CIPRE Expo 2025, Brindisi ospita il summit sulla sicurezza

Sentinel Ids, strumenti per proteggereinfratrutture critiche

Per tre giorni Brindisi diventa centro europeo del dibattito su sicurezza, cyber-security e infrastrutture critiche con la CIPRE Expo 2025

di Antonio Portolano

BRINDISI – Per tre giorni Brindisi si conferma crocevia del Mediterraneo non solo per la sua vocazione logistica, ma anche per la capacità di generare riflessione, cooperazione e visione strategica su temi che incidono sul futuro di tutti: la sicurezza fisica, la cyber-security e la resilienza delle infrastrutture critiche.

La CIPRE Expo 2025 – Critical Infrastructure Protection & Resilience Europe, inaugurata al Nuovo Teatro Verdi, riunisce accademici, istituzioni, forze dell’ordine, aziende e organizzazioni internazionali per delineare politiche comuni di prevenzione e gestione delle emergenze in un contesto globale sempre più interconnesso e vulnerabile.

Promossa dall’International Association of Critical Infrastructure Protection Professionals (IACIPP) in collaborazione con The International Emergency Management Society (TIEMS), l’edizione brindisina è organizzata insieme all’Università del Salento e al Centro di Ricerca Interdisciplinare sulla Sicurezza e Resilienza delle Infrastrutture Critiche (CRISR).

Un Mediterraneo che parla di sicurezza

La sessione inaugurale, interamente in lingua inglese, ha riunito rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza, della Commissione Europea, e delle reti internazionali TIEMS ed ECSCI, segnando un punto di svolta nel dibattito sulla protezione delle reti vitali.

Nel suo intervento di apertura, il sindaco Giuseppe Marchionna ha sottolineato: «La nostra posizione geografica è da sempre un crocevia strategico: porta naturale dell’Adriatico, ponte verso i Balcani e il Medio Oriente, e centro di collegamento essenziale per l’intero Mediterraneo».
E ha aggiunto: «Questa vocazione logistica e industriale rende ancora più significativo che proprio qui si affrontino i temi della sicurezza e della protezione delle reti e dei sistemi vitali».

Marchionna ha poi richiamato la necessità di una consapevolezza collettiva: «Viviamo tempi complessi, segnati da minacce ibride, sfide geopolitiche e da eventi naturali che mettono a dura prova la tenuta delle nostre società. Infrastrutture energetiche, trasporti, telecomunicazioni, reti idriche e sanitarie sono la spina dorsale del nostro vivere quotidiano. La loro protezione non è un’opzione, ma una necessità per garantire continuità, fiducia e sviluppo sostenibile».

Dall’Europa al territorio: un laboratorio di resilienza

Oltre alla cerimonia inaugurale, la giornata ha ospitato un laboratorio internazionale dedicato alla cooperazione tra Africa ed Europa, volto a sviluppare modelli comuni di risposta e resilienza.
L’iniziativa riflette la convinzione che la sicurezza non sia un concetto locale, ma una rete globale di responsabilità condivise.

Il Comandante Giuseppe Lai, vice consigliere militare della Presidenza del Consiglio, ha ricordato la grande attenzione del Governo italiano verso la Direttiva (UE) 2022/2557, che impone ai Paesi membri di rafforzare la resilienza dei soggetti critici e migliorare la cooperazione fra istituzioni, imprese e comunità.

Un messaggio ripreso dal professore Antonio Ficarella, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento e coordinatore dell’evento: «Infrastrutture critiche significa infrastrutture energetiche, trasporti e ospedali: un argomento centrale in un mondo segnato da instabilità e transizioni. L’Europa deve agire come un’unica forza politica ed economica per proteggere non solo le infrastrutture, ma anche le nostre comunità e l’ambiente».

Ficarella ha poi evidenziato come Brindisi, per la sua posizione geografica, rappresenti «un punto chiave per la cooperazione con la riva Sud del Mediterraneo e con i Paesi dell’area balcanica».

L’innovazione come strumento di sicurezza

La riflessione accademica e istituzionale si è intrecciata con il contributo scientifico di Antonella Longo, docente e ricercatrice del CRISR, che ha evidenziato la centralità del ruolo formativo dell’università: «Il CIPRE di Brindisi rappresenta un momento cruciale per riflettere sulla protezione delle infrastrutture critiche e sulle sfide che la nostra società deve affrontare. È fondamentale accelerare l’implementazione delle direttive europee Nis2 e Cer, strumenti essenziali per rafforzare la resilienza dei soggetti critici a livello nazionale ed europeo».

Concetto ribadito dal prof. Alessandro Lazari dell’Università del Salento, che ha sottolineato come l’accademia, attraverso la ricerca multidisciplinare, possa «fornire conoscenza, metodologie e soluzioni innovative per sostenere le istituzioni e gli operatori nel percorso verso infrastrutture più sicure e sostenibili».

Brindisi, polo della sicurezza e dell’innovazione

La presenza di grandi player industriali e centri di ricerca consolida il ruolo di Brindisi come polo strategico per la sicurezza nazionale.
Pochi giorni fa Leonardo ha inaugurato il suo Service Center, destinato a servire le forze armate, la protezione civile e le forze dell’ordine. Un tassello che si integra perfettamente nella visione di una città al servizio dell’innovazione tecnologica e della resilienza del Paese.

Marchionna lo ha sintetizzato così: «La nostra posizione geografica, la nostra storia e la nostra vocazione logistica rendono naturale che Brindisi sia un luogo di confronto su questi temi. La protezione delle infrastrutture critiche è un impegno collettivo verso la sicurezza e la fiducia nel futuro».

Un segnale dal Sud: la sicurezza come cultura condivisa

La CIPRE Expo 2025 non è solo una vetrina internazionale: è un banco di prova per la cultura della sicurezza e della resilienza territoriale.
Da Brindisi parte un messaggio chiaro: il Mezzogiorno può essere protagonista della transizione verso un sistema di protezione più intelligente, cooperativo e sostenibile, in cui tecnologia, governance e partecipazione civica si rafforzano a vicenda.

Il dialogo fra accademia, istituzioni e industria restituisce un quadro positivo: la sicurezza non è più solo un tema tecnico, ma un principio di coesione e di sviluppo economico.
E proprio da Brindisi – città ponte, città laboratorio – l’Europa sembra voler ripartire per costruire il proprio modello di resilienza condivisa.