Confindustria Brindisi: «Un corridoio integrato tra Trieste, Bari, Brindisi e l’aeroporto cargo di Grottaglie per l’export pugliese»
A proposito della proposta di realizzare un’Autostrada del Mare Adriatica tra Trieste e Bari, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Giuseppe Danese, presidente di Confindustria Brindisi.
di Giuseppe Danese
Autostrada del Mare Adriatica: un unico grande sistema
Con riferimento alla proposta di Confindustria Alto Adriatico di un’autostrada del mare che colleghi Trieste a Bari, ritengo opportune alcune considerazioni.
La prima valutazione preliminare è che non bisognerebbe parlare di quattro infrastrutture separate, ma di un unico grande sistema.
L’idea è semplice e potente: costruire la prima vera Autostrada del Mare Adriatica integrata che unisca Trieste, Bari e Brindisi con il suo terminale aereo naturale, l’Aeroporto Cargo di Taranto-Grottaglie.
L’Adriatico è già la nostra autostrada. È il corridoio naturale del Paese. Come dicono gli studi di settore, il corridoio adriatico ha già due porte naturali: a Nord Trieste e Ravenna, a Sud Bari e Brindisi.
Noi non dobbiamo inventare nulla, dobbiamo lavorare per favorire che questa realtà diventi un vero e proprio sistema.

Trieste, Bari e Brindisi: il corridoio logistico adriatico
Trieste è il crocevia dell’Europa, in quanto leader in Italia per i traffici ro-ro con la Turchia e per l’intermodalità verso l’Est Europa, con un retroterra che arriva fino al Centro Europa.
Bari e Brindisi sono, non a caso, indicate come un sistema unico per lo sviluppo delle Autostrade del Mare.
Grimaldi e gli altri operatori collegano già regolarmente Trieste, Bari e Brindisi con la Grecia e la Turchia, a riprova che il mercato c’è già. Noi dobbiamo renderlo strutturale, veloce e sostenibile.
Aeroporto cargo di Grottaglie e intermodalità mare-aria
Inoltre, dobbiamo considerare il ruolo che può assumere l’aeroporto di Grottaglie, l’unico aeroporto cargo strategico del Mezzogiorno riconosciuto dal Piano Nazionale Aeroporti.
La Regione Puglia sta realizzando, insieme al Porto di Taranto, una piattaforma intermodale mare-aereo-ferro-gomma capace di intercettare i flussi dall’Estremo Oriente diretti in Nord Europa.
Pensiamo alle enormi potenzialità: una merce sbarca a Brindisi dalla Turchia o dalla Grecia, fa 45 km, sale su un cargo a Grottaglie e in 3 ore è a Liegi, Francoforte o Orly. Senza più passare da Malpensa o Roma.
Un export Made in Puglia che parte da Grottaglie con 40 voli full cargo l’anno a regime.
Questa è la ZES Jonica, è la Zona Franca Doganale, è l’Area Logistica Integrata Pugliese-Lucana. Non è un sogno, è un indirizzo già dato da ENAC e Regione Puglia.

Export pugliese, trasporti e piattaforma logistica nazionale
In relazione a quanto sopra evidenziato, le proposte sono consequenziali:
- Decongestionare le strade, togliendo migliaia di TIR dalla A14.
- Velocizzare l’export pugliese, agroalimentare in testa.
- Unire l’Italia in 24 ore: da Trieste a Brindisi via mare, da Brindisi al mondo via Grottaglie.
Non sono quattro porti. È un’unica Piattaforma Logistica Nazionale che parte dal cuore dell’Europa e finisce nel Mediterraneo.




