Quattro immobili recuperati grazie al POC Legalità diventano spazi per cultura, inclusione, servizi di quartiere e partecipazione
di Antonio Portolano
BRINDISI – Ci sono inaugurazioni che segnano la conclusione di un intervento. E ce ne sono altre che rappresentano l’inizio di una nuova fase. Quella vissuta oggi 4 giugno nei quartieri Sant’Elia e Paradiso appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
I quattro immobili restituiti alla comunità da ARCA Nord Salento non sono semplicemente locali recuperati e ristrutturati. Sono spazi che tornano ad avere una funzione pubblica, sociale e culturale. Luoghi che per anni erano rimasti chiusi, inutilizzati o privi di una reale destinazione e che oggi diventano strumenti di partecipazione, inclusione, crescita e aggregazione.
È questo il significato più profondo di ARCA Servizi, incontri e voci, il progetto promosso da ARCA Nord Salento e finanziato dal Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza attraverso il Programma Operativo Complementare Legalità 2014-2020.
L’iniziativa ha consentito il recupero di quattro immobili commerciali di proprietà dell’ente: due nel quartiere Sant’Elia e due nel quartiere Paradiso. Un intervento che va oltre la semplice riqualificazione edilizia e che si inserisce in una strategia più ampia di rigenerazione urbana e sociale perseguita negli ultimi anni dall’agenzia pubblica che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale pubblica della provincia.
Alla giornata inaugurale hanno preso parte il Prefetto di Brindisi Guido Aprea, la Procuratrice della Repubblica di Brindisi Pina Montanaro, il consigliere regionale Antonio Scianaro, le assessore del Comune di Brindisi Caterina Cozzolino e Lucia Vantaggiato, il Comandante della Polizia Locale Antonio Orefice, oltre ai rappresentanti delle associazioni e delle cooperative che animeranno i nuovi spazi.

Dal recupero degli immobili alla costruzione di comunità
La parola chiave utilizzata più volte nel corso della giornata è stata “rigenerazione”. Un termine spesso abusato nel dibattito pubblico ma che, nel caso di ARCA Nord Salento, assume un significato molto concreto.
Non si tratta soltanto di recuperare un immobile. Si tratta di restituirgli una funzione.
Una differenza sostanziale che emerge chiaramente nelle parole dell’amministratore unico Vittorio Rina.
«Per ARCA Nord Salento la rigenerazione urbana non significa semplicemente recuperare edifici o ristrutturare immobili. Rigenerare significa restituire funzioni, creare opportunità, favorire relazioni e costruire luoghi capaci di produrre comunità. Quando uno spazio abbandonato torna a vivere, quando viene affidato ad associazioni e realtà del territorio e si trasforma in un presidio sociale, culturale e formativo, allora si realizza una vera rigenerazione urbana».
È una visione che supera il tradizionale ruolo dell’edilizia pubblica e che punta a trasformare il patrimonio immobiliare in uno strumento di sviluppo territoriale.
Non a caso, Rina ha sottolineato come i quartieri popolari possano diventare veri e propri laboratori di innovazione sociale.
«Questa esperienza dimostra che i quartieri popolari possono diventare laboratori di innovazione sociale, partecipazione e cittadinanza attiva. I risultati che stiamo ottenendo confermano che investire nelle persone, nelle reti territoriali e negli spazi di comunità rappresenta una scelta strategica per migliorare la qualità della vita e rafforzare il senso di appartenenza ai quartieri».

Cosa ospiteranno i nuovi spazi
L’aspetto più interessante dell’intervento riguarda proprio le attività che troveranno casa all’interno degli immobili recuperati.
A Sant’Elia, nei locali di piazza Tiepolo, uno degli spazi ospiterà un Info Point e Biblioteca di Quartiere, pensato come luogo di incontro, orientamento, accesso ai servizi e promozione culturale.
Il secondo immobile sarà invece destinato a Santa Sarta, atelier di comunità già protagonista di importanti esperienze sociali sul territorio e sostenuto dal Comune di Brindisi. Un progetto che utilizza la sartoria come strumento di inclusione, apprendimento, crescita personale e costruzione di relazioni, offrendo opportunità concrete di partecipazione e formazione.
Illustrando il significato dell’intervento, Rina ha spiegato: «Per noi è importante arrivare alla conclusione di un percorso avviato nel dicembre 2024. Abbiamo recuperato, restaurato e ristrutturato quattro immobili commerciali che oggi tornano a disposizione della comunità: due a Sant’Elia e due al Paradiso. A Sant’Elia, uno dei locali ospiterà un Info Point e Biblioteca di Quartiere, mentre l’altro sarà destinato a Santa Sarta, un progetto già sostenuto dal Comune di Brindisi. Al Paradiso, invece, uno degli immobili diventerà il punto operativo di PA.ST.A – Paradiso Street Art, il progetto che prevede la realizzazione di 42 murales e la nascita di uno dei più grandi parchi di street art d’Europa, mentre il quarto locale sarà destinato a un progetto di compostaggio di quartiere. Sono tutte iniziative finalizzate a recuperare immobili che erano in disuso, chiusi o utilizzati impropriamente, per restituirli alla collettività».

Dopo le case, il recupero dei locali commerciali
La giornata del 4 giugno è servita anche per delineare una prospettiva futura.
Negli ultimi anni ARCA Nord Salento ha investito risorse significative nel recupero del patrimonio abitativo pubblico, nell’efficientamento energetico degli edifici e nella manutenzione straordinaria degli immobili.
Oggi l’attenzione si concentra sempre di più anche sui locali commerciali, spesso presenti nei quartieri di edilizia pubblica ma privi di una funzione attiva.
Per ARCA Nord Salento questi spazi rappresentano una risorsa strategica. Possono diventare luoghi di servizio, sedi associative, attività economiche, laboratori sociali e culturali capaci di generare nuove opportunità per i residenti.
Per questo Vittorio Rina ha indicato una linea d’azione chiara per i prossimi anni.
«La rigenerazione urbana è un processo che richiede continuità, visione e capacità di guardare oltre il singolo intervento. Per questo, dopo il grande lavoro svolto sul patrimonio abitativo, continueremo nell’azione di recupero e valorizzazione degli immobili di proprietà dell’ente, intervenendo anche sui locali commerciali oggi inutilizzati. Vogliamo ristrutturarli, renderli nuovamente fruibili e favorire l’insediamento di nuove attività capaci di generare servizi, lavoro e opportunità. È un percorso che punta a rafforzare la rigenerazione urbana, sociale ed economica dei territori nei quali operiamo e che intendiamo proseguire con determinazione».




Dal POC Legalità ai quartieri
Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa riguarda la capacità di trasformare un programma nazionale in risultati concreti e visibili per i cittadini.
Il POC Legalità 2014-2020 nasce infatti per promuovere sicurezza, inclusione e coesione sociale attraverso interventi capaci di incidere sulle cause profonde della marginalità e del disagio.
A Sant’Elia e al Paradiso questo obiettivo prende forma attraverso servizi di prossimità, attività culturali, percorsi di inclusione, spazi di aggregazione e nuovi presìdi civici.

Legalità, presenza e comunità: la visione del Prefetto Aprea
Se la prima parte della giornata è stata dedicata alla restituzione degli immobili e alla presentazione delle attività che animeranno i nuovi spazi, la seconda ha consentito di approfondire il significato più ampio dell’intervento: il rapporto tra rigenerazione urbana, sicurezza e legalità.
Un tema affrontato dal Prefetto di Brindisi Guido Aprea, che ha letto l’iniziativa come un esempio concreto di prevenzione e presidio del territorio.

Per il rappresentante del Governo, la lotta all’illegalità non può essere affidata esclusivamente alle attività di controllo e repressione, pur fondamentali. È necessario affiancare a queste azioni politiche capaci di recuperare luoghi, creare opportunità e rafforzare la presenza delle istituzioni nei quartieri.
«Sottrarre spazi al degrado rappresenta una delle forme più efficaci di contrasto a ogni forma di criminalità. C’è bisogno delle forze dell’ordine, della presenza sul territorio e del controllo del territorio, ma è altrettanto importante recuperare luoghi e restituirli alla comunità. In questo caso la rigenerazione urbana compie un passo ulteriore, perché diventa aggregazione sociale. Riqualificare significa anche aggregare».
Le parole del Prefetto si intrecciano perfettamente con il senso del progetto realizzato da ARCA Nord Salento. Un intervento che non si limita a recuperare immobili ma che punta a riempirli di contenuti, attività e relazioni.
Nel suo intervento, Aprea ha voluto sottolineare il valore di esperienze come Santa Sarta, capace di trasformare un semplice locale in uno spazio di apprendimento, inclusione e crescita.
«Lo dimostrano iniziative come l’atelier di comunità Santa Sarta, dove è possibile apprendere competenze e costruire percorsi fondati sui valori dell’etica e della legalità. È questa la strada per restituire vivibilità e socialità ai quartieri più fragili. Non devono esistere quartieri ghetto o quartieri isolati. Dobbiamo essere presenti, lavorare in squadra e accompagnare questi interventi con ulteriori investimenti in infrastrutture, verde pubblico, bellezza e cultura della legalità. Sono questi gli strumenti più efficaci per contrastare criminalità e illegalità».
Una riflessione che richiama una visione moderna della sicurezza urbana: non soltanto controllo, ma qualità della vita, servizi, partecipazione e occasioni di crescita.

La Procuratrice Montanaro: la legalità non è solo sanzione
Una lettura complementare è arrivata dalla Procuratrice della Repubblica di Brindisi Pina Montanaro.
Nel suo intervento, la magistrata ha posto l’accento sulla dimensione culturale della legalità, sottolineando come iniziative di questo tipo contribuiscano a costruire comunità più coese e inclusive.
«Questa è un’espressione di legalità intesa nel senso di favorire la cultura della legalità, che significa accoglienza, che significa vicinanza ai soggetti più fragili, che significa educazione alla convivenza civile. Legalità non può essere solo sanzione, la legalità è anche tutto questo. Direi che è particolarmente meritorio il ruolo di queste associazioni che trasformeranno questi luoghi da luoghi fisici in luoghi vivi, di condivisione e di accoglienza».
Le parole della Procuratrice rappresentano uno dei passaggi più significativi dell’intera giornata.
Il recupero di un immobile non produce automaticamente inclusione. A fare la differenza saranno le persone che lo abiteranno, le associazioni che vi svolgeranno attività, i volontari che lo renderanno un punto di riferimento per il quartiere.
Per questo motivo il ruolo del terzo settore assume una funzione decisiva nel successo del progetto.
I locali inaugurati non saranno semplicemente utilizzati. Saranno animati. Diventeranno luoghi di incontro, ascolto, formazione, creatività e sostegno alle fragilità.
È in questo passaggio – dalla struttura fisica alla comunità che la vive – che il progetto trova la sua dimensione più profonda.

Paradiso Street Art: il quartiere che cambia volto
La seconda parte della visita si è svolta nel quartiere Paradiso, oggi al centro di uno dei più interessanti processi di trasformazione urbana del Mezzogiorno.
Qui la rigenerazione non passa soltanto attraverso gli interventi edilizi o i servizi sociali. Passa anche attraverso la cultura e l’arte.
Uno dei locali recuperati da ARCA Nord Salento diventerà infatti il punto operativo di PA.ST.A – Paradiso Street Art, il progetto realizzato insieme al Collettivo ImmaginAbile che punta a trasformare il quartiere in uno dei più grandi parchi di street art d’Europa.
L’obiettivo è ambizioso: realizzare 42 murales affidati ad artisti di rilievo nazionale e internazionale, creando un vero e proprio museo urbano a cielo aperto.
Il progetto rappresenta uno degli esempi più innovativi di utilizzo dell’arte pubblica come strumento di rigenerazione urbana.
Non un intervento estetico fine a sé stesso, ma una strategia capace di modificare la percezione dei luoghi, rafforzare il senso di appartenenza dei residenti e attrarre attenzione culturale verso quartieri spesso raccontati esclusivamente attraverso le loro criticità.

Il murale di Nemo’s e il simbolo della rinascita
Durante la visita è stato presentato anche il diciassettesimo murale del progetto, attualmente in corso di realizzazione.
L’opera porta la firma di Nemo’s, tra i più autorevoli protagonisti della scena dell’arte urbana italiana e internazionale.
L’artista ha scelto di lavorare sul tema della rinascita, sviluppando un’immagine che dialoga direttamente con la storia recente del quartiere.
Al centro dell’opera compare una figura umana dalla quale si sviluppano rami, vegetazione e frutti. Un’immagine che richiama crescita, trasformazione e capacità di generare nuove opportunità.
Una metafora potente che racconta il percorso intrapreso dal Paradiso negli ultimi anni.
Da quartiere spesso associato al disagio e alla marginalità, a laboratorio permanente di innovazione sociale, arte pubblica e partecipazione.
Non è un caso che sempre più artisti di rilievo nazionale e internazionale abbiano scelto di prendere parte a questo percorso.
Il progetto non viene percepito come una semplice commissione artistica, ma come un processo collettivo capace di produrre cambiamenti reali nel tessuto urbano e sociale.
La sfida degli alloggi occupati abusivamente
Nel corso della visita, il tema della legalità è stato affrontato anche sotto un altro profilo: quello del recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica occupati abusivamente.
Un tema sul quale il Prefetto Guido Aprea ha espresso una posizione molto chiara.
«Recuperare un alloggio di edilizia residenziale pubblica occupato abusivamente significa far vincere due volte lo Stato e due volte la legalità. Da una parte si restituisce al patrimonio pubblico un bene sottratto illecitamente; dall’altra si assegna quell’immobile a chi ne ha realmente diritto attraverso le graduatorie e le procedure previste dalla legge. È una delle priorità sulle quali stiamo già lavorando. Abbiamo individuato le situazioni più complesse presenti sul territorio provinciale, in particolare a Brindisi e Francavilla Fontana, e procederemo nei prossimi mesi con azioni mirate di recupero e restituzione degli immobili».
Un passaggio che amplia ulteriormente il significato della giornata.
Il recupero dei locali commerciali e quello degli alloggi occupati abusivamente rispondono infatti alla stessa logica: restituire alla collettività beni pubblici sottratti alla loro funzione originaria e garantire che tornino a essere utilizzati nell’interesse generale.

Un modello che guarda al futuro
L’inaugurazione dei quattro spazi tra Sant’Elia e Paradiso rappresenta molto più della conclusione di un progetto finanziato dal POC Legalità.
Racconta un modello di intervento che mette insieme istituzioni, enti pubblici, associazioni, cultura, servizi di prossimità e partecipazione civica.
Un modello nel quale la rigenerazione urbana non viene considerata soltanto un’operazione edilizia ma un processo capace di produrre effetti sociali, culturali ed economici.
La biblioteca di quartiere, Santa Sarta, il compostaggio di comunità, PA.ST.A – Paradiso Street Art, il recupero degli immobili pubblici e l’attenzione verso gli alloggi occupati abusivamente sono parti di una stessa strategia.
Una strategia che punta a rafforzare la presenza delle istituzioni nei quartieri, a generare nuove opportunità per i residenti e a trasformare spazi inutilizzati in luoghi capaci di produrre valore sociale.
Per ARCA Nord Salento la sfida non si conclude con il taglio del nastro.
Comincia adesso.
Perché il successo del progetto si misurerà nella capacità di questi luoghi di diventare punti di riferimento permanenti per le comunità di Sant’Elia e Paradiso.
Ed è proprio in questa prospettiva che i quattro immobili inaugurati il 4 giugno assumono un significato che va ben oltre il loro valore materiale: rappresentano un investimento sulla qualità della vita, sulla partecipazione e sul futuro dei quartieri popolari della città.




