A Carovigno, tra Torre Guaceto e ulivi secolari, il racconto Ida Santoro documenta la trasformazione del paesaggio colpito dalla Xylella
di Ida Santoro

Serranova, la borgata di Carovigno dove il tempo si è fermato
SERRANOVA (CAROVIGNO-BRINDISI) – Una borgata con pochi abitanti dove il tempo si è fermato, con una chiesa, una scuola e un ufficio postale. E poi c’è un negozio di alimentari, quello del mitico Tonino, dove in realtà ci trovi di tutto, anche la musica, rigorosamente vintage.
La località ospita anche il Centro visite Al Gawsit di Torre Guaceto, a poca distanza dalla riserva, base di partenza per visite guidate e sede di attività didattiche.
La zona è da anni meta scelta da turisti per la tranquillità e la natura circostante, tipica della nostra regione.

Dalla Riforma fondiaria agli ulivi secolari di Serranova
Siamo a Serranova, frazione del Comune di Carovigno, nata nel 1956 dalla Riforma fondiaria, dove gli agricoltori hanno fondato un oleificio cooperativo avviato nel 1960. Perché la terra era particolarmente votata alla coltivazione olivicola per la fitta presenza di ulivi secolari, e quindi alla produzione di olio.

Arrivando dal mare, all’altezza di Torre Guaceto, si attraversa la piana degli ulivi, dove la strada sale un poco, superando la ferrovia.
Prima del borgo si distingue un castello costruito nel 1629 dal feudatario Serra su un nucleo più antico del 1350.

La Xylella e le eradicazioni degli ulivi: il paesaggio cambia
Poi è arrivata la piaga della Xylella e la produzione dell’oleificio ha subito in pochi anni un drastico calo.
Molti agricoltori, salvo poche eccezioni (che vi racconteremo), sono stati costretti alle eradicazioni degli alberi infetti, cominciate in maniera imponente nel mese di giugno 2024.
Il paesaggio è in continua e veloce trasformazione: ampi spazi di terra incolta, chiome secche, tronchi senza chiome, sagome di ulivi sopravvissuti agli incendi.

Serranova al tramonto, il racconto per immagini di Ida Santoro
Le immagini di Ida Santoro raccontano alcuni tratti del percorso fino alla borgata, con riprese effettuate al tramonto che rendono ancora più evidente il dramma che la nostra terra sta vivendo.




