Legge 181/89: 22,3 milioni per Brindisi e il Salento

Il tavolo dei relatori, Confindustria Brindisi

Incentivi Legge 181/89 per imprese di Brindisi e del TAC salentino: oltre 22 milioni disponibili e domande fino al 29 gennaio 2026

di Antonio Portolano

BRINDISI – Le imprese dei territori di Brindisi e del TAC salentino leccese hanno a disposizione 22.287.375,74 euro di incentivi Legge 181/89 per nuovi investimenti nelle aree di crisi industriale. La dotazione è suddivisa in 7.945.865,04 euro per la provincia di Brindisi e 14.341.510,70 euro per il PIT 9 salentino leccese.

Si tratta di agevolazioni ministeriali gestite da Invitalia, che cura l’intera istruttoria e assiste le imprese dalla presentazione della domanda fino alla rendicontazione. Le domande possono essere presentate online e c’è tempo fino al 29 gennaio 2026. In pratica, resta circa un mese e mezzo per chi vuole cogliere questa occasione e avviare nuovi investimenti strutturali sul territorio.

Provincia di Brindisi, quadro normativo e dotazione by Invitalia

Un fondo per Brindisi e TAC salentino: come sono ripartite le risorse

Il pacchetto di incentivi nasce da un accordo di programma firmato tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Regione Puglia e Invitalia, che ha riaperto gli sportelli della Legge 181/89 dedicati alle aree di crisi industriale della provincia di Brindisi e del territorio salentino leccese/PIT 9.

Per Brindisi la dotazione è pari a 7.945.865,04 euro, mentre il PIT 9 – che interessa i comuni a forte vocazione Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero (TAC) della provincia di Lecce – può contare su 14.341.510,70 euro.

Pit 9 – Tac Salentino leccese, quadro normativo e dotazione by Invitalia

Gli incentivi sono destinati a sostenere:

  • programmi di investimento produttivo (nuove unità, ampliamenti, riconversioni, ristrutturazioni),
  • interventi per la tutela ambientale e la transizione energetica,
  • progetti di innovazione di processo e organizzativa,
  • formazione del personale,
  • attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale per i programmi più grandi.

L’obiettivo è duplice: rilanciare la base produttiva dei territori colpiti da crisi industriale e generare nuova occupazione stabile.

Confindustria Brindisi, i rappresentanti delle imprese

Il seminario di Brindisi: chi c’era e cosa si è discusso

Per presentare lo strumento e illustrare nel dettaglio le modalità di accesso ai finanziamenti, Confindustria Brindisi ha ospitato un seminario pubblico, al quale oltre agli imprenditori, hanno partecipato:

  • Giuseppe Danese, presidente di Confindustria Brindisi
  • Michele Zonno, presidente della sezione Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero (Tac) di Confindustria Lecce, in rappresentanza del sistema associativo salentino
  • Claudia Claudi, dirigente della Sezione Politiche per lo sviluppo delle aree produttive e industriali della Regione Puglia
  • Marco Calabrò, dirigente della Divisione VIII interventi per lo sviluppo localeIncentivi alle imprese del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit)
  • Stefano Immune, responsabile Incentivi e Innovazione, Grandi Investimenti e Sviluppo Imprese di Invitalia
  • Angelo Guarini, direttore di Confindustria Brindisi, che ha coordinato i lavori.

L’incontro ha avuto un taglio molto operativo: l’obiettivo era spiegare alle imprese come funziona la Legge 181/89, chi può accedere agli incentivi, quali sono le spese ammissibili e quali accorgimenti possono aumentare le probabilità di approvazione del progetto.

Confindustria Brindisi, il tavolo dei relatori

Danese: «Un’occasione da cogliere per la Brindisi industriale»

Il presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Danese, ha messo subito al centro il valore strategico di questo bando per un territorio che vive una fase complessa.

Qual è il senso di queste misure ministeriali per un’area di crisi come Brindisi?
«Si tratta di uno strumento che guarda alle imprese che operano nei territori di crisi industriale, come Brindisi e parte del Salento. È una misura ministeriale importante, perché offre un mix di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto dedicato a chi vuole investire qui. Per il nostro territorio è un’opportunità da cogliere al volo».

Perché questa finestra è così importante nei tempi?
«Oggi si sono riaperti bandi con risorse che complessivamente superano i 20 milioni di euro per le aree di crisi industriale. Brindisi rientra purtroppo fra queste, ma può trasformare una fragilità in occasione. I bandi si chiudono il 29 gennaio 2026, quindi parliamo di una vera e propria corsa agli investimenti. Questo incontro serve a far conoscere alle aziende un bando che in passato era stato chiuso e che il ministero ha riaperto a novembre. È il momento giusto per programmare investimenti strutturali».

Giuseppe Danese, presidente di Confindustria Brindisi

Quali imprese possono partecipare?
«Possono partecipare praticamente tutte le imprese dei comparti industriali: dall’energia al turismo, dall’innovazione ecologica alla manifattura avanzata. La gamma di accesso è ampia, a partire da un investimento minimo di un milione di euro, senza un tetto massimo di spesa. Non ci sono requisiti particolari oltre a quelli ordinari, ma le aziende devono avere una sede sul territorio brindisino o salentino interessato dagli avvisi, oltre ai requisiti classici necessari per accedere ai finanziamenti statali».

Gli incentivi sono cumulabili con le misure regionali?
«Sì. Queste agevolazioni sono cumulabili con altri strumenti regionali, che restano molto importanti. In questo momento le imprese hanno a disposizione un ventaglio molto ampio di scelte, e la Legge 181/89 si inserisce in questo quadro come leva aggiuntiva per investire».

Zonno: «Strumento poco utilizzato, ma il TAC resta in crisi strutturale»

Il presidente della sezione TAC di Confindustria Lecce, Michele Zonno, ha offerto una lettura critica ma costruttiva del passato e del presente di questo strumento, soprattutto dal punto di vista del settore Tessile, Abbigliamento e Calzaturiero.

«La Legge 181/89 è uno strumento che esiste da anni, ma nel nostro comparto non ha mai avuto un grande appeal». Fino al 2018, spiega, «il problema principale è stato la mancanza di strumenti attuativi: la normativa c’era, ma l’operatività concreta era bloccata proprio nel momento in cui le imprese avrebbero avuto più bisogno di investire. Questo ha generato sfiducia e rinvii».

Dal 2018 in poi, il quadro è cambiato. «Le imprese del TAC sono cresciute puntando soprattutto su altri strumenti di finanziamento, in particolare quelli regionali. In questo modo la Legge 181/89 ha progressivamente perso attrattività e non è stata utilizzata come avrebbe potuto».

Michele Zonno, presidente della sezione Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero (Tac) di Confindustria Lecce, in rappresentanza del sistema associativo salentino

Zonno pone anche un tema di fondo sulla natura della crisi del TAC salentino. «Al di là delle imprese eccellenti che esistono e competono nel mondo, il settore vive una crisi strutturale. Questo significa che gli strumenti disponibili vanno valutati anche in funzione di un ripensamento complessivo delle politiche industriali».

Da qui la sua proposta: «Se i fondi della Legge 181/89 non dovessero essere interamente sfruttati, sarebbe auspicabile che potessero essere dirottati verso altre misure più aderenti alle esigenze attuali delle imprese, come ad esempio gli strumenti connessi alla Zes, la Zona economica speciale. L’importante è che le risorse restino sul territorio e accompagnino davvero i processi di trasformazione».

Area di crisi industriale territorio salentino leccese, Tac Pit 9 dove si applica, by Invitalia

Claudia Claudi: più codici Ateco ammessi e strumenti cumulabili

La dirigente regionale Claudia Claudi ha spiegato il ruolo della Regione Puglia in questo percorso di rilancio delle aree di crisi industriale di Brindisi e del TAC salentino.

«Il bando di cui parliamo oggi nasce da un accordo di programma che vede il ministero protagonista, ma con una forte collaborazione della Regione. Abbiamo lavorato molto per correggere ciò che non aveva funzionato nella precedente edizione, ampliando in particolare i codici Ateco ammessi e dando così più possibilità di accesso alle imprese».

La Regione, sottolinea Claudi, non si limita a questo bando. «Stiamo lavorando sulle aree di crisi anche attraverso il Comitato aperto istituito dal ministro, e in parallelo su strumenti dedicati alla transizione energetica. Gli incentivi della Legge 181/89 si sommano a queste misure regionali, creando un quadro di politiche industriali integrato».

Claudia Claudi, dirigente della Sezione Politiche per lo sviluppo delle aree produttive e industriali della Regione Puglia

Che risposta vi attendete dal territorio?
«Iniziative come quella di oggi sono fondamentali perché servono a promuovere strumenti che spesso non sono conosciuti. Nella precedente edizione, il territorio di Brindisi ha risposto in modo discreto, mentre il PIT salentino è stato più lento. Ora ci aspettiamo una risposta più forte anche dal Salento, proprio perché c’è la collaborazione fra Confindustria Brindisi e Confindustria Lecce e una rete di soggetti pronta a fare da ponte con le imprese».

Un tema cruciale è la percezione di complessità delle procedure. «Molte aziende temono che questi strumenti siano difficili da usare. In realtà, con una buona attività di consulenza da parte delle associazioni di categoria, della Regione e del ministero, oltre che con il supporto tecnico di Invitalia, le imprese possono affrontare il percorso con maggiore serenità».

Quali sono i requisiti principali per accedere agli incentivi?
«Possono partecipare piccole, medie e grandi imprese. I progetti devono avere una certa dimensione, ma non si tratta di soglie proibitive. I dettagli tecnici vengono illustrati da Invitalia e dal ministero, ma rispetto al passato i requisiti sono stati semplificati e i tempi di istruttoria sono molto più veloci, anche grazie al ruolo operativo di Invitalia».

Sul fronte della integrazione con altre misure, Claudi è chiara: «Gli strumenti della Legge 181/89 si integrano e si possono cumulare con altri incentivi regionali sulle crisi industriali e sulla transizione energetica. Non è previsto un divieto di cumulo: questo offre alle imprese la possibilità di costruire piani finanziari più robusti».

Infine, un’attenzione particolare ai settori strategici: «Sicuramente sono centrali quelli della transizione energetica e del green. I codici Ateco sono stati allargati, superando alcune restrizioni passate. Faccio un esempio concreto: il caso di un’impresa interessata a gestire il riciclo di materiali utilizzati per le pale eoliche. Da lì è nata l’idea di includere anche codici Ateco che prima sembravano appartenere alla sola gestione rifiuti, ma che in realtà rientrano perfettamente nella logica di economia circolare che la Regione promuove con forza».

La zona industriale di Brindisi vista dall’alto

Calabrò: «Strumento con forte quota a fondo perduto, difficile modificarlo»

Il dirigente del Mimit Marco Calabrò ha affrontato il nodo della possibile revisione dello strumento, rispondendo in parte alle sollecitazioni arrivate dal mondo associativo.

«La Legge 181/89 è uno strumento storico, con una struttura complessa e una componente a fondo perduto molto significativa. Proprio per queste ragioni è molto difficile che il legislatore intervenga per modificarlo in modo sostanziale. È uno schema rodato, che richiede aggiustamenti attuativi, ma difficilmente sarà oggetto di una riforma profonda».

Calabrò ha ricordato le dotazioni economiche riservate ai due territori interessati e ha ribadito la scadenza del 29 gennaio 2026 per la presentazione delle domande. «Si tratta di un orizzonte temporale breve, ma sufficiente per impostare e presentare progetti solidi, soprattutto per quelle imprese che hanno già in mente un piano di crescita o di riconversione».

Il dirigente del Mimit ha sottolineato gli obiettivi di fondo delle agevolazioni: «Questi finanziamenti mirano a migliorare l’impatto occupazionale dei progetti d’impresa e a rafforzare la competitività del tessuto produttivo locale. Non sono contributi spot, ma leva per investimenti di medio-lungo periodo».

Confindustria Brindisi, alcuni degli imprenditori presenti

Calabrò ha ricordato che i fondi possono sostenere interventi produttivi e ambientali, progetti di tutela ambientale, ricerca e sviluppo, formazione del personale, innovazione organizzativa e di processo, oltre ad altri interventi coerenti con il quadro regolatorio europeo sugli aiuti di Stato.

«È uno strumento che richiede progetti ben strutturati, ma che in cambio offre un livello di agevolazione molto interessante, soprattutto se si considera la possibilità di combinare finanziamento agevolato e contributi a fondo perduto».

Stefano Immune, responsabile Incentivi e Innovazione, Grandi Investimenti e Sviluppo Imprese di Invitalia

Immune (Invitalia): «Domande solo online e business plan al centro della valutazione»

Il rappresentante di Invitalia, Stefano Immune, ha illustrato la parte più operativa: come accedere agli incentivi e quali sono i passaggi chiave dell’iter istruttorio.

«Le domande di agevolazione devono essere presentate esclusivamente online, a partire dalla sezione “Legge 181” del sito Invitalia, selezionando gli sportelli dedicati all’area di crisi industriale della provincia di Brindisi e al PIT 9 – TAC salentino leccese. Le imprese possono inviare le istanze dalle ore 12 del 13 novembre fino alle ore 12 del 29 gennaio 2026».

Termini per la presentazione delle domande, by Invitalia

Al centro della procedura c’è il business plan. «Il business plan è lo strumento con cui l’impresa presenta e pianifica il progetto che intende realizzare. Deve contenere informazioni storiche e prospettiche, un’analisi del mercato e delle strategie, il programma degli investimenti e il piano economico-finanziario. Il nostro obiettivo, attraverso il business plan, è verificare la sostenibilità economica, finanziaria e tecnica del progetto».

Insieme al business plan, spiega Immune, va trasmessa la documentazione tecnica necessaria alla valutazione. «Maggiore è la completezza documentale, più rapidi saranno i tempi dell’istruttoria».

Invitalia svolge anche un ruolo di assistenza alle imprese. «Per informazioni generali è attivo un numero verde dedicato, mentre per domande specifiche le imprese possono utilizzare il contact form sulla piattaforma o scrivere all’indirizzo mail dedicato alle aree di crisi. Accompagniamo i progetti dall’ingresso alla fase di rendicontazione».

Angelo Guarini, direttore di Confindustria Brindisi

Guarini: «Fare sistema tra imprese, territorio e istituzioni»

Il direttore di Confindustria Brindisi, Angelo Guarini, ha chiuso i lavori richiamando il tema della collaborazione istituzionale.

«Questa iniziativa dimostra che, quando Ministero, Regione, Invitalia e sistema delle imprese lavorano insieme, il territorio può contare su strumenti più efficaci. Il ruolo di Confindustria è quello di fare da ponte, aiutando le aziende a comprendere le opportunità e a trasformarle in progetti concreti di investimento e occupazione».

Guarini ha sottolineato come la collaborazione costruita in questi anni tra Confindustria Brindisi, Regione Puglia, Invitalia e Mimit rappresenti «un patrimonio da valorizzare anche oltre la Legge 181/89, per affrontare in modo continuativo le sfide della transizione industriale ed energetica».

I soggetti beneficiari 1, by Invitalia

Chi può accedere alla Legge 181/89 nelle aree di crisi di Brindisi e Salento

Possono accedere alle agevolazioni imprese italiane ed estere, comprese le società cooperative e consortili, nonché le reti di impresa costituite tramite contratto di rete.

Le condizioni principali sono le seguenti.

Le imprese devono essere società di capitali, già costituite (sono ammesse anche le newco). Possono partecipare imprese di qualsiasi dimensione, purché non sottoposte a procedure concorsuali e non in liquidazione volontaria e purché non si trovino in una situazione di difficoltà economica ai sensi del Regolamento europeo sugli aiuti di Stato.

I soggetti beneficiari 2, by Invitalia

Per le reti di impresa, il contratto deve essere stipulato con atto pubblico o scrittura privata autenticata, prevedere una collaborazione effettiva e stabile fra i partecipanti, definire con chiarezza la ripartizione di costi e competenze. I singoli programmi d’investimento delle imprese in rete devono avere ciascuno una spesa ammissibile superiore a 400.000 euro e, complessivamente, la rete deve superare la soglia di 1,2 milioni di euro.

I programmi e le attività ammissibili, by Invitalia

Che cosa finanzia la Legge 181/89 a Brindisi e nel TAC salentino

La Legge 181/89 finanzia programmi di investimento che rientrano in due grandi categorie:

La prima riguarda gli investimenti produttivi. Rientrano in questa categoria:

  • la realizzazione di nuove unità produttive;
  • l’ampliamento di unità esistenti;
  • la diversificazione delle attività (nuovi codici Ateco);
  • la ristrutturazione di unità produttive, quando comporta un cambiamento fondamentale del processo o un miglioramento significativo;
  • l’acquisizione di attivi di imprese in chiusura, con l’obiettivo di salvaguardare capacità produttiva e occupazione.
I programmi produttivi, by Invitalia

La seconda categoria riguarda gli investimenti per la tutela ambientale. In questo caso, i programmi devono essere orientati, fra l’altro, a:

  • riduzione o eliminazione delle emissioni di gas serra;
  • miglioramento dell’efficienza energetica;
  • utilizzo di energia da fonti rinnovabili (per autoconsumo) e cogenerazione ad alto rendimento;
  • interventi di riparazione dei danni ambientali, ripristino di habitat naturali ed ecosistemi, tutela della biodiversità;
  • investimenti per l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a modelli di economia circolare, come il riciclo dei materiali.

Sono ammissibili le attività di manifattura ed estrattive, alcune attività di servizi – tra cui il turismo – e, per le PMI, la produzione di energia.

I programmi per la tutela dell’ambiente, by Invitalia

Le spese ammissibili: dagli immobili alla formazione

Le spese ammissibili dipendono dal tipo di programma, ma seguono alcune linee comuni.

Per gli investimenti produttivi sono finanziabili:

  • l’acquisto di suolo aziendale (entro il 10% della spesa complessiva);
  • le opere murarie e gli adeguamenti degli immobili (fino al 40%, che salgono al 70% per il turismo);
  • macchinari, impianti e attrezzature nuove di fabbrica;
  • programmi informatici e immobilizzazioni immateriali funzionali al progetto;
  • servizi di consulenza specialistica (per le PMI, entro il 5% della spesa);
  • beni strumentali che abilitano la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa.
Le spese ammissibili, by Invitalia

Per gli investimenti ambientali sono ammissibili i costi supplementari necessari per raggiungere gli obiettivi di tutela ambientale previsti dal Regolamento europeo (riduzione emissioni, efficienza energetica, economia circolare ecc.).

Per i progetti di formazione del personale rientrano:

  • le spese di personale dei formatori e dei partecipanti;
  • i costi di esercizio legati alla formazione, inclusa la quota di ammortamento di strumenti e attrezzature;
  • i costi dei servizi di consulenza collegati al progetto formativo.

Per i progetti di innovazione e di ricerca e sviluppo sono ammissibili, fra l’altro, le spese per il personale tecnico, l’uso di strumentazioni e immobili, la ricerca contrattuale, l’acquisto di competenze e brevetti, i materiali utilizzati e le spese generali imputabili al progetto.

Forma ed intensità delle agevolazioni 1, by Invitalia

Contributi e finanziamenti: fino al 75% del programma

Le agevolazioni combinano finanziamento agevolato e contributi a fondo perduto.

Il finanziamento agevolato, di durata fino a 10 anni (più un massimo di 3 anni di preammortamento), copre almeno il 20% dell’investimento ammissibile, con un tasso pari al 20% del tasso di riferimento. Per i programmi con spesa superiore a 10 milioni di euro, il finanziamento deve essere garantito da ipoteca o privilegio speciale sui beni agevolati.

A questo si aggiunge il contributo in conto impianti e, per alcune voci (consulenze, formazione, innovazione, R&S), il contributo diretto alla spesa. La somma dei tre strumenti non può comunque superare il 75% del programma ammissibile.

Forma ed intensità delle agevolazioni 2, by Invitalia

Le intensità massime degli aiuti variano in base alla dimensione dell’impresa, alla localizzazione e al tipo di investimento. A titolo indicativo:

Per i progetti di innovazione dell’organizzazione e di processo il contributo può arrivare fino al 50% delle spese (15% per le grandi imprese). Per i progetti di formazione del personale si può arrivare al 70%. Per gli investimenti ambientali si può raggiungere fino al 55% della spesa, mentre per i progetti di ricerca e sviluppo sperimentale l’intensità può arrivare fino all’80%.

Per gli investimenti produttivi, le percentuali indicative di agevolazione complessiva sono intorno al 55% per le piccole imprese, 45% per le medie e 35% per le grandi, sempre nel rispetto dei massimali europei.

Valutazione delle iniziative, by Invitalia

Come vengono valutati i progetti: occupazione, solidità finanziaria e margine operativo

La valutazione delle domande si articola in più fasi. In primo luogo, viene verificata la sussistenza dei requisiti formali per l’accesso alle agevolazioni. Successivamente si procede alla definizione di una graduatoria che stabilisce quali progetti accedono alla fase di valutazione istruttoria di merito.

Definizione della graduatoria, by Invitalia

La graduatoria si basa su tre parametri principali:

Il primo è l’incremento del numero di ULA (unità di lavoro annue) previsto dal progetto. Più alto è l’incremento occupazionale, maggiore è il punteggio, fino a un massimo di 30 punti.

Il secondo parametro riguarda la copertura finanziaria (Cfin), cioè il rapporto fra mezzi propri, debito a medio-lungo termine e altre risorse rispetto al totale degli investimenti, IVA inclusa. Un valore elevato di Cfin indica una maggiore solidità finanziaria dell’impresa e può valere fino a 35 punti.

Il terzo parametro è il rapporto fra Margine operativo lordo (MOL) e totale dell’investimento, che misura la capacità del progetto di generare reddito sufficiente a ripagare il debito. Anche in questo caso il punteggio massimo è di 35 punti.

Business plan per la Legge 181 dell’89, by Invitalia

Alle imprese in possesso del rating di legalità viene riconosciuta una maggiorazione del 10% del punteggio complessivo.

Nella fase istruttoria, oltre ai numeri, viene valutata la credibilità del soggetto proponente, la fattibilità tecnica del programma, l’impatto occupazionale, la coerenza con il contesto di mercato e la sostenibilità economico-finanziaria del progetto.

Iter della domanda e tempi di realizzazione

L’iter procedurale si compone di otto passi, dalla presentazione della domanda all’avvio della fase attuativa. In condizioni ordinarie, i tempi complessivi possono attestarsi intorno ai sette-otto mesi, a seconda della completezza della documentazione e delle risposte fornite dall’impresa alle eventuali richieste di integrazione.

Una volta ottenuta l’agevolazione e stipulato il contratto, i programmi di investimento devono:

  • prevedere una spesa ammissibile non inferiore a 1 milione di euro (1,2 milioni per le reti d’impresa);
  • essere avviati dopo la presentazione della domanda;
  • concludersi entro 36 mesi dalla data di stipula del contratto, con la possibilità di una proroga massima di 12 mesi;
  • garantire un incremento occupazionale o, in alternativa, il mantenimento dei livelli occupazionali dichiarati.
Fase istruttoria, criteri di valutazione, by Invitalia

La rendicontazione della spesa avviene tramite Stati avanzamento lavori (SAL), fino a un massimo di 5, ciascuno di importo non inferiore al 15% della spesa ammissibile. La quota di spesa non quietanzata in ogni SAL non può superare il 50%. L’ultimo SAL, interamente quietanzato, deve essere presentato entro 3 mesi dall’ultimazione del programma. È prevista la possibilità di un’anticipazione fino al 25% delle agevolazioni, previa presentazione di una fideiussione o polizza assicurativa.

Impegni occupazionali e rischi di revoca

Un elemento centrale della Legge 181/89 è l’occupazione. I beneficiari delle agevolazioni si impegnano a:

Dare priorità all’assunzione di lavoratori residenti nelle aree di crisi che siano percettori di ammortizzatori sociali, in mobilità o disoccupati a seguito di licenziamenti collettivi, e successivamente dei lavoratori delle aziende del territorio coinvolte nei tavoli di crisi del Mimit, compatibilmente con il fabbisogno e i requisiti professionali richiesti.

Concludere, entro 12 mesi dall’ultimazione del programma di investimento, il programma occupazionale proposto in domanda.

Attuazione del programma degli investimenti, by Invitalia

Se il decremento occupazionale rispetto a quanto previsto è compreso tra il 10% e il 50%, scatta una revoca proporzionale delle agevolazioni; se il decremento supera il 50%, è prevista la revoca totale dei benefici concessi.

Gli impegni occupazionali, by Invitalia

Supporto alle imprese: il ruolo di Invitalia e del sistema Confindustria

Per orientarsi fra requisiti, documentazione e tempi, le imprese possono contare su un duplice supporto.

Da un lato c’è Invitalia, che mette a disposizione un numero verde attivo dal lunedì al venerdì e un servizio di assistenza via contact form e mail dedicata. Qui le imprese possono chiedere chiarimenti su ammissibilità, spese, iter e rendicontazione, oltre a fissare appuntamenti anche in modalità remota.

Dall’altro c’è il sistema delle associazioni imprenditoriali. Confindustria Brindisi e Confindustria Lecce sono in prima linea nell’affiancare le aziende nella lettura dei bandi, nella costruzione dei business plan e nella verifica della coerenza tra i progetti di investimento e i requisiti della misura.

Iter procedurale, by Invitalia

La collaborazione fra Ministero, Regione Puglia, Invitalia e Confindustria crea così un ecosistema di supporto che mira a ridurre la distanza tra norma e impresa, trasformando un bando complesso in uno strumento realmente accessibile.

Perché le imprese non possono permettersi di ignorare questi incentivi

Per le imprese di Brindisi e del TAC salentino, la nuova apertura degli sportelli Legge 181/89 rappresenta molto più di un semplice bando. È un’occasione per:

  • finanziare progetti di investimento di medio-lungo periodo con una quota importante di agevolazioni;
  • sostenere percorsi di transizione energetica e ambientale;
  • rafforzare la competitività industriale in settori che vanno dall’energia alla manifattura avanzata, dal turismo all’economia circolare;
  • legare in modo diretto gli incentivi a nuova occupazione stabile sul territorio.
I contatti per sapere di più, by Invitalia

Certo, si tratta di uno strumento che richiede serietà progettuale, capacità di pianificazione e un buon livello di strutturazione aziendale. Ma proprio per questo può rappresentare una leva decisiva per quelle imprese che vogliono fare un salto di qualità, trasformando la crisi in un’occasione di rilancio.

Il tempo a disposizione non è molto. Ma per chi ha già un progetto nel cassetto, queste settimane possono segnare la differenza fra un investimento rinviato e un piano di sviluppo sostenuto da una importante quota di contributi pubblici.