Un milione di euro per Muro Tenente

Il parco archeologico di Muro Tenente

Mesagne e Latiano insieme per valorizzare il patrimonio UNESCO e promuovere turismo e ricerca sostenibile nel parco archeologico

di Antonio Portolano

MESAGNE-LATIANO Un milione di euro per la tutela e la valorizzazione del Parco Archeologico di Muro Tenente, sito condiviso tra Latiano e Mesagne e riconosciuto Patrimonio Unesco dal 2024 per i ritrovamenti legati alla Via Appia Regina Viarum. Il nuovo finanziamento, nell’ambito dell’avviso pubblico SMART-in – Valorizzazione dei Luoghi della cultura: laboratori di fruizione e di restauro del patrimonio archeologico (Accordo di Coesione POC Puglia 2021–2027), permetterà di avviare un piano di interventi che unisce tutela, innovazione e fruizione sostenibile.

Un progetto condiviso tra due comunità

Il progetto è frutto della collaborazione tra i Comuni di Latiano e Mesagne, che hanno lavorato congiuntamente alla definizione del piano preliminare.
Come ha sottolineato il sindaco di Latiano Mino Maiorano, «si tratta di un finanziamento ottenuto grazie al lavoro congiunto dei tecnici comunali dei due Enti che permetterà di continuare a tutelare e promuovere questa bellissima realtà condivisa tra Mesagne e Latiano».
Il sindaco di Mesagne Antonio Matarrelli ha aggiunto: «Un lavoro sinergico che abbiamo prodotto attraverso la collaborazione tra i due Comuni, con tutte le componenti necessarie, dai tecnici ai consulenti politici: quando due comunità così vicine scelgono di cooperare i risultati possono essere, come in questo caso, sorprendentemente positivi».

Entrambi i primi cittadini hanno ringraziato i tecnici comunali, gli architetti Marta Caliolo e Giuseppe Muri, oltre alla SABAP – Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio, al direttore del Parco Gert Burgers e alla Cooperativa Impact, che da anni contribuiscono alla valorizzazione dell’antica città messapica.

Archeofficina e nuovi percorsi di visita

Il progetto destina i fondi a quattro aree di intervento principali, tutte orientate alla sostenibilità e alla compatibilità paesaggistica.
Gli interventi prevedono opere di contenimento del degrado, argini in conci di tufo a secco per le scarpate, nuove recinzioni in legno trattato, segnaletica uniforme e multilingue (anche in Braille), pannelli didattici aggiornati e un impianto di illuminazione a basso consumo per la fruizione serale del parco.

L’elemento cardine sarà la nuova Archeofficina, un laboratorio polifunzionale costruito con materiali ecocompatibili e completamente reversibile. L’edificio, realizzato in legno su pali a vite, ospiterà un laboratorio di restauro, un laboratorio didattico e multimediale per scuole e ricercatori, e uno spazio espositivo per attività divulgative.
Come sottolineato dai consulenti comunali Mimmo Stella e Angelo Gaglione, il progetto, pur costituendo un quadro preliminare suscettibile di ottimizzazioni nella fase esecutiva, stabilisce una visione chiara e sostenibile per lo sviluppo del sito, puntando su sicurezza, innovazione didattica e compatibilità paesaggistica.

Sostenibilità e impatto territoriale

Tutti gli interventi sono improntati a sostenibilità ambientale e reversibilità. I materiali scelti — legno, acciaio e tufo locale — garantiranno un’integrazione armoniosa con il paesaggio e il dialogo con iniziative preesistenti, come il progetto HORTUS, per creare sinergie tra agricoltura, ricerca e patrimonio archeologico.

Il progetto preliminare apre ora la fase esecutiva, che si svilupperà in costante collaborazione con la Soprintendenza e gli enti competenti.
L’obiettivo condiviso dei due Comuni è rendere Muro Tenente un sito sempre più sicuro, accessibile e innovativo, capace di generare nuovo impatto culturale, economico e sociale per tutto il territorio brindisino.