UniSalento, il Sigillo ad Ambrogio Fasoli

La rettrice di UniSalento Maria Antonietta Aiello consegna il Sigillo allo scienziato Ambrogio Fasoli_ Foto Andrea Laudisa UniSalento

La rettrice Maria Antonietta Aiello ha premiato a Lecce il fisico dell’EPFL, protagonista della ricerca europea sulla fusione nucleare

di Antonio Portolano

LECCE – Riprodurre sulla Terra i processi che alimentano il Sole è una delle sfide più ambiziose della fisica contemporanea. Una sfida alla quale Ambrogio Fasoli ha dedicato gran parte della propria carriera scientifica, diventando uno dei protagonisti della ricerca europea sulla fusione nucleare. Ieri, sabato 10 ottobre, alle Officine Cantelmo di Lecce, la rettrice Maria Antonietta Aiello gli ha conferito il Sigillo dell’Università del Salento, riconoscimento che ha segnato il momento più significativo della giornata conclusiva della Settimana dell’Energia Nucleare.

Il conferimento è avvenuto dopo la conferenza «Come costruire una stella sulla Terra», durante la quale Fasoli ha illustrato le prospettive della ricerca impegnata a riprodurre in laboratorio i processi di fusione che alimentano le stelle.

Fisico di fama internazionale, Fasoli è vicepresidente per gli affari accademici dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL), prestigiosa università svizzera, ed è stato alla guida di importanti programmi europei dedicati allo sviluppo dell’energia da fusione.

Il riconoscimento dell’Ateneo salentino valorizza dunque un percorso scientifico che unisce ricerca sperimentale, cooperazione internazionale e formazione universitaria. Un percorso legato a una tecnologia che potrebbe contribuire, in futuro, alla decarbonizzazione dei sistemi energetici.

Un momento dell’intervento di Ambrogio Fasoli_ Foto Andrea Laudisa UniSalento

Ambrogio Fasoli, dai laboratori del MIT alla guida della ricerca europea

Nato a Milano, Ambrogio Fasoli si è laureato in Fisica all’Università degli Studi di Milano e ha conseguito il dottorato all’EPFL di Losanna, sviluppando una carriera caratterizzata dallo studio dei plasmi e dei processi fisici alla base della fusione nucleare.

Una tappa fondamentale è stata l’esperienza al Joint European Torus (JET), nel Regno Unito, uno dei più importanti impianti sperimentali al mondo per lo studio della fusione. Qui ha partecipato alle ricerche sul comportamento dei plasmi e agli esperimenti con combustibili costituiti da deuterio e trizio.

Dal 1997 al 2001 ha insegnato al Massachusetts Institute of Technology (MIT), negli Stati Uniti, prima di proseguire la propria attività scientifica e accademica all’EPFL.

Dal 2015 al 2024 ha diretto lo Swiss Plasma Center di Losanna, centro di riferimento internazionale per lo studio della fisica dei plasmi e delle tecnologie necessarie al loro confinamento magnetico.

Il suo impegno si è esteso al coordinamento della ricerca europea. Fasoli ha presieduto l’assemblea generale di EUROfusion e nel 2024 ha assunto la direzione del programma scientifico del consorzio, che riunisce istituzioni impegnate nello sviluppo dell’energia da fusione.

Dal gennaio 2025 ricopre l’incarico di vicepresidente per gli affari accademici dell’EPFL, con responsabilità di indirizzo e coordinamento delle attività universitarie.

Membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei dal 2024, dell’Academia Europaea e Fellow dell’American Physical Society, Fasoli ha pubblicato centinaia di lavori scientifici internazionali, contribuendo all’avanzamento delle conoscenze sulla fisica dei plasmi, sull’astrofisica e sulla fusione.

Un curriculum che spiega il valore del Sigillo attribuito dall’Università del Salento e la rilevanza della sua presenza a Lecce.

UniSalento, Settimana dell’energia nucleare

Come costruire una stella sulla Terra: la sfida della fusione

La conferenza tenuta ieri alle Officine Cantelmo ha affrontato il cuore della ricerca scientifica di Fasoli: ottenere energia attraverso lo stesso principio fisico che alimenta il Sole.

La fusione nucleare avviene quando nuclei atomici leggeri si uniscono formando nuclei più pesanti, liberando energia. È un processo differente dalla fissione nucleare, utilizzata nelle centrali attualmente in esercizio, che produce energia attraverso la divisione di nuclei atomici pesanti.

Riprodurre la fusione sulla Terra richiede condizioni estremamente complesse. Il combustibile deve raggiungere temperature di oltre cento milioni di gradi, assumendo lo stato di plasma, una materia costituita da particelle elettricamente cariche.

Per mantenerlo confinato senza che entri in contatto con le pareti dei dispositivi sperimentali vengono utilizzati potenti campi magnetici. È il principio su cui si basano i tokamak, macchine al centro di importanti programmi internazionali, tra cui ITER, il grande progetto sperimentale in costruzione a Cadarache, in Francia.

La prospettiva della fusione è quella di sviluppare una fonte energetica a basse emissioni di carbonio durante il funzionamento, utilizzando combustibili potenzialmente disponibili su larga scala.

Restano tuttavia ostacoli scientifici, tecnologici ed economici considerevoli: garantire la stabilità del plasma, sviluppare materiali capaci di resistere a condizioni estreme, gestire la produzione e il recupero del combustibile e dimostrare la possibilità di generare elettricità in modo continuativo ed economicamente sostenibile.

La fusione nucleare non è ancora una tecnologia disponibile per la produzione commerciale di energia elettrica. I risultati degli esperimenti dimostrano però i progressi della ricerca e indicano le questioni sulle quali gli scienziati stanno concentrando i propri sforzi.

È proprio in questo scenario che il lavoro di Fasoli assume particolare importanza, collegando i risultati della fisica sperimentale alle prospettive industriali dell’energia da fusione.

Ambrogio Fasoli al CEDAD di Brindisi

La presenza dello scienziato nel Salento è stata preceduta, venerdì 9 ottobre, da un appuntamento scientifico alla Cittadella della Ricerca di Brindisi.

Nell’Aula Seminari del CEDAD, il Centro di Fisica Applicata, Datazione e Diagnostica dell’Università del Salento, Fasoli ha tenuto il seminario «L’energia da fusione: stato dell’arte e prospettive».

L’incontro ha rappresentato un’occasione per approfondire il livello raggiunto dalla ricerca internazionale e gli scenari tecnologici che potrebbero accompagnare lo sviluppo futuro della fusione.

La tappa brindisina ha inserito le competenze scientifiche dell’Ateneo in un confronto con uno dei principali protagonisti della ricerca europea, confermando l’importanza del dialogo tra laboratori universitari, grandi infrastrutture sperimentali e programmi internazionali.

Un collegamento particolarmente significativo per un territorio come quello brindisino, la cui storia industriale ed energetica rende centrale il confronto sulle tecnologie della transizione.

Settimana dell’Energia Nucleare, una foto di gruppo di Fasoli con gli altri relatori_ Foto Andrea Laudisa UniSalento

La Settimana dell’Energia Nucleare si chiude a Lecce

Con la consegna del Sigillo a Fasoli e gli appuntamenti conclusivi di ieri si è chiusa la Settimana dell’Energia Nucleare, promossa dal Dipartimento di Matematica e Fisica «Ennio De Giorgi» dell’Università del Salento e dalla Sezione INFN di Lecce.

La manifestazione, sviluppata dal 6 al 10 ottobre tra Lecce e Brindisi, ha affrontato le prospettive scientifiche e tecnologiche del nucleare, dedicando attenzione sia alla fusione sia alla fissione.

Il primo appuntamento, martedì 6 ottobre, ha visto Nicola Colonna affrontare il tema «Fusione Nucleare per la produzione di energia: mito o realtà?», con un approfondimento sulle possibilità offerte da questa tecnologia.

Giovedì 8 ottobre, Giuseppe Tagliente ha tenuto il seminario «Energia Nucleare reloaded: la fissione tra sicurezza, sostenibilità e clima», dedicato al rapporto tra produzione energetica, sicurezza degli impianti e impatto ambientale.

Venerdì 9 ottobre è stata la volta di Fasoli al CEDAD di Brindisi, prima della giornata conclusiva di Lecce.

Il confronto scientifico è proseguito ieri con la tavola rotonda «Atomi per il Clima. Il ruolo della ricerca nucleare nella transizione energetica».

Insieme ad Ambrogio Fasoli sono intervenuti Gianluca Quarta dell’Università del Salento e dell’INFN, Marco Ripani e Nicola Colonna dell’INFN, Arturo De Risi dell’Università del Salento e del Distretto Tecnologico Nazionale sull’Energia (DiTNE) e Nicola Daniele Ippolito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

La discussione, moderata da Paola Ancora dell’Ufficio Comunicazione istituzionale dell’Università del Salento, ha affrontato il contributo che la ricerca nucleare potrebbe offrire alle strategie di decarbonizzazione, in un contesto nel quale sicurezza degli approvvigionamenti, sostenibilità e innovazione tecnologica sono questioni sempre più interconnesse.

La rettrice dell’Università del Salento Maria Antonietta Aiello_ Foto Andrea Laudisa UniSalento

Il Sigillo di UniSalento e il valore della ricerca

La consegna del Sigillo ad Ambrogio Fasoli conclude una manifestazione che ha portato a Lecce e Brindisi uno dei temi più complessi del dibattito energetico contemporaneo.

Il valore del riconoscimento non riguarda soltanto i risultati raggiunti dallo scienziato, ma anche il significato della ricerca fondamentale come strumento per affrontare problemi di portata globale.

La fusione nucleare resta una prospettiva tecnologica di lungo periodo. Non rappresenta una soluzione immediata alle necessità energetiche, ma costituisce uno dei settori nei quali la cooperazione scientifica internazionale sta investendo competenze e risorse per costruire nuove possibilità di produzione dell’energia.

La carriera di Fasoli dimostra quanto questi obiettivi richiedano continuità nella ricerca, infrastrutture avanzate, investimenti e capacità di coordinare competenze provenienti da Paesi e istituzioni differenti.

Per l’Università del Salento, il Sigillo conferito ieri dalla rettrice Maria Antonietta Aiello rappresenta anche un riconoscimento al valore della conoscenza scientifica e alla sua capacità di contribuire alle grandi trasformazioni contemporanee.

Dalla conferenza sulla possibilità di costruire una stella sulla Terra alla discussione sul ruolo del nucleare nella transizione energetica, la presenza di Ambrogio Fasoli ha dato alla settimana salentina una dimensione internazionale, riportando al centro una questione decisiva: trasformare i progressi della scienza in opportunità concrete per il futuro dell’energia.