Lo scrittore Nanni Mattia Pascale Brandi racconta il ritorno a Brindisi attraverso gli odori della sua terra, i ricordi e gli affetti
di Nanni Mattia Pascale Brandi
C’è un odore che sento ogni volta che arrivo a Brindisi. Che sia in treno o in auto, dopo ore e ore di autostrada, lo avverto appena qualche chilometro prima di arrivare, come se la città volesse accogliermi nel suo modo migliore.
È un odore che non saprei spiegare. È fatto di erba, di terra rossa, di ulivi e di salsedine. Lo avverto abbassando il finestrino. Lo faccio sempre, quasi in automatico, come se fosse il corpo ad avvertire l’esigenza. E così percorro gli ultimi chilometri lasciando entrare quell’odore, mentre Brindisi comincia lentamente a comparire.
A destra la campagna, qualche rudere accanto a case bianche e basse. A sinistra ancora campagna, vegetazione, poi quella striscia blu che all’improvviso si apre e si lascia guardare. Il mare.
E allora penso che forse ogni uomo che appartiene a questa città sia stato un marinaio prima ancora di essere uomo. Perché qui il mare non è soltanto un luogo. È una presenza che accompagna, che chiama, che qualche volta spinge lontano e altre volte riporta indietro.
La strada si scompone sotto le ruote come una matassa e quell’odore continua a entrare dal finestrino. Te lo porti fino a casa, dove una volta vivevi e giocavi in cortile, dove le biciclette servivano per esplorare nuovi confini e i primi motorini per arrivare in centro sentendosi improvvisamente grandi.

Quell’odore rimane addosso mentre sali le scale. Entra con te dalla porta. Si mescola ai ricordi, al legno dei mobili, alle stanze che sembrano diventate più piccole. E poi c’è quel dopobarba di un padre invecchiato negli anni, rimasto impresso nell’aria più di quanto avresti immaginato. E quella poltrona vuota da poco, ma da troppo tempo per essere facile da sopportare.
Forse Brindisi è anche questo.
È l’odore di casa che ritorna ogni volta che ritorni tu. È qualcosa che non riesci a portare via completamente, neppure quando parti, neppure quando passano gli anni e la tua vita prende altre strade, altre città, altre abitudini.

Perché puoi stare lontano trent’anni, puoi cambiare case, lavori, persone e persino il modo di guardare il mondo, ma quando abbassi quel finestrino, negli ultimi chilometri prima di arrivare, qualcosa torna esattamente al suo posto.
È Brindisi.
È quell’odore che ci fa sentire di essere tornati proprio dove, tanti anni prima, cercavamo disperatamente di fuggire.

Nanni Mattia Pascale Brandi, lo scrittore e i suoi libri
Nanni Mattia Pascale Brandi è nato a Brindisi, dove ha vissuto i primi vent’anni prima di trasferirsi a Milano. Scrive da circa quindici anni. Ha esordito con La mamma ogni quindici giorni era papà, una lettera alla figlia. Tra le sue opere figurano Biciclette senza freni (2024 – clicca qui per acquistare), che attraversa anche la memoria dell’esodo albanese del 1991, La mia piccola città (2026 – clicca qui per acquistare) e Un bacio dentro la città (2026 – clicca qui per acquistare), pubblicati da Youcanprint. Nei suoi racconti, Brindisi è un luogo della memoria, dell’identità e delle radici.








