Eni porta il piano a 2,5 miliardi: parte la Gigafactory, BESS prevista entro metà 2027 e prosegue la vendita degli impianti in conservazione
di Antonio Portolano
Trenta potenziali acquirenti sono entrati nel radar dell’advisor incaricato da Eni di cercare un futuro industriale per gli impianti Versalis posti in conservazione a Brindisi. Lo scouting è stato completato e sono ora in corso gli approfondimenti con i soggetti che hanno presentato una manifestazione di interesse per un progetto produttivo di lungo periodo. È questa la novità più rilevante emersa dall’aggiornamento sul piano di trasformazione della società chimica, i cui investimenti salgono dai 2 miliardi inizialmente previsti a 2,5 miliardi di euro.
La partita brindisina si sviluppa così su due binari. Il primo è la costruzione della Gigafactory destinata alla filiera delle batterie stazionarie, con il cantiere già avviato e il completamento della linea di assemblaggio dei sistemi BESS previsto entro la metà del 2027. Il secondo riguarda la vendita degli impianti in conservazione, una prospettiva distinta ma altrettanto importante per ampliare il futuro produttivo del sito e tutelarne competenze, occupazione e indotto.

Trenta soggetti sondati per gli impianti Versalis
La nota ufficiale di Eni certifica che lo scouting ha coinvolto 30 potenziali acquirenti. Non si tratta quindi di una stima o di un’indiscrezione, ma dello stato di avanzamento comunicato direttamente dall’azienda nell’incontro del 30 luglio 2026 al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il Mimit ha identificato in JP Morgan l’advisor incaricato di seguire la ricerca degli investitori e la vendita degli impianti. La procedura è entrata nella fase degli approfondimenti con coloro che hanno formalizzato una manifestazione di interesse. Non è stato ancora annunciato un accordo definitivo: il dato industrialmente significativo è però l’esistenza di una platea di 30 interlocutori individuati e l’avvio del confronto con i soggetti interessati a presentare un progetto di lungo periodo.
Il sottosegretario Fausta Bergamotto ha attribuito un valore strategico proprio all’attività dell’advisor: «La riunione odierna ci conforta sul rispetto degli impegni assunti dall’azienda per i siti siciliani e di Brindisi. In particolare, valutiamo positivamente l’azione dell’advisor per la ricollocazione degli impianti in conservazione, che rappresenta un passaggio decisivo per garantire un futuro produttivo a queste realtà e tutelare l’occupazione. I risultati illustrati oggi confermano che il percorso avviato sta procedendo secondo il cronoprogramma condiviso».
Gigafactory e impianti, le due strade di Brindisi
La ricerca di un acquirente per gli impianti in conservazione non sostituisce il progetto delle batterie. Le due operazioni procedono parallelamente e rispondono a obiettivi differenti.
La Gigafactory rappresenta la nuova piattaforma industriale costruita da Eni Storage Systems, società partecipata da Eni Industrial Evolution e FIB, azienda del gruppo Seri Industrial. Il piano prevede a Brindisi un polo integrato per la produzione di batterie al litio-ferro-fosfato, celle, moduli e sistemi di accumulo stazionario.
La vendita riguarda invece gli impianti già esistenti e posti in conservazione. Un eventuale progetto industriale credibile potrebbe aggiungere una seconda direttrice produttiva alla riconversione del sito, affiancando la nuova filiera dell’accumulo energetico e riducendo il rischio che la trasformazione coincida con un restringimento definitivo della presenza industriale.
La vera misura del successo non sarà pertanto soltanto l’avanzamento della fabbrica di batterie. Conteranno anche la qualità delle manifestazioni di interesse, la solidità finanziaria e industriale degli interlocutori e la capacità di trasformare lo scouting in investimenti, produzione e occupazione stabile.

La BESS prevista entro la metà del 2027
Il primo traguardo operativo è fissato alla metà del 2027. Entro quella scadenza è previsto il completamento a Brindisi della linea per l’assemblaggio dei sistemi di accumulo su scala industriale, i cosiddetti Battery Energy Storage Systems o BESS. La nota del Mimit indica per lo stesso periodo l’entrata in funzione dell’impianto.
I sistemi BESS consentono di immagazzinare l’elettricità quando la produzione supera la domanda e di rimetterla in rete nei momenti di maggiore necessità. Sono quindi una componente essenziale per integrare fonti rinnovabili discontinue come solare ed eolico e contribuire alla stabilità della rete elettrica.
Il progetto industriale prevede inoltre entro il 2029 la realizzazione della seconda Gigafactory per la produzione di celle e moduli, con una capacità superiore a 8 gigawattora all’anno. Lo stabilimento brindisino sarà integrato con quello di Teverola, in provincia di Caserta, dove FIB ha già sviluppato attività produttive nella tecnologia litio-ferro-fosfato.
L’iniziativa comprende anche, in prospettiva, il recupero e il riciclo dei materiali e la produzione della materia attiva catodica. L’obiettivo dichiarato dai partner è contribuire alla costruzione di una filiera europea delle batterie e superare il 10% del mercato continentale degli accumuli stazionari.
Il piano Versalis sale a 2,5 miliardi
L’avanzamento di Brindisi rientra nel programma di trasformazione industriale di Versalis annunciato nell’ottobre 2024 e formalizzato con il protocollo sottoscritto al Mimit il 10 marzo 2025, alla presenza del ministro Adolfo Urso.
Gli investimenti sono passati dai 2 miliardi iniziali a 2,5 miliardi, con un incremento di 500 milioni, pari al 25%. Il piano coinvolge principalmente i siti industriali di Puglia e Sicilia e punta a ridurre l’esposizione alla chimica di base, che Eni considera colpita in Europa da una crisi strutturale e irreversibile.
Secondo i dati comunicati dall’azienda, la chimica di base ha generato perdite di cassa vicine ai 7 miliardi di euro negli ultimi quindici anni, di cui 3 miliardi concentrati nell’ultimo quinquennio. La strategia prevede perciò uno spostamento verso chimica da fonti rinnovabili, processi circolari, prodotti specializzati, bioraffinazione e accumulo energetico.
Il piano originario indicava anche una riduzione attesa delle emissioni di circa un milione di tonnellate di anidride carbonica, corrispondenti a circa il 40% delle emissioni italiane di Versalis.

Priolo, bioraffineria e riciclo chimico
Nel sito di Priolo, in Sicilia, le demolizioni degli impianti dismessi sono iniziate nel febbraio 2026. È inoltre attivo il cantiere di prefabbricazione della nuova bioraffineria, il cui completamento meccanico è programmato entro la fine del 2028.
L’impianto Hoop per il riciclo chimico delle plastiche sarà realizzato in una fase immediatamente successiva. La scelta di differenziare le tempistiche serve a evitare la sovrapposizione dei cantieri e a rendere più sostenibile la gestione delle lavorazioni, delle imprese e della manodopera presenti nel sito.
Ragusa punta su ricerca, startup e filiera agricola
A Ragusa sono già operativi il centro di eccellenza e l’hub dedicato allo sviluppo delle startup. Sono inoltre cominciati gli incontri propedeutici alla costituzione di una filiera agricola destinata ad alimentare l’Agri Hub al servizio delle bioraffinerie siciliane.
Entro il 2028 è confermato l’avvio del Centro sperimentale per il riciclo meccanico delle plastiche. Ragusa dovrebbe quindi assumere un ruolo complementare rispetto a Priolo: meno concentrato sui grandi impianti di trasformazione e maggiormente orientato a sperimentazione, innovazione, startup, agricoltura e sviluppo di nuove competenze.
Occupazione e indotto al centro della trasformazione
Il protocollo collega gli investimenti al mantenimento dell’occupazione e alla tutela dell’indotto dei territori. Eni ha avviato il programma Energia di filiera con 100 imprese locali, attraverso un percorso di dialogo, supporto alla costruzione di nuove catene produttive e rafforzamento competitivo dei fornitori.
La riconversione richiederà però un trasferimento reale di competenze. Batterie, chimica specializzata, riciclo e bioraffinazione hanno processi e fabbisogni professionali differenti rispetto alla chimica di base. La formazione dei lavoratori, la continuità dei cantieri e il coinvolgimento delle aziende locali saranno quindi indicatori determinanti per valutare la qualità della transizione.
Il Mimit ha assicurato che continuerà a verificare il rispetto degli impegni: «Il Ministero continuerà a vigilare sulla corretta attuazione del piano e sul pieno rispetto delle scadenze e degli impegni assunti, mantenendo un confronto costante con l’azienda e con tutte le parti coinvolte, a garanzia dei territori e dei lavoratori».

La trasformazione industriale di Eni in Italia
Il programma di Versalis si inserisce in un piano più ampio di trasformazione degli asset industriali di Eni in Italia. La bioraffineria di Livorno è in fase di completamento, quella di Porto Marghera sarà ampliata e a Sannazzaro è in costruzione una nuova bioraffineria.
Il progetto di Sannazzaro dovrebbe diventare il primo esempio di assetto ibrido tra una raffineria tradizionale e una bioraffineria, con l’obiettivo di servire le diverse esigenze del mercato del Nord-Ovest.
Per Brindisi, tuttavia, la trasformazione assume un significato più articolato. La città non attende soltanto una nuova fabbrica. Cerca di ricostruire un sistema industriale capace di combinare batterie, accumulo energetico, attività produttive già presenti, nuove filiere e occupazione.
I 30 potenziali acquirenti rappresentano dunque un primo dato concreto, non ancora un risultato definitivo. La sfida sarà trasformare le manifestazioni di interesse in un progetto industriale credibile, mentre la Gigafactory dovrà rispettare la prima scadenza già fissata: il completamento della linea BESS entro la metà del 2027. che si misurerà la reale efficacia della trasformazione.




