Svolta per il petrolchimico: Confindustria Brindisi accoglie positivamente la nomina di JP Morgan per la salvaguardia della filiera
BRINDISI – «È una notizia che offre ulteriori garanzie per il futuro del nostro sistema industriale, oltre che rilanciare il ruolo di Brindisi come polo chimico di rilevanza internazionale». Così Giuseppe Danese, presidente di Confindustria Brindisi, commenta la notizia della nomina della banca d’affari JP Morgan come advisor internazionale per la vendita dell’impianto di cracking di Versalis. La decisione, emersa dal vertice tra il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e il responsabile della Trasformazione Industriale di Eni, Giuseppe Ricci, segna un punto di rottura rispetto ai precedenti piani di dismissione e punta a salvaguardare un asset vitale per la sovranità industriale nazionale.

Lo scenario globale e il valore del polo brindisino
L’operazione si inserisce in un contesto internazionale di forte instabilità delle catene di approvvigionamento. Attualmente, circa il 43% del jet fuel destinato all’Europa transita per lo Stretto di Hormuz, rendendo la produzione interna una questione di sicurezza nazionale. Mentre in Europa il gruppo Ineos investe 4 miliardi di euro ad Anversa per un nuovo impianto di etilene e la Cina espande massicciamente la propria capacità produttiva, l’Italia rischiava un pericoloso autolesionismo strategico.
Il petrolchimico di Brindisi non è un’infrastruttura obsoleta: l’impianto di cracking, basato su tecnologia Technip del 1993, è tra i più moderni del continente. Con una capacità di processamento di 3.000 tonnellate di virgin nafta al giorno, il sito produce 1.100 tonnellate di etilene e 400 di propilene, i “mattoni” fondamentali per l’industria manifatturiera. La posta in gioco è enorme: la chiusura definitiva del sito metterebbe a rischio la stabilità occupazionale di circa 2.500-2.600 lavoratori tra dipendenti diretti e indotto dell’intera filiera.

La posizione degli industriali: coesione per lo sviluppo
Giuseppe Danese (Presidente di Confindustria Brindisi): «Grande soddisfazione per la notizia della convergenza tra il Ministro Urso ed Eni per l’individuazione di un advisor per la vendita dell’impianto cracking di Versalis a Brindisi. È una notizia che offre ulteriori garanzie per il futuro del nostro sistema industriale, oltre che rilanciare il ruolo di Brindisi come polo chimico di rilevanza internazionale. Ciò soprattutto alla luce dell’attuale fase di incertezza e turbolenza a livello geopolitico. Ringraziamo, pertanto, il Ministro Urso e i vertici di Eni per il lavoro svolto, a conferma dell’attenzione riservata al nostro territorio. Rileviamo, infine, con grande positività, un ritrovato clima di coesione tra parti politiche, sindacali ed istituzionali, evidenziando, altresì, il ruolo attivo e propositivo della Regione Puglia. Possiamo affermare che si stanno delineando tutti i presupposti per lo sviluppo del territorio; Confindustria Brindisi e le imprese associate sono pronte a svolgere al meglio il proprio ruolo».
Verso una reindustrializzazione sostenibile
La scelta di un advisor del calibro di JP Morgan suggerisce che l’asset mantenga un valore strategico e di mercato elevato. Sebbene procedano i nuovi investimenti nella gigafactory di batterie al litio tramite la joint venture Eni Storage Systems, la continuità della chimica di base resta il pilastro necessario per evitare la desertificazione industriale del territorio. Il ritrovato clima di coesione istituzionale, unito a un percorso di scouting internazionale, lascia ben sperare per una soluzione che integri l’innovazione tecnologica con la stabilità produttiva, garantendo che Brindisi rimanga un punto di riferimento internazionale per lo sviluppo.




