FER2, AERO sollecita Pichetto Fratin: subito a Bruxelles la revisione del decreto per sbloccare 3,8 GW di eolico offshore e gli investimenti
A proposito dello stallo nella revisione del decreto FER2 e delle conseguenze per lo sviluppo dell’eolico offshore in Italia, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Fulvio Mamone Capria, presidente dell’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore (AERO) (si apre in una nuova scheda).
di Fulvio Mamone Capria
Decreto FER2, AERO chiede un intervento urgente al ministro Pichetto Fratin
ROMA -L’attuale fase di stallo e il protrarsi dei tempi di finalizzazione del decreto FER2 stanno generando forti incertezze tra operatori e investitori, rischiando di compromettere la tempistica di realizzazione degli impianti rinnovabili di eolico offshore e di vanificare gli sforzi finora compiuti dal mercato e dalle istituzioni per l’abbassamento dei costi energetici.
La revisione del FER2 è troppo lenta e rischia di protrarsi ulteriormente con il pericolo di perdere tempo prezioso e visione strategica. Chiediamo al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di rispondere agli operatori del settore e di inviare a Bruxelles il nuovo testo celermente.

Il presidente dell’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore ha inviato una lettera al ministro Gilberto Pichetto Fratin per sollecitare un intervento tempestivo mirato a sbloccare il processo di operatività del decreto FER2, che prevede 3,8 GW per l’eolico offshore.
Eolico offshore, 3,8 GW strategici per decarbonizzazione e sicurezza energetica
Il provvedimento costituisce un elemento chiave e non più rinviabile per il raggiungimento degli obiettivi nazionali ed europei di decarbonizzazione al 2030-2050.
In particolare, il testo regolamenta lo sviluppo delle tecnologie rinnovabili innovative, come l’eolico offshore, fondamentali per garantire la sicurezza energetica e la competitività industriale del Paese.
Oltretutto, l’offshore contribuirebbe ad abbassare il prezzo marginale dell’energia, oltre che a contribuire ai target di decarbonizzazione.
Investimenti a rischio e costi energetici: l’appello di AERO
Dopo mesi di intensa collaborazione in cui le imprese e le associazioni di categoria hanno inviato alla Direzione generale competente del MASE analisi e contributi tecnici mirati a superare le criticità applicative del testo, l’attuale fase di stallo rischia di penalizzare ulteriormente il settore.
Il protrarsi delle tempistiche sta generando forte incertezza tra gli operatori e gli investitori, mettendo a rischio la realizzazione dei progetti e i relativi piani di investimento.
In un momento così delicato, legato all’aumento dei costi dell’energia per le imprese e le famiglie, è fortemente necessario sviluppare l’eolico offshore che, nei mesi invernali e di notte, può consentire una forte riduzione dell’approvvigionamento di gas in rete, contenendo l’impennata del PUN.
La diversificazione delle fonti è la scelta giusta per l’indipendenza energetica nazionale.




