IMU sulle case popolari, il rischio paralisi per ARCA

Una veduta dall'alto degli alloggi Arca Nord Salento al quartiere Paradiso

Sentenze favorevoli ad ARCA Nord Salento, ma l’imposta impropria pesa sui bilanci e mette a rischio la missione sociale dell’ente

di Antonio Portolano

BRINDISI – L’IMU applicata alle case popolari di ARCA Nord Salento continua a rappresentare uno dei principali fattori di tensione finanziaria per l’edilizia residenziale pubblica nel Brindisino. Una tassazione che, secondo la normativa nazionale e i più recenti pronunciamenti della giustizia tributaria, non è dovuta, ma che diversi Comuni continuano a richiedere, generando un effetto distorsivo sui conti dell’Agenzia e rallentando le politiche di contrasto all’emergenza abitativa.

Il problema: un’imposta non dovuta che pesa come un costo strutturale

Il nodo nasce dall’inquadramento giuridico degli immobili di edilizia residenziale pubblica. Gli alloggi gestiti da ARCA Nord Salento presentano tutte le caratteristiche degli alloggi sociali, così come definiti dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture del 22 aprile 2008. Si tratta di abitazioni destinate alla locazione permanente, con canoni calmierati, rivolte a nuclei familiari che non sono in grado di accedere al mercato libero e che svolgono una funzione di interesse generale.

In questo quadro, la normativa non prevede una semplice riduzione dell’imposta, ma una esenzione piena dall’IMU. Un principio che trova conferma anche nella legislazione regionale pugliese, che riconosce esplicitamente l’edilizia residenziale pubblica come parte integrante del sistema dell’alloggio sociale.

Nonostante ciò, negli ultimi anni diversi Comuni hanno continuato a emettere avvisi di accertamento IMU nei confronti dell’Agenzia, aprendo una lunga stagione di contenziosi.

Il murale di Sasha Korban sugli edifici Arca Nord Salento del quartiere Paradiso

Le sentenze: la Giustizia tributaria chiarisce il quadro

Negli ultimi mesi, il contenzioso ha registrato un passaggio decisivo. La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Brindisi ha accolto le tesi di ARCA Nord Salento con le sentenze n. 657/2025 e n. 1/2026. A queste si è aggiunta la pronuncia della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado di Lecce, sezione 23, con la sentenza n. 162/2026.

Tutte le decisioni vanno nella stessa direzione: gli alloggi ERP di proprietà di ARCA sono alloggi sociali a tutti gli effetti e, in quanto tali, esenti dal tributo IMU. I giudici hanno quindi disposto l’annullamento degli avvisi di accertamento emessi da alcuni Comuni della provincia di Brindisi.

Un orientamento che si inserisce in un filone giurisprudenziale ormai consolidato e che dialoga con la stessa Corte costituzionale, la quale da tempo qualifica l’edilizia residenziale pubblica come un servizio pubblico di protezione sociale, finalizzato a garantire un’offerta minima di abitazioni ai ceti meno abbienti.

Il paradosso economico: quando l’IMU supera i canoni

Se il quadro giuridico appare sempre più definito, quello economico resta critico. ARCA Nord Salento, come tutte le Agenzie regionali per la casa, non dispone di trasferimenti strutturali: la sua attività si regge quasi esclusivamente sui canoni di locazione, che per legge sono molto bassi.

Da qui nasce il paradosso. In alcuni casi, l’IMU richiesta dai Comuni arriva a superare l’intero canone annuo pagato dall’inquilino. Un’anomalia evidente, che rischia di trasformare un ente pubblico con finalità sociali in un soggetto strutturalmente in perdita.

Il risultato è un progressivo irrigidimento dei bilanci e una riduzione della capacità di investimento.

Vittorio Rina, presidente di Arca Nord Salento

Rina: soddisfazione per le sentenze, ma resta l’allarme conti

Su questo punto interviene il presidente di ARCA Nord Salento, Vittorio Rina, che accoglie con favore le decisioni dei giudici ma richiama l’attenzione sugli effetti concreti.

Presidente Rina, le ultime sentenze sembrano chiudere il dibattito sull’IMU. È davvero così?
«I pronunciamenti sono molto chiari e rappresentano un riconoscimento importante del ruolo pubblico dell’Agenzia. Viene affermato un principio semplice: gli alloggi ERP sono alloggi sociali e non possono essere tassati come immobili ordinari. Per noi è una conferma della correttezza del lavoro svolto in questi anni».

Eppure, nonostante le decisioni favorevoli, l’ente continua a essere sotto pressione. Perché?
«Perché sul piano gestionale gli effetti non sono immediati. In presenza di contenziosi, siamo obbligati ad accantonare risorse importanti in bilancio. Sono fondi che restano bloccati e che non possiamo utilizzare per manutenzioni, recupero degli alloggi o nuove assegnazioni».

Il tema dell’equilibrio economico resta quindi centrale.
«Assolutamente sì. ARCA vive quasi esclusivamente dei canoni di locazione, che sono volutamente bassi. Se a questi si sommano richieste fiscali sproporzionate, il sistema entra in sofferenza. È qui che nasce il rischio di paralisi».

In un contesto di crescente emergenza abitativa, quali sono le conseguenze sociali?
«Il rischio è un cortocircuito. Le risorse sottratte all’edilizia pubblica finiscono per ridurre i servizi proprio a danno delle fasce più fragili. Meno manutenzioni, meno recuperi, meno disponibilità di alloggi. È l’opposto di ciò di cui il territorio ha bisogno oggi».

Brindisi, quartiere Paradiso, il Parco urbano di street art, creato da Arca Nord Salento, visto dall’alto

La posta in gioco: liberare risorse per la missione sociale

Il punto di caduta della vicenda è chiaro. Finché l’IMU impropria continuerà a essere contabilizzata come un rischio potenziale, ARCA Nord Salento sarà costretta a destinare una parte significativa del proprio bilancio a fondi di accantonamento, anziché a politiche abitative.

Al contrario, un riconoscimento uniforme dell’esenzione permetterebbe di liberare risorse, rafforzare gli interventi sul patrimonio pubblico e rispondere con maggiore efficacia a una domanda abitativa in costante crescita.

In un territorio segnato dall’aumento della povertà assoluta e relativa, la partita sull’IMU non è solo una questione fiscale. È una scelta di politica economica e sociale che incide direttamente sulla capacità dello Stato, e degli enti locali, di garantire il diritto alla casa.