Coldiretti Puglia: voto del Parlamento UE un argine contro un’intesa senza reciprocità che mette a rischio agricoltura, salute e democrazia
di Antonio Portolano

Il rinvio dell’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia Ue
Il Parlamento europeo ha deciso di rinviare l’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. Una scelta che, per Coldiretti, rappresenta un passaggio politico di grande rilievo. Il voto segna uno stop a una forzatura istituzionale e riafferma il ruolo dell’Europarlamento contro il tentativo di imporre un accordo commerciale senza un reale confronto democratico.
Per Coldiretti Puglia, il rinvio è il primo argine a una deriva che avrebbe inciso direttamente sulla sicurezza alimentare, sull’agricoltura europea e sulle politiche comunitarie, a partire dalla Pac, svuotando il Parlamento delle sue prerogative.

Lo stop al blitz della Commissione
Secondo Coldiretti, il Parlamento europeo ha risposto alle «follie» della presidente Ursula von der Leyen e della sua ristretta cerchia di tecnocrati, che hanno tentato di chiudere l’accordo Mercosur bypassando l’assemblea eletta dai cittadini. Se questo blitz fosse riuscito, si sarebbe creato un precedente gravissimo, con un Parlamento ridotto a mera formalità e incapace di esercitare controllo democratico su decisioni strategiche per l’Unione.
Il voto, al contrario, blocca una forzatura pericolosa e rimette al centro il principio che le scelte commerciali devono rispettare le istituzioni democratiche e i cittadini europei.

Le ragioni di Coldiretti Puglia
Per Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia: «Questo voto è fondamentale per una regione che vive di agricoltura di qualità, dall’olio extravergine di oliva al grano, dal vino all’ortofrutta, produzioni che non possono essere messe sullo stesso piano di merci provenienti da Paesi dove non valgono le stesse regole ambientali, sanitarie e sociali. Bene quindi il Parlamento europeo che ha fermato una deriva pericolosa e che ora deve andare avanti con decisione sul principio di reciprocità».
Secondo Coldiretti, la Puglia sarebbe tra i territori più esposti agli effetti di una concorrenza sleale, con ripercussioni dirette sul reddito agricolo e sulla sostenibilità delle filiere.

La mobilitazione a Strasburgo
Il voto arriva dopo giorni di forte mobilitazione. Coldiretti ha portato agricoltori da tutta Europa a Strasburgo, davanti alla sede del Parlamento europeo, per chiedere di fermare un accordo ritenuto distruttivo.
Alla manifestazione hanno partecipato il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo, insieme a mille agricoltori di Coldiretti che si sono uniti ai colleghi francesi della Fnsea. Anche dalla Puglia sono partite delegazioni per sostenere una battaglia considerata decisiva per il futuro dell’agricoltura europea.

I rischi dell’accordo Mercosur
Nella visione di Coldiretti, l’accordo Mercosur, se firmato senza reciprocità, aprirebbe il mercato europeo a prodotti agricoli e agroalimentari realizzati con regole molto diverse da quelle imposte agli agricoltori dell’Unione. Regole che riguardano l’uso di fitofarmaci vietati, la tutela ambientale, le condizioni di lavoro e la sicurezza alimentare.
Importare prodotti ottenuti senza gli stessi standard significherebbe danneggiare gli agricoltori europei e mettere a rischio la salute dei cittadini consumatori. Sarebbe anche un precedente pericoloso per tutti i futuri accordi commerciali.
La posizione di Coldiretti e Filiera Italia
La contrarietà è stata ribadita anche da Coldiretti e Filiera Italia, che hanno definito l’accordo un favore ai grandi gruppi industriali multinazionali stranieri, a partire dalle aziende tedesche del settore chimico come Bayer e Basf. L’intesa faciliterebbe l’export di fitofarmaci vietati nell’Unione europea, destinati poi a rientrare nei piatti dei consumatori attraverso le importazioni agevolate.

Le due organizzazioni giudicano insufficiente la proposta della Commissione europea di aumentare i controlli alle frontiere. Oggi i controlli riguardano circa il 3% delle merci in ingresso e, anche con l’aumento annunciato, si arriverebbe appena al 4%, con rischi evidenti per la tutela della salute e per il rispetto delle regole europee. Per questo è stata rilanciata anche la richiesta di assegnare a Roma la sede dell’Autorità doganale europea, considerando il primato italiano nella sicurezza alimentare.
Controlli, trasparenza e difesa del Made in Italy
Per Coldiretti e Filiera Italia servono controlli al 100% sugli alimenti provenienti dal Mercosur e dalle aree a rischio. Serve inoltre un deciso passo avanti sulla trasparenza, a partire dall’obbligo di etichettatura chiara del Paese di origine su tutti i prodotti alimentari, per consentire scelte consapevoli ai cittadini e difendere il vero Made in Italy.
Nel mirino c’è anche la regola dell’origine basata sull’ultima trasformazione, che consente di far diventare “italiani” prodotti che non lo sono, alterando la concorrenza e penalizzando le filiere agricole. In questo quadro, Coldiretti continuerà le azioni di mobilitazione e presidio nei porti, alle frontiere e nei valichi strategici.

Un passaggio che riporta centralità al Parlamento
Secondo Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia: «Il rinvio dell’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia rappresenta un segnale politico chiaro, frutto anche della mobilitazione degli agricoltori italiani ed europei. Non è accettabile che decisioni strategiche vengano imposte scavalcando il Parlamento e ignorando le ricadute sui territori. In Puglia la tutela del reddito agricolo e la difesa del Made in Italy non sono slogan, ma condizioni indispensabili per garantire un futuro alle imprese agricole e lavoro nelle aree rurali».
Il voto dell’Europarlamento non chiude la partita Mercosur, ma segna uno spartiacque politico. Per Coldiretti è un primo risultato concreto che blocca una forzatura istituzionale e rimette al centro reciprocità, salute dei cittadini e ruolo dell’unica istituzione europea eletta direttamente.



