie pulite».

Il gruppo consiliare del Partito democratico di Brindisi. Da sinistra verso destra Alessio Carbonella, Francesco Cannalire e Denise Aggiano

Eolico offshore come scelta politica e industriale

«In questo quadro, l’eolico offshore non è solo un investimento ma rappresenta una importante scelta politica, perché significa scegliere dove e come l’Italia costruisce la propria indipendenza energetica e la propria competitività industriale. Il progetto di eolico offshore Kailia, avviato qualche anno addietro, rappresenta per Brindisi una possibilità concreta di lavoro stabile, nuove competenze, ricerca, formazione e sviluppo del porto e dell’indotto fatto da importanti imprese. È il tipo di transizione che vogliamo, capace di creare valore e di restituire prospettiva a un territorio che ha già dato moltissimo al Paese».

Il ruolo del porto e la strategia nazionale sugli hub energetici

«Il recente decreto ministeriale sugli hub energetici ha acceso i riflettori su alcune infrastrutture portuali strategiche tra cui Taranto e Augusta. Noi ci auguriamo che Brindisi possa essere al centro di questa strategia nazionale, non da spettatrice e non in posizione marginale. Il nostro porto e la nostra comunità hanno storia industriale, capacità e forza lavoro per sostenere tutta la filiera delle rinnovabili qui a Brindisi, ospitando attività collegate e investimenti. Escludere o ridimensionare Brindisi sarebbe un errore politico, economico ed industriale».

Tutela ambientale e miglioramento dei progetti

«Sostenere l’eolico offshore e il progetto Kailia significa anche pretendere qualità e rispetto. La tutela del mare e dei fondali non è un dettaglio ma è un dovere. Le indicazioni giunte dalla commissione Via e da Ispra, emerse nell’iter di valutazione, vanno considerate un’occasione per migliorare il progetto e ridurre gli impatti, con impegni chiari. Vogliamo un’opera che unisca lavoro e ambiente, senza contrapposizioni e strumentalizzazioni utili solo a chi vuole fermare tutto».

Tempi certi e responsabilità istituzionali

«Allo stesso tempo, però, il rigore non può diventare un alibi per lasciare Brindisi in un limbo. Per questo chiediamo risposte rapide, puntuali, tempi certi ai Ministeri competenti e decisioni, una volta garantite le condizioni ambientali e le prescrizioni, immediate senza ulteriori rinvii. La nostra comunità ha già pagato abbastanza ed ora ha diritto a essere in prima fila e garantita nella nuova economia verde».

Il coinvolgimento della Regione Puglia e del Comune

«Noi faremo fino in fondo la nostra parte per il pieno coinvolgimento della Regione Puglia, che sarà centrale nelle fasi operative, e abbiamo sollecitato l’Amministrazione comunale affinché sostenga con ogni strumento e ogni sforzo possibile l’eolico offshore a Brindisi. Riteniamo che questa occasione sia fondamentale per il futuro sociale, lavorativo ed economico di tutto il territorio».