Venerdì 6 Novembre 2026

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Cultura e turismo

Le Cesine, scoperti un porto romano e un impianto per il vino

Gli scavi dell’Università del Salento rivelano nuove tracce delle attività marittime e agricole nell’antichità. Due giornate tra ricerca e ambiente

di Direttore responsabile

· 7 min di lettura

Vernole, il porto romano sommerso alle Cesine
Vernole, il porto romano sommerso alle Cesine

Gli scavi di UniSalento rivelano nuove tracce delle attività marittime e agricole nell’antichità. Due giornate tra ricerca e ambiente

LECCE – Un complesso portuale risalente presumibilmente all’età di Augusto e i resti di un insediamento produttivo che potrebbe essere stato destinato alla vinificazione. Sono i due principali risultati della campagna archeologica 2026 alle Cesine, nel territorio di Vernole, in provincia di Lecce, dove le ricerche dell’Università del Salento (si apre in una nuova scheda) stanno contribuendo a ricostruire un tratto ancora poco conosciuto della storia economica e marittima della costa adriatica salentina.

Le indagini, condotte contemporaneamente sulla terraferma e nei fondali marini, offrono nuovi elementi per comprendere l’organizzazione delle attività portuali e agricole in epoca romana. Particolarmente significativo è il possibile inquadramento cronologico delle strutture sommerse, che risulterebbero precedenti al molo di età adrianea di San Cataldo.

I risultati saranno illustrati oggi, venerdì 6 novembre, a Lecce e successivamente approfonditi nel corso di due giornate dedicate all’archeologia, alla tutela ambientale e alla valorizzazione del patrimonio storico delle Cesine.

Conferenza stampa, locandina

Un porto di età augustea nei fondali delle Cesine

La prima direttrice della campagna archeologica riguarda lo specchio d’acqua antistante l’Edificio Idrovoro, nella località di San Giovanni, all’interno del territorio di Vernole.

Qui gli archeologi hanno studiato un settore di un complesso portuale presumibilmente di età augustea, riconducibile quindi al periodo compreso tra la fine del I secolo avanti Cristo e l’inizio del I secolo dopo Cristo.

L’elemento di maggiore interesse riguarda proprio la cronologia delle strutture. Se confermata dalle successive analisi, la datazione collocherebbe il complesso portuale in una fase precedente alla costruzione del molo adrianeo di San Cataldo, generalmente riferito all’età dell’imperatore Adriano, nella prima metà del II secolo dopo Cristo.

Una differenza cronologica importante per la ricostruzione della storia degli approdi lungo questo settore dell’Adriatico.

La presenza di infrastrutture portuali così antiche suggerisce infatti la necessità di approfondire il ruolo della costa delle Cesine nell’organizzazione dei collegamenti marittimi e nelle attività economiche del territorio durante la prima età imperiale.

Resta da chiarire, attraverso ulteriori indagini, quale fosse l’estensione complessiva dell’approdo, quali funzioni svolgesse e come si inserisse nella rete degli insediamenti costieri romani.

Vernole, scavi archeologici alle Cesine

Sulla terraferma emerge un possibile impianto per il vino

Il secondo fronte delle ricerche riguarda l’insediamento individuato nel 2025, il cui scavo è stato notevolmente ampliato durante la campagna 2026.

Le nuove indagini consentono di formulare un’ipotesi sulla destinazione delle strutture riportate alla luce.

Secondo gli archeologi, potrebbe trattarsi del settore produttivo di una villa romana, probabilmente destinato alla vinificazione, oppure del centro manifatturiero di una vasta tenuta agricola.

L’interpretazione è ancora in fase di studio, ma apre una prospettiva significativa sulla funzione economica dell’insediamento.

La possibile presenza di un impianto per la produzione del vino richiama infatti l’organizzazione delle attività agricole e delle strutture produttive che caratterizzavano le campagne del Salento in epoca romana.

Il collegamento tra le evidenze archeologiche terrestri e quelle sommerse costituisce uno degli aspetti più interessanti delle ricerche. La presenza, nello stesso contesto costiero, di un approdo e di un possibile centro produttivo pone interrogativi sui rapporti tra agricoltura, manifattura e trasporti marittimi.

Non è ancora dimostrato un collegamento funzionale diretto tra le due strutture, ma il loro studio congiunto potrebbe offrire nuovi elementi per comprendere il sistema economico e insediativo dell’area.

Archelogia dei paesaggi del mare, locandina

L’Università del Salento ricostruisce il paesaggio antico

Le attività archeologiche sono state condotte dal Gruppo ArcheoSub del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, sotto la direzione scientifica della professoressa Rita Auriemma.

L’approccio adottato integra l’archeologia subacquea con le indagini sulla terraferma, permettendo di esaminare le trasformazioni del paesaggio costiero attraverso testimonianze differenti.

L’obiettivo scientifico non riguarda soltanto l’identificazione delle singole strutture, ma anche la ricostruzione delle relazioni tra gli insediamenti umani, le attività produttive e l’ambiente marino.

Le Cesine rappresentano, sotto questo profilo, un contesto particolarmente interessante. La presenza di testimonianze archeologiche in un’area oggi caratterizzata da un importante patrimonio naturalistico permette di leggere le trasformazioni intervenute lungo la costa nel corso dei secoli.

La ricerca assume così una dimensione che supera il singolo ritrovamento, contribuendo alla conoscenza della storia del popolamento e dell’utilizzo delle risorse del territorio salentino.

Oggi a Lecce la presentazione dei risultati degli scavi

I risultati della campagna archeologica 2026 saranno presentati ufficialmente alla stampa oggi, venerdì 6 novembre, alle ore 11, nella sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, in via Libertini 6, presso la Chiesa dello Spirito Santo, a Lecce.

L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali di Antonio Zunno, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le tre province.

Seguiranno gli interventi di Mauro De Carlo, sindaco di Vernole, di Antonella Pansini, funzionaria archeologa della Soprintendenza, e di Rita Auriemma, responsabile scientifica delle ricerche.

La conferenza rappresenta il primo appuntamento di un programma di divulgazione e confronto promosso in collaborazione con la Soprintendenza, il Comune di Vernole e il Polo Biblio-museale di Lecce – Regione Puglia.

L’iniziativa intende rendere accessibili alla comunità i risultati della ricerca e avviare una riflessione sulle prospettive di conoscenza, tutela e valorizzazione dei siti archeologici delle Cesine.

Al Castello di Acaya il confronto tra archeologia e ambiente

Il programma proseguirà oggi, alle ore 17, nella sala conferenze del Castello di Acaya, con un incontro dedicato all’Archeologia dei paesaggi di mare.

Dopo la presentazione dei risultati della campagna di scavi, Luigi De Luca, Michela Rugge e Oronzina Malecore, del Polo Biblio-museale di Lecce, illustreranno il Laboratorio dei Paesaggi di Acaya – Acaya LandLivingLab.

Seguirà la tavola rotonda «Archeologia e ambiente, archeologia per l’ambiente: futuri possibili per i siti delle Cesine» (si apre in una nuova scheda), moderata dalla giornalista Carla Petrachi.

Il confronto coinvolgerà rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico e delle associazioni ambientaliste, con l’obiettivo di approfondire le possibilità di integrazione tra tutela archeologica, conservazione ambientale e valorizzazione del territorio.

Parteciperanno Marina Leuzzi, assessora all’Urbanistica e alla Casa della Regione Puglia; Mauro De Carlo, sindaco di Vernole; Antonio Zunno, soprintendente per le province di Brindisi, Lecce e Taranto; Antonella Pansini, funzionaria archeologa della Soprintendenza; Luigi De Luca, direttore del Polo Biblio-museale di Lecce; Girolamo Fiorentino, direttore del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento; e Rita Auriemma, direttrice scientifica degli scavi.

Per il settore ambientale e della ricerca interverranno Giuseppe De Matteis, direttore della Riserva naturale Le Cesine; Piero Medagli, dell’Università del Salento; Silvia Pettinicchio, Global Strategy Director di Plastic Free Onlus; Antonella Leone, ricercatrice senior del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) e vicepresidente di Marevivo Puglia; Marco Dadamo, direttore dell’Area marina protetta di Porto Cesareo; e Mino Buccolieri, presidente del Coordinamento Ambientalisti pro Porto Cesareo O.d.V.

La giornata si concluderà con una visita al Laboratorio dei Paesaggi del Castello di Acaya, guidata dall’archeologa Michela Rugge.

Archeologia e biodiversità, una prospettiva comune per le Cesine

Il confronto tra archeologi, amministratori pubblici, ricercatori e associazioni ambientaliste introduce una questione centrale per il futuro delle Cesine: come conciliare la conoscenza e la valorizzazione delle testimonianze storiche con la protezione di un ambiente naturale di particolare pregio.

La Riserva naturale Le Cesine costituisce uno dei principali contesti di interesse naturalistico della costa adriatica salentina. La compresenza di aree umide, ambienti costieri e testimonianze archeologiche rende questo territorio un luogo privilegiato per studiare le relazioni tra attività umane e trasformazioni del paesaggio.

In tale prospettiva, i risultati degli scavi possono contribuire non soltanto alla ricostruzione del passato, ma anche alla definizione di percorsi di fruizione culturale compatibili con le esigenze di conservazione ambientale.

La valorizzazione del patrimonio archeologico potrebbe inoltre rafforzare l’offerta culturale del territorio di Vernole e di Acaya, favorendo forme di turismo legate alla conoscenza della storia, della natura e del paesaggio.

Si tratta di prospettive che richiedono programmazione e collaborazione istituzionale, sulle quali il confronto pubblico offrirà un’occasione di approfondimento.

ArcheoUniSalento_ Le Cesine

Sabato 7 novembre visita guidata agli scavi e pulizia della costa

La seconda giornata sarà dedicata alla conoscenza diretta dei luoghi della ricerca e alla partecipazione dei cittadini.

Sabato 7 novembre, alle ore 10, nell’area delle Cesine, in località San Giovanni, è previsto l’Archeowalking alle Cesine, con partenza dall’Edificio Idrovoro delle Bonifiche.

L’iniziativa permetterà ai partecipanti di visitare l’area archeologica e osservare lo stato finale raggiunto dagli scavi della campagna 2026, prima dell’avvio delle operazioni di protezione e ricopertura delle strutture.

Sarà un’occasione per conoscere direttamente i risultati delle indagini e comprendere come le testimonianze archeologiche si inseriscano nella storia delle trasformazioni della costa.

La visita sarà accompagnata dalla seconda edizione di PuliAmo la costa, attività di sensibilizzazione e cura del territorio realizzata con il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste locali.

L’accostamento tra visita archeologica e iniziativa ambientale esprime il significato complessivo delle due giornate: promuovere una conoscenza del territorio che riconosca nel patrimonio storico e in quello naturale due componenti strettamente connesse.

Archeowalking, locandina

Come partecipare all’Archeowalking del 7 novembre

La partecipazione alle attività di sabato 7 novembre è gratuita, ma per l’Archeowalking è prevista la prenotazione obbligatoria.

Il ritrovo è fissato alle ore 10 presso l’Edificio Idrovoro delle Bonifiche, alle Cesine, in località San Giovanni, nel territorio di Vernole.

Per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi ad Acaya LandLivingLab, telefonando al numero +39 393 125 3321 oppure scrivendo all’indirizzo acayalandlivinglab@gmail.com.

L’iniziativa conclude un percorso di divulgazione che mette in relazione ricerca universitaria, istituzioni, associazioni e cittadini. Un’occasione per osservare da vicino le testimonianze del passato prima della loro ricopertura e comprendere come le nuove scoperte possano contribuire alla conoscenza e alla tutela del paesaggio costiero delle Cesine.

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