Ripartiamo APS e San Bernardo, missione sanitaria in Perù

Missione sanitaria in Perù

Un progetto di cooperazione internazionale porta medici italiani a Cusco e Ciclaio per cure e formazione sanitaria

di Antonio Portolano

ROMA– Una nuova missione sanitaria in Perù nasce dalla collaborazione tra Ripartiamo APS e la Cooperativa Sociale San Bernardo. La presentazione ufficiale si è svolta nelle scorse ore al Senato della Repubblica, Sala Santa Maria in Aquiro, a Roma. L’obiettivo è portare assistenza medica, formazione e solidarietà a comunità locali in difficoltà, grazie al contributo di professionisti italiani.

Un progetto di solidarietà e competenza

Il cuore della missione è semplice ma ambizioso: offrire cure specialistiche e supporto sanitario a chi non può accedervi. Accanto alle visite e agli interventi programmati negli ospedali, i medici raggiungeranno anche i villaggi, per aiutare direttamente la popolazione.

Tra i protagonisti spiccano Roy De Vita, direttore della Divisione di Chirurgia Plastica dell’Istituto dei Tumori Regina Elena di Roma, e Walter Morale, direttore della UOC di Nefrologia e Dialisi dell’ASP di Ragusa. Entrambi hanno già partecipato a missioni in Nepal, Madagascar e Tanzania con Ripartiamo APS.

Al gruppo si uniranno anche Maria Luisa Nardulli, dirigente medico presso la UOC di Chirurgia Plastica dell’Ospedale Perrino di Brindisi, Rosaria Martina, specialista in oncologia ed epatologia, e Concetta Marco, psicologa.

Le voci della missione

Durante la conferenza al Senato sono intervenuti rappresentanti istituzionali, sanitari e religiosi. Tra questi: Ignazio Zullo, capogruppo FDI X Commissione Senato; Don Carmelo Terranova; Giuseppe Natale, direttore generale della Cooperativa Sociale San Bernardo; Maurizio De Nuccio, direttore generale della ASL Brindisi; Piera Vincenti per Ripartiamo APS. Moderatore dell’incontro è stato Andrea Giambruno.

«La Puglia e l’ASL di Brindisi arriva in Perù con la Cooperativa San Bernardo, una missione importante» ha dichiarato Maurizio De Nuccio. «Non parliamo solo di missione sanitaria, ma di cooperazione e possibilità territoriale. È anche uno scambio scientifico di competenze che arricchisce medici, infermieri e volontari».

Giuseppe Natale ha sottolineato la forza della collaborazione: «Negli ospedali del posto faremo formazione, ci saranno interventi programmati e visiteremo i villaggi per aiutare chi è in difficoltà. La professionalità italiana sarà di grande aiuto. Nel futuro vogliamo realizzare tre missioni all’anno per dare sostegno continuativo».

Tappe e dettagli logistici

La missione avrà una durata di 14 giorni. La partenza è prevista per il 18 settembre e il rientro per il 2 ottobre. Le tappe principali saranno Cusco e Ciclaio, dove gli ospedali locali hanno già pianificato gli interventi insieme agli specialisti italiani.

Particolare attenzione sarà rivolta ai pazienti oncologici, grazie all’esperienza di Rosaria Martina. Oltre agli interventi chirurgici e alle cure programmate, verranno realizzate attività di formazione sanitaria rivolte al personale locale.

Un ponte di cooperazione internazionale

La missione sanitaria in Perù è un esempio concreto di come competenze, professionalità e solidarietà possano trasformarsi in azioni tangibili a beneficio delle persone più fragili. Un ponte di cooperazione che unisce territori e culture, con l’Italia protagonista nella sanità internazionale.