Torre Guaceto-Garden Route, primo murale oceanico gemello

Torre Guaceto, il murale. La tartaruga e la megattera

Un progetto artistico internazionale collega Torre Guaceto e la Garden Route in Sudafrica e rafforza il percorso di candidatura MAB UNESCO

di Antonio Portolano

Dalla Puglia al Sudafrica prende vita il primo murale oceanico gemello al mondo. Un’opera artistica e partecipata che unisce due Riserve della Biosfera, rafforza la candidatura MAB UNESCO di Torre Guaceto e trasforma l’arte in strumento di cooperazione internazionale per la tutela del mare.

Torre Guaceto l’inaugurazione del murale

Un ponte simbolico tra due continenti

La Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta di Torre Guaceto diventa punto di connessione simbolica tra Europa e Africa. Con l’inaugurazione di One Ocean One Connection, nasce il primo progetto al mondo di murales oceanici gemelli, capaci di collegare Italia e Sudafrica attraverso un linguaggio universale che unisce comunità, ecosistemi e culture.

L’iniziativa arricchisce il percorso di candidatura di Torre Guaceto a Riserva della Biosfera MAB UNESCO, rafforzandone la dimensione internazionale e il ruolo di modello di equilibrio tra conservazione ambientale, partecipazione delle comunità e creatività contemporanea.

Il progetto è stato ideato e sviluppato da Worldrise, grazie al supporto di Plum Foundation, in collaborazione con il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto. Si tratta di una collaborazione pionieristica tra una Riserva candidata, Torre Guaceto, e una Riserva già riconosciuta MAB UNESCO, la Garden Route Biosphere Reserve in Sudafrica, unite da una visione comune di tutela del pianeta.

L’opera di Torre Guaceto e il dialogo con la Garden Route

Il murale italiano è stato inaugurato presso il Centro Visite “Al Gawsit” a Serranova ed è firmato dall’artista pugliese Kabo (Gabriele Quarta). L’opera costruisce una narrazione visiva che dialoga idealmente con il murale gemello realizzato nella Garden Route Biosphere Reserve dall’artista Lance Khoury, con il coordinamento locale del Nature’s Valley Trust.

Le due opere, pur separate da migliaia di chilometri, condividono un unico racconto simbolico che supera i confini geografici e rafforza il ruolo di Torre Guaceto come territorio capace di coniugare tutela ambientale, arte e cooperazione internazionale.

Torre Guaceto-Garden Route, murale

Arte e candidatura MAB UNESCO

Il progetto rappresenta un tassello significativo nel percorso di candidatura di Torre Guaceto a Riserva della Biosfera MAB (Man and Biosphere) UNESCO, sottolineando il valore del territorio come laboratorio di buone pratiche per la gestione integrata delle risorse naturali.

A evidenziarlo è Rocky Malatesta, presidente del Consorzio di Gestione del Parco di Torre Guaceto, che ha dichiarato: «L’arte ha dato concretezza al ponte simbolico che unisce le due aree protette impegnate nella tutela della biodiversità e che arricchisce la candidatura di Torre Guaceto a Riserva MAB Unesco. Ma non ci fermiamo qui, insieme a Worldrise nei prossimi mesi porteremo avanti lo scambio con il Sudafrica con numerose attività e potenzieremo il percorso di valorizzazione e amplificazione della conservazione efficace del mare, con il coinvolgimento sempre più attivo dei Comuni di Brindisi, Carovigno, Mesagne e San Vito dei Normanni, che diventeranno il cuore del progetto “Noi siamo Biosfera”».

Lab educativo di bambini per creare il murale

I bambini al centro del progetto

A rendere One Ocean One Connection un’iniziativa unica è l’origine del suo concept artistico. Oltre 170 bambine e bambini delle comunità che ruotano attorno alle due riserve hanno partecipato a laboratori educativi e creativi gratuiti, in Italia e in Sudafrica.

Dai loro disegni, parole, poesie e immagini è nata la base narrativa delle opere. Le visioni dei più giovani sono state raccolte dagli artisti e trasformate in un racconto comune, popolato da simboli condivisi come la posidonia, la tartaruga marina e la balena, che evocano l’enorme patrimonio di biodiversità del mare, il grande polmone blu della Terra.

Tra le onde dei murales si intrecciano le parole “l’oceano ci connette”, riportate in italiano, inglese, africano e xhosa, una delle undici lingue ufficiali del Sudafrica. Un messaggio universale che attraversa l’Oceano e le generazioni, richiamando una responsabilità condivisa nella tutela degli ecosistemi marini.

Da sinistra verso destra Rocky Malatesta, Kabo – Gabriele Quarta – e Mariasole Bianco

Worldrise e l’artivismo internazionale

Il valore dell’iniziativa è sottolineato da Mariasole Bianco, esperta di conservazione marina e Presidente di Worldrise, che afferma: «Con oltre 140 m² di superficie pittorica complessiva tra Italia e Sudafrica, “One Ocean One Connection” assume il valore di un grande gesto di artivismo internazionale, in cui l’arte diventa linguaggio universale che emoziona, coinvolge e attiva: questo progetto contribuisce all’impegno di Worldrise per rafforzare l’efficacia delle Aree Marine Protette, in linea con l’obiettivo internazionale 30×30, per la protezione di almeno il 30% dei nostri mari entro il 2030».

Torre Guaceto, un momento della presentazione

Un evento condiviso dalle comunità

L’inaugurazione del murale italiano è stata un momento di festa e partecipazione per le comunità locali e per le Istituzioni, i cui rappresentanti hanno preso parte all’evento di svelatura a Torre Guaceto. L’iniziativa proseguirà con l’inaugurazione della sezione sudafricana del progetto, prevista per il 17 dicembre.

Il progetto dimostra che anche comunità lontane possono incontrarsi e collaborare per proteggere gli ecosistemi marini e costieri, ricordando che l’Oceano è uno solo e che la sua tutela riguarda tutti.

Worldrise ringrazia Boero – il colore italiano e 2C S.A.S. di Spedicato Loredana & C. per aver fornito la pittura utilizzata per la realizzazione del murale italiano.