Eolico offshore e Blue Economy motore del Mezzogiorno

Taranto un momento del Festival Puglia Blue Vision

La Puglia protagonista della transizione energetica sostenibile: da “Puglia Blue Vision” la nuova frontiera italiana dell’economia del mare

di Antonio Portolano

TARANTO – L’economia del mare si conferma un pilastro strategico per la trasformazione energetica e industriale del Mezzogiorno, con la Puglia al centro di un processo che unisce innovazione, sostenibilità e crescita occupazionale. Al Festival “Puglia Blue Vision”, ospitato dal Dipartimento Jonico dell’Università di Bari, l’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore (AERO) ha illustrato la portata economica e ambientale della Blue Economy come asse portante dello sviluppo nazionale.

La Blue Economy come asse strategico

«L’economia del mare rappresenta un asse strategico per lo sviluppo dell’Italia, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e occupazionale. La Puglia si sta confermando come territorio chiave per lo sviluppo delle energie rinnovabili offshore, con progetti concreti e innovativi che pongono la regione al centro della trasformazione energetica nazionale ed europea. Secondo i dati più recenti, il settore della Blue Economy in Puglia genera già oltre 3 miliardi di euro di valore aggiunto e impiega circa 50.000 addetti, con un potenziale di crescita enorme in comparti ad alto contenuto innovativo come quello dell’eolico offshore flottante, la cantieristica green, le biotecnologie marine e la logistica portuale digitalizzata. Investire in questi settori significa costruire un futuro sostenibile, competitivo e inclusivo», ha dichiarato il presidente dell’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore, Fulvio Mamone Capria, presente a Taranto al “Puglia Blue Vision”.

Taranto e i porti strategici per le rinnovabili dal mare

«Taranto, ricordiamolo ancora una volta, si è accreditata anche come l’area portuale strategica per lo sviluppo dei cantieri infrastrutturali dedicati all’eolico offshore, a seguito del bando del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che ha individuato i porti prioritari per le rinnovabili dal mare, unitamente ad Augusta in Sicilia. Un’occasione per rafforzare la crescita economica e occupazionale dell’area tarantina spesso accomunata solo a scenari di crisi industriale e di inquinamento ambientale. Le rinnovabili in Puglia e nel Sud Italia offrono oggi lavoro a migliaia di persone in tutte le fasi di realizzazione dei progetti. Con 2,3 GW di progetti di eolico e fotovoltaico galleggiante autorizzati in V.I.A., e altri 22 GW in fase avanzata di valutazione, completeremo il mix energetico di rinnovabili e avvieremo una filiera industriale qualificata ed attrezzata nel campo dell’energia e dell’economia del mare: per garantire indipendenza energetica nazionale unitamente all’abbassamento dei costi in bolletta per i cittadini. È il nostro impegno come associazione, in linea con gli obiettivi nazionali ed europei di decarbonizzazione, e proseguiremo con grande determinazione quella corretta narrazione dei tanti benefici che le rinnovabili dal mare possono offrire al Paese», ha concluso il presidente di AERO.

La Puglia guida la transizione energetica del Sud

Le parole di Fulvio Mamone Capria descrivono con chiarezza la traiettoria di un Mezzogiorno sempre più centrale nella transizione energetica nazionale.
La Puglia, grazie al suo potenziale industriale e logistico, sta diventando uno dei motori della Blue Economy italiana, in grado di attrarre investimenti, generare nuova occupazione e sviluppare competenze qualificate nel campo dell’energia offshore e della cantieristica sostenibile.

Dalla collaborazione tra porti, università e industria nasce così una filiera che unisce crescita economica e tutela ambientale, tracciando una rotta concreta verso l’indipendenza energetica e la decarbonizzazione del Paese.