Alla LUISS confronto con Confindustria Brindisi su industria musicale, strumenti e strategie tra imprese, istituzioni e creatività
di Antonio Portolano
ROMA – Analizzare la musica come industria strutturata, capace di generare valore economico, occupazione e innovazione, è l’obiettivo del seminario “L’economia della musica”, promosso dalla LUISS insieme con Confindustria Brindisi. L’appuntamento, in programma il 7 maggio 2026 presso la sede romana dell’ateneo, riunisce esponenti del mondo accademico, industriale e creativo per analizzare le trasformazioni del settore musicale e il ruolo della filiera degli strumenti nel sistema economico nazionale.
La musica come industria economica complessa
La economia della musica si sta progressivamente consolidando come uno dei pilastri dell’economia culturale e creativa. Non più soltanto espressione artistica, ma sistema industriale articolato che integra produzione, distribuzione, tecnologia e manifattura.
In questo scenario si inserisce l’iniziativa promossa da LUISS e Confindustria Brindisi, che punta a evidenziare il ruolo della musica come leva di sviluppo e innovazione. Il percorso nasce anche dall’attività di Angelo Guarini, direttore di Confindustria Brindisi, impegnato nello studio delle dinamiche economiche legate al settore musicale e al comparto degli strumenti.

Una filiera che unisce industria, tecnologia e creatività
La filiera della musica si articola in diversi segmenti interconnessi: produzione discografica, distribuzione digitale, eventi live, formazione, produzione e distribuzione di strumenti musicali. Un ecosistema che coinvolge imprese, artisti, piattaforme tecnologiche e istituzioni.
Tra i protagonisti del seminario figurano Enzo Mazza, amministratore delegato della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), e Raffaele Volpe, presidente di Disma Musica, che rappresentano rispettivamente l’industria discografica e il comparto degli strumenti musicali.
Accanto a loro, Stelvio Lorenzetti, vicepresidente vicario di Disma Musica e CEO di Algam Eko, porterà il punto di vista dell’industria manifatturiera, mentre Davide Dileo, musicista e produttore dei Subsonica, offrirà una prospettiva diretta sulle trasformazioni creative e produttive del settore.
Numeri, crescita e trasformazioni del mercato musicale
Il mercato italiano della musica evidenzia un’evoluzione significativa. Il segmento digitale rappresenta oggi oltre il 60% dei ricavi complessivi, trainato dalle piattaforme di streaming e dall’espansione dei modelli di consumo on demand.
Il comparto live, dopo la contrazione dovuta alla pandemia, ha registrato un recupero rilevante, tornando a rappresentare una componente fondamentale della catena del valore. Parallelamente, il mercato degli strumenti musicali mostra segnali di stabilità, con una crescente proiezione verso i mercati internazionali.
Le imprese italiane del settore, molte delle quali integrate nella filiera di Disma Musica e realtà industriali come Algam Eko, si distinguono per qualità produttiva e capacità di innovazione, contribuendo alla valorizzazione del Made in Italy.
Università, imprese e istituzioni: un ecosistema integrato
Il confronto promosso da LUISS e Confindustria Brindisi evidenzia il ruolo strategico della collaborazione tra università, imprese e istituzioni. I saluti istituzionali saranno affidati a Rita Carisano, direttore generale della LUISS, e a Giuseppe Danese, presidente di Confindustria Brindisi.
Il contributo accademico sarà arricchito dalla presenza di Francesco Maria Spanò e Luca Pirolo, esperti di management e sviluppo organizzativo, chiamati a interpretare le dinamiche competitive del settore musicale.
Questa integrazione tra formazione e industria rappresenta un elemento chiave per sostenere la crescita della economia della musica e favorire la creazione di competenze avanzate.

Impatti economici: opportunità e rischi per il sistema Paese
La crescita della musica come settore economico genera effetti rilevanti su imprese e territori. Tra le principali opportunità si segnalano l’espansione dei mercati digitali, l’internazionalizzazione delle produzioni e la valorizzazione delle competenze creative.
Allo stesso tempo, emergono criticità legate alla frammentazione del settore, alla tutela dei diritti e alla competizione globale. Il ruolo di organismi come la FIMI e associazioni di categoria come Disma Musica diventa quindi centrale nel garantire equilibrio e sviluppo sostenibile della filiera.
Per territori come Brindisi e più in generale il Mezzogiorno, il settore musicale può rappresentare un’opportunità concreta di crescita economica e diversificazione produttiva.
Strategie industriali e posizionamento competitivo
Le imprese della filiera musicale stanno adottando strategie sempre più orientate all’innovazione. Le case discografiche investono in dati e piattaforme digitali, mentre i produttori di strumenti puntano su ricerca, design e branding.
Aziende come Algam Eko rafforzano la propria presenza sui mercati internazionali, mentre l’interazione tra industria e creatività, rappresentata anche dall’esperienza dei Subsonica, evidenzia la crescente convergenza tra contenuti e tecnologia.
La capacità di integrare produzione artistica e logiche industriali diventa così un fattore determinante per la competitività del settore.
Prospettive future della economia della musica
Nel medio-lungo periodo, la economia della musica è destinata a consolidarsi come uno dei settori più dinamici dell’economia culturale. La crescita dello streaming, l’evoluzione delle tecnologie digitali e l’espansione dei mercati globali rappresentano driver fondamentali.
Tuttavia, sarà necessario affrontare sfide legate alla regolazione, alla sostenibilità dei modelli di business e alla capacità di attrarre investimenti. In questo contesto, iniziative come quella promossa da LUISS e Confindustria Brindisi assumono un ruolo strategico nel favorire il dialogo tra stakeholder.
L’appuntamento del 7 maggio a Roma si configura quindi come un momento chiave per analizzare il presente e delineare il futuro della musica come industria, rafforzando il contributo del settore alla crescita economica e all’innovazione del Paese.




