Il direttore generale di Confindustria Brindisi nella rete internazionale che promuove il Made in Italy negli Stati Uniti
di Antonio Portolano
Una sorpresa graditissima quanto inaspettata
«Una sorpresa graditissima quanto inaspettata. Avevo sentito parlare della Fondazione, ma non la conoscevo nel dettaglio. Quando è arrivata la proposta, l’ho accolta con entusiasmo e riconoscenza».
Così Angelo Guarini, direttore generale di Confindustria Brindisi, racconta la sua nomina a Advisor della Italic-US Foundation, organizzazione no-profit con sede a Washington D.C. che promuove il Made in Italy e rafforza i rapporti economici e culturali tra Italia e Stati Uniti.
Una nomina arrivata in sordina, ma dal forte valore strategico: un rappresentante del tessuto industriale pugliese entra in un network internazionale che unisce impresa, cultura e istituzioni.

Italic-US Foundation: missione e campo d’azione
La Italic-US Foundation è un ente indipendente, apartitico e senza scopo di lucro. La sua missione è costruire e consolidare un ponte tra Italia e Stati Uniti, valorizzando creatività, arte, formazione e imprenditorialità italiane.
«Un ponte sull’Atlantico per celebrare la vera eccellenza italiana». Dietro il motto si muove un sistema di relazioni e programmi che promuovono il Made in Italy come valore economico e identitario, con ricadute su community italo-americane, filiere produttive e progetti sociali.
Il Board: guida, governance, competenze
La governance è affidata al Board of Directors composto da tre membri fondatori:
- Avv. Prof. Fabio Maggesi, Presidente
- Dott.ssa Maby Palmisano, Vicepresidente
- Dott. Luca Marco Giraldin, Consigliere
Accanto al Consiglio Direttivo opera un Advisory Board di professionisti selezionati per competenza e integrità, che partecipano alle sedute come volontari, senza diritto di voto, con funzioni di indirizzo e supporto. Ne fanno parte, tra gli altri, Davide Rampello (già Presidente della Triennale di Milano e curatore di padiglioni a Expo), Enzo Carella (imprenditore, Presidente di FederTerziario Turismo), Christian Di Sanzo (deputato eletto nella circoscrizione Nord e Centro America) e ora Angelo Guarini.
Angelo Guarini: industria, territorio, leadership
Figura di riferimento nel Mezzogiorno manifatturiero, Angelo Guarini guida Confindustria Brindisi con uno stile che unisce pragmatismo manageriale e apertura internazionale. Ha maturato esperienze in primari gruppi industriali su risorse umane, organizzazione e relazioni industriali e ha promosso progetti per innovazione, competenze e transizione energetica nel territorio brindisino.
Sul piano editoriale e culturale, Guarini è co-autore con Federico Pirro del volume «Grande impresa e Mezzogiorno», presentato anche al Parlamento Europeo: un lavoro che ha contribuito a porre al centro del dibattito nazionale il ruolo delle grandi filiere industriali nel Sud. Una lettura coerente con la sua azione quotidiana: rafforzare l’ecosistema produttivo mettendo a fattor comune impresa, competenze e istituzioni.
Chitarra e impresa: quando il ritmo diventa strategia
C’è un tratto personale che lo distingue: la musica, in particolare la chitarra.
«La musica ti insegna disciplina e ascolto. È una palestra di leadership e armonia: come in un’orchestra, anche in azienda bisogna far suonare bene ogni strumento».
Questa visione “sinfonica” dell’impresa si traduce in attenzione al capitale umano e alla collaborazione tra funzioni, con l’obiettivo di trasformare la creatività in vantaggio competitivo.

Stati Uniti: NIAF, Washington, Silicon Valley
Il rapporto con gli Stati Uniti è lungo e concreto. «Sono stato più volte in America per lavoro e cultura. Ho partecipato a diverse edizioni della cena di gala della NIAF (National Italian American Foundation) a Washington, dove ho toccato con mano la forza della comunità italo-americana».
Non solo East Coast: «Ricordo una settimana intensa tra San Francisco e la Silicon Valley, tra Google, IBM e centri di ricerca. Capisci davvero cosa significa pensare globale: l’innovazione nasce dall’incontro tra discipline e culture diverse».
Italic-US: struttura operativa e ricadute
Oltre al Board of Directors e all’Advisory Board, la Fondazione dispone di un Comitato di Sviluppo aperto a chi desidera contribuire attivamente alle iniziative. Le attività vanno dalla promozione culturale all’imprenditoria sociale, alla formazione, con particolare attenzione all’Italian lifestyle e alle eccellenze produttive.
La Fondazione si sostiene con donazioni private, contributi di imprese e sponsorizzazioni, preservando indipendenza e autonomia nelle scelte programmatiche.
Intervista ad Angelo Guarini (Q&A)
Dottor Guarini, come ha reagito alla nomina?
«Con sincero stupore e grande soddisfazione. È arrivata in modo inatteso, ma l’ho accolta come un segno di fiducia verso il lavoro svolto finora. Ho visto l’opportunità di un confronto internazionale dove portare l’esperienza delle imprese pugliesi e del Mezzogiorno».
Che cosa l’ha convinta della Italic-US Foundation?
«La visione. Unisce eccellenze italiane e americane per diffondere la cultura del Made in Italy in tutti i suoi aspetti: impresa, arte, formazione, solidarietà. È un modo moderno di fare diplomazia economica e culturale».
In concreto, quale contributo porterà come Advisor?
«Non sono il tipo da fare da soprammobile. Metterò a disposizione un punto di vista operativo, collegando il mondo dell’impresa pugliese e meridionale con la rete internazionale della Fondazione. L’obiettivo è favorire collaborazioni e scambi su filiere strategiche».

Musica e management: un binomio reale o una metafora?
«Reale. La musica è un linguaggio universale, come l’economia. Ti dà ritmo, coordinazione, capacità di ascolto. Una band funziona solo se tutti suonano la stessa partitura: lo stesso vale per le aziende».
Qual è il significato di questo riconoscimento per il territorio?
«È un onore personale, ma soprattutto un segnale per il nostro ecosistema industriale. Dice che il Sud è parte integrante del sistema Italia che guarda al mondo. È un invito a costruire ponti: culturali, economici e umani».
Lei è autore, con Federico Pirro, di «Grande impresa e Mezzogiorno». In che modo quel lavoro rientra in questa nuova fase?
«Quel volume ha acceso riflettori sulle grandi filiere industriali del Sud e sulla necessità di connetterle a reti globali di innovazione. Il nuovo incarico va nella stessa direzione: mettere in rete competenze e territori per trasformare identità e saper fare in opportunità concrete».

Perché conta: il valore di una nomina
La nomina di Angelo Guarini nell’Advisory Board della Italic-US Foundation è più di un titolo. È un messaggio di fiducia nel potenziale del Mezzogiorno e nella capacità delle imprese italiane di dialogare con i grandi hub internazionali.
Tra Brindisi e Washington, tra la chitarra e la fabbrica, passa lo stesso filo rosso che definisce la parola “Italic”: orgoglio, identità, visione. È qui che la cultura d’impresa incontra la cultura tout court, generando valore economico e relazionale.




