BRINDISI – Parla brindisino una nuova formula del salvamento in mare che guarda all’intera costa pugliese. Si chiama Water Rescue Brindisi (si apre in una nuova scheda) e punta a introdurre sul litorale della città un servizio organizzato di soccorso acquatico con moto d’acqua, per sviluppare successivamente un modello replicabile in altre località della regione. Un progetto che nasce dall’esperienza professionale di Simone Minghetti, istruttore-formatore della Federazione Italiana Nuoto (si apre in una nuova scheda), allenatore di nuoto per salvamento e specialista negli interventi acquatici, e che trova nello SNIM 2026 – Salone Nautico di Puglia (si apre in una nuova scheda), in programma dal 22 al 26 ottobre alla Marina di Brindisi, la sua prima importante occasione di presentazione al grande pubblico.
L’ambizione è precisa: partire da Brindisi, dove non risulta attivo un presidio strutturato con idromoto assimilabile a quello proposto, per realizzare un sistema di intervento rapido capace di integrare il tradizionale servizio degli assistenti bagnanti. In prospettiva, portare la stessa organizzazione lungo altri tratti delle coste pugliesi, costruendo collaborazioni con stabilimenti balneari, amministrazioni locali, operatori della sicurezza e sistema dell’emergenza.
Non è soltanto una questione di tecnologia. Il valore del progetto risiede nella combinazione tra mezzi specializzati, competenze professionali, formazione continua e capacità di coordinamento. Un’esperienza che Minghetti ha maturato attraverso anni di attività nel nuoto, nell’insegnamento del salvamento, nei soccorsi effettivamente compiuti e, più recentemente, nel servizio 118 Mare della provincia di Barletta-Andria-Trani.

Allo SNIM 2026 nasce la prospettiva di un modello regionale
La partecipazione al Salone Nautico di Puglia (si apre in una nuova scheda) segna un passaggio significativo nel percorso di Water Rescue Brindisi. Nel Villaggio della Cultura del Mare saranno presentate moto d’acqua equipaggiate per il salvamento, barelle di recupero e dispositivi utilizzati negli interventi.
La presenza si inserisce nelle attività del Villaggio dello Sport, realizzato di concerto con la Regione Puglia, che per questa edizione amplia lo spazio riservato alla formazione, alla sicurezza, all’inclusione e alla tutela dell’ambiente marino.
La novità riguarda soprattutto la prospettiva organizzativa. Water Rescue Brindisi non intende limitarsi a fornire assistenza in occasione di singole manifestazioni sportive o nautiche, ma aspira a promuovere un presidio stabile e specializzato sul territorio.
Il primo obiettivo è Brindisi, città nella quale le esigenze di sicurezza balneare coinvolgono stabilimenti, spiagge libere, aree portuali e manifestazioni sportive. Il secondo è più ambizioso: trasformare l’esperienza locale in un modello adottabile anche da altre comunità costiere pugliesi.
Un’evoluzione che richiederebbe accordi con soggetti pubblici e privati, investimenti nei mezzi e nella formazione, oltre al rispetto delle autorizzazioni e delle disposizioni delle autorità competenti.
Lo SNIM offre dunque l’occasione per illustrare non soltanto come funzionano le attrezzature, ma soprattutto quale ruolo potrebbero assumere in una diversa organizzazione della sicurezza in mare.

Rescue Water Craft, la tecnologia che accelera il soccorso
Alla base del progetto c’è il Rescue Water Craft (RWC), un sistema di salvamento che utilizza moto d’acqua appositamente configurate per raggiungere e recuperare persone in difficoltà.
La differenza rispetto alle moto d’acqua impiegate per il diporto sta nell’allestimento, nelle modalità operative e nella preparazione degli equipaggi. I mezzi utilizzano una barella galleggiante posteriore sulla quale può essere sistemata la persona recuperata, oltre a dispositivi di sicurezza e attrezzature dedicate.
Le caratteristiche di manovrabilità e il ridotto pescaggio consentono di intervenire, quando le condizioni lo permettono, anche in zone prossime alla costa e su fondali dove imbarcazioni tradizionali possono incontrare maggiori difficoltà.
Il soccorritore può raggiungere rapidamente il pericolante, assisterlo, favorirne il recupero e trasportarlo verso un luogo sicuro per le successive operazioni di assistenza sanitaria.
L’efficacia del sistema, tuttavia, non dipende soltanto dalla velocità del mezzo. Occorrono preparazione atletica, conoscenza delle tecniche di nuoto e salvamento, capacità di valutazione del mare, esperienza nella conduzione e padronanza delle procedure di emergenza.

Una moto d’acqua non elimina i rischi legati a vento, correnti e moto ondoso. Per questo motivo la specializzazione degli operatori costituisce un requisito fondamentale.
Il modello proposto da Water Rescue Brindisi parte proprio da questo principio: la tecnologia diventa uno strumento di sicurezza soltanto quando viene utilizzata da personale adeguatamente formato e inserita in un’organizzazione efficace.

Simone Minghetti, dal nuoto alla formazione dei soccorritori
La storia professionale di Simone Minghetti rappresenta uno degli elementi centrali del progetto.
Il suo percorso nasce dall’attività natatoria e si sviluppa attraverso il nuoto per salvamento, disciplina nella quale preparazione atletica e tecniche di soccorso costituiscono competenze strettamente collegate.
Minghetti è allenatore di nuoto per salvamento e istruttore-formatore della FIN – Federazione Italiana Nuoto (si apre in una nuova scheda), Sezione Salvamento. In questa veste contribuisce alla preparazione dei futuri assistenti bagnanti, figure chiamate a garantire la vigilanza, la prevenzione e il primo intervento nelle situazioni di emergenza acquatica.
La sua esperienza comprende attività formative, organizzazione di corsi e sessioni d’esame, oltre a collaborazioni con realtà sportive del territorio quali Polisportiva Delfinia, ASD Sottosopra e Vigornuoto.
Ha svolto inoltre attività legate alla formazione presso la piscina della Marina Militare di Brindisi, contribuendo alla preparazione degli aspiranti assistenti bagnanti.
Una professionalità che coniuga insegnamento, preparazione fisica e capacità operativa e che si è progressivamente arricchita attraverso la specializzazione nel Rescue Water Craft.

Nel 2026 è stato anche l’unico brindisino presente a bordo vasca con funzioni di assistente bagnanti ai Giochi del Mediterraneo di Taranto, manifestazione internazionale che ha richiamato in Puglia migliaia di atleti.
L’esperienza sportiva e formativa costituisce così la base sulla quale Minghetti ha sviluppato una competenza sempre più orientata alla sicurezza acquatica e agli interventi in condizioni di emergenza.

Simone Minghetti col campione Alberto Razzetti

Simone Minghetti col nuotatore Luca De Tullio
A Lido Brin il salvataggio che dimostra il valore della formazione
Il 16 giugno 2022, nelle acque di Lido Brin, sul litorale nord della città, un uomo viene colto da malore mentre si trova in mare.
Minghetti è sulla spiaggia con la figlia. Non è impegnato in un turno di servizio quando alcune grida richiamano la sua attenzione su una persona riversa in acqua, a una certa distanza dalla riva.
L’istruttore comprende la situazione e interviene immediatamente. Raggiunge a nuoto l’uomo, lo recupera e lo trasporta verso la battigia, dove viene aiutato da alcuni presenti.
Accertata l’assenza di segni di attività cardiaca, avvia le manovre di rianimazione cardiopolmonare.
Nel frattempo, l’assistente bagnanti in servizio presso lo stabilimento allerta il 118, raggiunge il luogo dell’intervento con il defibrillatore e collabora alle operazioni.
Le compressioni toraciche praticate da Minghetti consentono il ripristino del battito cardiaco. L’utilizzo del defibrillatore non si rende necessario e l’uomo viene successivamente affidato agli operatori sanitari giunti sul posto.
L’episodio dimostra quanto possano risultare determinanti la capacità di riconoscere un’emergenza, la tempestività e la corretta esecuzione delle manovre di primo soccorso.
È anche una storia che contribuisce a spiegare la filosofia di Water Rescue Brindisi: la sicurezza acquatica non può essere affidata all’improvvisazione. Richiede competenze consolidate e persone capaci di mantenere lucidità anche nelle situazioni più critiche.

Il 118 Mare nella BAT, un’esperienza da cui partire
Un’altra tappa significativa del percorso di Minghetti è stata la collaborazione, durante l’estate 2026, con il servizio 118 Mare attivo nella provincia di Barletta-Andria-Trani.
Il dispositivo organizzato dall’ASL BAT, in collaborazione con la Guardia Costiera e gli operatori del soccorso, ha impiegato idromoto attrezzate lungo il litorale di Barletta, Trani, Bisceglie e Margherita di Savoia.
Operativo dal 7 luglio al 30 settembre 2026, il servizio ha previsto presidi quotidiani con personale preparato a intervenire direttamente in mare e sulle spiagge, in raccordo con il sistema territoriale dell’emergenza sanitaria.
Le idromoto, equipaggiate con pilota e personale sanitario o di soccorso, hanno costituito un supporto particolarmente utile nelle aree sottocosta e sui bassi fondali.
L’attività è stata oggetto di un bilancio operativo svolto a settembre presso la Lega Navale di Barletta (si apre in una nuova scheda), alla presenza del comandante del Compartimento marittimo, capitano di fregata Valerio Massimo Acanfora, del direttore del Servizio 118 dell’ASL BAT, Donato Iacobone, e del responsabile del servizio e degli equipaggi, Eugenio Padalino.
Tra gli interventi della stagione figura quello del 17 agosto a Margherita di Savoia, dove la collaborazione tra Guardia Costiera e idromoto ha contribuito a individuare e soccorrere un sub disperso da diverse ore.
Il 23 agosto, a Bisceglie, il sistema di soccorso ha permesso di raggiungere e riportare a riva una turista francese di 68 anni in difficoltà su una tavola da stand up paddle.

Al termine della stagione, il direttore del 118 dell’ASL BAT ha espresso il proprio apprezzamento per l’attività degli operatori: «In occasione della conclusione del servizio di soccorso in mare del 118 mediante idromoto, desidero esprimere il più sentito apprezzamento e la più sincera gratitudine ai volontari e all’Associazione per la professionalità, la disponibilità e l’impegno profusi nel corso dell’intera stagione.
Il contributo assicurato ha rappresentato un elemento di fondamentale rilevanza per la tutela della sicurezza dei bagnanti e per garantire interventi tempestivi, qualificati ed efficaci lungo il litorale.
Rivolgo, inoltre, un particolare ringraziamento al dott. Padalino per l’attività di coordinamento svolta e alla Capitaneria di Porto per la costante e preziosa collaborazione istituzionale. La sinergia tra tutti gli operatori coinvolti ha consentito di rafforzare il presidio della costa e di assicurare una risposta ancora più efficace e tempestiva alle situazioni di emergenza».
Per Water Rescue Brindisi, l’esperienza della BAT costituisce un riferimento concreto: dimostra come il soccorso con moto d’acqua possa integrarsi con l’organizzazione sanitaria e con le autorità marittime, senza sostituirne le competenze.

Le norme e i piani collettivi: le basi per un nuovo servizio
La possibilità di sviluppare un sistema organizzato di salvamento si inserisce in un quadro normativo che contempla la sicurezza della balneazione, la formazione degli operatori e forme di collaborazione tra soggetti pubblici e privati.
La legge regionale pugliese 17 del 10 aprile 2015, dedicata alla disciplina della tutela e dell’uso della costa, riconosce la sicurezza della balneazione tra i principi ai quali deve conformarsi l’azione regionale.
Nel 2018 la Regione Puglia ha sostenuto, attraverso la deliberazione di Giunta 1176, un piano collettivo di salvataggio nel Comune di Margherita di Savoia, basato su un’organizzazione coordinata delle attività di assistenza e sicurezza balneare.
Il principio è significativo: superare, laddove previsto e consentito, una gestione esclusivamente circoscritta ai singoli stabilimenti per costruire forme più ampie di collaborazione lungo i tratti di costa.
Sul piano della preparazione professionale, il decreto ministeriale 85 del 29 maggio 2024 disciplina i soggetti autorizzati a organizzare i corsi di formazione al salvamento e a rilasciare le abilitazioni all’attività di assistente bagnanti.
Le ordinanze delle autorità marittime e la disciplina regionale della balneazione completano il quadro delle prescrizioni e delle responsabilità.
La normativa non istituisce automaticamente un servizio come Water Rescue Brindisi, né consente di sostituire i presidi obbligatori con le sole moto d’acqua.
Fornisce però un contesto nel quale possono essere progettate forme di collaborazione tra assistenti bagnanti, mezzi mobili, operatori specializzati e istituzioni.
È proprio questa la direzione nella quale intende muoversi Water Rescue Brindisi.

Primo obiettivo Brindisi: un presidio lungo il litorale
La priorità è trasformare un insieme di competenze già disponibili in un servizio organizzato per il territorio.
Water Rescue Brindisi mira a introdurre un presidio di salvamento con moto d’acqua lungo il litorale brindisino, affiancando, dove possibile e secondo le disposizioni applicabili, l’attività degli assistenti bagnanti e degli altri soggetti impegnati nella sicurezza.
Il modello potrebbe prevedere postazioni strategiche, pattugliamento, assistenza alle spiagge libere e agli stabilimenti, interventi in situazioni di difficoltà e supporto alle manifestazioni sportive.
Non si parte comunque da zero sul piano dell’esperienza operativa. Water Rescue Brindisi è già impegnata nell’assistenza alle competizioni regionali di canottaggio organizzate nelle acque del porto cittadino.
Queste attività dimostrano la capacità di operare in contesti nei quali è necessaria una vigilanza specifica sulle persone impegnate in acqua.
Il passaggio successivo sarebbe quello di sviluppare una struttura più ampia, capace di assicurare continuità operativa e coordinamento.
La realizzazione richiederebbe un confronto con Comune di Brindisi, autorità marittime, operatori balneari e altri soggetti interessati. L’eventuale integrazione con i servizi sanitari d’emergenza dovrebbe essere definita con le amministrazioni competenti.
L’obiettivo è affiancare e rafforzare le strutture esistenti, non sovrapporsi alle funzioni della Guardia Costiera o del 118.

Da Brindisi alla Puglia: un progetto da replicare lungo la costa
La prospettiva più ambiziosa riguarda il territorio regionale.
L’intenzione è che Water Rescue Brindisi possa diventare un modello di riferimento per altre località pugliesi, adattabile alle caratteristiche dei diversi litorali.
Brindisi rappresenterebbe il punto di partenza, il territorio nel quale costruire e consolidare il primo presidio. Le successive esperienze potrebbero coinvolgere altri comuni costieri, valorizzando le professionalità locali e favorendo collaborazioni tra stabilimenti, amministrazioni e operatori specializzati.
Non si tratterebbe necessariamente di riprodurre ovunque un’organizzazione identica. Le esigenze di sicurezza variano infatti in relazione alla conformazione della costa, ai fondali, all’accessibilità, alla frequentazione turistica e alla presenza di strutture di assistenza già operative.
Il modello regionale avrebbe dunque bisogno di essere flessibile, senza rinunciare a standard elevati di preparazione e coordinamento.
È una prospettiva che potrebbe interessare sia il versante adriatico sia quello ionico della Puglia, soprattutto nei tratti caratterizzati da un’intensa presenza di bagnanti o da particolari difficoltà di intervento.
L’estensione non costituisce oggi una rete già istituita, ma una visione di sviluppo da costruire attraverso progetti, accordi e risorse.
In questo senso, lo SNIM assume un ruolo strategico: permette di presentare l’idea a una platea composta da imprese, associazioni, amministratori, professionisti della nautica e operatori del mare, creando le condizioni per possibili collaborazioni future.

La Carta di Brindisi e la sicurezza come cultura del mare
Il progetto si inserisce anche nel percorso della Carta di Brindisi per la Cultura del Mare, che riunisce associazioni e realtà economiche, sportive e culturali impegnate nella valorizzazione del rapporto tra la città e il mare.
Water Rescue Brindisi figura tra gli operatori coinvolti in questa rete, nata nel contesto del progetto di candidatura di Brindisi a Capitale italiana del Mare.
La sicurezza acquatica entra così in un sistema più ampio, nel quale convivono sviluppo della nautica, sport, formazione, tutela ambientale e sensibilizzazione dei cittadini.
È una visione coerente con la trasformazione dello stesso Salone Nautico di Puglia, che attraverso il progetto SNIM 365 intende promuovere iniziative dedicate al mare durante tutto l’anno.
La partecipazione di Water Rescue Brindisi assume pertanto un significato che supera la semplice esposizione di mezzi: rappresenta l’incontro tra un’esperienza professionale consolidata e la possibilità di costruire nuove opportunità per il territorio.

Lo SNIM come punto di partenza di una sfida pugliese
Dal 22 al 26 ottobre, al Marina di Brindisi (si apre in una nuova scheda), i visitatori dello SNIM potranno osservare da vicino le moto d’acqua e le attrezzature di salvamento presentate da Water Rescue Brindisi e conoscere le caratteristiche di un sistema operativo che ha già trovato applicazione in altre aree della Puglia.
Sarà anche l’occasione per riflettere su un tema di interesse pubblico: come rendere più efficiente la sicurezza lungo le coste, soprattutto nei tratti nei quali un intervento tempestivo può risultare particolarmente complesso.
La sfida di Simone Minghetti è trasformare le competenze maturate tra piscine, formazione professionale e interventi reali in una proposta organizzativa capace di crescere.
Prima Brindisi, con l’obiettivo di introdurre un servizio specializzato oggi assente nella forma proposta. Poi la costa pugliese, attraverso un modello replicabile, aperto alla collaborazione con le istituzioni e gli operatori del settore.
Il percorso resta da costruire, ma il punto di partenza è concreto: professionalità, mezzi dedicati, esperienza sul campo e una visione che guarda oltre i confini cittadini.
Perché il futuro del salvamento non dipende soltanto dalla capacità di raggiungere più velocemente una persona in difficoltà. Dipende soprattutto dalla possibilità di organizzare competenze e risorse affinché un soccorso qualificato possa arrivare dove e quando serve.
È da questa idea, nata a Brindisi e presentata allo SNIM 2026, che Water Rescue vuole provare a costruire una nuova prospettiva per la sicurezza lungo la costa pugliese.




