A undici anni conquista il Primo Premio Assoluto a Francavilla Fontana: talento, disciplina e un dono raro come l’orecchio assoluto
di Antonio Portolano
BRINDISI – «Prima di esibirmi provo sempre emozione e anche un po’ di agitazione, ma appena inizio a cantare o a suonare cerco di concentrarmi sulla musica e tutto il resto passa. Quando canto o suono penso spesso anche alle persone che non ci sono più. In particolare penso al mio nonno che è venuto a mancare quest’anno, nonno Vittorio, di cui porto il nome. Lui era felicissimo che io studiassi pianoforte, anche perché il piano era il suo strumento musicale preferito. Questa cosa per me ha un significato molto speciale e sento che attraverso la musica riesco a tenerlo vicino a me».
Occhi vispi, cuore grande e orecchio assoluto. Così Vittoria Castrignano racconta la musica e, senza volerlo, racconta anche sé stessa. A undici anni, mentre tanti bambini stanno ancora cercando una strada da percorrere, lei sembra già aver trovato il proprio linguaggio universale: i tasti bianchi e neri di un pianoforte, una voce limpida, la capacità rara di trasformare le emozioni in suono.

L’ultimo gioiello incastonato nel suo già sorprendente palmares è il Primo Premio Assoluto al Concorso Musicale Internazionale “Francavilla Fontana – Città degli Imperiali”, conquistato con il punteggio perfetto di 100/100 nella diciassettesima edizione della competizione. Un risultato che, per chi conosce il peso specifico di quel palco e il livello tecnico del concorso patrocinato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dal Ministero della Cultura, vale molto più di una semplice vittoria.
Vale come una dichiarazione d’identità.
Il Primo Premio Assoluto di Francavilla Fontana
Sabato 9 maggio 2026, nella città degli Imperiali, Vittoria Castrignano si è presentata davanti alla giuria con due brani che richiedono maturità interpretativa, precisione tecnica e sensibilità musicale: il Preludio in Do Minore BWV 999 di Johann Sebastian Bach e la Sonatina Op. 20 di Friedrich Kuhlau.
Non basta eseguire Bach a undici anni. Bisogna comprenderlo. Respirarlo. Entrarci dentro.
E lei lo ha fatto con quella naturalezza che appartiene soltanto ai talenti autentici. Nessuna ricerca dell’effetto. Nessuna ostentazione. Solo musica.
La giuria le ha assegnato il massimo punteggio possibile. Cento su cento. Primo Premio Assoluto. Un riconoscimento che non premia soltanto la bravura tecnica, ma la capacità di dare anima alle note.
Dietro quella vittoria, però, non c’è soltanto il dono naturale. C’è un lavoro quotidiano silenzioso, metodico, quasi artigianale. Da due anni il suo percorso pianistico è seguito dalla pianista concertista e Gran Maestro Aksinja Gioia Xhoja, guida artistica fondamentale nella crescita musicale della giovane brindisina.
Perché il talento, da solo, è soltanto una scintilla. È la disciplina che lo trasforma in luce.
Tutti i premi conquistati da Vittoria Castrignano
Ridurre la storia di Vittoria Castrignano a un singolo premio sarebbe un errore. Perché il suo percorso, nonostante la giovanissima età, è già costellato di traguardi importanti che raccontano continuità, crescita e versatilità artistica.
Tra il 2023 e il 2026 ha conquistato numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali sia nel canto che nel pianoforte.
Nel prestigioso Concorso Musicale Internazionale “Francavilla Fontana – Città degli Imperiali” ha ottenuto risultati straordinari in quattro edizioni consecutive:
- Primo Premio nella sezione Pianoforte a quattro mani nel 2024;
- Primo Premio Assoluto in Canto Moderno nel 2025;
- Primo Premio nella sezione Pianoforte Classico nel 2025;
- Primo Premio Assoluto nella sezione Pianoforte Classico nel 2026.
Ma il suo percorso non si ferma lì.
Ha vinto il Festival della Canzone Oratoriana nel 2023, l’Appia Music Festival nel 2024 e nel 2025 nella categoria Juniores e il talent “Tu Sì Que Sales” svoltosi a Brindisi nel 2025.
Ha inoltre partecipato a eventi musicali di rilievo come il Francavilla Music Festival, il prestigioso PianoLab di Martina Franca e il Mesagne Piano Night, dove nel maggio 2025 ha emozionato il pubblico unendo canto e pianoforte in un’unica esibizione dal forte impatto emotivo.
Risultati che certificano non soltanto un talento precoce, ma una capacità rara di muoversi con naturalezza tra musica classica, canto moderno e performance live.

L’orecchio assoluto e quel rapporto speciale con la musica
Intorno ai sette anni, Vittoria Castrignano scopre di possedere una qualità rarissima: l’orecchio assoluto. La capacità, cioè, di riconoscere una nota senza alcun riferimento esterno. Un dono che appartiene a pochissimi musicisti e che spesso rappresenta una sorta di finestra privilegiata sul linguaggio sonoro.
Per lei, però, non è mai stato motivo di vanità.
«Questa cosa mi aiuta molto nello studio della musica, nella lettura dei brani e nell’ascolto, perché riesco a riconoscere più facilmente i suoni e le melodie», racconta con semplicità.
Ed è forse proprio questa semplicità la cifra più sorprendente del suo talento.
Perché in Vittoria Castrignano convivono due dimensioni che raramente si incontrano così presto: il dono naturale e la fame di migliorarsi. La predisposizione istintiva e la cultura del sacrificio.
Ogni giorno dedica almeno un’ora, spesso due, allo studio del pianoforte. Lo fa mentre frequenta la prima media, conciliando verifiche, compiti, lezioni e impegni musicali. Lo fa rinunciando talvolta al tempo libero, alle uscite, alla leggerezza tipica della sua età. Non per imposizione. Per scelta.
Perché chi ama davvero la musica sa che il talento è un punto di partenza, non un punto d’arrivo.

Dalla batteria del padre al pianoforte classico
Le grandi storie artistiche spesso iniziano in luoghi normalissimi. Una casa. Una stanza. Un disco che gira. Un genitore che ascolta musica.
Nel caso di Vittoria Castrignano, tutto nasce a Brindisi il 1° novembre 2014, in una famiglia dove la musica non è mai stata un ornamento, ma una presenza quotidiana.
Il primo contatto con il ritmo avviene grazie al padre, batterista, che la avvicina fin da piccolissima al mondo delle percussioni. Ma il seme era stato piantato ancora prima.
«Quando ero nella pancia della mia mamma, i miei genitori mi portavano già ad ascoltare concerti, soprattutto jazz».
C’è qualcosa di profondamente simbolico in questa immagine. Una bambina che ancora non è nata e che già ascolta musica dal vivo. Come se il suo destino avesse iniziato a scriversi prima ancora delle parole.
A sette anni entra in un coro Gospel per bambini promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Brindisi Tabernacle. È lì che si accende definitivamente la passione per il pianoforte. Poi arrivano gli studi con il M° Annamaria Pizzi, il perfezionamento nel canto, i corsi della celebre vocal coach Cheryl Porter e infine il percorso attuale con la maestra Patrizia Vigneri per il canto moderno e il M° Aksinja Gioia Xhoja per il pianoforte classico.
Un cammino costruito nota dopo nota.

Il Tour Music Fest e la finale europea a San Marino
La musica, però, non vive soltanto nelle sale studio o nei conservatori. Vive soprattutto sul palco. Nel confronto. Nell’emozione dell’esibizione.
Nel dicembre 2024 Vittoria Castrignano diventa finalista europea del Tour Music Fest – The European Music Contest nella categoria Baby Singer, esibendosi nella Repubblica di San Marino davanti a una commissione internazionale di altissimo livello.
Un traguardo enorme se si pensa che il contest coinvolge oltre 28mila artisti provenienti da tutta Europa. Sul palco del Tour Music Fest, negli anni, sono passati artisti come Mahmood, Ermal Meta, Ariete e Federica Carta.
Per una bambina di nove anni proveniente dalla provincia di Brindisi, arrivare a quella finale significava molto più di una semplice partecipazione.
Significava dimostrare che il talento non conosce geografia.
La commissione artistica del festival, presieduta da Beppe Vessicchio e dalla produttrice internazionale Kara DioGuardi, rimane colpita dalla sua capacità comunicativa e dalla maturità artistica.
Perché Vittoria Castrignano non canta soltanto le canzoni.
Le abita.

La disciplina invisibile dietro il talento
Ogni successo visibile poggia sempre su una parte invisibile.
Nel caso di Vittoria Castrignano, quella parte invisibile è fatta di studio quotidiano, esercizi ripetuti centinaia di volte, ore passate davanti ai tasti mentre fuori il mondo corre veloce. È fatta di giornate in cui bisogna scegliere tra il riposo e un’altra sessione di studio. Tra il divertimento e la preparazione di un brano.
«Ci sono stati momenti in cui ero stanca oppure avevo tanti compiti, ma ho cercato di non mollare mai».
È qui che la sua storia smette di essere soltanto una storia musicale e diventa qualcosa di universale.
Perché la musica, proprio come lo sport, insegna il rapporto con il limite. Con la fatica. Con la ripetizione. Con la pazienza.
Ogni pianista conosce quella solitudine silenziosa che esiste tra un errore e il tentativo successivo. Ogni artista sa che il vero avversario non è la giuria, ma la versione di sé stessi del giorno prima.
E Vittoria Castrignano, nonostante l’età, sembra aver già compreso questa verità profondissima.

Le origini di un sogno nato ascoltando jazz
Le origini contano sempre.
Contano nello sport, nella musica, nella vita.
E le origini di Vittoria Castrignano profumano di jazz, famiglia e amore. Di concerti ascoltati da bambina. Di una casa in cui la musica non era rumore di fondo, ma un modo di stare insieme.
Il canto è stata la sua prima grande passione. «Da piccola desideravo tantissimo studiare canto e, quando l’ho chiesto ai miei genitori, il mio papà mi ha detto che avrei potuto farlo se avessi studiato anche il pianoforte».
Da quella frase nasce tutto.
Nasce la cantante. Nasce la pianista. Nasce l’artista capace oggi di unire voce e pianoforte in un unico respiro emotivo.
E forse nasce anche una lezione preziosa: a volte i sogni prendono strade diverse da quelle immaginate all’inizio, ma proprio per questo diventano più grandi.

Il valore umano della musica
In un tempo in cui spesso il talento viene trasformato in esposizione continua, Vittoria Castrignano conserva qualcosa di raro: l’autenticità.
Quando parla dei suoi successi, ringrazia i genitori, i nonni, gli insegnanti. Quando racconta la musica, parla di emozioni e non di classifiche. Quando sale sul palco, pensa al nonno Vittorio.
Ed è probabilmente questo il dettaglio più importante di tutti.
Perché la musica non è soltanto esecuzione tecnica. È memoria. È presenza. È il tentativo umano di dare una forma visibile ai sentimenti invisibili.
In ogni nota suonata da Vittoria Castrignano c’è una bambina che cresce, studia, sogna e affronta il mondo con la delicatezza ostinata degli artisti veri.
La sua storia parla ai giovani musicisti, certo. Ma parla anche ai genitori che fanno sacrifici per sostenere le passioni dei figli. Agli insegnanti che credono nel valore dell’educazione artistica. A chiunque abbia inseguito un sogno con disciplina silenziosa.
Perché il talento emoziona. Ma è la dedizione che lascia il segno.

Vittoria Castrignano e il futuro già iniziato
Nel curriculum artistico di Vittoria Castrignano ci sono già primi premi nazionali e internazionali, festival vinti, finali europee, concerti e riconoscimenti prestigiosi.
Ma il punto più affascinante della sua storia è forse un altro: la sensazione netta che tutto questo sia soltanto l’inizio.
A undici anni possiede già quella combinazione rarissima fatta di talento naturale, sensibilità interpretativa, orecchio assoluto e disciplina quotidiana. Una miscela che non garantisce il successo, ma che costruisce qualcosa di ancora più importante: la credibilità artistica.
E allora viene da immaginarsela tra qualche anno, su palchi sempre più grandi, davanti a teatri pieni, con la stessa emozione negli occhi e la stessa concentrazione di oggi.
Perché certe storie si capiscono subito.
Hanno il suono limpido delle cose destinate a durare.
E Vittoria Castrignano, con il suo pianoforte e il suo cuore enorme, sembra già appartenere a quella musica che non passa mai.




