Riconosciuto il coraggio degli ormeggiatori Giovanni Scarcia e Mino Marinelli. Il presidente Gorelli: «In Puglia il merito conta»
di Antonio Portolano
BRINDISI – C’è un posto nel Mezzogiorno d’Italia, in Puglia, e in particolare a Brindisi, dove il merito conta, vale e viene riconosciuto.
Questo posto è il Marina di Brindisi, una realtà che da anni rappresenta un punto di riferimento per la nautica e per la cultura del mare, ma anche un esempio concreto di come nel Sud si possa lavorare con serietà, formazione e senso del dovere.

Il luogo dove il merito vale
Qui, lo scorso 24 luglio, due ormeggiatori – Giovanni Scarcia e Mino Marinelli – hanno compiuto un gesto che ha evitato una tragedia potenzialmente devastante.
Era una mattina d’estate come tante: il porto brulicava di vita, tra arrivi, partenze e imbarcazioni ormeggiate lungo le banchine. All’improvviso, una barca ormeggiata ha preso fuoco. Le fiamme, partite probabilmente dal vano motore, si sono propagate in pochi istanti. Il serbatoio, pieno di benzina, rischiava di esplodere da un momento all’altro. Bastava poco, un soffio di vento, perché l’incendio si estendesse alle altre imbarcazioni vicine.
In quei momenti concitati, Scarcia e Marinelli non hanno esitato un istante. Il primo ha avuto la prontezza di tagliare gli ormeggi dell’imbarcazione già avvolta dalle fiamme; il secondo, con rapidità e sangue freddo, ha raggiunto la barca con un’altra imbarcazione di servizio, riuscendo a trascinarla al largo.
Un gesto tecnico e al tempo stesso umano, frutto di anni di addestramento, di esperienza e di profondo rispetto per il mare. La loro prontezza ha permesso ai Vigili del Fuoco di intervenire in sicurezza, scongiurando il rischio di un’esplosione che avrebbe potuto provocare danni gravissimi e, forse, vittime.

La cerimonia del riconoscimento
Ieri, a distanza di alcune settimane da quell’episodio, il Marina di Brindisi ha voluto rendere omaggio ai due ormeggiatori con una cerimonia sobria ma ricca di significato, fortemente voluta dal presidente del Marina, Claudio Gorelli, e dal comandante della Capitaneria di porto, Luigi Amitrano.
Insieme a loro erano presenti il presidente del Distretto Nautico di Puglia e di Confindustria Brindisi, Giuseppe Danese, il neo direttore del Marina di Brindisi, Sergio Fazzina, tutto il gruppo ormeggiatori e i rappresentanti del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.

È stato un momento intenso, di orgoglio condiviso, in cui istituzioni e operatori del mare si sono ritrovati per dire “grazie” a due uomini che, con freddezza e determinazione, hanno evitato un disastro.
I riconoscimenti ufficiali consegnati a Scarcia e Marinelli sono stati accompagnati da lunghi applausi e da parole che hanno rimarcato la centralità del valore umano e professionale in un settore strategico come quello portuale.
A Brindisi il merito si premia
Presidente Gorelli, ma a Brindisi si premia davvero il merito? Siamo in Puglia, nel Mezzogiorno o abbiamo sbagliato posto?
Il presidente Claudio Gorelli sorride, poi risponde con fermezza: «No, non avete sbagliato posto. A Brindisi il merito esiste e viene riconosciuto. Abbiamo voluto premiare due persone che hanno dimostrato cosa significa essere professionisti del mare. Il loro è stato un gesto coraggioso, ma soprattutto consapevole. Hanno agito con competenza, responsabilità e spirito di sacrificio. Riconoscere il merito non è un atto simbolico: è un dovere morale. È il modo per dire che il lavoro ben fatto ha un valore, e che la qualità delle persone è ciò che rende grande una comunità».

Gorelli ha voluto ricordare anche l’impegno quotidiano di tutto il personale del Marina, sottolineando come «la sicurezza e l’efficienza non nascano per caso, ma siano il frutto di formazione continua, di rispetto delle regole e di un profondo senso di appartenenza».
L’elogio alla formazione e alla prontezza
Il comandante Luigi Amitrano, che ha seguito le operazioni di soccorso e la successiva gestione dell’emergenza, ha voluto rimarcare l’importanza dell’addestramento e della preparazione: «Quella affrontata da Scarcia e Marinelli è stata un’operazione estremamente rischiosa. L’imbarcazione in fiamme avrebbe potuto esplodere in qualsiasi momento, con conseguenze gravissime. La loro reazione è stata immediata, precisa, frutto di competenza e di sangue freddo. È la dimostrazione che la formazione continua e la prontezza operativa sono fondamentali in un porto come Brindisi. Il Marina è sicuro non solo per le sue infrastrutture, ma soprattutto grazie alle persone che vi lavorano con dedizione e professionalità».

Le parole del comandante hanno suscitato un forte applauso, accompagnato dal riconoscimento dei Vigili del Fuoco presenti, che hanno sottolineato come la tempestività dei due ormeggiatori abbia consentito loro di operare in condizioni più favorevoli e di evitare una catastrofe.
Il valore economico e simbolico di un gesto
A intervenire è stato anche il presidente del Distretto Nautico di Puglia e di Confindustria Brindisi, Giuseppe Danese, che ha evidenziato la portata più ampia di questo episodio:
«Avere personale così qualificato e preparato è un valore aggiunto non solo per il Marina di Brindisi, ma per tutto il sistema portuale e industriale del territorio. L’azione di Scarcia e Marinelli è un esempio di competenza, ma anche di passione per il proprio lavoro. La sicurezza è una priorità che si conquista con l’esperienza, la formazione e il rispetto delle procedure. Il loro intervento ha evitato danni ingenti e ci ricorda che dietro ogni infrastruttura ci sono le persone, il vero motore del nostro sviluppo».

Anche il neo amministratore del Marina di Brindisi, Sergio Fazzina, ha voluto sottolineare l’importanza di investire sulle risorse umane:
«Il riconoscimento di oggi non è solo una cerimonia, ma un messaggio chiaro. Il Marina di Brindisi è un luogo dove il lavoro ben fatto viene visto, apprezzato e premiato. Continueremo a investire nella formazione e nella crescita professionale del nostro personale, perché la qualità del servizio nasce dalla qualità delle persone».

La voce dei protagonisti
Quando la cerimonia ha lasciato spazio ai due protagonisti, la loro emozione era palpabile. Giovanni Scarcia e Mino Marinelli hanno parlato con semplicità e umiltà, confermando che i veri gesti di coraggio spesso nascono dal senso del dovere.
«Non ci sentiamo eroi» ha detto Scarcia. «Abbiamo fatto solo quello che era giusto fare. In quei momenti non si ragiona, si agisce. È l’esperienza, l’istinto e l’amore per il nostro lavoro che ci guidano».
Marinelli ha aggiunto: «Il mare lo conosciamo da sempre. È parte della nostra vita. Quel giorno sapevamo che bisognava intervenire subito, senza perdere un secondo. Ognuno di noi ha fatto la sua parte. Il vero orgoglio è sapere di aver contribuito a evitare il peggio».
Le loro parole, semplici e dirette, hanno restituito il senso profondo di una professione fatta di silenzi, di responsabilità e di dedizione.

Un esempio per il Sud che crede nel valore del lavoro
L’episodio del Marina di Brindisi è molto più di una storia di cronaca locale. È la prova che nel Mezzogiorno esistono luoghi in cui il merito viene riconosciuto, valorizzato e celebrato. È la testimonianza che al Sud ci sono realtà che funzionano, dove la cultura del lavoro e la professionalità quotidiana costruiscono reputazione e fiducia.
Come ha concluso il presidente Claudio Gorelli: «Il mare è una scuola di vita. Ti insegna disciplina, rispetto e coraggio. Quando questi valori si incarnano nei gesti di uomini come Giovanni e Mino, è giusto fermarsi e dire grazie. Il loro gesto non è solo un episodio, ma un esempio di cosa significa credere nel proprio lavoro e nel valore del merito».
Un applauso ha chiuso la cerimonia, tra la commozione dei presenti. Nel porto di Brindisi, quel giorno, non è stato premiato soltanto un atto di coraggio, ma l’essenza stessa di una comunità che riconosce e onora chi, ogni giorno, fa del proprio dovere un atto di responsabilità e di amore per il mare.




