Unisalento con droni e prospezioni geofisiche individua Foro e Teatro della città romana di Fioccaglia lungo la Via Appia UNESCO a Flumeri
di Antonio Portolano
Una città romana riemerge grazie all’archeologia hi-tech di Unisalento. A Fioccaglia, nel territorio di Flumeri, le indagini coordinate dall’Università del Salento hanno rivelato l’impianto urbano dell’antico centro sorto lungo la Via Appia, oggi Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO.
La città scomparsa riappare sotto terra
La scoperta del Foro e di un Teatro finora ignoto ridefinisce il ruolo storico del sito. Fioccaglia non era un semplice insediamento rurale, ma una città organizzata, pianificata e monumentale. Un nodo strategico per la romanizzazione dell’Irpinia tra II e I secolo a.C.

Le indagini dell’Università del Salento
L’ultima campagna di ricerca è stata condotta dall’Università del Salento, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino e con l’Amministrazione comunale di Flumeri.
Il progetto è diretto dal professor Giuseppe Ceraudo, responsabile scientifico dell’iniziativa, che ha coordinato un’équipe multidisciplinare specializzata in prospezioni geofisiche e telerilevamento archeologico.
È lo stesso Giuseppe Ceraudo a spiegare la portata dei risultati raggiunti: «La combinazione di prospezioni geofisiche con le indagini telerilevate tramite droni, dotati di sensori termici e multispettrali, ci ha fornito una quantità di dati senza precedenti. Questa integrazione di tecnologie non invasive ci ha permesso di ottenere una sorta di radiografia del centro abitato antico ancora presente sotto la superficie del terreno, identificando le strutture sepolte grazie alla variazioni nella crescita della vegetazione e alla composizione magnetica del sottosuolo, altrimenti non percepibili con metodi tradizionali. Avere le prove dell’articolazione del Foro e l’individuazione di un Teatro ci permette di riscrivere una pagina importante sulla romanizzazione dell’Irpinia e sull’evoluzione di un centro di fondazione romano in un momento cruciale per la storia di Roma, tra l’età dei Gracchi e Silla, e risulterà di fondamentale importanza per la pianificazione delle future attività sul sito».
L’integrazione tra rilievi magnetometrici e droni dotati di sensori termici e multispettrali ha consentito di ottenere una vera e propria “radiografia” del sottosuolo, rendendo visibili strutture sepolte non individuabili con metodi tradizionali.
Fioccaglia lungo la Via Appia UNESCO
Il sito archeologico di Fioccaglia è noto come insediamento romano risalente al II-I secolo a.C., identificato da alcuni studiosi come l’antica Forum Aemilii. La sua parabola storica sarebbe stata ridimensionata dopo la Guerra Sociale.
La posizione era strategica. Oltre a essere attraversato dalla Regina viarum, il centro rappresentava il punto di origine di una Via Aemilia voluta dal console del 126 a.C. Marco Emilio Lepido. Questo snodo viario rafforzava il ruolo economico e politico del sito nel sistema infrastrutturale romano.
Già negli anni ’80 del Novecento precedenti campagne di scavo avevano portato alla luce un decumano basolato e una domus di lusso con decorazioni in “primo stile pompeiano”. Le nuove evidenze rafforzano ora l’ipotesi di un centro urbano strutturato.

Foro e teatro: la nuova mappa urbana
Le indagini hanno restituito un impianto coerente con i modelli delle città romane di nuova fondazione.
È emersa una maglia di assi stradali ortogonali, con ampi isolati urbani destinati a edifici pubblici e privati. È stata delineata la vasta piazza centrale del Foro, cuore civile e commerciale della città, con il perimetro degli edifici pubblici che vi si affacciavano.
L’individuazione del Teatro rappresenta la novità più significativa. Una struttura destinata agli spettacoli e alla vita pubblica attesta l’importanza sociale e culturale del centro.
Sinergia tra ricerca, tutela e infrastrutture
Il Soprintendente ABAP per le province di Salerno e Avellino, l’architetto Anna Onesti, ha dichiarato: «La sinergia tra ricerca accademica e tutela ha dato risultati eccezionali. Le informazioni raccolte costituiscono la base per un nuovo piano di gestione e per la futura valorizzazione delle aree individuate».
Lorenzo Mancini, funzionario archeologo della Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino, ha aggiunto: «La piana alla confluenza tra l’Ufita e il torrente Fiumarellasi conferma uno dei comprensori di maggiore interesse archeologico dell’intera Irpinia. Le indagini non invasive dell’Università del Salento nell’area del forum di Fioccaglia, in questo senso, integrano un quadro conoscitivo che va arricchendosi ogni giorno di nuovi dati grazie alle indagini nel sottosuolo legate alla realizzazione della Stazione Hirpinia dell’alta velocità, attualmente in corso, con la direzione scientifica della Soprintendenza, all’intersezione fra i territori comunali di Flumeri, Ariano Irpino e Grottaminarda».
Il contesto territoriale è infatti interessato dalla realizzazione della Stazione Hirpinia dell’alta velocità, infrastruttura strategica che sta generando ulteriori indagini preventive.

Le prospettive per Flumeri e l’Irpinia
Il sindaco di Flumeri, Angelo Lanza, ha sottolineato: «Questa scoperta è un motivo di grande orgoglio e un’opportunità di sviluppo per il nostro territorio. Il Comune è pronto a collaborare strettamente con l’Università e la Soprintendenza per garantire che Fioccaglia, nodo stradale strategico della Via Appia, diventi un punto di riferimento nell’offerta storico-culturale della Campania interna. Questa scoperta è un motivo di grande orgoglio e un’opportunità di sviluppo per il nostro territorio. Il Comune, pur senza trascurare le opportunità di sviluppo e trasformazione in atto nella Valle Ufita, dovute essenzialmente alla costruenda stazione Hirpinia per l’alta velocità, è pronto a collaborare strettamente con l’Università e la Soprintendenza per garantire che Fioccaglia, nodo stradale strategico della Via Appia, diventi un punto di riferimento nell’offerta storico-culturale della Campania interna».
La documentazione raccolta sarà ora oggetto di studio approfondito. Il progetto prevede la prosecuzione delle indagini non invasive, finalizzate alla conferma delle evidenze emerse e alla pianificazione delle future attività di tutela e valorizzazione del sito archeologico di Fioccaglia.




