Prima applicazione in Italia della legge regionale sul salario minimo in un appalto pubblico della Regione Puglia
di Antonio Portolano
BARI – La Regione Puglia applica per la prima volta in Italia la legge regionale sul salario minimo in un appalto pubblico, inserendola nel nuovo Avviso per i servizi di vigilanza armata, custodia e portierato delle sedi regionali. Una scelta che trasforma una norma regionale in clausola vincolante di gara, incidendo direttamente sulle condizioni retributive dei lavoratori e sugli equilibri del mercato degli appalti.
L’Avviso pubblico riguarda l’affidamento dei servizi per gli esercizi 2026-2027 e introduce un trattamento economico minimo inderogabile, segnando un passaggio amministrativo e politico di rilievo nel dibattito nazionale sul salario minimo.
La prima applicazione concreta della legge regionale
«Applichiamo per la prima volta – su un servizio di particolare rilevanza, perché riguarda la vigilanza, la custodia e il portierato di tutte le sedi regionali diffuse sul territorio pugliese – la legge regionale sul salario minimo. Si tratta di una novità importante, perché garantisce a questi lavoratori un trattamento economico minimo inderogabile», dichiarano Sebastiano Leo, assessore al Bilancio e al Personale della Regione Puglia, e Debora Ciliento, assessore all’Ambiente e al Clima, il cui Assessorato è competente per la gara.
La Regione rivendica così un ruolo pionieristico, anticipando sul piano amministrativo un tema che a livello nazionale resta ancora oggetto di confronto politico e legislativo.

Salario minimo e fine dei compensi al ribasso
«Con questa misura siamo probabilmente la prima Regione ad applicare già il salario minimo negli appalti regionali. È una scelta dettata dalla nostra legge regionale, ma anche di buon senso – prosegue Sebastiano Leo – soprattutto se si considera che questi lavoratori, pur assicurando un servizio fondamentale per la collettività, erano spesso retribuiti con compensi di pochi euro l’ora».
Il riferimento è a settori storicamente esposti a una forte compressione dei salari, dove la competizione tra imprese si è spesso giocata sulla riduzione del costo del lavoro più che sulla qualità del servizio.
Contratti collettivi rinnovati e stabilità occupazionale
L’Avviso pubblico introduce inoltre l’obbligo di applicazione dei contratti collettivi rinnovati Multiservizi e Vigilanza, rafforzando il perimetro delle tutele.
«Oggi questo Avviso, che oltre al salario minimo prevede l’applicazione dei contratti collettivi rinnovati Multiservizi e Vigilanza, potrà garantire agli operatori della sicurezza e dell’accoglienza maggiore stabilità e solidità economica, consentendoci di chiudere con soddisfazione una vicenda che riguarda dignità del lavoro e diritti», conclude Sebastiano Leo.
La leva dell’appalto pubblico viene così utilizzata come strumento di regolazione del mercato del lavoro, con effetti che vanno oltre il singolo affidamento.
Il ruolo della Regione e la tutela dei lavoratori
Sul piano istituzionale, la scelta viene letta come coerente con il ruolo della Regione Puglia quale ente che ha introdotto per legge il salario minimo negli appalti.
«La tutela dei diritti dei lavoratori è fondamentale per la crescita di una società sana e sostenibile – aggiunge Debora Ciliento –. Ancor di più se si tratta di lavoratori impiegati in Regione Puglia, cioè l’ente che per legge ha stabilito che il salario minimo venga applicato già negli appalti. Ridiamo dignità a delle figure che non hanno solo compiti di accoglienza nelle sedi regionali ma anche di controllo e vigilanza per la sicurezza di tutti».

Valore economico dell’appalto e struttura della gara
Il valore complessivo dell’appalto è pari a 18.663.828,08 euro, suddiviso in due lotti. Il primo lotto, relativo ai servizi di vigilanza armata, è finanziato con 11.028.960,00 euro. Il secondo lotto, dedicato ai servizi di custodia e portierato, ha un valore di 7.634.868,08 euro.
L’affidamento avverrà tramite procedura aperta, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Possono partecipare gli operatori economici indicati nel D.Lgs. n. 36/2023 e successive modificazioni, inclusi quelli stabiliti in altri Stati membri dell’Unione europea, in possesso dei requisiti di idoneità professionale previsti dal disciplinare di gara.
Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro le ore 12:00 del 2 marzo 2026, secondo le modalità indicate nel bando. Tutti i dettagli e gli allegati sono disponibili sul portale Empulia.
Un precedente destinato a fare scuola
L’inserimento del salario minimo come clausola obbligatoria in un appalto regionale costituisce un precedente di rilievo. La scelta della Regione Puglia dimostra come una legge regionale possa essere immediatamente operativa attraverso le procedure di gara, aprendo un fronte nuovo nel rapporto tra politiche del lavoro, concorrenza e spesa pubblica.




