Al Politecnico, Boeing, FIRST Scandinavia e i partner industriali come Confindustria Brindisi avvicinano 250 studenti alle discipline STEM
BARI – La matematica diventa un piano di volo, la fisica entra nella cabina di pilotaggio e la tecnologia permette di affrontare una missione aerea simulata. È il principio su cui si fonda la Newton Room (si apre in una nuova scheda), il laboratorio didattico itinerante che trasforma l’apprendimento delle discipline scientifiche in un’esperienza concreta, avvicinando le nuove generazioni alle competenze richieste dall’industria aeronautica e aerospaziale.
Ospitata al Politecnico di Bari (si apre in una nuova scheda), la struttura accoglie circa 250 studenti delle scuole pugliesi in un percorso di formazione che coinvolge università, imprese internazionali e istituzioni. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Boeing (si apre in una nuova scheda) e la fondazione norvegese FIRST Scandinavia (si apre in una nuova scheda), con il contributo di Aeroitalia (si apre in una nuova scheda), Avio Aero (si apre in una nuova scheda) e Ryanair (si apre in una nuova scheda).
Un progetto che va oltre la divulgazione scientifica. La Newton Room rappresenta un modello di integrazione tra scuola, ricerca e industria, nel quale l’orientamento dei giovani verso le discipline STEM – scienza, tecnologia, ingegneria e matematica – diventa parte di una strategia più ampia di sviluppo delle competenze.
Una prospettiva particolarmente significativa per la Puglia e per Brindisi, territori in cui la presenza di importanti insediamenti aeronautici rende il rapporto tra formazione e sistema produttivo un fattore decisivo per la competitività industriale.

Come funziona la Newton Room: dalla matematica al simulatore di volo
La Mobile Newton Room è un’aula tecnologica completamente attrezzata, realizzata all’interno di due container appositamente progettati e ampliabili. La sua caratteristica principale è la mobilità: può raggiungere territori differenti, portando strumenti avanzati di formazione scientifica anche dove non esistono infrastrutture didattiche specializzate.
Il principio educativo è quello dell’apprendimento attraverso l’esperienza. Gli studenti non si limitano a osservare una dimostrazione tecnologica, ma utilizzano direttamente le conoscenze matematiche e fisiche per risolvere problemi legati a situazioni operative.
Il modulo formativo, denominato Newton Up in the Air with Numbers, combina matematica, tecnologia e aviazione. Ragazze e ragazzi devono pianificare un volo di osservazione attraverso calcoli matematici, elaborare il percorso e verificarne l’esecuzione utilizzando simulatori di volo. Le attività permettono anche di sperimentare scenari di missioni simulate di soccorso.
La differenza rispetto a una lezione tradizionale è sostanziale. Equazioni, misurazioni e principi fisici cessano di apparire come conoscenze astratte e diventano strumenti necessari per prendere decisioni, pianificare operazioni e comprenderne gli effetti.
È un approccio che sviluppa non soltanto competenze tecniche, ma anche capacità di analisi, ragionamento logico e risoluzione dei problemi.
La simulazione, inoltre, consente di avvicinarsi al funzionamento dei sistemi aeronautici in un ambiente didattico controllato, senza confondere l’esperienza educativa con l’addestramento professionale al pilotaggio.

Il Politecnico di Bari e il coinvolgimento della ricerca universitaria
Il progetto ha trovato nel Politecnico di Bari un partner accademico direttamente coinvolto nella realizzazione delle attività.
Il programma prevede circa dieci giorni di educazione STEM, distribuiti in un periodo di permanenza di quasi due settimane. Quattro docenti universitari vengono formati come Newton Educator, mentre altrettanti dottorandi partecipano come istruttori dei simulatori di volo.
La presenza dei ricercatori assume un significato particolare. L’università non svolge soltanto la funzione di sede ospitante, ma mette le proprie competenze al servizio di una formazione rivolta a studenti che devono ancora scegliere il loro percorso universitario e professionale.
Una relazione che può contribuire ad avvicinare le scuole secondarie al mondo della ricerca e a rendere più comprensibili le prospettive offerte dalle lauree scientifiche e ingegneristiche.
Il prorettore del Politecnico di Bari, Michele Ruta, sottolinea proprio questo aspetto: «Ospitare la Newton Room al Politecnico di Bari rappresenta un esempio di come l’università possa far viaggiare nel domani, provando a far fare alle nuove generazioni esperienza diretta di scienza e tecnologia. Crediamo che la sfida educativa più importante non sia soltanto trasmettere conoscenze, ma accendere curiosità, alimentare passioni e aiutare i ragazzi a scoprire il proprio talento. Iniziative come questa dimostrano che l’architettura, il design e l’ingegneria non sono discipline astratte, ma strumenti straordinari per comprendere e trasformare il mondo. La collaborazione con realtà internazionali come Boeing e FIRST Scandinavia, insieme ai partner industriali coinvolti, testimonia inoltre il valore di un modello di università aperta, capace di mettere in relazione formazione, ricerca e impresa. Se anche uno solo dei ragazzi che entreranno nella Newton Room ne uscirà con il desiderio di diventare ingegnere, ricercatore o astronauta, avremo contribuito a generare qualcosa di molto più importante di una lezione in aula: una nuova ambizione per il futuro».
FIRST Scandinavia, un modello educativo per 600mila giovani
La Newton Room nasce dal Newton Concept, sviluppato dalla fondazione norvegese senza scopo di lucro FIRST Scandinavia, impegnata nella diffusione di metodologie innovative per l’insegnamento delle discipline scientifiche.
Dal 2003, oltre 600.000 bambini e ragazzi in 19 Paesi hanno partecipato ai programmi Newton, realizzati attraverso la collaborazione tra istituzioni educative, università e partner industriali.
La prima Mobile Newton Room è stata inaugurata a Lugo, in Spagna, nel 2019. Da allora ha attraversato diversi Paesi europei, tra cui Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Belgio, raggiungendo migliaia di studenti.
L’esperienza barese non rappresenta un debutto assoluto. Già nel 2021 il Politecnico aveva ospitato una Pop-up Newton Room. La nuova iniziativa segna quindi un ritorno e consolida una relazione avviata cinque anni prima.
Boeing è partner globale STEM di FIRST Scandinavia dal 2018 e sostiene l’espansione internazionale del programma.
Il fondatore e amministratore delegato di FIRST Scandinavia, Per-Arild Konradsen, evidenzia il valore dell’applicazione pratica delle conoscenze: «Siamo lieti di riportare il Newton Concept a Bari, questa volta con la nostra Mobile Newton Room. Attraverso attività pratiche e coinvolgenti, gli studenti esploreranno le discipline STEM e vedranno come ciò che imparano in classe possa essere applicato nella vita reale. Utilizzando attrezzature moderne e simulatori di volo, metteranno alla prova le loro competenze matematiche in un contesto aeronautico. Insieme ai nostri partner, non vediamo l’ora di accogliere gli studenti a Bari e offrire loro un’esperienza di apprendimento Newton che ricorderanno».

Boeing e l’aerospazio italiano: la formazione come investimento
Per Boeing, la Newton Room si inserisce in una strategia che affianca alla presenza industriale programmi di formazione e avvicinamento dei giovani alle professioni tecnico-scientifiche.
Il gruppo statunitense è presente in Italia da 75 anni e mantiene collaborazioni industriali con alcuni dei principali operatori dell’aerospazio nazionale.
Tra queste figurano i rapporti con Leonardo per il programma 787 Dreamliner, il Boeing 767 e gli elicotteri Chinook CH-47F, oltre alle collaborazioni con GE Aerospace, attraverso Avio Aero, sui motori GEnx e GE90, e con UmbraGroup.
Boeing conta circa 150 dipendenti diretti in Italia e una rete di 30 fornitori diretti, oltre a numerosi fornitori indiretti. La sua presenza interessa diversi poli industriali nazionali, compresi Brindisi, Grottaglie e Foggia.
La relazione tra Boeing e il sistema aerospaziale pugliese rende particolarmente rilevante la scelta di Bari come sede dell’iniziativa.
Anna Clementina Veclani, Managing Director Sud Europa di Boeing, collega il progetto alla preparazione delle future generazioni di innovatori: «La passione per l’aviazione può nascere a qualsiasi età, ma è particolarmente illuminante quando si fonda sulla curiosità, sulla scoperta e sull’apprendimento pratico. Attraverso la nostra collaborazione con FIRST Scandinavia e gli altri partner dell’aviazione, promuoviamo esperienze formative dirette in tutta Europa, in cui i giovani possono capire, pianificare e testare il volo. Siamo particolarmente orgogliosi di portare la Newton Room a Bari, in un’area d’importanza strategica per Boeing e il settore aerospaziale italiano, nell’ambito di un’iniziativa che unisce aviazione e educazione STEM per ispirare gli innovatori di domani».

Avio Aero, il legame con Brindisi e i laboratori universitari
Tra i partner industriali, Avio Aero rappresenta un collegamento diretto con il sistema produttivo brindisino.
La società, parte di GE Aerospace, opera nella progettazione, produzione e manutenzione di componenti e sistemi propulsivi destinati all’aeronautica civile e militare. Conta circa 4.900 dipendenti in Italia, con importanti stabilimenti a Rivalta di Torino, Pomigliano d’Arco e Brindisi.
Il gruppo è impegnato nello sviluppo di tecnologie avanzate, dalla produzione additiva alla prototipazione rapida, fino ai sistemi per turbine, trasmissioni e combustori.
Il collegamento tra l’azienda e il Politecnico di Bari non si esaurisce nella Newton Room. La collaborazione scientifica e industriale ha già portato alla realizzazione di due laboratori di ricerca congiunti, un’esperienza che dimostra come la relazione tra università e manifattura possa tradursi in infrastrutture permanenti di ricerca e innovazione.
È proprio questa continuità a rappresentare uno degli aspetti più importanti per il territorio: il passaggio dall’orientamento scolastico alla formazione universitaria, fino alle competenze utilizzabili nei processi industriali.
Ylenia Berardi, Government Relations and External Communications Director di Avio Aero, richiama esplicitamente il ruolo dello stabilimento brindisino: «Progetti come Newton Room rispondono alla missione che in Avio Aero portiamo avanti da anni: contribuire concretamente alla formazione dei talenti dell’aerospazio di oggi e di domani. Siamo grati a Boeing e a FIRST Scandinavia per averci coinvolto in questa iniziativa e per aver scelto di realizzarla in un territorio per noi strategico. In Puglia, siamo presenti da sempre con il nostro stabilimento di Brindisi e abbiamo costruito con il Politecnico di Bari una collaborazione solida e virtuosa, che ha dato vita, tra le altre cose, a due laboratori di ricerca congiunti. Perché è proprio mettendo insieme impresa, università e nuove generazioni che possiamo dare forma all’aerospazio del futuro».
Aeroitalia e Ryanair, dalle aule alle professioni dell’aviazione
La partecipazione delle compagnie aeree Aeroitalia e Ryanair estende il valore del programma oltre la produzione aerospaziale, coinvolgendo anche il trasporto aereo e le professioni collegate.
Massimo Di Perna, Chief Commercial Officer di Aeroitalia, attribuisce particolare importanza alla capacità della Newton Room di raggiungere territori differenti, promuovendo divulgazione scientifica e orientamento professionale.
Per Aeroitalia, compagnia italiana nata nel 2022, il sostegno al progetto si inserisce in una visione della formazione nella quale la circolazione delle competenze accompagna quella delle persone.
La compagnia, che nel 2025 ha raggiunto i tre milioni di biglietti venduti, opera su una rete di collegamenti nazionali ed europei. Il suo coinvolgimento consente agli studenti di avvicinarsi anche agli aspetti operativi e organizzativi del trasporto aereo.
Ryanair evidenzia invece la dimensione occupazionale delle professioni aeronautiche. Nella dichiarazione diffusa per l’iniziativa, Rossella Amato, Head of Communications Italy, richiama gli oltre 35.000 professionisti dell’aviazione impiegati nella rete della compagnia e l’assunzione annuale di oltre 1.000 cadetti piloti e oltre 1.000 ingegneri tirocinanti.
Il gruppo dispone inoltre di percorsi specializzati di formazione tecnica, tra cui la Engineering Training Academy e collaborazioni con scuole aeronautiche approvate secondo lo standard Part 147, compresa l’Aircraft Engineering Academy di Bergamo.
Sono dimensioni che aiutano a comprendere la portata economica del settore. L’aviazione non richiede soltanto piloti, ma anche ingegneri, tecnici di manutenzione, specialisti dei sistemi, della sicurezza e delle tecnologie digitali.
L’esperienza della Newton Room può contribuire a rendere visibili queste opportunità in una fase in cui gli studenti iniziano a costruire le proprie scelte formative.

Confindustria Brindisi, Danese e Guarini nella Newton Room
La partecipazione di Confindustria Brindisi (si apre in una nuova scheda) conferma l’interesse del sistema imprenditoriale locale per i programmi che avvicinano le nuove generazioni alle competenze richieste dall’industria.
All’iniziativa hanno preso parte il presidente Giuseppe Danese e il direttore Angelo Guarini, che hanno visitato la struttura e approfondito il funzionamento delle tecnologie utilizzate nelle attività didattiche.
Un’esperienza non soltanto dimostrativa: Angelo Guarini ha testato personalmente il simulatore di volo, sperimentando direttamente uno degli strumenti attraverso i quali la Newton Room traduce i principi scientifici in attività operative.
La prova ha consentito di osservare concretamente le potenzialità della simulazione come metodologia di apprendimento, soprattutto per la sua capacità di rendere immediatamente comprensibile la relazione tra teoria e applicazione.
Per Confindustria Brindisi, l’iniziativa si colloca in un contesto territoriale nel quale l’aerospazio costituisce una componente significativa della manifattura avanzata e nel quale la disponibilità di competenze specialistiche rappresenta una condizione essenziale per sostenere innovazione e investimenti.
Danese sottolinea il valore della collaborazione tra ambiti differenti: «Siamo molto soddisfatti per avere partecipato all’evento odierno, che ha rappresentato l’importanza della sinergia e cooperazione tra mondi diversi, quello della Ricerca ed innovazione, delle aziende manifatturiere, delle aziende di servizi ed infine della formazione. Avvicinare i giovani alle discipline STEM è di primaria importanza ed oggi lo abbiamo riscontrato sul campo».
La riflessione investe un tema centrale per il futuro dell’industria: la capacità di costruire collegamenti stabili tra sistema educativo e fabbisogni produttivi, evitando che la formazione tecnico-scientifica rimanga distante dall’evoluzione dei processi industriali.
In quest’ottica, iniziative come la Newton Room possono contribuire ad ampliare la conoscenza delle professioni aerospaziali e a favorire un orientamento più consapevole degli studenti.
Università, istituzioni e imprese per costruire nuove competenze
Il coinvolgimento istituzionale ha affiancato quello accademico e industriale, evidenziando la natura trasversale del progetto.
Insieme al prorettore Michele Ruta, sono intervenuti Eugenio Di Sciascio, assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro; Giuseppe Silipo, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Puglia; Vito Lacoppola, assessore alla Conoscenza del Comune di Bari; e Salvatore Deidda, presidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei deputati.
Per le imprese e le organizzazioni partner hanno partecipato Anna Clementina Veclani per Boeing, Per-Arild Konradsen per FIRST Scandinavia, Massimo Di Perna per Aeroitalia, Ylenia Berardi per Avio Aero e Rosa Pastena, Head of Public Affairs Italy di Ryanair.
La presenza di interlocutori provenienti dalla scuola, dall’università, dalle istituzioni e dall’impresa evidenzia come lo sviluppo delle competenze scientifiche richieda una responsabilità condivisa.
Non si tratta soltanto di aumentare l’interesse verso le materie STEM, ma di creare le condizioni affinché quell’interesse possa evolvere in percorsi universitari, specializzazioni tecniche e opportunità professionali.

Dalla formazione scientifica alla competitività industriale pugliese
La Newton Room propone un modello educativo che intercetta una questione strategica: come preparare le nuove generazioni ad affrontare professioni caratterizzate da un crescente contenuto tecnologico.
Per l’industria aerospaziale, competenze matematiche, ingegneristiche e digitali sono indispensabili non soltanto nella progettazione, ma anche nella produzione, nella manutenzione, nella simulazione e nella gestione dei sistemi complessi.
La presenza in Puglia di grandi imprese, stabilimenti industriali e strutture universitarie specializzate offre un contesto nel quale queste competenze possono trovare applicazioni concrete.
Il contributo di Boeing, FIRST Scandinavia, Politecnico di Bari, Avio Aero, Aeroitalia e Ryanair, insieme all’attenzione di Confindustria Brindisi, mostra come un progetto educativo possa diventare un punto d’incontro tra esigenze differenti.
Resta naturalmente una distinzione fondamentale: un’esperienza di orientamento non produce automaticamente nuovi ingegneri, tecnici o ricercatori. Perché il suo impatto diventi duraturo sono necessari continuità formativa, accesso a percorsi qualificati e relazioni stabili tra scuole, università e aziende.
È su questo terreno che si misurerà il valore più ampio di esperienze come la Newton Room.
La possibilità di trasformare una prima esperienza con la matematica applicata e la simulazione aeronautica in una scelta di studio, e successivamente in una competenza professionale, rappresenta una delle opportunità più interessanti per il futuro dell’aerospazio pugliese.
Per Brindisi, dove industria aeronautica e competenze manifatturiere costituiscono un patrimonio produttivo consolidato, la sfida è particolarmente concreta: collegare i talenti di domani alle filiere industriali di oggi, creando le condizioni per sostenerne la crescita negli anni a venire.




