Gender Hack a UniSalento contro il digital gender gap

Gender Hack 2025 il team Serendipity

I team vincitori e le ricadute di un hackathon che mette il dato al centro delle politiche per l’equità di genere nel digitale

di Antonio Portolano

Un hackathon per misurare le disuguaglianze e generare cambiamento

Usare i dati per rendere visibili le disuguaglianze e contrastare il digital gender gap. È questa la missione di Gender Hack, l’hackathon accademico ospitato dall’Università del Salento e dedicato all’analisi e al superamento dei divari di genere nella trasformazione digitale attraverso un approccio data-driven. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione studentesca Women in Big Data – Italy, costola italiana dell’associazione internazionale Women in Big Data, in collaborazione con IFAB, IT4LIA, ICSC, CETMA DIHSME e con la stessa Università del Salento.

L’evento finale si è svolto presso la Community Library di UniSalento e ha rappresentato un momento di confronto tra mondo accademico, istituzioni ed esperti sui temi dell’equità di genere nel digitale, confermando il ruolo dell’università come spazio di sperimentazione culturale e tecnologica.

Gender Hack 2025 a UniSalento

I vincitori di Gender Hack

Durante la giornata conclusiva, i team selezionati hanno lavorato su dati aperti e casi di studio reali, sviluppando dashboard, modelli analitici e soluzioni tecnologiche orientate a individuare e ridurre i bias di genere nei sistemi digitali. Al termine della valutazione della giuria tecnico-scientifica e di dominio, sono stati premiati quattro team, ai quali sono stati assegnati buoni Cadhoc di importo variabile tra i 200 e i 550 euro.

Il primo posto è stato assegnato al team Serendipity, composto dagli studenti e dalle studentesse UniSalento Luca Rovito, Marria Lazoi, Andrea Zollino e Alexandro Tornese.
Segue Ingenium, team dell’Università LUM formato da Demetrio Alessandro Trunfio, Ferdinando Potenza, Anna Mezzapesa e Carl Harvey Miguel.
Terza posizione per Gli Analisti Anonimi, gruppo UniSalento composto da Christian Sabella, Andrea Maggio, Giada Morelli e Nicolò Carcagnì.
Chiude la classifica dei vincitori il team Tartarughe Tuonanti, sempre di UniSalento, con Francesco De Rosa, Filippo Cocco e Cristian Leo.

Gender Hack 2025, Team e organizzatori

I temi affrontati e il metodo data-driven

I progetti presentati hanno affrontato alcuni dei principali nodi strutturali del divario di genere nel digitale. Le analisi si sono concentrate sui bias, sulle omissioni e sull’invisibilità dei dati di genere, sulle competenze digitali e sull’orientamento alle discipline STEM, sugli stereotipi precoci, sull’empowerment e sulla permanenza delle donne nel settore tecnologico, sul gender pay gap e sulle disuguaglianze economiche, fino ai temi della governance, delle policy e della leaky pipeline femminile nel mondo tech.

L’obiettivo condiviso è stato quello di dimostrare come una corretta raccolta e analisi dei dati possa supportare decisioni fondate sull’evidenza, superando approcci basati su percezioni o stereotipi e contribuendo in modo concreto alla riduzione delle disuguaglianze di genere.

Il ruolo dell’università e il valore dei dati

A sottolineare il senso profondo dell’iniziativa è Antonella Longo, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione e promotrice di Gender Hack. «Il sistema universitario, produttivo e sociale è ancora lontano da un reale equilibrio di genere» commenta. «Proprio per questo è fondamentale investire nella cultura del dato: solo misurando correttamente i fenomeni possiamo rendere visibili le disuguaglianze, comprenderne le cause e orientare scelte e politiche basate sull’evidenza, anziché su percezioni o stereotipi. Gender Hack nasce per dimostrare che i dati possono diventare uno strumento di cambiamento reale».

Partecipazione, mentoring e impatto territoriale

L’iniziativa ha registrato una partecipazione ampia e qualificata. Sono stati 37 i team iscritti provenienti dalle università pugliesi, 25 quelli che hanno presentato un progetto e 10 i team selezionati per la fase finale. Durante l’hackathon, nove mentor hanno affiancato i partecipanti, supportandoli nello sviluppo e nel perfezionamento delle soluzioni proposte.

Gender Hack 2025 a UniSalento, team e organizzatori

Uno sguardo al futuro

Gender Hack si configura così come molto più di una competizione accademica. È un modello di collaborazione tra università, studenti e partner istituzionali che dimostra come i dati possano diventare uno strumento di consapevolezza e di cambiamento, con ricadute potenziali sulle politiche pubbliche, sull’innovazione e sul territorio. Un’esperienza che rafforza il ruolo dell’università nella costruzione di una trasformazione digitale più equa e inclusiva.