SEA TRACE, la blockchain che traccia i rifiuti marini

Pescatori a bordo di un peschereccio dopo aver pescato rifiuti in mare, immagine realistica generata con Dall-E

Termoli è il primo Comune italiano ad adottare SEA TRACE, la piattaforma blockchain che consente la tracciabilità dei rifiuti marini e dei RAP

di Antonio Portolano

La gestione dei rifiuti marini entra nell’era della blockchain. Con SEA TRACE, progetto promosso da Innovation SEA, The Nest Company e dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, nasce la prima piattaforma digitale italiana per la tracciabilità dei Rifiuti Accidentalmente Pescati (RAP). Il Comune di Termoli è il primo in Italia ad adottare ufficialmente il sistema.

Termoli, un momento della conferenza stampa

Un protocollo pubblico-privato per l’innovazione ambientale

Nei giorni scorsi è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Comune di Termoli, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Innovation SEA, The Nest Company e RES – Recupero Etico Sostenibile. L’accordo avvia la sperimentazione di SEA TRACE, il primo passaporto digitale dei rifiuti marini, pensato per censire, monitorare e certificare l’intero ciclo di gestione dei materiali recuperati in mare.

Il sistema consente ai pescatori, tramite app, di censire in tempo reale i rifiuti accidentalmente pescati durante le attività ordinarie, contribuendo a una gestione trasparente e sostenibile e superando criticità operative e documentali storicamente presenti nelle aree portuali.

La sfida dei rifiuti sommersi e il quadro normativo

Ogni anno migliaia di tonnellate di plastica e materiali inquinanti si depositano sui fondali marini, invisibili ma devastanti per gli ecosistemi. Una parte significativa di questi rifiuti viene recuperata dai pescatori durante le attività ordinarie, ma la loro gestione presenta criticità in assenza di sistemi strutturati di raccolta e tracciabilità.

La Legge SalvaMare (L. 60/2022), nata grazie all’impegno di istituzioni e realtà ambientaliste, in particolare Fondazione Marevivo, regolamenta la raccolta dei rifiuti accidentalmente pescati (Art. 2) e attribuisce alle Autorità di Sistema Portuale un ruolo centrale nella gestione dei RAP. Dal 2024, una quota della TARI pari a 0,10 euro annui per utenza contribuisce al finanziamento delle attività operative, creando risorse dedicate a sostenere la filiera della pesca nella bonifica dei mari.

SEA TRACE, come funziona la piattaforma

SEA TRACE è la prima soluzione digitale completa per monitorare e gestire i rifiuti marini, basata su una tecnologia blockchain brevettata da The Nest Company, società partecipata da Omnisyst e Algebris Investments. La piattaforma traccia l’intero ciclo di vita dei rifiuti, dalla raccolta in mare al trattamento finale, creando un passaporto digitale per ogni lotto di rifiuto.

Grazie alla blockchain, tutte le operazioni vengono registrate in modo immutabile. Questo consente di controllare in modo oggettivo le attività svolte, garantire la sicurezza del sistema e dei dati, prevenire accessi distorti ai contributi e possibili truffe e certificare l’effettivo recupero dei materiali pescati.

Il punto di vista di Marevivo

Secondo Raffaella Giugni, Segretario nazionale di Fondazione Marevivo, «SEA TRACE rappresenta un passo concreto nell’applicazione della Legge SalvaMare: per la prima volta disponiamo, infatti, di uno strumento capace di coniugare tecnologia, trasparenza e partecipazione attiva dei pescatori. La tracciabilità digitale consente di sapere cosa viene recuperato e dove, in che quantità, e a quale destinazione è indirizzato, rendendo finalmente misurabile l’impatto della bonifica effettuata in mare».

«Il sistema offre un triplice vantaggio: ambientale, in quanto contrasta la dispersione di plastica e microplastiche in mare; sociale, poiché valorizza il ruolo delle comunità costiere; e gestionale nel creare un modello certificabile e replicabile in grado di diventare riferimento per altri porti italiani».

La spiegazione della piattaforma SEA TRACE

Le dichiarazioni dei promotori

Per Domenico Guidotti, CEO di Innovation SEA, «con SEA TRACE offriamo una risposta concreta alle sfide ambientali dei nostri mari. La piattaforma supporta non solo i pescatori nella gestione quotidiana dei rifiuti marini, ma anche tutte le istituzioni coinvolte a terra, assicurando efficienza, tracciabilità e sostenibilità dell’intero processo».

Riccardo Parrini, CEO di The Nest Company, sottolinea: «SEA TRACE è la blockchain al servizio dell’economia circolare. Possiamo mappare le aree più inquinate, intervenire in modo mirato e rendere i pescatori protagonisti della bonifica dei fondali. Ogni materiale raccolto è digitalmente certificato».

Il ruolo dei porti nella gestione dei RAP

Il Prof. Avv. Francesco Mastro, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, evidenzia: «Con la sperimentazione “Sea Trace – Porto di Termoli” compiamo un passo concreto verso un modello evoluto di gestione dei RAP (Rifiuti Accidentalmente Pescati), pienamente allineato alla Legge Salvamare e ai principi europei di economia circolare».

«La catena di custodia digitale, infatti, consentirà di trasformare un problema ambientale in un processo governabile, trasparente e certificabile, capace di produrre valore ambientale, gestionale e di sistema. È un passo, quindi, che rafforza il ruolo dei porti come snodi di legalità e di sostenibilità, che si fonda su una solida collaborazione istituzionale e pubblico-privata e che pone le basi per un modello che potremmo replicare, non solo in tutto il nostro Sistema, ma anche, auspicabilmente, a livello nazionale, gettando le basi per un futuro sempre più green».

Al centro il Prof. Avv. Francesco Mastro, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale

Un progetto replicabile su scala nazionale

La sperimentazione parte da Termoli e dal Molise, con l’obiettivo di estendersi progressivamente lungo tutto l’Adriatico meridionale. Grazie agli accordi siglati con Federpesca e FederOP, SEA TRACE potrà essere adottato su scala nazionale, coinvolgendo oltre 10.000 operatori del settore della pesca.

Secondo Basso Cannarsa, Presidente nazionale FederOP, «riteniamo che questa tecnologia innovativa possa rappresentare un punto di svolta per il nostro comparto. Non solo permette di gestire in modo conforme e trasparente la delicata questione dei RAP, ma consente anche di raccogliere dati fondamentali per monitorare lo stato di salute dei nostri mari».

Per Francesca Biondo, Direttrice nazionale Federpesca, «Federpesca ha accettato con entusiasmo l’invito a collaborare per la sperimentazione della piattaforma SEA TRACE. Siamo convinti che rappresenterà uno strumento utile per la tutela dell’ambiente marino, favorendo un conferimento strutturato dei rifiuti raccolti in mare ed un loro monitoraggio lungo la filiera del recupero circolare organizzata da Innovation Sea. È un progetto che valorizza il ruolo attivo della pesca nella sostenibilità».