Giornata del Jazz al Verdi, vinili poesia e Andrioli

Uno scorcio del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi

Vinili, libro di Gianluigi Cosi e il piano solo di Nicola Andrioli: al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi un percorso tra ascolto, parola e jazz

di Antonio Portolano

Un programma che è già una dichiarazione culturale

Tre linguaggi diversi – il vinile, la parola, il pianoforte – per raccontare una sola idea di musica: concreta, vissuta, condivisa. È su questa linea che il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi costruisce la sua Giornata Internazionale del Jazz, evitando la formula celebrativa e scegliendo invece un percorso articolato, che mette in relazione ascolto, memoria e creazione.

La struttura della giornata non è casuale. Il teatro non propone semplicemente eventi in sequenza, ma disegna un itinerario: dalla materia fisica del suono (il vinile), alla sua rielaborazione attraverso la parola (la poesia), fino alla sua espressione più esposta e radicale (il piano solo).

È una costruzione coerente con il senso stesso della Giornata Internazionale del Jazz – istituita nel 2011 – che riconosce a questa musica non solo un valore artistico, ma anche una funzione culturale e relazionale: improvvisazione come linguaggio, ascolto come pratica, libertà come metodo.

Il vinile come gesto lento

Si comincia alle 17, nel foyer, con una mostra di vinili. Ma ridurla a esposizione sarebbe limitante. Il vinile qui funziona come dispositivo culturale: riporta l’ascolto alla sua dimensione fisica, concreta, temporale.

In un contesto dominato dalla smaterializzazione e dalla velocità, il disco torna a essere un oggetto che chiede tempo: va scelto, preso, osservato, posato sul giradischi. È un gesto che implica attenzione, memoria, relazione.

A questo si aggiunge un elemento decisivo: le performance soliste degli studenti delle scuole di musica di Brindisi. Non semplici intermezzi, ma una presenza che radica l’evento nel territorio, portando dentro il teatro il lavoro quotidiano della formazione musicale. Il foyer diventa così uno spazio attivo, attraversato da suono vivo e non solo da memoria registrata.

Ingresso libero.

Gianluigi Cosi

«45 giri di poesia»: quando la canzone cambia forma

Alle 18.30 il discorso si sposta sulla parola con la presentazione di «45 giri di poesia» di Gianluigi Cosi. Con lui dialoga Maddalena Tulanti, affiancata da Domenico Saponaro e Pino Romanelli.

Il libro lavora su un confine preciso: quello tra canzone e poesia. Non si limita a citare o omaggiare la tradizione del cantautorato italiano, ma la attraversa per produrre testi autonomi. Le canzoni diventano punto di partenza per una scrittura che ne conserva l’impronta emotiva, ma ne cambia il tempo e lo spazio.

Dentro questo processo si riconoscono, come tracce, autori come Gaber, Battisti, Dalla, De Gregori, Battiato, De André, Gaetano. Ma il punto non è la citazione: è la trasformazione. La canzone, che vive nel flusso dell’ascolto, viene fermata, riscritta, resa pagina.

Il risultato è una poesia che punta alla chiarezza e all’immediatezza, costruita su immagini quotidiane – stanze, strade, mare, attese – e su una materia emotiva riconoscibile: amore, nostalgia, assenza, memoria.

Durante l’incontro, Cosi eseguirà anche alcuni brani dal vivo, accompagnato alla chitarra da Fabio Masi. Un passaggio non ornamentale, ma coerente: la musica torna a entrare nella parola da cui il libro stesso prende origine.

Ingresso libero.

Il punto più esposto: «Piano Solo»

Alle 20.30 la giornata arriva al suo vertice con «Piano Solo» di Nicola Andrioli, inserito nella rassegna Verdi in Rock. Biglietto unico a 10 euro.

Il piano solo è una delle forme più esigenti del jazz. Non prevede coperture: ogni scelta è evidente, ogni esitazione è percepibile, ogni intuizione deve reggere da sola. È un formato che misura la tenuta musicale di un artista in tempo reale.

Il programma attraversa composizioni originali, repertorio classico e standard jazz, ma ciò che conta è il modo in cui questi materiali vengono tenuti insieme. Il pianoforte diventa uno spazio di costruzione continua: alterna lirismo e tensione, lavora sulle dinamiche, dà peso ai silenzi, costruisce e sospende il tempo.

In questo contesto, la tecnica non è mai esibizione fine a sé stessa. È uno strumento per mantenere equilibrio tra struttura e libertà, tra scrittura e improvvisazione. È lì che il jazz si riconosce ancora come linguaggio vivo.

Un percorso internazionale che torna a casa

Nato a Brindisi nel 1977, Nicola Andrioli porta sul palco un percorso costruito tra Italia ed Europa. Dopo una formazione nella musica contemporanea e nel repertorio di Maurice Ravel, ha trovato nel jazz la sua direzione principale.

Ha studiato al Conservatorio Nazionale di Parigi e al Conservatorio Reale di Bruxelles, sviluppando un profilo internazionale che lo ha portato a collaborare con musicisti come Paolo Fresu, Billy Hart, Kenny Barron, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, David Linx, Henry Texier, Archie Shepp, Mark Turner e Stefano Battaglia.

Ha inciso con il trio di Philip Catherine, con Stéphane Mercier, con Lorenzo Di Maio e con il proprio quartetto, distinguendosi in diversi concorsi fino alla vittoria dell’International Jazz Piano Competition «Luca Flores».

La sua presenza al Verdi non è solo una tappa di tournée, ma un ritorno che assume un valore ulteriore nel contesto della giornata: un musicista formato altrove che rientra e dialoga con il proprio territorio.

Una giornata costruita, non assemblata

Ciò che distingue l’iniziativa non è la qualità dei singoli eventi – comunque alta – ma la loro relazione. La Fondazione Nuovo Teatro Verdi costruisce una linea che tiene insieme:

  • memoria (il vinile)
  • formazione (gli studenti)
  • parola (la poesia di Cosi)
  • performance (il concerto di Andrioli)

È una costruzione che evita la dispersione e restituisce un senso complessivo. La musica non è trattata come intrattenimento isolato, ma come campo di esperienza che attraversa oggetti, linguaggi e persone.

In questo senso, la Giornata Internazionale del Jazz smette di essere una ricorrenza e diventa un dispositivo culturale attivo. E il Nuovo Teatro Verdi conferma la sua funzione: non solo luogo di spettacolo, ma spazio di produzione culturale e relazione con la città di Brindisi.

Informazioni pratiche

  • Data: giovedì 30 aprile
  • Luogo: Nuovo Teatro Verdi, Brindisi
  • Ore 17: mostra di vinili + performance studenti scuole di musica
  • Ore 18.30: presentazione «45 giri di poesia» di Gianluigi Cosi
    • con Maddalena Tulanti, Domenico Saponaro, Pino Romanelli
    • live: Gianluigi Cosi (voce) e Fabio Masi (chitarra)
  • Ore 20.30: «Piano Solo» – Nicola Andrioli
  • Rassegna: Verdi in Rock

Ingressi:

  • Mostra + presentazione: libero
  • Concerto: 10 euro

Biglietti:

  • Online: rebrand.ly/PianoSolo
  • Botteghino (giorno evento): 11-13 / 19-20.30

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