Sabato 24 Ottobre 2026

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Economia

SNIM 2026, Brindisi rilancia l’industria del mare

Oltre 300 barche e 180 espositori. Formenti punta sul Sud, Rixi sulla competitività. Mastro annuncia novità per banchina Enel e waterfront

di Direttore responsabile

· 27 min di lettura

Snim 2026, stand e imbarcazioni
Snim 2026, stand e imbarcazioni

Oltre 300 barche e 180 espositori. Formenti punta sul Sud, Rixi sulla competitività. Mastro annuncia novità per banchina Enel e waterfront

BRINDISI -La nautica italiana guarda al Mezzogiorno e Brindisi rilancia il proprio ruolo nell’industria del mare. Si è aperta oggi, al Marina di Brindisi, la 22ª edizione dello SNIM – Salone Nautico di Puglia (si apre in una nuova scheda), patrocinato da Confindustria Nautica (si apre in una nuova scheda) e in programma fino al 26 ottobre. La manifestazione occupa 20mila metri quadrati di spazi espositivi, ospita 180 espositori e oltre 300 imbarcazioni, con una rete di relazioni internazionali che coinvolge 20 Paesi. Numeri che accompagnano un confronto sempre più articolato su investimenti, infrastrutture, mercati esteri, formazione e transizione energetica.

Le notizie industriali più rilevanti riguardano il futuro del porto e le prospettive delle nuove filiere energetiche. Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Francesco Mastro, ha annunciato la pubblicazione della manifestazione di interesse per l’utilizzo della banchina Enel, infrastruttura storicamente legata alla movimentazione del carbone, e l’imminente concessione per il waterfront di viale Regina Margherita. Sul fronte energetico, il presidente del Distretto Tecnologico Nazionale sull’Energia (DiTNE (si apre in una nuova scheda)), Arturo De Risi, ha proposto di valorizzare le tecnologie sull’idrogeno sviluppate in Puglia per costruire una filiera del metanolo verde destinata anche ai trasporti marittimi.

Due prospettive differenti per natura e stato di avanzamento, ma riconducibili alla stessa questione industriale: come utilizzare infrastrutture, competenze e investimenti per accompagnare la trasformazione economica di Brindisi dopo la fine della stagione del carbone. Da una parte il possibile riutilizzo di una banchina strategica, dall’altra la produzione di combustibili alternativi per un settore chiamato a ridurre le emissioni senza compromettere capacità operative e competitività.

La cerimonia inaugurale ha visto protagonisti il presidente dello SNIM Giuseppe Meo e il presidente del Marina di Brindisi Claudio Gorelli, insieme ai rappresentanti del mondo istituzionale ed economico. Tra questi, il sindaco Giuseppe Marchionna, il presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti e Vincenzo Cesareo, presidente della Camera di Commercio Brindisi-Taranto.

A sottolineare il valore economico della manifestazione è intervenuto anche il presidente dell’Agenzia ICE (si apre in una nuova scheda), Matteo Zoppas, collegato con la cerimonia inaugurale. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, impossibilitato a partecipare per impegni di governo, ha invece inviato un messaggio nel quale richiama la necessità di consolidare la leadership italiana nei superyacht, sostenere la piccola nautica e rafforzare la competitività dell’intera filiera.

Lo SNIM punta così a consolidare la propria dimensione nazionale e internazionale, rafforzando la filiera nautica meridionale e favorendo la collaborazione tra imprese, istituzioni, scuole e territori. In questo quadro, la nautica diventa uno dei settori attraverso i quali costruire nuove opportunità industriali e occupazionali, valorizzando il patrimonio portuale, le competenze produttive e la posizione strategica della Puglia nel Mediterraneo.

Meo: «Non possiamo più fare parole, adesso bisogna fare i fatti»

A indicare il cambio di passo è Giuseppe Meo, presidente dello SNIM – Salone Nautico di Puglia, che mette al centro della 22ª edizione il valore dei contenuti e dei risultati attesi.

«Devo dire che è un’edizione davvero importante questa. Abbiamo circa 300 imbarcazioni in esposizione, oltre 180 espositori. Quello però su cui abbiamo puntato decisamente quest’anno è alzare il livello del confronto».

La prospettiva delineata dal presidente riguarda il futuro dell’intera economia del mare. Nel suo intervento inaugurale, Meo ha indicato la necessità di trasformare la Blue Economy in un progetto regionale condiviso, capace di coinvolgere istituzioni, imprese, sistema formativo e territori.

«La blue economy deve diventare un progetto regionale, costruito insieme da istituzioni, imprese, scuole e territori. Dopo il Salone vogliamo aprire un confronto sul futuro dell’economia del mare in Puglia e inserire nautica e cantieristica tra le priorità di sviluppo di Brindisi».

La volontà è consolidare un rapporto strutturato con la Regione Puglia, la Fiera del Levante, il Comune, l’Autorità portuale e il sistema camerale, rafforzando al tempo stesso la collaborazione con Confindustria Nautica per sostenere le aziende del Mezzogiorno.

Tra gli appuntamenti principali della manifestazione figura il primo Forum delle Imprese Nautiche del Mezzogiorno, in programma domani, 23 ottobre, alle ore 15. Un’occasione per costruire una rete industriale capace di coinvolgere Puglia, Campania, Calabria e Sicilia, valorizzando le competenze produttive e le opportunità offerte dal turismo nautico e dalla cantieristica.

«Credo che dal Sud debba arrivare un segnale molto forte di sostegno all’intero settore. Il Sud è sicuramente un territorio che può offrire tanto alla nautica, farla crescere ancora di più e puntare sul turismo nautico, sui posti barca, credo sia doveroso per tutti».

Ma è soprattutto il rapporto tra industria nautica e occupazione giovanile a rappresentare una delle direttrici della manifestazione. Meo sottolinea la necessità di considerare il mare non soltanto come una risorsa turistica, ma anche come un settore capace di offrire opportunità professionali ai giovani, contribuendo a contrastare l’emigrazione dal territorio.

«Il mare non è solo una risorsa turistica, ma è anche forse la migliore occasione che i nostri giovani hanno per rimanere nella propria terra a lavorare. Credo che il mare oggi rappresenti davvero una grande occasione perché i ragazzi possano trasformare i loro sogni in attività lavorative sul territorio. Ancora una volta noi puntiamo sulle competenze. Le scuole per noi sono fondamentali».

La formazione rappresenta quindi un elemento centrale della strategia dello SNIM. Il Forum delle Professioni del Mare, previsto domani, affronterà le competenze richieste dalle imprese e sarà accompagnato dalla firma del Patto per i Giovani della Nautica Brindisina.

Meo ritiene che proprio la cantieristica debba trovare maggiore spazio nella programmazione industriale della città.

«Credo che la cantieristica navale debba entrare nei progetti futuri di questa città. Ha bisogno di competenze e quindi possiamo sicuramente attivare dei percorsi formativi specifici».

Il presidente conferma la disponibilità dello SNIM a collaborare con istituzioni e Autorità portuale per costruire percorsi in grado di collegare formazione e lavoro.

Un’altra direttrice riguarda l’internazionalizzazione. Grazie alla collaborazione con l’Agenzia ICE, il sistema camerale e il CETMA, il Salone coinvolge 20 Paesi e favorisce gli incontri tra operatori esteri e aziende italiane.

«Inoltre abbiamo voluto internazionalizzare ancora di più il nostro progetto. Avremo 20 Paesi collegati con noi, ci sono delegati esteri che incontreranno le nostre aziende, perché lo sviluppo è anche questo: creare delle opportunità».

L’obiettivo è favorire relazioni commerciali capaci di proseguire oltre la manifestazione, offrendo alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno nuove opportunità di accesso ai mercati internazionali.

La sostenibilità costituisce un’altra direttrice strategica, con particolare attenzione all’impiego dell’idrogeno e delle nuove tecnologie energetiche.

«Quest’anno abbiamo voluto anche noi continuare questo percorso, soprattutto sulla sostenibilità e sull’utilizzo dell’idrogeno, perché questo è un tema fondamentale sotto l’aspetto nautico e marittimo».

La manifestazione dedica inoltre spazio alla cultura del mare, allo sport e al rapporto con le nuove generazioni. Il Villaggio della Formazione propone laboratori tecnici e attività di robotica, mentre l’hackathon «Dal Mare alle Opportunità» coinvolge i partecipanti oggi e domani.

Il Villaggio dello Sport offre attività di vela, canoa, canottaggio, pesca sportiva e kayak fishing, con prove in acqua e iniziative inclusive. Presenti anche gli spazi della Marina Militare, della Guardia Costiera, delle forze dell’ordine e dei Vigili del Fuoco.

Per Meo, tuttavia, la misura del successo non sarà soltanto il numero dei visitatori o delle imbarcazioni esposte. Lo SNIM dovrà produrre risultati capaci di proseguire oltre il 26 ottobre.

«Ma sicuramente che si esca da qui con delle prospettive, dei tavoli di lavoro, con dei progetti che poi devono essere concretizzati. Non possiamo più fare parole, adesso bisogna fare i fatti».

Formenti: «Il Sud è l’area più vocata alla piccola e media nautica»

Il riconoscimento del ruolo assunto dalla manifestazione arriva anche dal vertice nazionale dell’industria nautica. Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica, considera lo SNIM un appuntamento ormai consolidato nel sistema dei saloni patrocinati dall’associazione.

«Il Salone Nautico della Puglia ormai è diventato un punto di riferimento per l’intero Mezzogiorno».

Formenti individua nella piccola e media nautica una delle maggiori opportunità di crescita per il Sud, grazie alle condizioni climatiche, alla diffusione della nautica da diporto e alla possibilità di utilizzare il mare durante molti mesi dell’anno.

«Il Sud, in generale, è l’area più vocata alla piccola e media nautica. È questa l’industria che va spinta nei territori e un salone come lo SNIM di Brindisi è particolarmente vocato a farlo».

La nautica italiana, sottolinea il presidente, non coincide soltanto con la produzione di grandi yacht. Comprende una filiera articolata che coinvolge cantieri, servizi, porti turistici, reti commerciali, charter, accessori e componentistica. Attività nelle quali anche la Puglia può consolidare e ampliare la propria presenza.

Il peso economico del settore è confermato dagli ultimi dati di Confindustria Nautica. Nel 2025 il fatturato dell’industria nautica italiana ha raggiunto 8,72 miliardi di euro, con un incremento dell’1,4% rispetto al 2024. Le esportazioni della cantieristica hanno toccato il record di 4,4 miliardi, mentre gli addetti diretti sono saliti a 32.420, con una crescita del 3%.

Considerando l’intera filiera, l’occupazione raggiunge circa 170mila addetti. L’Italia detiene inoltre il 52% degli ordini mondiali di superyacht, con 568 unità.

Il presidente richiama anche l’effetto moltiplicatore dell’industria nautica. Secondo lo studio realizzato da Confindustria Nautica e Fondazione Symbola, per ogni euro di valore aggiunto prodotto dai cantieri si attivano complessivamente 5,2 euro lungo la filiera. Nell’intervista Formenti ricorda inoltre il moltiplicatore occupazionale, pari a 7,1, a testimonianza della capacità del settore di generare lavoro anche nelle attività collegate.

La leadership internazionale rimane uno dei principali punti di forza del comparto, ma il mercato presenta andamenti differenti. L’alto di gamma mantiene una posizione di forza, la nautica di medie dimensioni mostra segnali positivi, mentre le imbarcazioni più piccole risentono maggiormente delle incertezze economiche e geopolitiche.

«La piccola nautica sta soffrendo un po’ a causa delle insicurezze per perturbazioni geopolitiche internazionali, ma già dal Salone di Genova si è vista una bella ripresa».

Per sostenere lo sviluppo del mercato meridionale, Formenti indica alcune priorità infrastrutturali: nuovi posti barca, scivoli di alaggio, porti a secco, parcheggi per i carrelli e recupero di aree dismesse da destinare alla nautica da diporto.

L’obiettivo è rendere più accessibile il mare, favorendo la crescita della domanda e generando ricadute economiche per manutenzione, carburanti, ristorazione, ospitalità e servizi turistici.

Formenti attribuisce particolare importanza anche al rapporto tra i diversi saloni nautici nazionali. Il sistema dei patrocini di Confindustria Nautica, ricorda, è nato proprio con la collaborazione dello SNIM e si è progressivamente allargato ad altre manifestazioni.

«Il sistema dei patrocini lo abbiamo creato insieme a voi, allo SNIM, e poi si sono aggiunti gli altri. Lo facciamo perché crediamo molto nei nostri territori e nel fare sistema. È importante che la Regione Puglia sappia che ha un valore e lo deve difendere».

Il presidente richiama la complementarità tra il Salone di Genova, orientato anche alle relazioni tra imprese, e le manifestazioni territoriali, che consentono di avvicinare i prodotti ai consumatori e rafforzare i mercati locali.

Un altro tema riguarda la sicurezza e il corretto utilizzo del mare. Formenti ricorda il protocollo sottoscritto con la Guardia di Finanza per favorire controlli coordinati e un rapporto di collaborazione con i diportisti, oltre al percorso avviato per un’intesa con la Capitaneria di Porto.

«Quando vediamo la motovedetta della Capitaneria o quando vediamo la nave della Guardia di Finanza, non dobbiamo vederli come una minaccia, ma come una protezione».

Per Confindustria Nautica, la crescita del Mezzogiorno richiede quindi una strategia che tenga insieme industria, infrastrutture, sicurezza, servizi e capacità di fare sistema.

Snim 2026, Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia ICE

Zoppas: l’ICE sostiene l’internazionalizzazione delle imprese del Sud

L’apertura ai mercati esteri rappresenta uno degli obiettivi più rilevanti della 22ª edizione. A confermarlo è Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia ICE, intervenuto in collegamento durante la cerimonia inaugurale.

Zoppas ha ribadito l’importanza di sostenere le manifestazioni capaci di offrire alle piccole e medie imprese nuove occasioni di visibilità commerciale e accesso ai mercati internazionali.

«È importante sostenere il Salone Nautico di Puglia per permettere alle piccole e medie imprese di esporre i propri prodotti e rafforzare la loro presenza internazionale. Dobbiamo dare alle realtà del Sud Italia l’opportunità di entrare in contatto con operatori esteri».

L’Agenzia ICE conferma il proprio contributo attraverso iniziative di incoming, finalizzate a favorire l’incontro tra operatori internazionali e aziende italiane.

«Anche quest’anno contribuiamo con l’incoming di operatori internazionali, come già fatto nella scorsa edizione. Intendiamo continuare a sostenere la crescita di una manifestazione importante per il territorio pugliese e per l’indotto che può generare».

L’attività assume particolare significato per le imprese di dimensioni medio-piccole, che spesso incontrano maggiori difficoltà nell’affrontare autonomamente i costi e l’organizzazione necessari per entrare in nuovi mercati.

Il Salone Nautico può quindi diventare un luogo di incontro tra domanda internazionale e offerta produttiva territoriale, contribuendo alla costruzione di rapporti commerciali destinati a proseguire oltre la manifestazione.

Zoppas colloca questa strategia nel più ampio percorso di valorizzazione del Made in Italy.

«La nautica è una delle componenti positive del Made in Italy nel mondo. Dobbiamo continuare ad appoggiare iniziative come il Salone di Brindisi e lavorare come sistema per ampliare le opportunità sui mercati internazionali».

Le dichiarazioni del presidente ICE rafforzano uno degli obiettivi dello SNIM 2026: consentire alle imprese del Mezzogiorno di ampliare le proprie relazioni commerciali e inserirsi con maggiore continuità nelle filiere internazionali della nautica.

Mastro: banchina Enel e waterfront, le nuove prospettive del porto

È sulle infrastrutture che arrivano alcune delle indicazioni più concrete dell’inaugurazione. Francesco Mastro, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, annuncia novità destinate a incidere sulle prospettive economiche e operative del porto di Brindisi.

La prima riguarda la banchina Enel, infrastruttura collegata alle precedenti attività di movimentazione del carbone e al più ampio processo di trasformazione dello scalo.

«Abbiamo finalmente pubblicato la manifestazione di interesse per l’utilizzo della famosissima banchina Enel».

Secondo quanto dichiarato dal presidente, la pubblicazione è avvenuta ieri, alla vigilia dell’apertura dello SNIM.

La notizia assume particolare rilevanza nel quadro della riconversione dello scalo brindisino. La banchina Enel è legata alle precedenti attività di movimentazione del carbone destinato alla centrale Federico II di Cerano. Dopo la conclusione dell’utilizzo di questo combustibile, la ridefinizione delle funzioni delle infrastrutture portuali rappresenta uno dei passaggi necessari per accompagnare il cambiamento del sistema industriale locale.

L’annuncio riguarda l’avvio di una procedura di interesse economico e portuale, non ancora l’assegnazione definitiva dell’infrastruttura. Il passaggio successivo sarà comprendere quali proposte potranno essere presentate, con quali investimenti e per quali nuove attività.

Mastro ha richiamato anche l’avanzamento delle procedure relative ad altre concessioni portuali. Un’ulteriore novità riguarda il rapporto tra porto e città, con l’imminente rilascio della concessione per il waterfront di viale Regina Margherita.

«Tra qualche giorno rilascerò anche la concessione per il waterfront cittadino su viale Regina Margherita, dove finalmente, come ho sempre promesso, ci saranno le unità da diporto ad abbellire e a far funzionare quello spazio che adesso è inutilizzato, anzi lo è sempre stato».

La prospettiva è riportare le imbarcazioni da diporto in una parte del fronte mare cittadino, valorizzando uno spazio che potrebbe contribuire all’attrattività urbana e all’integrazione tra attività portuali, turismo e commercio.

Il presidente inserisce queste iniziative in una fase più ampia di infrastrutturazione dello scalo, caratterizzata da interventi già avviati e dal progressivo completamento di nuove opere.

Nella valutazione di Mastro, il porto conserva margini di crescita particolarmente elevati. Il completamento degli investimenti infrastrutturali nell’arco di circa due anni potrebbe consentire a Brindisi di esprimere in misura molto maggiore le proprie potenzialità operative e commerciali.

Lo scalo, osserva, possiede spazi, caratteristiche morfologiche e condizioni territoriali che possono favorire ulteriori sviluppi. Tra le opportunità rientra anche una maggiore integrazione della nautica da diporto con le altre attività portuali.

La posizione del presidente è netta anche sul futuro del Salone Nautico. Lo SNIM ha costruito negli anni una propria autorevolezza e, anziché alimentare polemiche o confronti con altre realtà, dovrebbe puntare ad ampliare ulteriormente la propria dimensione.

«Brindisi merita spazi per l’esposizione della nautica più grandi e più importanti, visto che siamo arrivati a questo punto».

L’invito rivolto al presidente dello SNIM, Giuseppe Meo, è quindi quello di far crescere la manifestazione, valorizzando la posizione geografica e il patrimonio infrastrutturale del porto.

Nella visione di Mastro, traffici commerciali, trasporto passeggeri, logistica e nautica da diporto non rappresentano attività alternative, ma componenti che possono concorrere allo sviluppo complessivo dello scalo. La sfida sarà integrare queste funzioni, completare le opere in corso e trasformare gli spazi disponibili in nuove opportunità economiche.

Danese: dal Distretto Nautico alla Blue Economy internazionale

La dimensione industriale del territorio è al centro dell’intervento di Giuseppe Danese, presidente del Distretto Nautico Puglia.

Il percorso di crescita della nautica pugliese, ricorda Danese, è il risultato di un lavoro avviato nel 2010 con la nascita del Distretto, che ha progressivamente accompagnato le imprese verso i mercati internazionali.

«Con la nascita del distretto nel 2010, del distretto della nautica, abbiamo fatto tanto lavoro, specie nel progetto dell’internazionalizzazione».

Le missioni commerciali all’estero e la partecipazione ai principali saloni nautici mondiali hanno consentito alle aziende del territorio di costruire relazioni industriali e conquistare credibilità nel mercato italiano e mediterraneo.

Il risultato è una filiera che oggi può beneficiare anche della crescente attrattività dei porti pugliesi per i grandi yacht.

«La Puglia si è dimostrata un hub per la nautica da diporto, lo dimostra il fatto che in estate molti superyacht sono ormeggiati presso i nostri porti e Brindisi è uno di quelli».

L’arrivo di queste imbarcazioni produce una domanda di servizi che coinvolge operatori portuali, imprese specializzate, manutenzione e attività turistiche.

Il primo Forum delle Imprese Nautiche del Mezzogiorno assume quindi un significato strategico: allargare la collaborazione industriale tra aziende, istituzioni e territori, superando la dimensione esclusivamente regionale.

Danese richiama il ruolo assunto dal sistema produttivo brindisino nelle strategie regionali della Blue Economy e rivendica la centralità della città.

«Brindisi non può che essere un faro per questa economia».

Il presidente collega questo scenario alla trasformazione industriale che sta interessando il territorio. La transizione energetica, la nascita di nuovi mercati e le prospettive di diversificazione produttiva possono contribuire a ridisegnare il ruolo economico di Brindisi.

La nautica rappresenta uno dei settori in grado di partecipare a questo cambiamento, grazie all’integrazione tra porto, industria, competenze e servizi.

Danese si spinge a indicare una prospettiva particolarmente ambiziosa: «Nei prossimi mesi credo che Brindisi potrà divenire una best practice a livello mondiale».

Un obiettivo che richiede, tuttavia, di trasformare le opportunità individuate in investimenti, progetti industriali e risultati misurabili.

Marchionna: «Lo SNIM è un patrimonio di Brindisi»

La centralità della città nell’industria nautica pugliese viene rivendicata dal sindaco Giuseppe Marchionna, che torna anche sulla polemica delle scorse settimane relativa all’ipotesi di trasferimento del Salone Nautico.

Il primo cittadino respinge l’idea che la manifestazione possa essere separata dal territorio nel quale è cresciuta, sottolineando il valore industriale, infrastrutturale e formativo della nautica brindisina.

«Questo è un patrimonio di Brindisi».

Marchionna considera lo SNIM una delle principali manifestazioni nautiche nazionali, definendolo il secondo salone italiano e il primo del Mezzogiorno.

La città, osserva, dispone di un patrimonio di infrastrutture, attività produttive e competenze che la rende un punto di riferimento per la nautica da diporto.

«La nautica da diporto pugliese, e vorrei dire fino a metà dell’Adriatico, è soprattutto brindisina».

Il sindaco richiama la disponibilità di posti barca, la presenza di cantieri e il ruolo dei percorsi di formazione tecnica superiore, che preparano i giovani alle professioni collegate alla cantieristica e ai servizi nautici.

La concentrazione di queste attività, secondo Marchionna, costituisce la ragione fondamentale per mantenere lo SNIM a Brindisi.

«Qui ci sono cantieri, qui ci sono ITS che preparano i giovani ai mestieri collegati. È del tutto impossibile immaginare che tutto questo non si svolga a Brindisi».

La posizione dell’Amministrazione comunale si inserisce in un dibattito che riguarda il futuro della manifestazione, ma anche la capacità del territorio di difendere e valorizzare le proprie specializzazioni produttive.

Per Brindisi, la nautica non è soltanto un comparto turistico. È un insieme di imprese, infrastrutture e competenze che può contribuire alla diversificazione dell’economia locale e alla creazione di opportunità occupazionali.

De Risi: produrre metanolo verde in Puglia per la nautica

Una delle prospettive industriali più interessanti emerse dalla seconda Giornata della Sostenibilità riguarda la possibilità di sviluppare in Puglia una filiera del metanolo verde destinata anche ai trasporti marittimi.

La proposta arriva da Arturo De Risi, presidente del Distretto Tecnologico Nazionale sull’Energia, che individua nell’idrogeno e nei combustibili sintetici due strumenti importanti per ridurre le emissioni del settore navale.

Il punto di partenza è tecnologico. Le grandi potenze energetiche richieste da numerose applicazioni marittime rendono difficile immaginare una transizione fondata esclusivamente sull’elettrificazione.

«Il settore navale è un grande produttore di emissioni di CO2 e c’ha anche grandissime potenze in gioco, quindi non è possibile elettrificarlo semplicemente. Quindi bisogna ricorrere appunto a vettori energetici quali l’idrogeno per poter portare avanti questa trasformazione».

De Risi richiama il possibile impiego dell’idrogeno non soltanto come combustibile, ma anche per produrre metanolo e ammoniaca, vettori energetici che possono trovare applicazione nel trasporto marittimo.

Un ruolo centrale viene attribuito alle infrastrutture portuali, considerate nodi strategici non soltanto per la movimentazione di merci e passeggeri, ma anche per la distribuzione dei nuovi combustibili.

Il DiTNE, spiega il presidente, lavora in collaborazione con l’Autorità portuale di Brindisi su progetti collegati alla sostenibilità dei porti e ha sviluppato iniziative transfrontaliere con Grecia, Albania e Montenegro nell’ambito dei green port.

La proposta più significativa riguarda però la produzione di metanolo verde in Puglia, valorizzando le tecnologie e le competenze già presenti sul territorio.

De Risi richiama tre progetti IPCEI sull’idrogeno finanziati nell’area di Taranto, originariamente collegati alla decarbonizzazione dell’ex Ilva. Secondo il presidente del DiTNE, le mutate prospettive industriali richiedono di valutare nuove possibilità di impiego delle tecnologie sviluppate.

«Un’idea è quella di riuscire a mettere insieme le tecnologie che ci sono in Puglia per fare idrogeno verde, metanolo verde e utilizzare questo nei trasporti».

Si tratta, allo stato delle dichiarazioni, di una proposta industriale da approfondire, non di una riconversione già approvata dei progetti finanziati.

L’obiettivo sarebbe collegare la produzione di idrogeno rinnovabile alla realizzazione di combustibili destinati ai trasporti, creando una filiera che potrebbe coinvolgere imprese energetiche, infrastrutture portuali e operatori della logistica.

De Risi richiama anche la crescente importanza della disponibilità di combustibili alternativi per l’attrattività dei porti turistici. A suo giudizio, la capacità di offrire metanolo e altri carburanti a minore impronta carbonica potrebbe diventare un fattore competitivo nella scelta degli approdi da parte dei grandi yacht.

Cita, a questo proposito, il caso di imbarcazioni che si starebbero orientando verso porti spagnoli anziché sardi per la disponibilità di rifornimenti alternativi. Un fenomeno richiamato dal presidente del DiTNE come esempio della crescente importanza della logistica energetica, che richiede ulteriori riscontri per essere quantificato.

La conclusione è netta: «Se si vuole essere attrattivi bisogna anche contribuire alla logistica e dare combustibili green».

Per Brindisi e Taranto, la prospettiva apre una riflessione sulla possibilità di collegare transizione energetica, industria chimica, produzione di nuovi carburanti e sviluppo della portualità.

La seconda Giornata della Sostenibilità, organizzata dallo SNIM con il DiTNE, ha affrontato il ruolo dell’idrogeno e delle rinnovabili nella decarbonizzazione della Blue Economy. Il programma istituzionale prevedeva i saluti di Giuseppe Meo, Arturo De Risi, dell’assessore regionale Eugenio Di Sciascio e dell’assessore Francesco Cosa.

La sessione tecnica ha coinvolto il mondo della ricerca, delle istituzioni e dell’industria. Tra i relatori indicati nel programma figuravano il sindaco Giuseppe Marchionna, Francesco Di Leverano, segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Giulia Monteleone dell’ENEA, Andrea Pietra di Isotta Fraschini Motori, Marco Cappeddu, presidente del Comitato ESG di Confindustria Nautica, e Massimo Labruna, amministratore delegato di AS Labruna.

Il confronto ha evidenziato la necessità di ridurre le emissioni prodotte dai trasporti marittimi e dalle attività portuali attraverso nuove tecnologie di propulsione, combustibili alternativi e infrastrutture energetiche sostenibili.

Monteleone (ENEA): idrogeno ed e-fuel, ma il costo dell’energia resta il nodo

La dimensione scientifica e tecnologica della transizione è stata approfondita da Giulia Monteleone, direttrice del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili dell’ENEA.

Secondo Monteleone, la decarbonizzazione deve riguardare contemporaneamente le imbarcazioni e le infrastrutture a terra. Non è sufficiente intervenire sui motori: occorre ridurre l’impatto ambientale dell’intero sistema portuale.

«Decarbonizzare la nautica vuol dire ovviamente sia decarbonizzare i mezzi, ma anche decarbonizzare tutto quello che è a terra. Quindi anche i settori portuali possono essere decarbonizzati».

Le soluzioni disponibili comprendono l’elettrificazione, l’idrogeno e i combustibili sintetici derivati da fonti rinnovabili. La scelta dipende dalle caratteristiche delle imbarcazioni, dalle esigenze energetiche e dall’autonomia richiesta.

L’elettrificazione, spiega Monteleone, rappresenta il percorso energeticamente più efficiente dove tecnicamente praticabile. Le batterie presentano però limiti legati a peso, ingombro e capacità di accumulo, che diventano particolarmente rilevanti nelle applicazioni marittime di maggiore potenza e autonomia.

L’idrogeno offre alternative tecnologiche, soprattutto attraverso l’impiego delle celle a combustibile (fuel cell), che trasformano l’energia chimica in elettricità destinata alla propulsione.

La difficoltà riguarda soprattutto lo stoccaggio, perché l’idrogeno ha una densità volumetrica molto bassa e richiede sistemi di accumulo specifici.

Una prospettiva particolarmente interessante è rappresentata dagli e-fuel, combustibili sintetici prodotti utilizzando idrogeno rinnovabile e anidride carbonica recuperata da altri processi.

Monteleone sottolinea che queste soluzioni, a seconda del combustibile e delle applicazioni, possono consentire di utilizzare parte delle tecnologie e delle infrastrutture già esistenti, riducendo la necessità di sostituire integralmente i sistemi di propulsione.

«Il vantaggio è che sostanzialmente si mantengono le infrastrutture esistenti e le tecnologie già esistenti anche a bordo della nautica».

L’idrogeno presenta una caratteristica importante: non contiene carbonio nella propria molecola e, quando viene utilizzato nelle celle a combustibile, consente di produrre elettricità senza emissioni dirette di anidride carbonica.

Il vantaggio deve però essere valutato insieme all’intero ciclo produttivo, perché la sostenibilità dell’idrogeno dipende anche dalle fonti energetiche utilizzate per ottenerlo.

Le prospettive tecnologiche devono confrontarsi con una questione economica decisiva: il costo dell’idrogeno verde, ancora fortemente condizionato dal prezzo dell’elettricità necessaria per produrlo.

«Il costo sicuramente è uno dei limiti, perché l’idrogeno, quello pulito, quello che quindi interessa per decarbonizzare, viene prodotto con una tecnologia che consuma energia elettrica».

Per Monteleone, il prezzo del kilowattora italiano rappresenta quindi una delle principali criticità per la competitività della produzione nazionale.

Non si tratta, tuttavia, soltanto di ridurre i costi. Serve costruire un modello industriale completo, nel quale produzione, accumulo, trasporto, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno siano integrati tra loro.

Il sistema dovrà essere accompagnato da infrastrutture, regole e strumenti di incentivazione adeguati. In sostanza, osserva Monteleone, l’idrogeno è un vettore energetico che necessita di una filiera organizzata, proprio come avviene per l’energia elettrica.

La prospettiva indicata dall’ENEA si collega direttamente alla proposta avanzata da De Risi: utilizzare le competenze energetiche presenti in Puglia per sviluppare nuovi combustibili, creando opportunità industriali collegate alla transizione della nautica e dei porti.

Snim 2026, la platea durante uno dei panel

ALIS, rigenerazione urbana e infrastrutture per il futuro del Mezzogiorno

La seconda Giornata della Sostenibilità ha previsto anche lo Strategic Meeting della Commissione ALIS Rigenerazione Urbana, dedicato al rapporto tra sviluppo infrastrutturale, trasformazione dei territori e nuove opportunità economiche.

Il confronto ha riunito le questioni della portualità, della logistica e della valorizzazione delle aree urbane e produttive, in un contesto nel quale il sistema dei trasporti rappresenta una componente essenziale della competitività industriale.

Tra i protagonisti indicati nel programma figuravano il sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna, l’assessore Francesco Cosa, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale Francesco Mastro, Luigi Goffredo di Costim, Andrea Amoretti, amministratore delegato di P3 Logistic Parks, e Nicolò Berghinz di ALIS.

Il confronto è stato affidato alla moderazione di Gabriele Barucco, consigliere ALIS e presidente della Commissione Rigenerazione Urbana.

Il tema assume particolare rilievo per Brindisi, dove il completamento delle opere portuali, il recupero di spazi disponibili e la ridefinizione delle attività industriali rappresentano questioni centrali per lo sviluppo economico.

La discussione si inserisce nello stesso quadro infrastrutturale delineato dal presidente dell’Autorità portuale Francesco Mastro: nuove prospettive per la banchina Enel, valorizzazione del waterfront cittadino e completamento degli interventi avviati nello scalo.

Porti e aree produttive non possono essere considerati separatamente dalla città e dal sistema imprenditoriale. La capacità di attrarre investimenti dipende anche dalla qualità delle infrastrutture, dall’efficienza logistica, dalla disponibilità di servizi e dalla possibilità di trasformare spazi sottoutilizzati in nuove attività economiche.

Per il Mezzogiorno, la rigenerazione urbana e portuale diventa così una componente delle politiche industriali, con potenziali ricadute su imprese, occupazione e competitività dei territori.

Snim 2026, la cerimonia inaugurale

Rixi: «Consolidare la leadership italiana nei superyacht»

Il peso industriale della nautica italiana e le prospettive di sviluppo del Mezzogiorno sono al centro del messaggio inviato allo SNIM da Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che non ha potuto partecipare alla manifestazione per impegni di governo.

Rixi richiama il ruolo strategico della cantieristica nazionale, un comparto che unisce competenze industriali, innovazione, capacità di esportazione e occupazione specializzata.

«La nautica da diporto e la cantieristica rappresentano un’eccellenza del Made in Italy, capace di coniugare capacità industriale, innovazione tecnologica, competenze specialistiche e proiezione internazionale. Parliamo di una filiera che genera occupazione qualificata, sostiene migliaia di imprese e contribuisce a rafforzare la presenza italiana sui mercati mondiali».

Il viceministro richiama i dati elaborati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che attribuiscono alla produzione della cantieristica nautica italiana un valore di 5,5 miliardi di euro nel 2025, con un impatto economico complessivo di 8,6 miliardi e circa 170mila lavoratori coinvolti nella filiera.

Sono grandezze che descrivono perimetri economici differenti rispetto al fatturato complessivo dell’industria nautica illustrato da Confindustria Nautica, ma che confermano il rilievo produttivo e occupazionale del comparto.

«I numeri confermano questa centralità: secondo i dati del Mit relativi al 2025, la produzione della cantieristica nautica italiana ha raggiunto i 5,5 miliardi di euro, con un impatto economico complessivo di 8,6 miliardi e una filiera che coinvolge circa 170 mila lavoratori».

Il messaggio sottolinea anche la necessità di non limitare l’attenzione ai risultati della grande cantieristica. La leadership italiana nei superyacht rappresenta un patrimonio industriale da consolidare, ma la crescita del settore dipende dalla capacità di sostenere anche le aziende impegnate nella produzione e nei servizi per la piccola e media nautica.

«L’Italia è protagonista a livello globale, con una posizione di primo piano nel mercato dei superyacht. Questa leadership va consolidata, tutelando l’intera filiera e prestando attenzione anche alle difficoltà della nautica da diporto di dimensioni minori, che risente delle incertezze economiche e dell’aumento dei costi».

La questione riguarda direttamente il Mezzogiorno, dove il segmento delle imbarcazioni di dimensioni contenute, la portualità turistica, la manutenzione e i servizi rappresentano importanti opportunità di sviluppo.

Per Rixi, il rafforzamento della competitività passa anche dalla riduzione degli ostacoli amministrativi e dal sostegno alle imprese.

«È necessario continuare a lavorare per semplificare le procedure, sostenere le imprese e rendere il settore sempre più competitivo».

Il viceministro riconosce infine il valore delle manifestazioni territoriali e il contributo che la Puglia può offrire alla crescita dell’economia del mare.

«In questo quadro, manifestazioni come lo Snim assumono un valore particolare. La Puglia, con la sua posizione strategica nel Mediterraneo e il patrimonio delle sue coste, può svolgere un ruolo importante nello sviluppo della blue economy nazionale».

Il messaggio si conclude richiamando il rapporto tra nautica, infrastrutture e sviluppo economico, in una prospettiva che coinvolge tanto il sistema produttivo quanto l’attrattività dei territori.

«Valorizzare la nautica significa investire in competitività, lavoro, infrastrutture e attrattività turistica, rafforzando il legame tra il sistema produttivo e il mare».

Le parole di Rixi si inseriscono nel confronto sviluppato durante la giornata inaugurale dello SNIM e trovano un collegamento diretto con le questioni affrontate da Formenti, Mastro e dagli operatori del settore: sostenere la crescita delle imprese, completare le infrastrutture, semplificare le procedure e valorizzare il ruolo dei territori meridionali nella filiera nautica nazionale.

Quintavalle Cecere: Guardia di Finanza tra legalità, sicurezza e ambiente

La giornata inaugurale dello SNIM è stata accompagnata anche dalla presenza della Guardia di Finanza, che ha incontrato i giornalisti presso una propria unità navale ormeggiata al Marina di Brindisi.

Il generale di divisione Antonio Nicola Quintavalle Cecere, comandante regionale Puglia della Guardia di Finanza, ha illustrato i tre significati principali della partecipazione del Corpo alla manifestazione: tutela della legalità economica, sicurezza del mare e attività sportiva.

Il primo aspetto riguarda le imprese della filiera nautica, un settore che comprende cantieristica, commercio, manutenzione, servizi e numerosi addetti.

«L’interesse è quello di polizia economico-finanziaria, cioè controllare che tutte le imprese rispettino quelli che sono gli obblighi concernenti la normativa fiscale, giuslavoristica, a tutela proprio delle imprese che operano nel rispetto delle regole per contrastare chi invece queste regole non le rispetta e quindi crea una concorrenza sleale del mercato».

Il generale sottolinea quindi il ruolo della Guardia di Finanza nella tutela degli operatori economici corretti e nel contrasto alle violazioni che possono alterare la concorrenza.

Il secondo ambito riguarda la sicurezza marittima. Quintavalle Cecere richiama la responsabilità del Corpo nella vigilanza delle coste pugliesi e il legame storico con un territorio nel quale alcuni finanzieri hanno perso la vita nell’adempimento del dovere.

Una memoria che, secondo il comandante regionale, rafforza l’impegno quotidiano dei circa 500 finanzieri impiegati nella vigilanza costiera in Puglia.

La Guardia di Finanza svolge inoltre attività di tutela ambientale anche attraverso convenzioni con la Regione Puglia, contribuendo alla salvaguardia delle coste e del patrimonio marino.

Il terzo aspetto riguarda lo sport. Il Corpo ha portato allo SNIM uno yacht in dotazione al proprio gruppo velico, che celebra quarant’anni di attività.

Il generale richiama i risultati ottenuti dagli atleti delle Fiamme Gialle nelle competizioni internazionali, ricordando anche il contributo di tre medaglie d’oro alle ultime Olimpiadi.

La presenza della Guardia di Finanza al Salone Nautico assume così un significato che unisce controllo economico, presidio marittimo, protezione ambientale e valorizzazione dello sport.

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Fiora: «La Guardia di Finanza è Brindisi e Brindisi è la Guardia di Finanza»

Il rapporto storico tra la città e le Fiamme Gialle è stato sottolineato anche dal colonnello Emilio Fiora, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Brindisi.

Fiora considera la partecipazione allo SNIM un’occasione per rafforzare la vicinanza del Corpo alla cittadinanza e valorizzare una relazione che attraversa la storia recente del territorio.

Il riferimento è anche agli anni del contrabbando, quando la Guardia di Finanza ha svolto un ruolo particolarmente significativo nel presidio della legalità lungo la costa brindisina.

«Il nostro stand, le nostre unità navali, Brindisi, la Guardia di Finanza, la storia, il contrabbando, la quotidianità, insomma un tutt’uno, un tutt’uno nel quale la Guardia di Finanza è Brindisi e Brindisi è la Guardia di Finanza».

Una relazione che, secondo il comandante provinciale, si manifesta nella presenza quotidiana del Corpo e nella sua vicinanza alla comunità.

Fiora richiama infine il prestigio sportivo delle Fiamme Gialle, i cui atleti contribuiscono a rappresentare l’Italia nelle principali competizioni internazionali.

«La Guardia di Finanza, il gruppo sportivo Fiamme Gialle, è rinomato nel mondo per i suoi successi sportivi, che contribuiscono a portare, diciamo, in giro per il mondo e in alto il nome dell’Italia».

La partecipazione del Corpo completa il quadro della giornata inaugurale dello SNIM 2026, affiancando alle prospettive economiche e industriali i temi della legalità, della sicurezza marittima e del rapporto con il territorio.

Il Salone Nautico di Puglia proseguirà fino a lunedì 26 ottobre. Domani, oltre al Forum delle Professioni del Mare e alla firma del Patto per i Giovani della Nautica Brindisina, alle ore 15 si terrà il primo Forum delle Imprese Nautiche del Mezzogiorno, appuntamento centrale per discutere la collaborazione tra le aziende del Sud e le prospettive di crescita della filiera industriale. Proseguiranno anche gli incontri con gli operatori internazionali, le iniziative del Villaggio della Formazione e le attività del Villaggio dello Sport.

La sfida emersa dalla giornata inaugurale è trasformare il potenziale della nautica in una crescita economica duratura. I numeri dell’industria nazionale, le nuove prospettive del porto di Brindisi, l’apertura ai mercati internazionali e le tecnologie per la decarbonizzazione indicano opportunità significative. Ma il passaggio decisivo resterà la capacità di trasformare annunci, collaborazioni e proposte in investimenti, nuove attività produttive e posti di lavoro. È su questi risultati che si misurerà il contributo dello SNIM allo sviluppo della Blue Economy e al futuro industriale di Brindisi e del Mezzogiorno.

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