Quasi dieci anni di lavoro per raccontarne trentasei. È l’impresa che Andrea Sergio, in arte Mr.Wany (si apre in una nuova scheda), protagonista della street art internazionale e tra i pionieri italiani del graffiti writing, ha trasformato in un progetto editoriale destinato a lasciare una traccia nella storia della cultura urbana. Tre libri per ricostruire una vita artistica, dalle prime esperienze sui muri di Brindisi alle collaborazioni internazionali, dalle sperimentazioni underground all’affermazione nell’arte contemporanea. Un viaggio attraverso opere, personaggi, colori, linguaggi e memorie, comprese quelle che il tempo ha rischiato di cancellare.
Il risultato è Mr.Wany – BOX (3 BOOKS), una monografia di circa 650 pagine che ripercorre la produzione dell’artista brindisino dal 1990 al 2026. Tre volumi, Born, Style e Now, raccontano un itinerario creativo che attraversa cultura hip hop, style writing, fumetto, illustrazione, grafica, tatuaggio, muralismo e arte contemporanea. Discipline differenti, unite da un linguaggio visivo riconoscibile, maturato attraverso una continua sperimentazione.
Il cofanetto, disponibile dal 15 ottobre in 600 esemplari complessivi a tiratura limitata, è protagonista del Mr.Wany Box Tour 2026-2027, partito da Genova e destinato ad attraversare diverse città italiane ed europee. Tra gli appuntamenti confermati figura Brindisi, il 26 dicembre 2026, allo spazio culturale Yeahjasi, in via Santa Chiara. Un ritorno dal forte valore simbolico: proprio a Brindisi, nell’estate del 1990, un ragazzo di dodici anni cominciava a dipingere sui muri, senza poter immaginare dove lo avrebbero condotto quei primi colori.

Dieci anni di lavoro per raccontare una vita d’arte
Realizzare una monografia significa scegliere cosa conservare della propria produzione. Per Mr.Wany la sfida è stata più complessa: ricostruire un percorso nato nella strada, cresciuto in ambienti underground e sviluppatosi attraverso esperienze creative che, soprattutto agli inizi, non venivano documentate sistematicamente.
Il risultato non è un semplice catalogo delle opere più rappresentative. BOX (3 BOOKS) si propone come un archivio personale e culturale, capace di restituire l’evoluzione del linguaggio dell’artista e, attraverso di essa, una parte significativa della storia del writing italiano.
In un’intervista dedicata alla trilogia, Andrea Sergio ha raccontato di aver voluto includere anche lavori giovanili non ancora maturi, esperimenti poco riusciti e passaggi creativi che oggi potrebbe giudicare diversamente. Una scelta tutt’altro che scontata. Le monografie celebrative tendono spesso a selezionare soltanto le opere migliori, costruendo una narrazione retrospettiva nella quale ogni esperienza sembra condurre inevitabilmente al successo.
Mr.Wany sceglie invece di mostrare anche le imperfezioni. Perché è proprio nel confronto tra le prime prove e i risultati successivi che diventa possibile riconoscere la crescita di un artista.
La ricostruzione è stata resa più difficile dalla perdita di parte della documentazione originale. Un’alluvione ha distrutto fotografie e bozzetti, mentre numerosi lavori realizzati tra gli anni Novanta e i primi Duemila su oggetti abbandonati, sacchi della spazzatura e materassi lasciati vicino ai cassonetti non furono neppure fotografati.
Erano interventi spontanei, realizzati quando la documentazione e la diffusione digitale delle opere non rappresentavano ancora un’esigenza quotidiana.
Oggi quelle immagini mancanti raccontano qualcosa di essenziale: la distanza tra una stagione nella quale l’arte urbana veniva vissuta soprattutto come esperienza e un presente nel quale ogni opera può trasformarsi immediatamente in contenuto da condividere.
La trilogia tenta di tenere insieme queste due dimensioni. Non soltanto conservare ciò che è rimasto, ma dare un significato anche a ciò che non può più essere recuperato.
A spiegare quanto sia importante, anche sul piano personale, il compimento di questo progetto è lo stesso Mr.Wany, che accompagna l’uscita della monografia con queste parole:
«Il libro è già andato molto bene durante il preordine e spero di avere abbastanza copie per tutte le date del tour. Dopo quasi dieci anni di lavoro, non vorrei che proprio tu rischiassi di rimanere senza la tua copia. Se vuoi essere parte di questo progetto, non perdertelo!».
Dietro l’invito ai collezionisti c’è la consapevolezza di aver portato a compimento un lavoro che attraversa quasi un decennio della propria esistenza. Una sfida differente da quella del dipingere: ordinare, ricostruire, interpretare e consegnare al futuro la memoria della propria ricerca.

Brindisi, il primo muro e le radici di Mr.Wany
Per comprendere il significato di questo progetto bisogna tornare a Brindisi, nell’estate del 1990.
Andrea Sergio, nato nel 1978, ha dodici anni quando comincia a confrontarsi con il graffiti writing. È una stagione nella quale la cultura hip hop si sta diffondendo anche in Italia, portando con sé linguaggi che mettono in discussione le forme tradizionali della comunicazione artistica.
I riferimenti iniziali sono molteplici. Ci sono i cartoni animati giapponesi, gli anime robotici, il mondo del fumetto e della musica, ma anche lo skateboard, la breakdance e l’universo espressivo che ruota attorno alle quattro discipline fondamentali dell’hip hop: writing (l’arte di creare lettere, firme e composizioni visive con i graffiti), DJing (la selezione e manipolazione musicale attraverso giradischi e altre tecnologie), MCing (l’espressione vocale ritmica, alla base del rap) e breaking (la danza urbana caratterizzata da movimenti acrobatici e ritmici).
Da quelle influenze nasce una vocazione che si svilupperà attraverso lo studio e l’esperienza diretta.

Andrea Sergio frequenta il Liceo artistico Edgardo Simone (si apre in una nuova scheda) di Brindisi e successivamente si specializza alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Alla formazione accademica affianca una pratica quotidiana, costruita attraverso il confronto con superfici, materiali e dimensioni differenti.
La strada diventa il luogo nel quale sperimentare il rapporto tra segno, spazio e identità. Il nome, la firma e le lettere assumono un’importanza decisiva: non rappresentano soltanto un modo per essere riconosciuti, ma diventano il terreno sul quale sviluppare un linguaggio personale.
Il percorso professionale non è immediato. In una testimonianza del 2025 l’artista ha ricordato di aver ricevuto la prima commissione a tredici anni, di essersi mantenuto autonomamente fin da giovanissimo e di aver dovuto costruire una professione che, nel contesto sociale nel quale era cresciuto, sembrava non offrire prospettive consolidate.
È una dimensione importante della sua storia. Mr.Wany non nasce all’interno di un sistema artistico già strutturato. Deve progressivamente costruire occasioni, relazioni e opportunità, trasformando una passione in un mestiere.
Il rapporto con Brindisi, intanto, rimane vivo.
Nel 2020 l’artista torna a intervenire nel paesaggio urbano della sua città attraverso un murale realizzato al quartiere Paradiso, nell’ambito del progetto di arte urbana e rigenerazione del territorio.
Sulla facciata di una palazzina compare un gigantesco bambino dai colori vivaci, con un costume rosso e corna di cervo, riferimento simbolico all’identità brindisina. Il personaggio solleva un’Alfetta, automobile che richiama una stagione difficile della storia locale, segnata anche dal contrabbando.
L’immagine utilizza la leggerezza apparente del linguaggio cartoon per affrontare un tema sociale: il rapporto tra infanzia, ambiente urbano, memoria e possibilità di costruire un futuro differente.
È un’opera che aiuta a comprendere la ricerca di Mr.Wany. Il colore attira lo sguardo, il personaggio favorisce l’immedesimazione, ma il significato non si esaurisce nell’impatto visivo.
Il muro dialoga con il luogo che lo ospita. E la città delle origini diventa parte del contenuto artistico.

Il linguaggio di Mr.Wany, tra wildstyle e cultura giapponese
Per capire perché Mr.Wany abbia conquistato una riconoscibilità internazionale occorre osservare soprattutto il suo linguaggio. Nel corso della sua carriera ha esposto in musei e gallerie, partecipato a due edizioni della Biennale di Venezia e realizzato murales in diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Russia ed Emirati Arabi.
Il suo percorso professionale comprende anche esperienze come art director per Dynit, scenografo, tatuatore, grafico, producer musicale e ballerino professionista. Ha collaborato con brand internazionali quali Red Bull, Nike, Adidas, Coca-Cola, Casio e Stellantis.
Ideatore dell’evento Amazing Day (si apre in una nuova scheda), dedicato alla cultura di strada, Mr.Wany porta avanti una ricerca che comprende opere su tela, installazioni e oggetti di design. Il suo lavoro mantiene un legame con le radici della cultura Hip Hop, aprendosi al tempo stesso ai linguaggi e alle sperimentazioni dell’arte contemporanea.
La ricerca di Mr.Wany
La sua ricerca nasce dal wildstyle, una delle forme più complesse del graffiti writing, caratterizzata da lettere intrecciate, deformazioni, sovrapposizioni, frecce, prospettive e costruzioni dinamiche. In questo universo il lettering supera la semplice funzione di scrittura e diventa composizione visiva.
Una lettera può trasformarsi in architettura, un segno può suggerire movimento, una parola può perdere parte della propria leggibilità per acquistare forza plastica ed espressiva.
In Mr.Wany questa matrice si combina con la grafica pubblicitaria, il fumetto, l’illustrazione, la pittura, il tattoo e il pop surrealismo, linguaggio che intreccia immaginari popolari, figure fantastiche e atmosfere visionarie.
Ne deriva una produzione nella quale convivono colori saturi, personaggi teatrali, deformazioni prospettiche, effetti tridimensionali e un controllo tecnico che permette all’artista di passare dalle piccole superfici ai grandi murales.
Una componente fondamentale è rappresentata dall’immaginario giapponese, alimentato fin dall’infanzia dalla passione per gli anime e i robot.
Da questo universo nasce Hiroshi Kabuki, il personaggio diventato uno dei simboli più riconoscibili della produzione di Mr.Wany.

La figura è concepita come un attore capace di trasformarsi secondo le esigenze narrative. Cambia abiti, espressioni, ambientazione e ruolo, mantenendo una riconoscibilità che permette all’artista di utilizzarla in contesti differenti.
È un espediente creativo interessante. Il personaggio non rappresenta soltanto un marchio stilistico, ma uno strumento attraverso il quale raccontare storie.
Anche il rapporto con l’architettura assume un peso decisivo. Nelle sue riflessioni artistiche, Andrea Sergio ha più volte sottolineato l’importanza di conoscere il contesto urbano, le persone e la storia dei luoghi prima di realizzare un intervento.
La superficie non è necessariamente un supporto neutro. Può influenzare il contenuto dell’opera, trasformandone il significato.
Questa capacità di contaminazione costituisce uno degli elementi più interessanti della sua ricerca: non la semplice somma di discipline differenti, ma la costruzione di una grammatica espressiva che continua a evolversi.
Born, dal 1990 al 2001 nasce una nuova identità
Il primo volume, BOOK I – BORN (1990-2001), è dedicato alle origini artistiche.
È il racconto delle prime esperienze brindisine, delle influenze culturali e musicali, della formazione dello stile e del rapporto con le crew, gruppi di writer nei quali la pratica artistica diventa anche condivisione e confronto.
Il libro comprende testimonianze della crew TSK, di DJ Gruff e del curatore Pietro Rivasi. Voci che contribuiscono a ricostruire il contesto culturale nel quale si sviluppano le prime esperienze di Mr.Wany.

Un passaggio significativo è rappresentato dal 1996, quando Andrea Sergio dà vita a Ill Fame, tra le prime fanzine italiane dedicate al writing e alla cultura hip hop.
La pubblicazione dimostra che l’interesse dell’artista per la documentazione e l’editoria ha radici lontane. Già allora, accanto alla necessità di dipingere, emergeva il desiderio di raccontare un movimento culturale, conservarne le immagini e metterne in relazione i protagonisti.
In questa prospettiva, la nuova trilogia non rappresenta una svolta improvvisa. È anche il compimento di un’esigenza presente fin dagli inizi: lasciare una testimonianza di ciò che viene prodotto.
Born ricostruisce inoltre l’evoluzione della firma e dei primi stili, rendendo visibili le trasformazioni che conducono alla nascita di un’identità artistica riconoscibile.
La scelta di non nascondere le opere meno mature acquista qui particolare significato. Permette di comprendere come una ricerca personale nasca attraverso tentativi, ripensamenti e progressivi affinamenti tecnici.
È la storia di un ragazzo che trova nel disegno uno strumento per esprimersi, ma anche quella di un linguaggio culturale che comincia a conquistare nuovi spazi nella società italiana.
Style, dalla strada alle gallerie internazionali
Il secondo volume, BOOK II – STYLE (2001-2015), attraversa la stagione della maturazione professionale.
Un passaggio decisivo avviene nel 2000, quando Andrea Sergio si trasferisce a Bologna e comincia a lavorare come art director per Dynit, realtà specializzata nel mondo degli anime e dei fumetti giapponesi.
È un’esperienza che consolida il rapporto tra la formazione grafica, la passione per la cultura nipponica e la possibilità di applicare la creatività a progetti professionali.
Negli anni successivi, la produzione si amplia attraverso illustrazione, fumetto, serigrafia, grafica, scenografia, tatuaggio, design e collaborazioni con il mondo della comunicazione.
Tra i marchi internazionali con i quali ha lavorato figurano Nike, Adidas, Red Bull, Coca-Cola, Casio e Stellantis.

Non sono soltanto collaborazioni commerciali. Documentano la possibilità di trasferire un linguaggio nato sui muri in contesti differenti, mantenendo una forte identità stilistica.
Nel 2006 nasce Amazing Day, il festival ideato da Mr.Wany per riunire le discipline della cultura hip hop. Nato a Bologna, il progetto cresce fino a diventare un appuntamento internazionale nel quale convivono writing, street art, musica, breaking, performance e workshop.
Nel 2025 il festival ha raggiunto la sua diciottesima edizione, confermando una continuità significativa nel panorama italiano.
Amazing Day rappresenta anche un’espressione dell’impegno culturale dell’artista. Non soltanto produrre opere, ma creare occasioni di incontro, formazione e confronto tra generazioni.
Un altro passaggio fondamentale arriva tra il 2006 e il 2007, con l’ingresso nel circuito delle gallerie e il trasferimento nell’area milanese. La successiva nascita dell’atelier The Amazing Art accompagna lo sviluppo di una produzione sempre più orientata all’arte contemporanea.
È una trasformazione importante: l’artista conserva il proprio rapporto con il graffiti writing, ma comincia a confrontarsi stabilmente con il sistema delle mostre, del collezionismo e della produzione su tela.
Style racconta questa evoluzione, le esperienze internazionali, le collaborazioni e l’affermazione di Hiroshi Kabuki. Nel volume compare anche una testimonianza del rapper Clementino, a conferma delle relazioni con il mondo musicale.
Il filo conduttore è la capacità di evolvere senza considerare conclusa la ricerca.

Now, la nuova sfida dell’arte contemporanea
Il terzo volume, BOOK III – NOW (2015-2026), è probabilmente quello nel quale emerge con maggiore evidenza la portata della nuova sfida.
La produzione di Mr.Wany si confronta ormai con pittura contemporanea, installazioni, scultura, design, nuovo muralismo e sperimentazioni che mettono in relazione linguaggi artistici, performance e tecnologia.
La presenza dell’artista in mostre, musei e gallerie internazionali, insieme alle esperienze espositive legate alle edizioni 2011 e 2013 della Biennale di Venezia, documenta un percorso che ha progressivamente superato i confini originari della cultura underground.
Ma il punto più interessante non riguarda soltanto il riconoscimento acquisito. Riguarda il modo in cui Andrea Sergio interpreta oggi la propria identità artistica.
In una recente intervista sulla trilogia, ha spiegato di avvertire sempre più l’esigenza di distinguere il writing, vissuto come dimensione personale, dalla produzione di arte contemporanea destinata a mostre, gallerie e collezionisti.
È una riflessione che apre una questione culturale importante: un artista formatosi nel mondo dei graffiti deve continuare a essere definito esclusivamente dalla propria origine?
Per Mr.Wany la risposta sembra orientarsi verso una progressiva emancipazione dalle etichette. La sua ricerca non rinnega il punto di partenza, ma rivendica la possibilità di esistere anche oltre la classificazione di street artist.
Non significa abbandonare il writing. Al contrario, significa provare a restituirgli una dimensione più intima, meno condizionata dalla comunicazione pubblica, distinguendolo dall’attività artistica professionale.
È una trasformazione delicata, perché mette in discussione una parte fondamentale dell’identità costruita in trentasei anni.
Eppure proprio questa tensione rende la trilogia qualcosa di diverso da un’opera commemorativa.
BOX (3 BOOKS) non documenta semplicemente ciò che è stato. Arriva nel momento in cui il suo autore sta ridefinendo il rapporto con il proprio passato e immaginando una nuova fase del lavoro.
In questo percorso assume particolare rilievo Ephemeral Beauty, progetto espositivo nel quale Mr.Wany riflette sulla natura temporanea del graffiti writing e sul valore della sua documentazione.
Attraverso riferimenti ai protagonisti della scena newyorkese e una contaminazione tra pittura, fotografia, calligrafia, pop surrealismo e installazioni, il progetto affronta una domanda centrale nella storia dell’arte urbana: quale valore può assumere un’opera quando il supporto sul quale è stata realizzata non esiste più?
La risposta non riguarda soltanto il mercato dell’arte. Riguarda la memoria collettiva, la fotografia come testimonianza e la possibilità di riconoscere un patrimonio culturale anche in pratiche artistiche nate fuori dalle istituzioni.
È lo stesso interrogativo che attraversa, in forme differenti, il nuovo lavoro editoriale.

Un archivio d’arte destinato a durare
Il valore culturale di Mr.Wany – BOX (3 BOOKS) supera la dimensione autobiografica.
Il graffiti writing nasce come pratica profondamente legata al tempo, allo spazio e alla trasformazione. Le opere possono essere cancellate, sovrapposte, demolite o semplicemente consumate dagli agenti atmosferici.
Per questo la documentazione è parte fondamentale della storia del movimento.
La fotografia ha permesso di conservare testimonianze di interventi altrimenti perduti. Le fanzine hanno contribuito a diffondere linguaggi e immagini tra città e Paesi differenti. Le mostre e i cataloghi hanno progressivamente introdotto queste esperienze all’interno di un dibattito artistico più ampio.
La trilogia di Andrea Sergio si inserisce in questa tradizione, proponendo una lettura che attraversa tre stagioni: la formazione underground, l’affermazione professionale e il confronto con l’arte contemporanea.
Il progetto possiede anche un valore generazionale. Racconta una fase nella quale la cultura hip hop si diffondeva attraverso relazioni dirette, scambi di fotografie, viaggi, incontri e materiali autoprodotti, molto prima che i social network diventassero strumenti quotidiani di promozione.
In un presente dominato dalla rapidità della comunicazione digitale, tre volumi cartacei chiedono al lettore un tempo differente. Non la successione immediata delle immagini, ma un percorso di osservazione, confronto e approfondimento.
Il cofanetto non pretende di conservare ogni opera realizzata in trentasei anni. Raccoglie una parte significativa della produzione, sufficiente però a ricostruire le trasformazioni di uno stile e le scelte di una vita artistica.
È questo il suo significato più profondo: dare continuità a un linguaggio nato per confrontarsi con superfici instabili e destinate a cambiare.

Due edizioni limitate per 600 cofanetti
Mr.Wany – BOX (3 BOOKS) viene proposto da The Amazing Art in due edizioni, per una tiratura complessiva di 600 esemplari.
La Standard Edition, al prezzo di 150 euro, comprende 500 cofanetti numerati dalla copia 101 alla 600. Ogni cofanetto raccoglie i tre volumi con copertina rigida, per circa 650 pagine complessive.
La Collector Edition, proposta a 600 euro, è riservata ai primi 100 esemplari, numerati e autografati. Ogni cofanetto è personalizzato a mano dall’artista ed è accompagnato da una stampa risograph, numerata e firmata, appartenente a una serie limitata di opere.
Entrambe le versioni sono bilingui, in italiano e inglese. I volumi hanno un formato di 24 × 30 centimetri e condividono il codice ISBN 979-12-243-1594-0.
La scelta della tiratura limitata conferisce al progetto anche una dimensione collezionistica. Non soltanto una pubblicazione da consultare, ma un oggetto editoriale progettato per custodire una parte significativa della memoria artistica di Mr.Wany.
La struttura della trilogia trova inoltre un corrispettivo nelle mostre personali collegate al Box Tour, articolate nelle tre sezioni Born, Style e Now. Il pubblico può così approfondire i diversi periodi della ricerca attraverso opere, testimonianze e incontri con l’artista.

Il Box Tour arriva a Brindisi il 26 dicembre
Il Mr.Wany Box Tour 2026-2027 ha preso il via il 24 ottobre a Genova, con un firmacopie alla Raro Gallery, in vico Falamonica 10.
Il calendario ufficiale prevede le prossime tappe ad Ancona, dal 6 all’8 novembre, all’Ankonventional Tattoo Convention presso il Palacasali, con un talk sabato 7 novembre alle 16:30.
Dal 20 al 22 novembre il tour raggiungerà Pistoia, all’Atelier 16 di viale Petrocchi 69. Venerdì 20 novembre sono previsti vernissage e talk dalle 18:30 alle 21:00.
Il 27 novembre sarà la volta di Parigi, presso Le Grand Jeu, al 15 Passage de Ménilmontant. Seguiranno Roma, il 5 dicembre, al Roma York Store di via Ostiense 453, e Reggio Emilia, il 12 dicembre, allo Spazio C21 di via Emilia San Pietro 21.
Il 19 dicembre Mr.Wany sarà a Olbia, allo Spazio Holo di via Seychelles 18a.
Particolarmente significativo l’appuntamento di sabato 27 dicembre 2026 a Brindisi, allo spazio culturale Yeahjasi, in via Santa Chiara, dalle 18 alle 20:30.
Sono previste ulteriori tappe a Milano, Firenze, Parma, Torino, Modena, Bologna e Barcellona, con date ancora in fase di definizione.
Il tour comprende presentazioni, firmacopie, talk, workshop, live painting e mostre, con modalità differenti secondo le sedi ospitanti.

Per consultare le edizioni e richiedere informazioni sull’acquisto:
- Standard Edition, 150 euro: scheda ufficiale (si apre in una nuova scheda).
- Collector Edition, 600 euro: scheda ufficiale (si apre in una nuova scheda).
- Calendario aggiornato del Mr.Wany Box Tour: The Amazing Art (si apre in una nuova scheda).
- Informazioni commerciali: info@theamazingart.com.
- Organizzazione, interviste e accrediti stampa: project@theamazingart.com.
Per disponibilità effettiva, ordini, pagamenti e modalità di ritiro durante il tour è consigliabile verificare direttamente con l’organizzazione.
La tappa brindisina rappresenta qualcosa di più di una presentazione editoriale. È il ritorno nella città dove Andrea Sergio ha cominciato a costruire la propria identità artistica, quando il graffiti writing era una passione e il futuro non aveva ancora una forma definita.
Da quel primo muro sono passati trentasei anni. Sono arrivati viaggi, collaborazioni, mostre, esperienze professionali, un festival internazionale e una ricerca che continua a cambiare.
Oggi tutto questo trova spazio in tre libri. Non per dichiarare conclusa una storia, ma per permettere a chi la leggerà di comprenderne il significato.
La sfida di Mr.Wany è riuscire a conservare la memoria senza trasformarla in nostalgia, riconoscendo nelle proprie origini una risorsa per continuare a sperimentare.
Perché un muro può scomparire, un’immagine può essere cancellata e una città può cambiare volto. Ma quando l’arte riesce a trasformare un’esperienza individuale in patrimonio condiviso, ciò che sembrava destinato a svanire trova un altro modo di restare.
E forse il viaggio più lungo di un artista è proprio questo: imparare a guardare il proprio passato senza smettere di immaginare il futuro.




