Un nuovo studio indipendente sull’eolico offshore mira a fornire dati per guidare investimenti, politiche e sviluppo della filiera italiana
di Antonio Portolano
In un settore caratterizzato da grandi aspettative industriali ma da decisioni ancora frammentate, uno studio indipendente sui benefici socio-economici dell’eolico offshore si propone di colmare un vuoto informativo rilevante per investitori, decisori pubblici e sistema produttivo nazionale.
Perché lo studio sull’eolico offshore è strategico
Lo sviluppo dell’eolico offshore in Italia è al centro del dibattito sulla transizione energetica, ma continua a scontare l’assenza di analisi strutturate e condivise sui reali impatti economici, occupazionali e industriali. In questo contesto, uno studio che analizzi benefici, fabbisogni e capacità produttive rappresenta uno strumento potenzialmente decisivo per orientare politiche industriali, investimenti finanziari e scelte regolatorie.
L’obiettivo dichiarato è fornire indicatori quantitativi e qualitativi in grado di supportare la programmazione industriale e finanziaria, valutando non solo la produzione energetica, ma anche le ricadute lungo l’intera filiera, dalla manifattura alla logistica, fino ai servizi avanzati. Un approccio che punta a trasformare l’eolico offshore da tema tecnologico a leva di politica economica.

L’accordo promosso da AERO
Su queste basi è stata firmata nei giorni scorsi l’intesa definitiva tra AERO – Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore, Intesa Sanpaolo, Politecnico di Bari, Politecnico di Torino, Prometeia e Owemes per la realizzazione dello studio, presentato come approfondito e indipendente.
Il lavoro analizzerà in modo sistematico benefici, sfide e strategie di sviluppo del settore, con un focus specifico sul ruolo dell’eolico offshore nella competitività del Paese, nella transizione energetica e nel rafforzamento della filiera industriale nazionale. Un’attenzione particolare sarà riservata ai fabbisogni occupazionali e materiali, messi a confronto con le capacità industriali già disponibili in Italia, anche grazie al contributo operativo dei soci industriali di AERO.
Occupazione, supply chain e capacità produttiva
Uno dei nodi centrali dello studio riguarda la supply chain, elemento chiave per trasformare gli investimenti in valore industriale domestico. L’analisi intende evidenziare le opportunità di crescita per l’industria italiana, ma anche le azioni necessarie per garantire una transizione che sia rapida, efficace e sostenibile, evitando colli di bottiglia produttivi o dipendenze esterne.
I risultati dovrebbero fornire una base informativa utile a decisioni di policy e investimento, in un momento in cui la competizione europea sull’eolico offshore si gioca sempre più sulla capacità di integrare industria, finanza e competenze.
Le posizioni di AERO e del sistema finanziario
Il Presidente di AERO, Fulvio Mamone Capria, ha sottolineato la finalità operativa dello studio: «Questo studio nasce con l’obiettivo di mostrare concretamente quanto l’eolico offshore possa contribuire a creare nuovi posti di lavoro qualificati e a rafforzare l’industria italiana, offrendo al contempo strumenti concreti per decisioni strategiche e investimenti mirati».
Dal lato finanziario, Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Program di Intesa Sanpaolo, ha posto l’accento sul tema delle competenze: «Questo studio è importante non solo per misurare l’impatto economico dell’eolico offshore, ma soprattutto per contribuire a ridurre il divario tra le competenze richieste dalle imprese e i percorsi formativi. Intesa Sanpaolo è impegnata a favorire il dialogo continuativo tra università e mondo produttivo, essenziale per formare profili professionali adeguati alle esigenze del tessuto industriale e ispirare le giovani generazioni a nuove professioni legate alla transizione energetica».

Il ruolo dell’università nella costruzione delle evidenze
Dal mondo accademico emerge la volontà di fornire evidenze rigorose e confrontabili. I professori Antonio Messeni Petruzzelli e Lorenzo Ardito del Politecnico di Bari spiegano: «L’accordo promuove un’alleanza tra competenze scientifiche e sistema industriale, finalizzata a costruire un quadro chiaro e rigoroso del valore economico e industriale dell’eolico offshore, a supporto di strategie di policy e investimenti volti a sostenere la competitività italiana».
Secondo Giuliana Mattiazzo, Vicerettrice per l’Innovazione scientifico-tecnologica del Politecnico di Torino: «Il Politecnico di Torino, con questo studio, intende contribuire a dotare il Sistema Paese di un’analisi tecnico-economica che valuti impatti e ricadute lungo la filiera industriale e informi scelte di politica pubblica e programmazione industriale su temi ad elevato impatto sistemico, come l’eolico offshore».
Valutazione ex-ante e coordinamento industriale
Per Alessandra Lanza, Senior Partner di Prometeia, il valore dello studio risiede nell’approccio ex-ante: «Crediamo che accompagnare le politiche di investimento per la transizione tecnologica e ambientale con studi di impatto ex-ante su tutta la filiera sia fondamentale per indirizzare le risorse verso il maggior beneficio sociale possibile e garantirne un effetto duraturo nel tempo».
Anche Alessandro Corsini, Presidente di Owemes, richiama il tema del coordinamento: «Disporre di strumenti quantitativi rigorosi permette di far emergere il potenziale di una nuova avventura industriale per il Paese. Questo lavoro dimostra l’importanza di fare squadra».
Prossime tappe
Una prima sintesi dello studio sarà presentata alla Fiera Key Energy di Rimini, il 5 marzo 2026. Un appuntamento che offrirà un primo banco di prova per valutare se l’analisi riuscirà davvero a tradursi in scelte industriali e politiche coerenti.
Con questa iniziativa, AERO punta a rafforzare un approccio basato su dati, analisi indipendenti e cooperazione tra industria, finanza e università, in un settore che, per dimensione degli investimenti e impatto sistemico, richiede oggi più che mai decisioni informate e coordinate.




