Il protocollo firmato al Marina di Brindisi mette in rete enti, scuole, associazioni e imprese per rilanciare porto e blue economy
di Antonio Portolano
Una giornata di sole che prelude all’estate e, per Brindisi, anche a una possibile nuova stagione di programmazione civile, economica e sociale. Mercoledì 29 aprile 2026, al porto turistico Marina di Brindisi, è stato sottoscritto il Protocollo d’intesa “Carta di Brindisi per la cultura del mare – Patto civico per il futuro della città e del suo porto”. Un atto che riunisce 25 tra associazioni sportive, realtà del volontariato, organizzazioni ambientali, enti formativi, università, imprese e rappresentanze economiche intorno a una missione precisa: rimettere il mare al centro dello sviluppo di Brindisi.

Non si tratta soltanto di una firma formale. Il protocollo nasce per consolidare una rete stabile tra soggetti che, a vario titolo, operano nel campo della nautica, della formazione, della cultura, dell’ambiente, dello sport e dell’economia del mare. L’obiettivo è trasformare il patrimonio di idee maturato nel percorso di candidatura di Brindisi a Capitale italiana del Mare in una piattaforma permanente di lavoro.
La missione: fare rete intorno al mare
La “Carta di Brindisi per la cultura del mare” si fonda su un principio semplice ma strategico: il mare non è soltanto un elemento identitario, ma una leva economica, educativa, ambientale e sociale. Per una città come Brindisi, storicamente legata al porto e alla sua posizione nel Mediterraneo, questo significa provare a superare la frammentazione delle iniziative e costruire una visione condivisa.

Il protocollo punta a promuovere la cultura del mare, valorizzare il porto come infrastruttura strategica e spazio urbano integrato, sostenere la sostenibilità ambientale, rafforzare la partecipazione civica e contribuire al rilancio culturale e sociale della città.
È una prospettiva che incrocia pienamente i temi della blue economy: turismo nautico, portualità, formazione tecnica, sport del mare, tutela ambientale, innovazione, accessibilità, inclusione e sviluppo delle filiere locali.
I firmatari dell’intesa
A sottoscrivere il protocollo sono stati soggetti diversi per natura, missione e competenze, ma accomunati dall’interesse per il futuro marittimo di Brindisi. Tra i firmatari figurano: 40 Nodi Asd, Amici del Mare Asd, Associazione Arma Aeronautica – Brindisi, Brindisi Città d’Acqua Aps, Brindisea Ats, Buzz Experience Srls, Centro Velico Torreguaceto Asd, Circolo della Vela Brindisi Asd, Circolo Nautico Porta d’Oriente Asd, Cna Brindisi Taranto, Confcommercio Brindisi, Confesercenti Brindisi, Comitato Provinciale Fipsas di Brindisi, Flow Love Life Ocean Aps, Gv3 – A Gonfie Vele verso la Vita – Apssd, Iiss Ferraris De Marco Valzani – Polo Messapia, Itet Carnaro Marconi Flacco Belluzzi, Marina di Brindisi, Marina di Brindisi Club Asd, Water Rescue Brindisi, Rotary Club Brindisi Valesio, Snim – Salone Nautico di Puglia, Unisalento, Vogatori Remuri Brindisi Asd.

La composizione della rete è uno degli aspetti più rilevanti dell’iniziativa. Al tavolo convivono infatti associazioni sportive e nautiche, scuole, università, enti del terzo settore, operatori economici e rappresentanze d’impresa. È una fotografia del potenziale ecosistema marittimo brindisino: non ancora un distretto compiuto, ma certamente una base organizzata da cui partire.

per Vogatori Remuri Brindisi Asd

firma il protocollo per Brindisea
Le presenze istituzionali
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, la vice prefetto Maria Rita Coluccia, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Emilio Fiora, rappresentanti della Marina Militare, della Capitaneria di Porto, della Polizia di Stato e dei Carabinieri, la consigliera regionale della Puglia Isabella Lettori e il delegato regionale della Lega Navale Italiana Roberto Galasso.
La presenza delle istituzioni conferisce all’intesa una dimensione pubblica significativa. La Carta, infatti, non nasce come semplice aggregazione associativa, ma come piattaforma civica aperta al confronto con Comune, Regione, Autorità portuale, scuole, università, imprese e soggetti sociali del territorio.


vice prefetto di Brindisi

presidente del Circolo della vela Brindisi Aps


presidente GV3 A gonfie vele verso la vita Apssd

vice presidente Cna Brindisi
Giuseppe Meo: creare comunità e costruire una visione
Il presidente dello Snim, Giuseppe Meo, ha inquadrato il protocollo come un passaggio necessario per dare metodo e continuità a un percorso già avviato: «Ma è un protocollo d’intesa importante che oggi riunisce 25 associazioni, ne abbiamo già altre candidature. È un protocollo che ha due obiettivi primari. Il primo è quello di creare comunità. Questa città ha bisogno di fare squadra, ha bisogno di fare rete. Non possiamo lavorare individualmente su un tema così importante che è lo sviluppo del nostro porto e dell’economia del mare per la città. Dall’altro sicuramente mettere in piedi una visione. Abbiamo partecipato con attenzione all’evento dei giornalisti di qualche giorno fa, si parlava appunto che Brindisi deve avere una visione e forse tutti gli operatori che oggi firmeranno il protocollo d’intesa hanno nella loro testa una possibile visione di sviluppo della città di Brindisi. E su questo dobbiamo lavorare, su un progetto comune che porteremo in tutte le sedi istituzionali. Chiederemo appuntamento a tutte le istituzioni locali perché possano condividere e migliorare il nostro progetto e candidare nuovamente la Brindisi come capitale del mare per il 2027».

Nelle parole di Meo emergono due punti chiave: la costruzione di comunità e la necessità di una visione. Sono due elementi spesso richiamati nei processi di sviluppo locale, ma raramente tradotti in modelli di coordinamento continuativo. La sfida della Carta sarà proprio questa: passare dalla dichiarazione di intenti alla pianificazione operativa.
Lucia Portolano: scuola, porto e aeroporto come generatori di futuro
La dirigente scolastica Lucia Portolano, preside dell’Itet Carnaro, Marconi, Flacco Belluzzi, ha evidenziato il ruolo centrale della scuola nella costruzione delle competenze necessarie allo sviluppo della città: «Il significato risiede nella volontà di istituzioni scolastiche, enti del terzo settore, associazioni di categoria, di fare rete, costituirsi in rete per promuovere un obiettivo fondamentale, che è quello del rilancio della città di Brindisi. La città di Brindisi ha due potenti infrastrutture, che sono il porto e l’aeroporto. Queste due infrastrutture generano futuro per i nostri giovani, quindi il ruolo della scuola è quello di contribuire a formare le future generazioni che devono essere professionalmente pronte a inserirsi in questi settori, settori strettamente legati al porto e all’aeroporto, ma anche a tutto ciò che come indotto queste infrastrutture generano. Quindi io trovo altamente significativo questo passaggio, perché rappresenta un primo passo verso quella unità d’intenti che Brindisi deve ritrovare. Non più frammentazioni, non più percorsi isolati che poi non hanno quella visibilità che dovrebbero dare alla città di Brindisi. Quindi ognuno con le proprie specificità, con le proprie peculiarità deve dare quel contributo particolare e specifico al raggiungimento dello stesso obiettivo, che è quello di rilanciare la città di Brindisi, il cui futuro ruota sicuramente intorno al mare, perché Brindisi e il mare sono un tutt’uno».

Il passaggio sul capitale umano è decisivo. La blue economy non può essere sostenuta solo da eventi o iniziative simboliche: richiede competenze tecniche, profili professionali, formazione specialistica e collegamento stabile tra scuola, imprese e infrastrutture.
Porto e aeroporto, nella lettura della dirigente, sono due piattaforme economiche connesse. Attorno a esse si può sviluppare un indotto fatto di logistica, turismo, servizi, manutenzione, accoglienza, sicurezza, nautica, ambiente e innovazione. La scuola diventa quindi uno degli snodi principali per trasformare le potenzialità del territorio in occupazione qualificata.

Isabella Lettori: una buona pratica per la Puglia
La consigliera regionale del Partito Democratico Isabella Lettori ha sottolineato il valore politico e territoriale dell’iniziativa, con particolare attenzione alla possibilità di replicare il modello anche in altri contesti pugliesi: «Certamente oggi è una bellissima giornata perché tante realtà sottoscriveranno questo protocollo, perché il mare a Brindisi è un connotato naturale, è il mare nostrum, no? Come lo definivano gli antichi romani, diciamo in un senso ancora più stretto, nel senso che è il mare che apparteneva a tutti. E quindi oggi avere qui 25 realtà che sottoscriveranno questo protocollo, mi auguro che venga presa come una buona prassi da esportare anche su altre città, su altri territori della nostra regione Puglia. Questo permette di creare una rete importante che magari aiuta chi non è in grado di fare determinate cose ad essere più operativo. Certo, perché singolarmente le varie unità che sottoscriveranno questo protocollo possono realizzare fino a un certo punto le loro idee, le loro iniziative. Mettendosi in rete, lo abbiamo sempre detto, forse si va un po’ più lenti, ma si riesce ad andare lontano, quindi a raggiungere anche obiettivi più grandi, insomma dei traguardi più importanti per i nostri territori».
Il richiamo alla replicabilità è significativo. La Puglia è una regione naturalmente policentrica, con città portuali e costiere che condividono problemi simili.



Gli obiettivi strategici della Carta
Il protocollo individua obiettivi chiari: valorizzazione della cultura del mare, tutela ambientale, sviluppo turistico e culturale, partecipazione della comunità, innovazione e cooperazione territoriale, inclusione sociale e sport per tutti.
Sono direttrici che, integrate tra loro, possono trasformare la cultura del mare in un vero ecosistema economico e sociale.
Il Forum della Cultura del Mare
Tra gli strumenti previsti figura il Forum della Cultura del Mare di Brindisi, spazio permanente di confronto tra associazioni, cittadini, università, imprese e istituzioni.
Il Forum dovrà sviluppare progettualità condivise, promuovere attività e contribuire con proposte concrete allo sviluppo della città e del porto.

La cabina di regia: il passaggio decisivo
La prossima iniziativa, come richiesto dalle dirigenti scolastiche Lucia Portolano e Rita Ortenzia De Vito – preside dell’IISS Ferraris, De Marco, Valzani, Polo Messapia – sarà la creazione di una cabina di regia per coordinare tutti gli aderenti e dare gambe all’intesa.
Si tratta del passaggio più delicato: trasformare una rete ampia in un sistema operativo capace di programmare, decidere e misurare i risultati.
Strategia e prospettive per Brindisi
La riproposizione della candidatura a Capitale italiana del Mare 2027 rappresenta uno degli obiettivi centrali. Ma, al di là della competizione, la Carta introduce un cambio di paradigma: il mare come infrastruttura economica, piattaforma culturale e spazio sociale.
Il successo dell’iniziativa dipenderà dalla capacità di tradurre la visione in progetti concreti, attivare sinergie tra pubblico e privato e mantenere continuità nel tempo.
Se sostenuta da una governance efficace, la “Carta di Brindisi” può diventare un modello di sviluppo territoriale fondato sulla blue economy. In caso contrario, rischia di restare un documento condiviso ma poco incisivo.
La differenza, ancora una volta, la farà la capacità di fare rete davvero.




