Brindisi diventa modello nazionale della Blue Economy con il Salone Nautico di Puglia e il protocollo firmato con Confindustria Nautica
di Antonio Portolano
BRINDISI– Nel porto di Brindisi, tra il riflesso degli scafi e il vento che arriva dal Canale d’Otranto, si apre un nuovo capitolo della nautica italiana.
Lo SNIM – Salone Nautico di Puglia, giunto alla ventunesima edizione, non è più soltanto una rassegna fieristica, ma una piattaforma di sviluppo economico, culturale e industriale per tutto il Mezzogiorno.
In ventun anni, da esperimento locale è diventato un evento riconosciuto nel calendario nazionale, capace di rappresentare l’Italia del mare davanti all’Europa.

Brindisi, dove il mare diventa sistema
Il 2025 è l’anno della svolta: la firma del primo protocollo d’intesa tra SNIM e Confindustria Nautica segna il riconoscimento ufficiale del modello brindisino come standard di riferimento per i saloni territoriali.
È una tappa che unisce industria, istituzioni e formazione, con il sostegno di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che ha portato a Brindisi delegazioni da sedici paesi, dalla Grecia alla Turchia, dalla Spagna alla Croazia, con buyer e operatori provenienti anche da Francia, Montenegro, Portogallo, Slovenia, Albania e Malta.
Lo SNIM 2025 diventa così una campionaria del Mediterraneo, un crocevia dove innovazione, cantieristica e turismo dialogano con la visione di un nuovo modello economico: la Blue Economy.

Giuseppe Meo e il sogno che diventa metodo
«Fare dello SNIM una campionaria del mare è la nostra sfida», racconta Giuseppe Meo, presidente dello SNIM. «Questo accordo con Confindustria Nautica certifica che il nostro modello, costruito nel tempo con serietà, sacrificio e visione, è oggi riconosciuto come una best practice».
Lo SNIM nasce ventun anni fa come iniziativa locale, tra pochi stand e un gruppo di appassionati. Oggi ospita oltre 300 imbarcazioni, 200 espositori e 16 operatori internazionali in collaborazione con ICE. È diventato un laboratorio permanente di innovazione e sostenibilità, aperto al dialogo tra imprese, istituzioni e scuole.

«La cantieristica e la nautica sono solo un segmento della Blue Economy», continua Meo. «Brindisi merita un ruolo di primo piano in un sistema più ampio che unisca sostenibilità, turismo, pesca sportiva e tecnologia. Abbiamo una posizione strategica e un porto al centro del Mediterraneo. Dobbiamo guardare in alto, essere sognatori, ma con i piedi saldi nel lavoro quotidiano».
L’intesa che cambia la rotta – Piero Formenti, Confindustria nautica
A spiegare il valore industriale dell’accordo è Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica: «È un protocollo fondamentale. Lo abbiamo sognato per anni, da quando è partita la mia iniziativa sui patrocini ai saloni territoriali. Con questo accordo nasce un sistema nuovo che metterà in rete l’intera filiera e permetterà alla nautica italiana di arrivare nei territori».
Formenti sottolinea che non si tratta di un semplice patrocinio, ma di un’alleanza strategica.
«Abbiamo costruito un percorso che riconosce il valore di saloni come lo SNIM, capaci di generare economia, turismo e occupazione. È il primo passo verso una regia nazionale condivisa che valorizzi le eccellenze locali, rendendole modelli replicabili».

I numeri sono eloquenti: la nautica italiana pesa quasi l’1% del PIL nazionale, con un moltiplicatore occupazionale di 9,2 e un moltiplicatore finanziario di 7,5.
«Siamo primi al mondo nella produzione di superyacht: uno su due è costruito in Italia», ricorda Formenti. «E la nostra componentistica è la più apprezzata al mondo. Il segreto? Le mani, la passione, la cultura tecnica e il genio italiano».
Il protocollo tra SNIM e Confindustria Nautica prevede azioni comuni su formazione, digitalizzazione, internazionalizzazione e sostenibilità ambientale, con particolare attenzione alle PMI della filiera.
ICE coordina oltre 200 incontri B2B tra imprese italiane e operatori esteri, con l’obiettivo di favorire export, partnership e crescita industriale nel bacino adriatico e mediterraneo.

Brindisi, laboratorio della nuova economia del mare – Giuseppe Danese
Giuseppe Danese, presidente di Confindustria Brindisi e del Distretto Nautico di Puglia, interpreta lo SNIM come un simbolo della rinascita economica del territorio.
«Lo SNIM è nato come un piccolo workshop. Abbiamo attraversato stagioni difficili, ma oggi ospitiamo marchi nazionali e internazionali. Brindisi è un territorio fertile: qui le barche si vendono e gli espositori tornano ogni anno».
Per Danese, la forza dello SNIM è nella capacità di mettere in relazione settori diversi: industria, formazione, turismo e servizi.
«Brindisi può diventare una best practice della Blue Economy. Stiamo riconvertendo aree industriali e creando infrastrutture per la nautica. È un processo di transizione, non solo economica ma anche culturale. La collaborazione tra pubblico e privato è la nostra vera forza».

Il Distretto Nautico di Puglia, che Danese presiede, riunisce oltre cento imprese e opera in sinergia con ICE, Regione Puglia, Autorità di Sistema Portuale e università.
«Con ICE stiamo costruendo percorsi di internazionalizzazione che coinvolgono Croazia, Grecia, Turchia, Francia e Spagna. Non si tratta solo di vendere, ma di creare progetti comuni di ricerca, formazione e innovazione».
Danese guarda anche alla dimensione occupazionale: «La Blue Economy crea lavoro qualificato. Formare nuove professionalità è una priorità. A Brindisi nasceranno laboratori per la manutenzione navale e centri di innovazione digitale per la nautica».

Il Marina di Brindisi e il Mediterraneo dei grandi yacht – Claudio Gorelli
Claudio Gorelli, presidente del Marina di Brindisi, racconta un porto che cresce insieme alla città.
«Dal 2019 ad oggi abbiamo registrato performance superiori alla media nazionale. Le imbarcazioni sotto i nove metri sono diminuite, mentre crescono i motori, i catamarani e le unità di grandi dimensioni. È un segno chiaro: il diporto si sta evolvendo verso una dimensione più esperienziale e internazionale».
Il Marina ha siglato accordi con ADAC, con la Yacht Association inglese e con diverse marine dell’Adriatico orientale, consolidando la rete con Croazia, Grecia e Montenegro.
«Grazie a queste partnership abbiamo aumentato del 36% le presenze estere. Oggi ospitiamo yacht fino a 74 metri e numerose imbarcazioni tra i 50 e i 60 metri. Il Mediterraneo è tornato il centro del mondo nautico».

Il porto turistico di Brindisi è oggi un’infrastruttura integrata, capace di accogliere grandi eventi, regate internazionali e attività culturali.
«Ospitiamo regate, progetti scolastici e momenti di formazione. Il mare deve essere di tutti. L’obiettivo è una nautica accessibile, sostenibile e intelligente».
Il sistema istituzionale e la visione del porto – Franco Mastro
Il quadro istituzionale è completato dal Commissario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Meridionale, Franco Mastro, che inquadra la Blue Economy come una politica industriale strategica:
«La Blue Economy è la frontiera più promettente per il Sud Italia. Brindisi ha posizione, infrastrutture e competenze per essere un hub del mare. Dobbiamo accelerare sugli investimenti abilitanti, sulla formazione e sulla transizione energetica».

Mastro parla di un porto “aperto e ibrido”, dove la portualità commerciale dialoga con quella turistica e logistica.
«Non esiste più un confine tra porto commerciale e turistico. Il futuro è nella contaminazione. Ogni investimento sulla Blue Economy è un investimento sulle persone».
Le istituzioni protagoniste dell’inaugurazione
Erano oggi presenti, nella cerimonia inaugurale dello SNIM 2025, i principali rappresentanti delle istituzioni locali, regionali e nazionali, a testimonianza del ruolo sempre più centrale che la Puglia occupa nelle politiche di sviluppo della Blue Economy e della nautica da diporto.
Vi hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente dello SNIM Giuseppe Meo, il Presidente del Marina di Brindisi Claudio Gorelli, il dott. Paolo Mercurio in rappresentanza della Banca Popolare Pugliese, il Sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna, il Prefetto Luigi Carnevale, il Presidente della Provincia Toni Matarrelli, l’europarlamentare Antonio Decaro, i consiglieri regionali Mauro Vizzino, Alessandro Leoci e Stefano Lacatena, il Presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti, il Commissario dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale Francesco Mastro, il Presidente della Camera di Commercio Brindisi–Taranto Vincenzo Cesareo, il Comandante regionale della Guardia di Finanza Gen. Guido Mario Geremia, il Comandante della Capitaneria di Porto Luigi Amitrano, il Presidente di Confindustria Brindisi Giuseppe Danese, il Presidente del Consorzio ASI Franco Gentile e il Presidente de “I Colori dell’Energia” Gabriele Menotti Lippolis.







È intervenuto inoltre in videocollegamento l’avv. Amedeo Teti, Capo Dipartimento Mercato e Tutela del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha sottolineato il valore strategico del protocollo siglato tra SNIM e Confindustria Nautica come modello nazionale di collaborazione tra industria e territorio.


Tutti gli intervenuti hanno evidenziato l’importanza del Salone Nautico di Puglia come leva per la crescita del comparto nautico italiano e per la definitiva affermazione della nautica da diporto tra i settori economici trainanti del Paese.
Un contesto in cui la Puglia, grazie al porto di Brindisi e al suo tessuto produttivo, consolida un ruolo di assoluto protagonista.

Il programma dello SNIM 2025
L’edizione 2025, in programma dal 9 al 13 ottobre nel Marina di Brindisi, si apre con cinque giorni dedicati a impresa, turismo e formazione.
Tra gli appuntamenti principali:
- la conferenza “Il futuro della cantieristica nel Mediterraneo”,
- il forum sulla sostenibilità e la transizione energetica,
- il B2B internazionale ICE–ITA con 16 delegazioni estere,
- gli incontri tra università e imprese per la formazione di nuove figure professionali,
- le mini crociere nel porto interno di Brindisi, per far vivere il mare come esperienza culturale.
Parallelamente si svolgono mostre, eventi e talk dedicati alla nautica sociale, alle aree marine protette e al turismo lento.

Rotta verso il futuro – Lavoro nella cantieristica navale
Domani, venerdì 10 ottobre, lo SNIM 2025 dedica l’intera giornata alla formazione e al lavoro nel settore nautico, con l’evento “Rotta verso il futuro”.
Un appuntamento pensato per connettere imprese, istituzioni e mondo della scuola, affrontando i temi chiave delle competenze professionali e delle nuove opportunità occupazionali nella cantieristica.
Ad aprire i lavori sarà Anna Cammalleri, consigliera del Presidente per le Politiche integrate, Formazione, Occupazione e Cittadinanza Attiva della Regione Puglia.
Seguirà il panel “Nautica e mercato del lavoro: profili professionali e competenze richieste”, moderato dal giornalista Maurizio Bulleri.
C’è il ministro Valditara
Dopo i saluti di Giuseppe Meo, presidente dello SNIM, e di Sebastiano Leo, assessore alla Formazione della Regione Puglia, prenderanno la parola:
Nicolò Berghinz (Responsabile Sviluppo, Relazioni Esterne e Public Affairs ALIS),
Vincenzo Poerio (Presidente Gruppo di Lavoro Formazione di Confindustria Nautica),
e l’On. Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito, con un intervento dedicato alla collaborazione tra scuola e industria del mare.
Le conclusioni saranno affidate a Monica Calzetta, dirigente della Sezione Formazione della Regione Puglia, che presenterà i risultati e i traguardi del Network regionale per la formazione blu, nato per mettere in sinergia scuole, ITS e imprese.
ForMare per il Mare: fare rete per nuove rotte blu
Nel pomeriggio, la giornata prosegue con il panel “ForMare per il Mare: fare rete per nuove rotte blu”, coordinato da Valeria Patruno, project manager di ARTI Puglia.
L’incontro approfondisce le esperienze e le collaborazioni tra il sistema della formazione, la cantieristica e le nuove professioni legate all’economia del mare.

Interverranno Simone Mongelli (Responsabile Processi Formativi ITS Academy Mobilità), Nicholle Salerno (Project Manager Puglia Valore Formazione), Giuseppa Antonaci (Presidente ITS Academy per il Turismo e i Beni Culturali), Rita De Vito (Dirigente IISS Ferraris–De Marco–Valzani), Lucia Portolano (Dirigente ITET Carnaro–Marconi–Flacco–Belluzzi) e Paola Gabrieli, Tenente di Vascello della Capitaneria di Porto di Brindisi.
A chiudere l’appuntamento sarà Alberto Liaci di ARTI Puglia, con l’intervento “Il Network che comunica: insieme più forti e più visibili”, dedicato alla costruzione di un sistema condiviso per valorizzare la formazione tecnica e rendere il settore del mare sempre più attrattivo.
La giornata conferma la vocazione dello SNIM a essere una vera piattaforma formativa, dove impresa, scuola e istituzioni navigano nella stessa direzione: creare nuove rotte blu per i giovani e per il futuro della nautica italiana.
Il Mediterraneo del futuro
Quando cala il sole sul porto, Brindisi appare come un mosaico di luci e riflessi. Gli yacht ormeggiati, le vele illuminate, le voci dei visitatori tra gli stand: lo SNIM è tornato a essere una festa del mare e dell’ingegno.
Ma più di tutto, è diventato un progetto industriale e culturale che parla la lingua del futuro.

«Dobbiamo continuare a sognare», dice Giuseppe Meo. «Mettere insieme istituzioni, imprese e formazione è la chiave per far crescere non solo lo SNIM, ma tutto il sistema nautico italiano».
Brindisi non è più un punto sulla mappa: è un nodo strategico, un porto che unisce.
Un luogo dove la Blue Economy diventa visione collettiva.
Dove il mare non divide, ma connette.




