L’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore chiede chiarezza sui regimi concessori e accelerazione sui progetti FER2
di Antonio Portolano
ROMA – Durante l’audizione in 8ª Commissione Ambiente del Senato, Fulvio Mamone Capria, presidente dell’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore (AERO), ha ribadito la necessità di sbloccare l’eolico offshore in Italia e semplificare il quadro normativo legato al Testo Unico FER.
Chiarezza sulle concessioni demaniali
Nel corso dell’audizione sullo Schema di decreto legislativo in materia di regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili (Atto 332), Mamone Capria ha evidenziato alcuni aspetti ancora irrisolti riguardo alle concessioni demaniali marittime per i progetti di eolico offshore.

«Ci sono alcuni elementi che andrebbero meglio chiariti rispetto agli aspetti concessori demaniali negli specchi acquei legati ai progetti di eolico offshore, tenendo presente che la stragrande maggioranza delle iniziative che sono in Valutazione d’Impatto Ambientale, e quelle che già hanno ottenuto un decreto positivo dal MASE, si sono avvalsi dell’istanza di concessione demaniale marittima richiesta ai sensi della circolare MIT 40/2012. Su questo punto non c’è ancora chiarezza mentre altre problematiche sono state accolte e superate nei mesi scorsi con il dialogo costruttivo con i ministeri competenti. Restano delle criticità che abbiamo portato ancora oggi all’attenzione dei senatori dell’8ª Commissione per consentire agli stessi un arricchimento conoscitivo dello scenario strategico delle rinnovabili dal mare», ha dichiarato il presidente di AERO.
Semplificazione normativa e obiettivi energetici
Nel suo intervento, Mamone Capria ha richiamato l’urgenza di una semplificazione del sistema normativo per accelerare la transizione energetica: «L’Italia deve semplificare il sistema normativo in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili anche puntando con forza ai grandi progetti di eolico offshore e fotovoltaico galleggiante in Italia, per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e renderci indipendenti energeticamente».
Il presidente di AERO ha inoltre segnalato che i ritardi legati alle aste incentivanti previste dal decreto FER2, pari a 3,8 GW di potenziale eolico offshore, «spostano la realizzazione dei nostri impianti a dopo il 2030, rendendo vano il contributo agli obiettivi PNIEC al 2030».
Appello a Governo e istituzioni
Nelle conclusioni del suo intervento, Mamone Capria ha lanciato un appello al Governo, al Parlamento, alle istituzioni tecnico-scientifiche e al mondo industriale affinché sostengano con convinzione le rinnovabili dal mare.
«In che modo raggiungeremo i nostri obiettivi nazionali di sviluppo delle energie rinnovabili se i numeri di rinnovabili installate sono così bassi? Lanciamo un appello a Governo, Parlamento, alle istituzioni tecnico-scientifiche e al mondo industriale, affinché si possano sostenere le rinnovabili dal mare convintamente, per una crescita occupazionale straordinaria e che risponde alle esigenze di indipendenza e di sicurezza energetica».

Verso una strategia energetica dal mare
L’intervento di AERO al Senato si inserisce in un contesto di crescente attenzione sulle politiche di decarbonizzazione e sull’attuazione del Testo Unico FER, considerato essenziale per allineare l’Italia agli obiettivi europei di neutralità climatica.
Con la richiesta di chiarezza normativa e l’appello all’accelerazione dei progetti offshore, l’associazione rilancia la centralità dell’eolico marino come pilastro strategico della transizione energetica nazionale e leva per la competitività industriale e la sicurezza energetica del Paese.




