Brindisi ha già i requisiti per costruire una strategia di sviluppo fondata su Appia Antica, vitivinicoltura DOP, mare e identità territoriale riconosciuta
A proposito di Brindisi Capitale del Mare, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Carmine Dipietrangelo, imprenditore vitivinicolo e amministratore di Tenute Lu Spada.
Ambizione e rischio delle etichette
Nei giorni scorsi a Brindisi è stata avanzata la candidatura a Capitale del Mare 2026. È una bella ambizione e mi auguro venga premiata. Ma c’è un rischio: inseguire troppe etichette senza valorizzare fino in fondo ciò che abbiamo già, e che spesso lasciamo colpevolmente in ombra, alla lunga fa perdere credibilità e crea frustrazioni.

Appia Antica e riconoscimento UNESCO
Brindisi, tratto terminale dell’Appia Antica, è già dentro un riconoscimento UNESCO come patrimonio dell’umanità. Ha anche tentato, senza successo, la candidatura a Città della Cultura.
La qualifica di Città di Identità
Esiste però un’opportunità concreta, meno convegnistica e più utile. Con il decreto del MASAF pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 303 del 28 dicembre 2024 è stata istituita la nuova qualifica di Città di Identità per i Comuni che esprimono eccellenze agroalimentari DOP o IGP o una presenza significativa di produzioni biologiche.
Brindisi ha già i requisiti
Il vino di Brindisi è già DOP, così come il carciofo di Brindisi è IGP. Sarebbe opportuno che almeno qualche rappresentante istituzionale, qualche dirigente comunale, qualche rappresentante delle categorie interessate leggesse questo decreto. Scoprirebbe che Brindisi ha tutti i requisiti per essere riconosciuta Città di Identità senza avanzare alcuna candidatura.

Città del vino e occasioni mancate
Brindisi potrebbe anche rientrare nell’associazione nazionale delle Città del vino, di cui faceva già parte ai tempi delle amministrazioni Antonino e Mennitti. Di questo tema avevo parlato già un anno fa. Il risultato è stata la solita indifferenza verso ciò che può mettere in discussione abitudini e vecchie certezze.
Capitale del Mare come occasione reale
Proprio la candidatura a Capitale del Mare può però diventare l’occasione per fare un salto di qualità: unire mare, città e campagna in un’unica narrazione credibile, non solo in uno slogan.

Il valore del vino DOP Brindisi
Brindisi ha tutte le carte in regola. Il vino DOP Brindisi è un patrimonio reale e concreto, ha un disciplinare ed è una delle poche denominazioni italiane che porta il nome di una città capoluogo. Qui però serve una cosa che spesso manca: consapevolezza.
Vitivinicoltura come leva di sviluppo
La vitivinicoltura non è folklore. È economia, paesaggio, innovazione. È una leva vera di sviluppo e può rappresentare una parte credibile di quella transizione industriale di cui si parla molto e si realizza poco.
Un brand identitario chiaro
Per questo ripropongo una scelta semplice e fattibile: costruire un brand chiaro e coerente Brindisi Città di Identità, di mare e di vino. Non una medaglia in più, ma un’identità più piena.
Dal territorio all’esperienza
Un’identità capace di raccontare la città come esperienza, dal bicchiere al territorio, dalle cantine alla storia dell’Appia Antica, fino al porto e all’Adriatico. Il Negroamaro e il Susumaniello non sono solo vitigni: sono linguaggio del luogo, sapore di mare e carattere mediterraneo.

Identità e Appia Antica
Diventare Città di Identità significa anche partecipare con maggiore autorevolezza alla valorizzazione della parte terminale dell’Appia Antica, ricucendo storia ed economia, dando un senso unitario alla città e superando divisioni tra settori e comunità.
Una visione fondata sull’identità
Se vogliamo davvero una visione, partiamo da qui. Con meno etichette inseguite e più identità consapevole. Brindisi può e deve diventare la città del vino e del mare, perché lo è già.




