“Art” al Verdi di Brindisi, l’amicizia messa alla prova

Michele Riondino attore e regista

Al Nuovo Teatro Verdi va in scena “Art” di Yasmina Reza con Michele Riondino: la commedia tagliente che smonta l’amicizia con il conflitto

di Antonio Portolano

Un quadro bianco, apparentemente innocuo, diventa il detonatore di una crisi profonda. Domani sera il Nuovo Teatro Verdi ospita Art, il testo più rappresentato della drammaturgia francese contemporanea, diretto e interpretato da Michele Riondino.

Un classico contemporaneo che parla al presente

Scritta da Yasmina Reza, Art è una commedia solo in apparenza leggera. Da oltre vent’anni attraversa i palcoscenici di tutto il mondo perché intercetta un nervo scoperto delle relazioni umane: la difficoltà di restare fedeli a un legame quando emergono differenze di visione, di gusto, di identità. Il punto di partenza è noto e volutamente minimale. Serge acquista un quadro completamente bianco a una cifra spropositata. Marc lo giudica un insulto al buon senso. Yvan tenta una mediazione che si rivela impossibile. Da qui, la discussione sull’arte contemporanea diventa rapidamente un confronto sull’amicizia, sul bisogno di riconoscimento e sul fragile equilibrio che tiene insieme rapporti costruiti nel tempo.

Tre uomini in una stanza, senza vie di fuga

In scena, accanto a Michele Riondino, ci sono Michele Sinisi e Daniele Parisi. L’azione è ridotta all’essenziale: un salotto borghese, poche sedute, una conversazione che devia. Eppure la tensione cresce progressivamente. Art dimostra come non servano grandi eventi per far esplodere un conflitto. Basta una parola detta senza filtri, una risata fuori tempo, un silenzio che pesa più di un’accusa esplicita. Le battute diventano colpi, le ironie si fanno velenose, i ruoli si ribaltano. Affiorano rancori mai risolti, piccole vigliaccherie quotidiane, rivalità che l’amicizia aveva solo mascherato.

Michele Riondino in scena, foto Maurizio Greco

La parola come azione teatrale

Il teatro di Yasmina Reza vive interamente nella parola. Qui non è mai decorativa. Ogni frase produce un effetto irreversibile. La violenza non è fisica, ma verbale e psicologica. Lo spazio domestico si restringe progressivamente fino a trasformarsi in una stanza mentale dalla quale nessuno dei personaggi può uscire indenne. Il quadro bianco, da oggetto di contesa, si trasforma in uno specchio impietoso che riflette ciò che ciascuno vorrebbe non vedere di sé. La domanda resta sospesa fino alla fine: è la sincerità assoluta a salvare un rapporto o è proprio una quota di finzione a renderlo sopportabile?

La regia di Michele Riondino

La regia di Michele Riondino sceglie una linea di rigore e precisione. Il ritmo è serrato, senza mai scivolare nell’eccesso. La comicità nasce dall’intelligenza del testo e dalla qualità degli scambi, non dalla caricatura. Sotto la superficie affiora una malinconia sottile, mai dichiarata, che accompagna lo spettatore fino all’ultima battuta. Art si rivela così una commedia divertente e amara insieme, capace di far ridere e, subito dopo, di mettere a disagio. È proprio in questa oscillazione che risiede la sua forza.

Un titolo che attraversa il tempo

Tradotto in quaranta lingue e interpretato, nel corso degli anni, da attori come Jean-Louis Trintignant, Fabrice Luchini, Albert Finney e Tom Courtenay, Art è ormai un classico del nostro tempo. A Brindisi arriva in una versione asciutta e incisiva, pienamente coerente con Verdi Green, il segmento della stagione del Nuovo Teatro Verdi dedicato a linguaggi teatrali capaci di interrogare il presente e le sue fragilità relazionali.

Informazioni utili

I biglietti sono disponibili online su rebrand.ly/ArtVerdi e al botteghino del Nuovo Teatro Verdi.
Info: 0831 562 554 – botteghino@nuovoteatroverdi.com.