Sabato 24 Ottobre 2026

Persone, aziende, storie, eccellenze da e per la Puglia

Innovazione

Water Rescue Brindisi, la sicurezza corre sull’acqua

Dallo SNIM Simone Minghetti rilancia il progetto nato a Brindisi: dopo il test di Barletta, l’obiettivo è crescere lungo la costa pugliese

di Redazione

· 5 min di lettura

Simone Minghetti founder WATER RESCUE BRINDISI
Simone Minghetti founder WATER RESCUE BRINDISI

Dallo SNIM Simone Minghetti rilancia il progetto nato a Brindisi: dopo il test di Barletta, l’obiettivo è crescere lungo la costa pugliese

BRINDISI – La sicurezza in mare può diventare una componente sempre più evoluta dell’economia costiera. Rapidità, formazione, mezzi specialistici e capacità di intervenire dove i sistemi tradizionali possono incontrare maggiori difficoltà sono gli elementi sui quali Simone Minghetti sta costruendo WATER RESCUE BRINDISI (si apre in una nuova scheda). Il progetto arriva allo SNIM 2026 – Salone Nautico di Puglia (si apre in una nuova scheda) con alle spalle una prima esperienza operativa sul litorale di Barletta e con un obiettivo dichiarato: estendere progressivamente il modello lungo le coste, nei porti e negli stabilimenti balneari della Puglia.

WATER RESCUE BRINDISI, l’acquascooter di servizio

Al centro c’è la Rescue Water Craft, la moto d’acqua attrezzata per il soccorso, utilizzata con una barella specifica per raggiungere rapidamente una persona in difficoltà e riportarla verso riva. Ma la tecnologia, nella visione di Minghetti, rappresenta soltanto una parte del sistema. Il punto è costruire intorno al mezzo competenze, organizzazione, prevenzione e una presenza capace di integrarsi con le esigenze di enti pubblici, strutture balneari, manifestazioni sportive ed eventi sul mare.

Lo SNIM diventa così la vetrina di una fase nuova: WATER RESCUE non si presenta soltanto come un’esperienza nata dalla passione per il mare, ma come un progetto che prova a trasformare una specializzazione tecnica in un servizio strutturato per la sicurezza costiera.

Weater Rescue Brindisi, Simone Minghetti durante un pattugliamento della costa

Dalla passione per il mare a un modello operativo

Da dove nasce l’idea di WATER RESCUE BRINDISI?

«L’idea nasce da una profonda passione per il mare e dalla consapevolezza che la sicurezza sulle nostre coste richieda strumenti sempre più rapidi, moderni ed efficaci. Brindisi e la costa pugliese hanno una forte vocazione marittima, ma in determinate condizioni, come mare mosso, fondali bassi o spiagge molto affollate, i classici mezzi di soccorso o la sola presenza da terra possono incontrare dei limiti. Abbiamo voluto quindi portare nel nostro territorio il soccorso acquatico con moto d’acqua, il metodo Rescue Water Craft, con barelle montate sulle moto d’acqua, per raggiungere meglio il pericolante, abbattere i tempi di intervento e garantire la massima protezione per i bagnanti».

Water Rescue Brindisi, Simone Minghetti durante la simulazione di un soccorso

La scelta della moto d’acqua risponde quindi a un principio preciso: ridurre il tempo necessario per raggiungere chi si trova in difficoltà, soprattutto negli scenari nei quali l’avvicinamento dalla terra o con mezzi più grandi può risultare meno immediato.

È proprio il tempo, più ancora della velocità del mezzo, uno degli elementi centrali del progetto. In un’emergenza in acqua pochi minuti possono separare una situazione gestibile da una condizione critica. La capacità di muoversi rapidamente vicino alla battigia, in presenza di bassi fondali o di mare formato, diventa dunque il vero valore operativo della Rescue Water Craft.

Un servizio rivolto a pubblico, balneari e sport

L’idea sviluppata a Brindisi punta però oltre il singolo intervento di soccorso. Il mercato potenziale comprende una pluralità di soggetti che utilizzano il mare come spazio economico, turistico o sportivo e che devono contemporaneamente garantirne la sicurezza.

Quali servizi svolgete oggi?

«Oggi mettiamo a disposizione un servizio completo e professionale per enti pubblici, stabilimenti balneari, organizzazioni sportive e promotori di eventi: pattugliamento e soccorso costiero, assistenza a gare ed eventi sportivi, presidio di eventi sul mare e supporto alla sicurezza dei bagnanti».

Water Rescue Brindisi, pronto intervento in occasione di una recente gara di canottaggio nel porto di Brindisi

È qui che WATER RESCUE prova ad allargare il proprio perimetro. Il soccorso resta il cuore tecnico dell’attività, ma attorno a esso si sviluppano pattugliamento, prevenzione e assistenza a manifestazioni che utilizzano lo spazio marittimo.

Una prospettiva particolarmente significativa in Puglia, dove turismo balneare, nautica, sport acquatici e grandi eventi stanno aumentando il peso economico delle coste. La crescita della fruizione del mare porta con sé anche una maggiore necessità di servizi specializzati capaci di affiancare l’organizzazione delle attività con strumenti dedicati alla sicurezza.

Barletta, la prova sul campo

Il passaggio dalla teoria all’operatività è arrivato durante la stagione balneare sul litorale di Barletta. Per Minghetti quell’esperienza rappresenta molto più di un singolo servizio: è il banco di prova attraverso il quale verificare concretamente tempi e capacità di intervento.

Water Rescue Brindisi, l’equipaggio durante un pattugliamento in mare al tramonto

Quest’anno avete svolto servizio a Barletta. Com’è andata?

«L’esperienza sul litorale di Barletta durante la stagione balneare è stata un importantissimo banco di prova e una grande conferma del nostro modello, operando al servizio della comunità. Presidiare un tratto di costa ampio e frequentato come quello di Barletta ci ha permesso di dimostrare concretamente la tempestività di intervento delle moto d’acqua. In diverse occasioni, la capacità di intervenire in pochissimi minuti vicino alla battigia e con il mare formato ha fatto la differenza per prevenire situazioni critiche».

È probabilmente questo il passaggio più significativo. WATER RESCUE porta allo SNIM non soltanto una tecnologia da mostrare, ma un’esperienza dalla quale ricavare indicazioni sul possibile sviluppo del progetto.

Barletta dimostra soprattutto che la partita non riguarda esclusivamente la disponibilità di una moto d’acqua. Per presidiare un tratto di costa occorrono operatori preparati, continuità del servizio, capacità di valutare le condizioni del mare e procedure in grado di trasformare la rapidità del mezzo in efficacia dell’intervento.

Da Brindisi alla costa pugliese

Il prossimo passaggio indicato da Minghetti è il più ambizioso: trasformare WATER RESCUE da esperienza territoriale in una presenza progressivamente più estesa lungo la Puglia.

Qual è l’obiettivo di WATER RESCUE nei prossimi anni?

«Il nostro obiettivo principale è consolidare innanzitutto ed estendere la presenza di WATER RESCUE lungo il litorale, nei porti e negli stabilimenti della Puglia, rendendo la moto d’acqua uno standard diffuso per la sicurezza in mare. Nei prossimi anni puntiamo ad ampliare la flotta, prendere anche dei mezzi un po’ più grandi, stringere nuove partnership strategiche, diffondere la cultura e la prevenzione acquatica».

La prospettiva contiene già le direttrici dello sviluppo: più mezzi, un raggio operativo maggiore, partnership e un progressivo ampliamento delle capacità disponibili. Ma Minghetti introduce anche un elemento meno immediato e probabilmente più importante nel lungo periodo: la cultura della prevenzione.

La sicurezza in mare, infatti, non comincia nel momento in cui parte un soccorso. Comincia prima, nella capacità di presidiare, prevenire, conoscere i rischi e organizzare correttamente le attività che si svolgono sull’acqua.

Ed è proprio qui che il progetto nato a Brindisi può trovare la propria dimensione più interessante. La Puglia sta costruendo intorno al mare una parte crescente della propria identità economica: porti, nautica, turismo, sport, cantieristica, eventi e formazione compongono una filiera che continua ad ampliarsi. La sicurezza appartiene alla stessa infrastruttura.

Lo SNIM offre quindi a WATER RESCUE un contesto particolarmente coerente per raccontare questa evoluzione. Perché sviluppare l’economia del mare significa aumentare imbarcazioni, attività, eventi e persone che frequentano la costa, ma significa anche costruire servizi capaci di accompagnarne la crescita.

Da Brindisi parte una scommessa precisa: fare della rapidità del soccorso, della specializzazione degli operatori e della prevenzione non soltanto una risposta alle emergenze, ma una componente stabile di una Puglia che vuole vivere sempre di più il proprio mare.

Leggi anche