Regione Puglia, Prefettura e Procura rafforzano prevenzione, controlli e tutela dei lavoratori nel territorio brindisino
di Antonio Portolano
BRINDISI – «Spezziamo la spirale negativa in cui operano i caporali». Con questa dichiarazione il presidente Antonio Decaro ha sintetizzato il senso del Protocollo d’intesa per il potenziamento dell’attività di prevenzione e repressione dell’intermediazione illecita, dello sfruttamento del lavoro e del lavoro forzato nel territorio di Brindisi, sottoscritto tra Regione Puglia, Prefettura di Brindisi e Procura della Repubblica di Brindisi, insieme a una vasta rete di soggetti istituzionali, economici e sociali.
L’intesa nasce dall’esigenza, maturata all’interno del Tavolo provinciale per il contrasto al caporalato, di promuovere un approccio coordinato alla vigilanza e al controllo delle infiltrazioni criminali nel tessuto produttivo locale, con particolare riferimento ai settori dell’agricoltura e del turismo, maggiormente esposti a fenomeni di sfruttamento lavorativo.

Un protocollo strutturato e operativo
Il Protocollo, autorizzato dalla Giunta regionale, è articolato in 11 articoli e introduce una serie di strumenti operativi finalizzati a rafforzare la tutela dei lavoratori, con un’attenzione specifica ai lavoratori migranti, che più frequentemente si trovano in condizioni di vulnerabilità.
Tra le misure previste figura la Carta dei Diritti (articolo 3), un documento informativo multilingue che esplicita i diritti contrattuali, retributivi e di sicurezza, indicando anche i canali di accesso all’Help Desk anticaporalato, attraverso numero verde, contatti WhatsApp e sito web dedicato.
L’articolo 4 introduce il Camper del Lavoro, infrastruttura mobile di ARPAL Puglia utilizzata per attività di profilazione, orientamento e primo supporto sanitario e legale ai lavoratori. Il Camper opera con una presenza programmata nei Comuni caratterizzati da una maggiore concentrazione di braccianti agricoli.

Accoglienza e servizi di prossimità
Il Protocollo prevede inoltre l’istituzione di un Luogo d’accoglienza (articolo 5), una struttura fissa deputata all’erogazione di servizi di prima assistenza. Le attività saranno realizzate nel Comune di San Pietro Vernotico, presso i Centri per l’Impiego di Francavilla Fontana, Ostuni e Mesagne e nelle sedi provinciali delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL.
Un ulteriore tassello dell’impianto è rappresentato dal Polo Sociale Integrato (articolo 6), realizzato nell’ambito del progetto Su.Pr.Eme. e istituito dalla Regione Puglia nel Comune di Brindisi. Il Polo è finalizzato a garantire servizi di prima assistenza, mediazione culturale, assistenza legale, formazione e soluzioni di co-housing per le persone in condizioni di maggiore fragilità.
Trasporti sicuri e controlli integrati
Sul fronte della mobilità, l’articolo 7 introduce un servizio di trasporto privato complementare a quello pubblico, pensato per garantire spostamenti sicuri tra residenza e luogo di lavoro a favore di lavoratrici e lavoratori, in particolare extracomunitari. Il servizio è previsto nel territorio del Comune di Brindisi, con una successiva estensione ai Comuni di Oria, Torre Santa Susanna, Villa Castelli, Carovigno, Ceglie Messapica e San Michele.

L’azione repressiva viene rafforzata attraverso un piano di controlli quindicinali integrati (articolo 8), che mette a sistema le competenze di Ispettorato del Lavoro, SPESAL, Forze di Polizia, Guardia di Finanza, INPS e INAIL. Le verifiche riguarderanno in modo coordinato gli ambiti del lavoro, della sicurezza, della contribuzione e del contrasto all’immigrazione clandestina.
Formazione e governance dell’intesa
Il Protocollo ha durata biennale e prevede la possibilità di adesione di ulteriori soggetti pubblici e privati. Il monitoraggio delle misure e la valutazione della loro efficacia sono affidati a una Cabina di regia, che opera con funzioni consultive e decisionali.
Un ruolo strategico è attribuito alla formazione specializzata (articolo 11), con l’impegno di Procura e Prefettura a promuovere percorsi rivolti a ufficiali di polizia giudiziaria, imprenditori, studenti e lavoratori sui temi del contrasto al caporalato, dello sfruttamento del lavoro, del lavoro forzato e della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Decaro: dignità, integrazione e sicurezza
Nel suo intervento, il presidente Antonio Decaro ha ribadito che la Regione Puglia è impegnata su tutto il territorio regionale in progetti finalizzati a garantire condizioni di vita e di lavoro dignitose e sicure a chi arriva in Puglia per lavorare, sottolineando che «chi è ridotto in condizioni di schiavitù, chi vive quotidianamente soprusi, chi non ha diritti né assistenza non ha alcuna possibilità di sentirsi parte delle nostre comunità».
Secondo Decaro, la sicurezza delle comunità passa anche dall’integrazione delle persone che vivono in condizioni di marginalità estrema, evidenziando che il Protocollo mette in campo un sistema di azioni che rafforza la sicurezza attraverso politiche di prevenzione, assistenza, salute, diritti e contrasto a chi sfrutta il lavoro.

Miglietta: risposta istituzionale compatta
L’assessora regionale alle Politiche migratorie Silvia Miglietta ha ricordato che la sottoscrizione del Protocollo si inserisce in un contesto di forte tensione per il territorio brindisino, segnato da episodi di intimidazione e violenza, tra cui un incendio doloso ai danni di un immobile destinato a diventare un luogo di accoglienza e integrazione per lavoratori e lavoratrici migranti.
Secondo Miglietta, la firma dell’intesa rappresenta una risposta chiara all’escalation registrata, un segnale di compattezza delle istituzioni insieme a cittadini, associazioni e imprese, per affermare che il territorio non arretra e non ha paura.
Una strategia regionale e interregionale
Il Protocollo si inserisce in un più ampio programma di iniziative che la Regione Puglia, attraverso la Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche per le migrazioni e Antimafia Sociale, promuove su scala regionale per prevenire le infiltrazioni mafiose nell’economia e nella società, contrastare lo sfruttamento lavorativo e abitativo delle persone migranti e favorirne la piena partecipazione alla vita pubblica e l’accesso ai diritti.
La Puglia partecipa inoltre al coordinamento delle cinque Regioni del Sud Italia per la definizione di politiche e linee di intervento condivise sul contrasto al caporalato, nell’ambito del programma quinquennale Su.Pr.Eme. 2, finanziato con 45 milioni di euro, confermando un approccio strutturale e multilivello alla lotta contro lo sfruttamento del lavoro.




