World Rotary Day, Brindisi unita contro il digital divide

I membri del Rotary di Brindisi, foto di gruppo nei pressi del teatro

A Brindisi il World Rotary Day si traduce in un progetto contro il digital divide con computer rigenerati e formazione per gli studenti

di Antonio Portolano

BRINDISI – Il World Rotary Day celebra i 121 anni del Rotary International, nato a Chicago nel 1905 e oggi protagonista a livello globale con progetti di service dedicati allo sviluppo delle comunità. A Brindisi la ricorrenza assume un valore operativo e territoriale: contrastare il digital divide attraverso una rete tra associazionismo, sistema produttivo e istituzioni scolastiche.

Il logo del Rotary sul Nuovo Teatro Verdi di Brindisi

Il progetto presentato punta alla rigenerazione di dispositivi informatici dismessi dalle aziende per concederli in comodato d’uso agli studenti che non dispongono di un computer personale. Un’iniziativa che integra inclusione digitale, sostenibilità ambientale e formazione sulle competenze tecnologiche, formalizzata con un protocollo d’intesa tra Rotary Club Brindisi Valesio, Confindustria Brindisi e Istituto Tecnico Economico Tecnologico Carnaro-Marconi-Flacco-Belluzzi.

La giornata del World Rotary Day a Brindisi

La celebrazione ha coinvolto i tre club cittadini – Rotary Club Brindisi Valesio, Rotary Club Brindisi e Rotary Club Brindisi Appia Antica – che hanno illuminato la facciata del Nuovo Teatro Verdi, simbolo della città, per ribadire la presenza attiva del Rotary sul territorio.

L’incontro si è svolto nella Sala della Colonna di Palazzo Granafei Nervegna, con i saluti istituzionali di Laura De Siati, presidente del Rotary Club Brindisi Valesio, Giuseppe Danese, presidente di Confindustria Brindisi, e Lucia Portolano, dirigente scolastico dell’Istituto Carnaro-Marconi-Flacco-Belluzzi.

La sala in piedi per l’Inno nazionale

Sono stati consegnati riconoscimenti alle aziende che hanno sostenuto i service del Rotary Club Brindisi Valesio ed è stato presentato il service “Anche per te un Pc c’è”, programma dedicato al contrasto del digital divide nelle giovani generazioni. La sottoscrizione del protocollo d’intesa ha sancito formalmente la collaborazione tra le parti. Le conclusioni sono state affidate a Marco Benvenuto, assistente del governatore del distretto 2120.

Laura De Siati, il Rotary come infrastruttura sociale

Laura De Siati ha evidenziato il significato profondo della giornata: «Il World Rotary Day celebra 121 anni di Rotary International. Il Rotary è azione concreta. Con i nostri service riusciamo a fare Rotary prima ancora di definirci rotariani. Illuminare il Teatro Verdi significa ricordare alla cittadinanza che il Rotary c’è e opera per la comunità».

Laura De Siati, presidente del Rotary Club Brindisi Valesio

La presidente ha poi illustrato il cuore del progetto contro il digital divide: «Rigeneriamo i dispositivi dismessi dalle aziende per concederli in comodato agli studenti che non hanno un computer. Il divario digitale parte dall’accesso agli hardware ma si manifesta soprattutto nelle competenze. Per questo affianchiamo alla consegna dei dispositivi un momento di formazione sull’uso positivo delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Essere digitali non significa solo possedere uno strumento, ma saperlo utilizzare correttamente».

Lucia Portolano, tecnologia sì ma con equilibrio

Dal punto di vista della scuola, Lucia Portolano ha offerto una lettura equilibrata del fenomeno: «Non si può prescindere dall’uso degli strumenti tecnologici. La nostra utenza non è particolarmente svantaggiata: da un sondaggio è emerso che nella maggior parte delle famiglie esiste un dispositivo utilizzabile dagli studenti. Tuttavia ci sono ancora situazioni che richiedono interventi mirati, come la concessione in comodato d’uso di un computer».

Lucia Portolano, dirigente scolastico dell’Istituto Carnaro-Marconi-Flacco-Belluzzi

Sull’impatto nell’apprendimento ha chiarito: «La tecnologia è uno strumento. Può agevolare il lavoro dello studente e del docente, ma non può sostituire l’intelligenza umana né la manualità. Scrivere a mano è fondamentale per l’organizzazione del pensiero. Noi pensiamo in modo reticolare, la scrittura ci costringe a lavorare in maniera lineare. Questo passaggio è necessario per i processi cognitivi».

La dirigente ha espresso anche una posizione netta sulle scelte didattiche: «Non proporrei la sostituzione dei libri di testo con dispositivi elettronici nei primi due anni della scuola superiore. Sono anni fondamentali per consolidare le competenze di base. Prima si apprende eseguendo un modello, poi si può personalizzare. Saltare questa fase può creare un danno formativo».

Giuseppe Danese, presidente Confindustria Brindisi

Giuseppe Danese, un progetto intelligente e green

Per Giuseppe Danese il coinvolgimento delle imprese è naturale: «Le imprese possono essere protagoniste con un progetto impostato in questo modo, perché fornire dei PC o degli strumenti elettronici per una didattica fa già parte del DNA dell’impresa. Tutte le imprese si affidano all’informatica e sono in continua evoluzione».

Il presidente di Confindustria Brindisi ha sottolineato la dimensione ambientale e sociale dell’iniziativa: «È facile che un riciclo di questa strumentazione sia un’opportunità per gli studenti che non se lo possono permettere, ma sia anche un vantaggio per le imprese che, piuttosto che smaltirle, hanno un obiettivo ben diverso. È un progetto intelligente, un progetto green».

E ha aggiunto: «Se uno pensa che fine faranno questi computer, in realtà è un nuovo inizio. Farli resettare e poi ridarli agli studenti che ne hanno bisogno è una cosa bellissima. È un ciclo virtuoso che può innescare meccanismi che oggi non immaginiamo ma che in futuro possono coinvolgere tutti i comparti produttivi».

Sul valore sociale ha concluso: «Il valore sociale è incredibile. Non si deve attendere un iter burocratico, ma si agisce attraverso un canale più veloce e preciso. Gli arbitri di questo processo sono i docenti, che individuano chi realmente ne ha bisogno».

Marco Benvenuto, assistente del governatore del distretto 2120

Marco Benvenuto, una rete che diventa modello

Marco Benvenuto ha evidenziato la portata strategica del protocollo: «È un accordo che costruisce una rete capace di generare valore attorno a tecnologie messe a disposizione della scuola grazie all’attività di service del Rotary. Se la tecnologia viene consegnata ai giovani studenti con il supporto dei docenti può diventare uno strumento di crescita reale. Diventiamo facilitatori. Questa progettualità può diventare un esempio da seguire».

Un’alleanza territoriale per il futuro digitale

L’iniziativa affronta il digital divide a Brindisi in modo strutturale. Non solo accesso ai dispositivi, ma formazione, consapevolezza e accompagnamento educativo. Non solo dono, ma costruzione di competenze.

La rigenerazione dei computer introduce un elemento di sostenibilità ambientale. La collaborazione tra Rotary, imprese e scuola rafforza il capitale umano del territorio e crea un modello replicabile di innovazione sociale applicata allo sviluppo locale.

Il World Rotary Day, in questa dimensione, non resta una celebrazione simbolica. Diventa un’infrastruttura concreta di opportunità per le giovani generazioni.