ll Centro dell’UniSalento celebra un quarto di secolo: oltre mille campioni l’anno, più di 20 milioni di fondi e una rete internazionale
di Antonio Portolano
LECCE – Da un acceleratore da 3 MV nella Cittadella della Ricerca di Brindisi a un’infrastruttura multidisciplinare aperta a ricercatori provenienti da tutto il mondo. In mezzo ci sono 25 anni di ricerca, più di 20 milioni di euro di finanziamenti attratti, oltre mille campioni preparati ogni anno per la datazione e una rete di laboratori che oggi collega Brindisi e Lecce alle grandi infrastrutture scientifiche europee.
È il percorso del CEDAD – Centro di Fisica applicata, Datazione e Diagnostica dell’Università del Salento, che domani (sabato 3 ottobre) celebra il suo primo quarto di secolo con la giornata «Da laboratorio di ricerca a infrastruttura internazionale», in programma dalle 10 nell’Edificio S del Campus Ecotekne, a Lecce.
La storia del Centro racconta come un’infrastruttura scientifica nata nel Mezzogiorno sia cresciuta fino a operare in campi che vanno dall’archeologia ai beni culturali, dalle scienze ambientali alla medicina e alle indagini forensi. Il CEDAD è stato il primo centro italiano per la ricerca e i servizi di datazione al radiocarbonio attraverso la tecnica della Spettrometria di Massa con Acceleratore, AMS. Oggi riunisce laboratori di fisica nucleare, chimica, microscopia ottica ed elettronica tra Brindisi e Lecce.

Dal Tandetron a una rete europea della ricerca
Il punto di partenza è stato un solo laboratorio: quello dell’acceleratore Tandetron da 3 MV realizzato nella Cittadella della Ricerca di Brindisi. Da quel primo nucleo il CEDAD ha progressivamente ampliato tecnologie, competenze, laboratori e ambiti di applicazione.
A questa dotazione si è aggiunto il nuovo acceleratore ultracompatto BAMS, dedicato alle applicazioni biomediche. Il salto di scala del Centro è anche internazionale: il CEDAD è associato alle infrastrutture europee di ricerca CERIC-ERIC e ACTRIS.
Il laboratorio Aerosol & Clima, congiunto con l’Istituto ISAC-CNR, fornisce inoltre dati alle reti AERONET e NASA. Un sistema nel quale ricerca fondamentale, tecnologie avanzate e servizi scientifici convivono all’interno di un’infrastruttura distribuita tra Lecce e Brindisi.
La crescita è stata accompagnata dalla capacità di attrarre risorse. Attraverso progetti come SIDART, BLUARCHEOSYS, IT@CHA, BOL, INGENIO, PRP@CERIC e MICHAEL, il Centro ha ottenuto complessivamente oltre 20 milioni di euro di finanziamenti. La Regione Puglia considera il CEDAD un’infrastruttura strategica.
Dai reperti archeologici ai nuovi farmaci
È soprattutto la varietà delle applicazioni a misurare la trasformazione compiuta in 25 anni.
In archeologia e nei beni culturali le tecniche sviluppate dal CEDAD permettono la datazione dei reperti, la diagnostica finalizzata al restauro e i test di autenticità. Nelle scienze ambientali consentono di studiare il particolato atmosferico e di distinguere la componente fossile da quella biogenica.
Le stesse competenze trovano applicazione nelle scienze forensi: attraverso il metodo del «bomb peak» è possibile contribuire alla stima dell’età di persone scomparse. Nelle scienze della vita, invece, il radiocarbonio viene impiegato per marcare nuovi farmaci.
Ogni anno il Centro prepara oltre mille campioni per la datazione e mette le proprie competenze anche al servizio del territorio, offrendo attività conto terzi a soprintendenze, musei, enti pubblici e imprese.

Ricerca e formazione, dai corsi di laurea alle scuole
Accanto all’attività scientifica c’è quella formativa. Il CEDAD collabora con i corsi di laurea, il dottorato, l’ISUFI e la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici. Ogni anno apre inoltre i laboratori agli studenti delle scuole superiori attraverso i CEDAD Open Days.
È uno degli elementi che spiegano la natura assunta progressivamente dal Centro: non soltanto un luogo nel quale produrre ricerca, ma un’infrastruttura capace di mettere in relazione formazione, trasferimento delle conoscenze, servizi, imprese, istituzioni e comunità scientifica internazionale.
Aiello: «Dal Sud ricerca di frontiera»
Per la rettrice dell’Università del Salento Maria Antonietta Aiello, il venticinquesimo anniversario fotografa proprio questa doppia dimensione, internazionale e territoriale: «Il CEDAD dimostra che dal Sud si può fare ricerca di frontiera riconosciuta a livello internazionale. Lo fa senza perdere il legame con il territorio: con le soprintendenze, le imprese, le scuole. In 25 anni il Centro ha attratto risorse, competenze e giovani talenti, ed è entrato nelle grandi infrastrutture europee. È un patrimonio dell’intero Ateneo e della Puglia, e intendiamo continuare a sostenerlo».
Calcagnile: «Avevamo un acceleratore e un’idea»
A ricostruire dall’interno la trasformazione del Centro è il suo fondatore e direttore, Lucio Calcagnile, ordinario di Fisica applicata all’Università del Salento: «Venticinque anni fa avevamo un acceleratore, un gruppo di ricercatori giovani e un’idea: portare nel Salento tecniche che in Italia non esistevano ancora. Oggi il CEDAD è un’infrastruttura aperta a ricercatori di tutto il mondo, che lavora con archeologi, restauratori, climatologi, medici e investigatori. Questo anniversario è soprattutto un grazie a chi ha costruito questo percorso: le persone, le istituzioni che ci hanno sostenuto, i territori di Lecce e Brindisi. È anche un impegno verso i prossimi traguardi».
Sarà proprio Calcagnile ad aprire la giornata del 3 ottobre con l’introduzione «Dall’IN24 del Progetto CT-LE al CEDAD», dedicata alle origini del Centro nel Piano coordinato Catania-Lecce.
Seguiranno i saluti istituzionali della rettrice Maria Antonietta Aiello e del direttore generale dell’Università del Salento Donato De Benedetto.
Le origini del CEDAD raccontate dai protagonisti
La ricostruzione del percorso storico coinvolgerà Mauro Biliotti, professore emerito di Geometria Superiore e responsabile del Piano coordinato Catania-Lecce; Mario Lombardo, professore emerito di Storia Greca ed Epigrafia Greca e responsabile dell’Iniziativa 24; Francesco D’Andria, professore emerito di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana e accademico dei Lincei.
Interverranno anche Domenico Laforgia, professore emerito di Sistemi per l’Energia e l’Ambiente e già rettore dell’Università del Salento; Michele Campiti, direttore del Dipartimento di Matematica e Fisica; Antonio Zunno, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Brindisi, Lecce e Taranto; i vicesindaci di Lecce e Brindisi Roberto Giordano Anguilla e Fabio Di Bello; il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino.
Formazione, una testimonianza di successo
La seconda parte della giornata sarà articolata attorno ai quattro assi che raccontano l’evoluzione del Centro: formazione, ricerca, terza missione e comunicazione, imprese e territorio.
Per la formazione interverranno Gianluca Tagliamonte, direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici «Dinu Adamesteanu»; Rosaria Rinaldi, direttrice della Scuola Superiore ISUFI; e Anna Paola Caricato, presidente del Consiglio didattico di Scienze e Tecnologie Fisiche. La sessione comprenderà anche «Una testimonianza di successo».
La rete scientifica tra università, istituti e imprese
La sessione dedicata alla ricerca riunirà Wolfango Plastino, ordinario di Fisica applicata all’Università Roma Tre; Raffaele Sardella, ordinario di Paleontologia alla Sapienza Università di Roma; Gianluca Piovesan, ordinario di Selvicoltura, Pianificazione ed Ecologia forestale all’Università della Tuscia; Lucio Colizzi, già direttore della Divisione di Informatica del Consorzio CETMA e dell’Università di Bari; Alessandro Distante, direttore dell’Istituto Biomedico EuroMediterraneo – ISBEM; Arnold Muller del Politecnico Federale di Zurigo – ETHZ; e Marco Nicola di Adamantio S.r.l. di Torino.
Un quadro che restituisce anche la capacità del CEDAD di far dialogare discipline e competenze differenti attorno alle infrastrutture e alle tecnologie sviluppate in questi 25 anni.

Terza missione, comunicazione e rapporto con le imprese
Un’altra sessione sarà dedicata alla terza missione e alla comunicazione, con Luca Mainetti, prorettore alla Terza Missione e Trasformazione Digitale, e Luca Bandirali, delegato della rettrice alla Comunicazione e alla Divulgazione Scientifica.
Il rapporto fra CEDAD, imprese e territorio sarà invece al centro degli interventi di Gianluca Bozzetti, presidente di Piccola Industria Brindisi; Roberto Marti, presidente di Piccola Industria Puglia; e Nicola Delle Donne, presidente di Confindustria Puglia.
Al confronto parteciperanno anche Eugenio Di Sciascio, assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia; Silvia Miglietta, assessora alla Cultura e Conoscenza; e Sebastiano Leo, assessore al Bilancio e Personale.
A moderare i lavori sarà Marcello Favale. La giornata comprenderà anche un momento musicale affidato al pianista Francesco Marra.




