Più rifiuti che pesci, la blockchain entra nei porti

Pescatori che avvistano una marea di rifiutiin mare, immagine realistica generata con Dall-E

SEA TRACE porta dati certificati nei porti italiani per rendere operativa la Legge SalvaMare e governare i flussi dei rifiuti pescati

di Antonio Portolano

In alcune aree del mare si pescano più rifiuti che pesci. Non è un’immagine simbolica, ma un dato operativo che emerge dalla sperimentazione avviata nel porto di Termoli, dove i rifiuti accidentalmente pescati raggiungono quantità paragonabili al pescato, con un rapporto vicino al 50-50. Un equilibrio anomalo che fotografa una criticità ambientale, ma anche economica e regolatoria, e che spiega perché la gestione dei rifiuti marini sia oggi una questione di sistema.

È in questo contesto che nasce SEA TRACE, il primo sistema di tracciabilità blockchain applicato ai rifiuti accidentalmente pescati in mare, sviluppato da The Nest Company, società partecipata da Omnisyst, realtà leader nella gestione digitale dei rifiuti industriali. I risultati completi della fase di sperimentazione saranno presentati il 20 febbraio, in concomitanza con l’avvio della fase completa del progetto .

Il dato che cambia la prospettiva

Il rapporto quasi paritario tra rifiuti e pescato registrato in alcune aree di pesca interessate da specifiche correnti marine mette in luce un problema strutturale. In assenza di informazioni affidabili e continue sui flussi dei rifiuti marini, la gestione dei fondali e l’attuazione della normativa risultano difficilmente governabili.

Il tema non è soltanto ambientale. La mancanza di dati certificati incide sull’operatività dei porti, sulla pianificazione degli impianti di trattamento, sui costi di gestione e sulla capacità delle istituzioni di esercitare una reale funzione di controllo. In questo vuoto informativo si innesta la proposta di SEA TRACE.

Come funziona SEA TRACE

Il sistema consente di tracciare i rifiuti recuperati dai pescatori lungo l’intero ciclo di gestione, dal recupero in mare al conferimento in porto fino al trattamento finale, attraverso la registrazione immutabile dei dati su blockchain.

Grazie a un’app dedicata, i pescatori censiscono i rifiuti accidentalmente pescati, associando a ciascun lotto informazioni su luogo, quantità e tipologia. I dati accompagnano il rifiuto lungo tutta la catena di custodia, rendendo il processo trasparente, verificabile e auditabile anche dalle istituzioni .

Termoli, un momento della conferenza stampa della presentazione di Sea TRACE

La Legge SalvaMare e il nodo della governance

Il progetto si inserisce nel perimetro normativo della Legge SalvaMare (L. 60/2022), che consente il conferimento a terra dei rifiuti accidentalmente pescati, attribuendo un ruolo centrale alle Autorità di Sistema Portuale.

Tuttavia, come emerge chiaramente dalla sperimentazione, la norma da sola non è sufficiente. Senza un sistema strutturato di raccolta e certificazione dei dati, la governance dei flussi resta teorica. È qui che la tracciabilità digitale diventa una leva operativa.

Per Chicco Testa, Presidente del CdA di Omnisyst: «La Legge SalvaMare ha definito il quadro, ma senza dati affidabili non esiste una reale governance dei flussi: la tracciabilità digitale consente di rendere la norma operativa» .

Chicco Testa, Presidente del CdA di Omnisyst

Blockchain ed economia circolare

La scelta della blockchain non è sperimentale in senso astratto, ma si colloca in un filone di ricerca già consolidato. Uno studio della SDA Bocconi School of Management, guidato dal prof. Francesco Perrini e dalla prof.ssa Roberta Pisani, individua nelle tecnologie di registrazione distribuita uno strumento abilitante per la misurabilità dell’economia circolare, grazie alla possibilità di creare passaporti digitali dei materiali basati su dati immutabili.

«Portiamo nel contesto marino un modello di tracciabilità già validato nei rifiuti industriali, mettendo a disposizione dati certificati e verificabili anche dalle istituzioni», spiega Riccardo Parrini, CEO di The Nest Company.

Riccardo Parrini, CEO di The Nest Company

Un progetto di filiera pubblico-privata

SEA TRACE è stato avviato attraverso un protocollo d’intesa che coinvolge Comune di Termoli, Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale, Innovation SEA, The Nest Company e RES – Recupero Etico Sostenibile, con il supporto di Marevivo.

Per Francesco Mastro, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale: «Con la sperimentazione SEA TRACE – Porto di Termoli la gestione dei rifiuti accidentalmente pescati entra in una fase strutturata, trasparente e replicabile» .

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale Francesco Mastro

Dalla norma al sistema

Il dato iniziale – più rifiuti che pesci – non è soltanto un segnale d’allarme ambientale, ma il punto di partenza per ripensare il rapporto tra normativa, dati e infrastrutture portuali. SEA TRACE propone una risposta tecnologica a un problema di governance, trasformando un obbligo normativo in un processo misurabile e verificabile. La sfida ora è la scalabilità.