Dalla Dufour 37 al software THCS, al welfare aziendale: Marzovilla, Schiavone e Quarta raccontano il progetto e le strategie di crescita
BRINDISI – Il futuro della nautica passa anche dalla capacità di trasformare un’imbarcazione in un servizio, un investimento in un’esperienza accessibile e una giornata di navigazione in un’opportunità di formazione per le imprese. Su questa visione Apulia Boat Club Srl (si apre in una nuova scheda) costruisce un progetto imprenditoriale che integra sharing nautico, innovazione tecnologica e servizi aziendali, presentato allo SNIM 2026 – Salone Nautico di Puglia (si apre in una nuova scheda) attraverso una nuova alleanza con Approdi Srl, dealer Dufour Yachts.
Il progetto ha già una base operativa a Cala Ponte Marina, a Polignano a Mare, una prima imbarcazione Dufour 37 e un sistema digitale realizzato dalla società brindisina THCS (si apre in una nuova scheda). Da qui prende forma una strategia che punta a estendere lo sharing nautico, collegare basi in porti differenti e offrire nuovi servizi alle aziende, dal welfare al team building.
A guidare Apulia Boat Club Srl sono tre soci provenienti da altrettante città pugliesi: Filippo Marzovilla, CEO di Bari, Antonio Schiavone, Operations Manager di Foggia, e Arturo Quarta, General Manager di Brindisi. Tre figure manageriali, tre provenienze territoriali e un progetto comune che guarda al 2030, con l’ambizione di costruire un modello imprenditoriale replicabile anche oltre i confini pugliesi.

Filippo Marzovilla: dalla passione per la vela nasce un’impresa
L’idea imprenditoriale nasce da un’esperienza concreta, prima ancora che da un piano commerciale: l’acquisto di una barca a vela da parte di un gruppo di appassionati, alla ricerca di una formula che permettesse di navigare con continuità senza sostenere individualmente tutti i costi della proprietà.
Filippo Marzovilla, CEO di Apulia Boat Club Srl, racconta il percorso che ha portato alla collaborazione con Approdi Srl.
Da dove nasce il progetto con Approdi e come intendete cambiare il rapporto tra proprietà e utilizzo delle imbarcazioni?
«Il progetto nasce da un fatto naturale. Siamo appassionati di vela e, a un certo punto, abbiamo scelto Approdi come dealer e fornitore dell’imbarcazione che abbiamo acquistato, una Dufour 37. Da lì abbiamo avviato insieme questo percorso, che è appena iniziato. Quest’anno abbiamo avviato l’attività con due membri già a bordo. È un progetto di boat sharing a tutti gli effetti: i membri possono utilizzare l’imbarcazione come se fosse la propria, senza però sostenere tutti i costi di gestione di una barca di proprietà».
È proprio questo il principio economico alla base dell’iniziativa. La proprietà dell’imbarcazione resta in capo all’organizzazione, mentre i membri del Club possono accedere alla navigazione attraverso una formula di utilizzo condiviso.
Un sistema che punta a ridurre alcune delle principali barriere economiche e gestionali della nautica da diporto, rendendo più semplice programmare le uscite e godere dei vantaggi della navigazione.
L’esperienza già avviata a Polignano rappresenta il punto di partenza di un’espansione più ampia.
Il Piano Industriale 2030 prevede nuove basi nautiche e lo sviluppo in franchising. Qual è la vostra strategia di crescita?
«La strategia punta, per il momento, ad avere una copertura regionale del boat sharing nei principali porti pugliesi, partendo da Cala Ponte, a Polignano, dove siamo attualmente. Vogliamo proseguire con Brindisi, Manfredonia e Taranto, mettendo a disposizione dei nostri membri le imbarcazioni e offrendo loro la possibilità di spostarsi tra i diversi porti e le diverse basi. In questo modo potranno utilizzare le barche senza le preoccupazioni della gestione. È un sistema efficiente, vantaggioso per tutti».
La prospettiva delineata da Marzovilla supera quindi il concetto tradizionale di noleggio occasionale. L’obiettivo è creare una relazione continuativa con gli iscritti, attraverso una rete organizzata che permetta di navigare in località differenti.
Per il cliente significa ampliare la scelta delle destinazioni; per l’impresa, sviluppare un servizio capace di crescere territorialmente.

Antonio Schiavone: «Un progetto nel quale ho creduto subito»
Accanto alla visione strategica, la realizzazione del modello richiede competenze specifiche nel settore nautico e una struttura operativa capace di coordinare imbarcazioni, servizi e utilizzatori.
In questa prospettiva si inserisce il contributo di Antonio Schiavone, Operations Manager di Apulia Boat Club Srl, originario di Foggia.
Il suo coinvolgimento nasce dalla conoscenza del settore e dalla convinzione che il modello possa rispondere a una domanda concreta.
Lei è entrato successivamente nel progetto. Perché ha deciso di aderire e che cosa l’ha convinta?
«Appena mi hanno proposto questa attività, ci ho creduto subito e ho deciso di esserci. Conosco già il mondo della nautica e ho capito immediatamente che è una cosa che serve».
Schiavone definisce l’iniziativa «un progetto innovativo» che punta a rivoluzionare il modo di fare nautica.
La sua valutazione evidenzia uno degli aspetti centrali dell’operazione: la possibilità di introdurre modalità di fruizione più flessibili in un settore nel quale l’acquisto e la gestione individuale delle imbarcazioni hanno tradizionalmente rappresentato una componente importante del mercato.
L’obiettivo operativo sarà garantire che la condivisione non comprometta l’autonomia dell’utilizzatore, la disponibilità delle barche e la qualità dell’assistenza.
È proprio su questo equilibrio che si fonda la sostenibilità di un modello destinato ad ampliare progressivamente la propria rete.
Arturo Quarta: il software THCS rende autonomi i membri del Club
Uno degli elementi più interessanti del progetto riguarda l’infrastruttura tecnologica che sostiene il sistema di sharing.
Apulia Boat Club Srl (si apre in una nuova scheda) ha scelto come partner THCS (si apre in una nuova scheda), società ICT con sede a Brindisi, specializzata nello sviluppo di soluzioni digitali e sistemi di gestione.
La collaborazione ha portato alla realizzazione di un software personalizzato per coordinare l’utilizzo delle imbarcazioni e semplificare il rapporto tra i membri del Club e la società.
A illustrarne il funzionamento è Arturo Quarta, General Manager.
Avete sviluppato un software specifico per la gestione del progetto. Come funziona e quale ruolo svolge THCS?
«Il software è stato realizzato da THCS, nostro partner nel progetto, che ha sviluppato per noi un prodotto personalizzato per la gestione delle attività di boat sharing. Nello specifico, abbiamo automatizzato la parte relativa al check-in e al check-out delle imbarcazioni, oltre alla gestione delle segnalazioni di eventuali danni. Abbiamo inoltre organizzato attraverso il software il calendario di tutte le settimane di boat sharing tra i diversi membri, in modo da coordinarne l’utilizzo».
Il sistema mette quindi in relazione tre elementi: disponibilità delle imbarcazioni, programmazione delle uscite e assistenza operativa.
Attraverso un’area riservata, ciascun membro può gestire le proprie prenotazioni, controllare i periodi assegnati e svolgere le principali operazioni relative all’utilizzo della barca.
La piattaforma consente anche di comunicare eventuali problemi riscontrati a bordo, mantenendo un collegamento con l’organizzazione che gestisce il servizio.
L’autonomia dell’utente diventa così una caratteristica centrale del modello, senza eliminare il supporto della società.
La collaborazione con THCS assume anche un significato territoriale: un’impresa tecnologica brindisina mette le proprie competenze al servizio di un progetto nato nella nautica pugliese, contribuendo alla digitalizzazione di attività tradizionalmente caratterizzate da una forte componente gestionale.

Dal software alla rete nazionale: il modello degli scambi
La tecnologia rappresenta anche la condizione necessaria per sostenere l’espansione prevista dal Piano Industriale 2030.
L’idea è costruire un sistema nel quale i membri possano utilizzare imbarcazioni disponibili in basi differenti, attraverso una programmazione coordinata delle settimane di navigazione.
Arturo Quarta spiega la prospettiva con un esempio concreto.
«L’obiettivo è avere più basi dislocate sul territorio nazionale, dando ai membri di ciascuna base la possibilità di scambiarsi le settimane. Per esempio, un membro di Cagliari che volesse trascorrere le vacanze in Puglia potrebbe scambiare la propria settimana con un membro di Polignano, che a sua volta potrebbe andare a navigare a Cagliari. In questo modo si potrebbero vivere esperienze differenti, utilizzando lo stesso modello di imbarcazione».
L’esempio di Cagliari illustra una possibilità futura, non l’esistenza di una base già attiva in Sardegna.
La logica è quella di una rete interconnessa: l’iscritto non sarebbe vincolato esclusivamente al porto nel quale ha aderito al Club, ma potrebbe ampliare le proprie opportunità di navigazione grazie agli accordi di scambio tra le basi.
Il sistema digitale sarà fondamentale per organizzare queste operazioni, coordinando disponibilità, periodi di utilizzo e richieste degli iscritti.

Perché lo SNIM: «Crediamo nella Puglia»
La scelta di Brindisi per la presentazione in anteprima assoluta non è casuale.
Il Salone Nautico di Puglia rappresenta per la società l’occasione per presentare il modello a potenziali clienti, operatori e investitori, valorizzandone al tempo stesso l’origine regionale.
Avreste potuto presentare il progetto anche in altri saloni nautici. Perché avete scelto proprio lo SNIM?
«Abbiamo scelto lo SNIM perché siamo un’azienda pugliese, crediamo nella Puglia e vogliamo affermare il nostro brand a livello nazionale e internazionale, esportando il nostro modello oltre i confini regionali».
Arturo Quarta collega questa scelta alla strategia industriale dell’impresa.
«Abbiamo pensato a un piano industriale che inizialmente coprirà le basi pugliesi. Attualmente siamo presenti a Polignano a Mare, mentre le prossime aperture che vorremmo realizzare riguardano Brindisi e Manfredonia, per poi proseguire con altre marine pugliesi, tra cui Otranto e Taranto».
Il programma generale di espansione presentato allo SNIM individua inoltre Vieste, Trani, Santa Maria di Leuca, Gallipoli e Policoro, in Basilicata, tra le destinazioni previste dalla visione industriale al 2030.
Le diverse località rappresentano obiettivi di sviluppo da realizzare progressivamente, non una rete già interamente operativa.
Quarta sottolinea anche la volontà di aprire il progetto a nuovi investitori.
«Il piano prevede un modello in franchising, offrendo a investitori anche esterni alla regione, che credono in questo progetto e vogliono applicare lo stesso modello, la possibilità di entrare nella nostra rete».
La strategia punta quindi a combinare una crescita territoriale diretta con il coinvolgimento di imprenditori interessati a replicare il sistema organizzativo del Club.

La partnership con Approdi: navigare mentre si attende la nuova barca
Un’altra componente del progetto riguarda il rapporto con Approdi Srl e la commercializzazione delle imbarcazioni Dufour.
La collaborazione nasce dall’acquisto della prima barca, ma si sviluppa attraverso formule pensate per ampliare le opportunità offerte agli acquirenti.
Tra queste assume particolare rilievo Zero Stop, che consente a chi acquista una nuova Dufour tramite Approdi di accedere alla flotta condivisa durante l’attesa della consegna della propria imbarcazione.
Qual è il vantaggio per un cliente che ordina una barca nuova e vuole iniziare subito a navigare?
«Con il nostro partner Approdi abbiamo condiviso questa opportunità commerciale perché sappiamo bene che, anche acquistando immediatamente un’imbarcazione in fiera, i tempi di costruzione e consegna possono essere medio-lunghi. Vogliamo dare a chi desidera navigare subito la possibilità di farlo attraverso il nostro modello, anche dal giorno successivo. Il dealer ha valutato positivamente questa opportunità e la collaborazione con noi».
La formula permette così di affrontare una delle criticità del mercato delle imbarcazioni nuove: la distanza temporale tra l’acquisto e la disponibilità effettiva del prodotto.
Accanto a Zero Stop resta la proposta Try & Buy, attraverso la quale il cliente può sperimentare la navigazione in modalità sharing e valutare successivamente l’acquisto, beneficiando delle condizioni riservate previste dall’accordo entro sei mesi dalla conclusione dello SNIM 2026.
L’integrazione tra utilizzo e vendita rappresenta un’opportunità commerciale per entrambe le imprese, che possono accompagnare il cliente in fasi differenti del rapporto con la nautica.
Il mare diventa welfare aziendale e formazione
Il progetto di Apulia Boat Club si sta sviluppando anche in una direzione diversa da quella del mercato nautico tradizionale: i servizi alle imprese.
Tra le novità presentate allo SNIM 2026 figura infatti una proposta dedicata al welfare aziendale e al team building, attraverso giornate di navigazione e percorsi formativi a bordo.
Arturo Quarta spiega come l’iniziativa sia stata concepita per offrire alle aziende uno strumento utile a valorizzare i propri collaboratori.

In che modo Apulia Boat Club può diventare anche un servizio di welfare aziendale?
«Abbiamo messo in piedi un servizio di team building rivolto alle aziende che vogliono valorizzare i propri collaboratori e portarli a bordo per vivere un’esperienza. Apulia Boat Club offre alle imprese l’opportunità di riconoscere ai dipendenti un’attività di welfare aziendale, regalando loro una giornata di team building oppure una sessione formativa a bordo».
Il progetto si è sviluppato anche grazie all’arrivo dell’imbarcazione a Polignano e alla collaborazione con professionisti specializzati nella formazione, che affiancano la società nell’organizzazione delle attività.
La proposta amplia il potenziale mercato dell’impresa, rivolgendosi a organizzazioni interessate a investire nel benessere dei dipendenti e nella qualità delle relazioni professionali.
La barca diventa così uno spazio nel quale svolgere attività formative, rafforzare la collaborazione e sperimentare situazioni che richiedono coordinamento e capacità decisionale.
ABC Academy, la regata che simula la vita d’impresa
L’attività formativa trova un riferimento nell’ABC Academy, l’area dedicata allo sviluppo delle competenze all’interno dell’organizzazione.
L’Academy propone programmi che permettono a imprenditori, dipendenti e partner aziendali di sperimentare la vita a bordo come rappresentazione delle dinamiche organizzative di un’impresa.
Il funzionamento è semplice: durante una regata simulata, ogni partecipante assume un ruolo e contribuisce al raggiungimento di un obiettivo comune.
Un equipaggio deve infatti coordinare le proprie attività, prendere decisioni e affrontare situazioni nelle quali il risultato dipende dall’efficacia del lavoro collettivo.
Sono meccanismi che trovano un parallelo diretto nella gestione aziendale.
I programmi possono essere organizzati nell’arco di una giornata oppure durante un weekend, con attività che coinvolgono lavoratori e gruppi professionali.
L’interesse dell’iniziativa è duplice. Per le aziende rappresenta una possibilità di formazione esperienziale; per Apulia Boat Club costituisce un’ulteriore opportunità di diversificazione, capace di collegare la nautica al mercato dei servizi professionali.
Attraverso l’ABC Corporate Sailing Experience, la navigazione viene utilizzata per sviluppare leadership, capacità di collaborazione e spirito di squadra. La barca a vela si trasforma in un laboratorio nel quale ruoli, responsabilità e capacità decisionali possono essere sperimentati direttamente.

Una filiera pugliese tra nautica, tecnologia e servizi
Apulia Boat Club Srl sviluppa un modello imprenditoriale fondato su tre direttrici complementari.
La prima è quella della navigazione condivisa, già avviata a Polignano con la Dufour 37. La seconda riguarda la tecnologia, con il contributo della società brindisina THCS alla gestione delle flotte e degli iscritti. La terza coinvolge la formazione e il welfare aziendale, attraverso servizi rivolti direttamente alle imprese.
A queste componenti si aggiunge il programma di espansione territoriale, sostenuto anche dalla prospettiva del franchising.
L’obiettivo è costruire un’organizzazione nella quale l’utilizzo delle imbarcazioni possa generare attività economiche differenti, coinvolgendo operatori nautici, imprese tecnologiche, formatori e nuovi investitori.
La crescita dovrà naturalmente confrontarsi con la sostenibilità degli investimenti, la disponibilità delle flotte, la domanda effettiva dei servizi e la capacità di coordinare basi distribuite sul territorio. Non sono stati comunicati importi complessivi o obiettivi economici quantitativi del piano industriale.
La direzione scelta da Filippo Marzovilla, Antonio Schiavone e Arturo Quarta emerge con chiarezza: fare dello sharing nautico il punto di partenza di un sistema di servizi più ampio, capace di rendere la navigazione accessibile attraverso nuove formule e di creare opportunità per il tessuto imprenditoriale.
SNIM 2026, quattro appuntamenti al giorno e prenotazioni online
Il nuovo progetto può essere approfondito direttamente allo SNIM 2026, in programma fino al 26 ottobre al Marina di Brindisi.
Approdi Srl e Apulia Boat Club Srl hanno organizzato un calendario di quattro incontri quotidiani, ospitati presso lo stand e a bordo dell’imbarcazione esposta, con sessioni dedicate agli armatori, ai potenziali acquirenti e agli imprenditori interessati alle nuove formule commerciali.
Alle 11 si svolge «Il dubbio intelligente: Opzione d’Acquisto (Try & Buy)», dedicato alla possibilità di sperimentare un’imbarcazione prima di procedere all’acquisto.
Alle 13.30 è previsto «Zero Stop: Compra oggi, naviga subito», con un approfondimento sui vantaggi della formula che consente di utilizzare la flotta condivisa durante l’attesa della consegna di una nuova barca.
Alle 16 l’appuntamento «La barca senza pensieri: Proprietà, Sharing e Network 2030» affronta i temi della gestione, dei costi, dello sharing e delle prospettive del piano industriale, comprese le opportunità di franchising.
Alle 18 si conclude con «Meet the Owners & Expert Q&A», un aperitivo di networking a bordo pensato per favorire il confronto diretto tra soci, armatori, visitatori ed esperti delle due società.
La partecipazione agli incontri e agli aperitivi richiede la prenotazione, in considerazione dei posti limitati disponibili per garantire un’esperienza personalizzata.
Gli interessati possono prenotare attraverso la piattaforma ufficiale di Apulia Boat Club dedicata allo SNIM 2026, accessibile dai canali della società, oppure richiedere informazioni e accreditarsi direttamente presso lo stand fieristico.
Sono previste anche la possibilità di richiedere un Pass VIP, fissare appuntamenti riservati con i rappresentanti delle aziende e approfondire le condizioni per aderire al progetto in franchising.
Per informazioni e prenotazioni sono disponibili gli indirizzi info@approdisrl.it e info@apuliaboatclub.it.
Brindisi al centro di una nuova economia della nautica
La ventiduesima edizione dello SNIM – Salone Nautico di Puglia diventa così il contesto nel quale Approdi Srl e Apulia Boat Club Srl presentano un’evoluzione del rapporto tra imprese e mare.
Il progetto mette insieme competenze commerciali, innovazione digitale, servizi nautici e formazione aziendale, creando un collegamento tra attività economiche che possono sostenersi reciprocamente.
La collaborazione con THCS dimostra inoltre come una realtà tecnologica brindisina possa contribuire allo sviluppo di nuovi modelli di business in un settore tradizionale come la nautica.
Per la Puglia, questa prospettiva apre possibili collegamenti tra turismo nautico, servizi portuali, formazione professionale e sistema produttivo.
La sfida sarà trasformare le opportunità individuate in attività economiche stabili, verificando nel tempo la sostenibilità del modello, la domanda delle aziende e la capacità di realizzare le nuove basi.
L’esperienza della formazione a bordo aggiunge un elemento particolarmente interessante a questa strategia. Una regata può insegnare qualcosa sul funzionamento di un gruppo di lavoro, così come un’organizzazione efficiente può rendere più accessibile e continuativa la navigazione.
Il valore economico della nautica, in questa visione, non si misura soltanto nelle imbarcazioni vendute, ma anche nei servizi sviluppati, nelle competenze valorizzate e nelle nuove opportunità create per imprese e territori.




