Un caffè in libreria, la memoria di Brindisi si fa storia

Da sinistra verso destra Anna Consales e Gianfranco Perri

Presentazione di Un caffè in libreria di Gianfranco Perri e Anna Consales. Brindisi, Palazzo Granafei-Nervegna, 29 aprile, 17:30

di Antonio Portolano

BRINDISI – L’odore del caffè appena macinato si fonde con il profumo della carta stampata tra gli scaffali della storica libreria Mondadori di Corso Garibaldi, l’ex libreria Piazzo, cuore pulsante della cultura brindisina. È qui che ha inizio un dialogo che è, prima di tutto, un viaggio nell’anima e nel tempo. Immaginate una mattina di primavera, la luce di Brindisi che inonda le strade e due amici seduti al tavolino di una libreria, pronti a trasformare i ricordi in narrazione. Questo è l’incipit ideale per accostarsi a Un caffè in libreria (clicca qui per acquistare), l’opera scritta a quattro mani dalla giornalista Anna Consales e dall’ingegnere-storico Gianfranco Perri, che verrà presentata ufficialmente il prossimo 29 aprile alle ore 17:30 presso la suggestiva Sala Gino Strada di Palazzo Granafei-Nervegna. Non si tratta di una semplice biografia, ma di un esperimento narrativo dove la memoria, da deposito silenzioso, si trasforma in fonte viva grazie a un’intervista condotta con finezza e intelligenza. L’evento di presentazione libro a Brindisi del 29 marzo rappresenta un appuntamento imperdibile per chiunque voglia riscoprire l’identità profonda di un territorio attraverso le lenti di chi l’ha amato da lontano e studiato con precisione scientifica.

Un caffe in libreria, la copertina del libro

Sinossi e l’emozione del ritorno: la voce di chi ha già letto il libro

Un caffè in libreria (clicca qui per acquistare) si presenta formalmente come un’intervista condotta dalla giornalista Anna Consales a Gianfranco Perri, una figura poliedrica e difficilmente inquadrabile: brindisino doc, professore universitario, ingegnere di fama internazionale specializzato in gallerie, e oggi appassionato divulgatore della storia cittadina, tanto da meritarsi l’appellativo di «storico volante». Il libro ripercorre le «due vite» del protagonista, intrecciando esperienze accademiche e professionali maturate nei viaggi attraverso il Sudamerica con i frammenti di una Brindisi degli anni ’50 e ’60, la «città che non c’è più». Il valore di quest’opera risiede nella sua capacità di far risuonare corde universali partendo da una specificità territoriale, offrendo al lettore non solo una cronaca di eventi, ma una riflessione profonda sul senso del viaggio e delle radici.

L’essenza dell’opera è catturata magistralmente nel commento di un lettore che descrive la lettura del capitolo dedicato a Brindisi come un «tuffo incredibile in un passato» sopito per oltre mezzo secolo. Leggendo le parole di Gianfranco Perri, il lettore ha scoperto una sincronia di infanzia sorprendente: sebbene uno vivesse vicino al porto e l’altro nel neonato rione Commenda, le figure tipiche e le situazioni raccontate erano identiche, a dimostrazione di una comunità che era straordinariamente unita nei valori. Il libro è stato definito un «regalo immenso» che restituisce momenti di vita perduti, dai profumi dei forni nei vicoli fino al vento del cambiamento del ’68 vissuto tra i banchi dell’Istituto «Giorgi». È uno specchio della giovinezza di una generazione che ha visto le proprie radici messe nero su bianco con una capacità incredibile di rendere viva la memoria. Un caffè in libreria (clicca qui per acquistare) agisce quindi come un ponte emotivo che unisce i brindisini di ieri e di oggi.

Anna Consales

Dietro la genesi di Un caffè in libreria (clicca qui per acquistare) c’è la sensibilità di Anna Consales, giornalista brillante e acuta osservatrice della vita e delle vite. La sua non è stata una semplice raccolta di dati biografici, ma una guida delicata e intelligente che ha saputo esplorare gli angoli più silenziosi della memoria del suo interlocutore. Consales ha avuto il merito di porre la «giusta domanda nel giusto momento», aprendo uno spazio e offrendo un tempo affinché il racconto potesse darsi e trasformarsi in dialogo.

La sua motivazione profonda è nata dalla lettura degli scritti storici di Gianfranco Perri e dalla partecipazione a eventi culturali comuni, che l’hanno spinta a voler conoscere meglio l’uomo dietro l’ingegnere, colui che ha saputo dedicare i suoi lavori più recenti al padre con un coinvolgimento emotivo palpabile. Attraverso il suo sguardo giornalistico, Anna Consales trasforma la biografia in un’opera atipica e sfuggente alle definizioni, capace di far respirare al lettore mondi lontani, ben oltre le mura cittadine. La sua capacità di ascolto e di sintesi ha permesso di strutturare Un caffè in libreria (clicca qui per acquistare) come un viaggio a ritroso nel tempo, rendendo la lettura fluida e appassionante per un pubblico vasto e diversificato.

Gianfranco Perri, ingegnere, professore universitario, storico, autore

Gianfranco Perri

Dall’altro lato del tavolino troviamo Gianfranco Perri, nato a Brindisi nel 1951, laureato con lode in Ingegneria mineraria al Politecnico di Torino e specializzato nella progettazione di gallerie. La sua «prima vita» lo ha visto per quarant’anni come docente universitario e progettista di centinaia di chilometri di tunnel in tutto il Centro e Sud America, dal Venezuela al Cile, dall’Argentina alla Costa Rica. Perri è descritto dal direttore Gianmarco Di Napoli come un moderno «Forrest Gump» che attraversa lo spazio e il tempo, capace di parlare con la stessa semplicità dei vicoli della sua città d’origine e dei tunnel tecnologici che ha progettato a Caracas. Ad oggi le trasvolate dell’oceano sono ormai ben più di 200: dalla Florida a Madrid e – anche – passando dalla California.

La sua «seconda vita», invece, è quella di un instancabile ricercatore che ha pubblicato oltre dieci libri e centinaia di articoli sulla plurimillenaria storia di Brindisi. Il suo amore viscerale per la terra natia, mantenuto vivo nonostante decenni di residenza all’estero e quasi duecento trasvolate atlantiche, è il motore immobile di ogni sua ricerca. Gianfranco Perri incarna l’etica della meritocrazia e dell’impegno, valori che cerca costantemente di trasmettere alle nuove generazioni, convinto che la conoscenza della storia sia l’unico vero antidoto alla disaffezione verso il proprio territorio. In Un caffè in libreria (clicca qui per acquistare), Perri si mette a nudo, offrendo un tesoro di esperienze che spaziano dall’accademia alla strada.

Analisi critica dell’opera: oltre la biografia

Affrontare una critica letteraria di Un caffè in libreria (clicca qui per acquistare) capitolo per capitolo significa addentrarsi in una struttura narrativa a ritroso, un metodo che permette di «pelare» gli strati dell’esperienza umana partendo dal presente per risalire alle radici. Questo approccio rivela la densità filosofica e antropologica di un testo che è molto più di una collezione di aneddoti.

Poche parole prima di incominciare: il manifesto dell’eredità

L’opera si apre con una riflessione intima sulla necessità di tramandare la memoria. Letterariamente, questo capitolo funge da manifesto programmatico: l’autore non scrive per vanità, ma per i propri figli e nipoti, affinché possano conoscere le sue esperienze maturate in decenni di viaggi. La dedica ai sette nipoti trasforma il testo in un’eredità affettiva, stabilendo un ponte tra generazioni sparse per il mondo, dalla Florida a Madrid. Dal punto di vista critico, questa sezione stabilisce il tono dell’intero volume: un realismo umile ma profondo, dove il particolare biografico diventa universale. La riflessione etimologica sul termine «ricordare», che deriva dal latino «re-cor» (ritornare al cuore), chiarisce che per gli autori la sede della memoria non è la mente, ma il sentimento.

Un caffè in libreria: la cornice narrativa e il parallelismo illustre

Questo capitolo stabilisce la cornice narrativa dell’incontro. La scelta della libreria Mondadori (ex Piazzo) non è casuale, ma simbolica: è il luogo dove la cultura brindisina si rigenera. Il dialogo davanti a una tazzina di caffè diventa il «pretesto» necessario affinché i ricordi si facciano narrazione. Criticamente, Anna Consales nota un parallelismo affascinante con Luciano De Crescenzo: entrambi ingegneri con la passione per la cultura, capaci di spaziare tra discipline tecniche e umanistiche con un amore viscerale per la propria terra. È l’incontro tra la curiosità giornalistica e la poliedricità scientifica.

L’intervistato e l’intervistatrice

La Seconda Vita: la piazza digitale e la storiografia partecipativa

In questa sezione, l’analisi deve soffermarsi sul ruolo dei nuovi media nella conservazione della storia locale. Gianfranco Perri non è solo l’autore, ma diventa un catalizzatore sociale che utilizza Facebook (nel gruppo «Brindisini la mia gente» e poi «Brindisi Brindisi») per raccogliere immagini e commenti, trasformandoli in un progetto editoriale partecipativo. Criticamente, questo capitolo rappresenta la transizione tra la nostalgia individuale e la storiografia collettiva. L’intervista evidenzia come un mezzo di comunicazione moderno possa diventare un potente archivio di «storia minuscola», fatta di aneddoti quotidiani che rischiano di svanire. Il libro documenta come la «brindisinità» possa pulsare anche a diecimila chilometri di distanza.

La Prima Vita Parte Terza – Sudamerica: il relativismo e l’odeporica

Spostandosi verso la parte sudamericana, la narrazione cambia registro, assumendo i toni dell’odeporica e del saggio professionale. Questo segmento è fondamentale per comprendere la formazione del carattere dell’autore attraverso il concetto di «relatività delle cose». L’analisi sottolinea come i viaggi – dall’Amazzonia alle Ande – abbiano insegnato a rispettare le diversità umane e a riconoscere che le verità non sono mai scontate. La scrittura si fa densa di immagini sensoriali: il fragore dei ghiacciai in Antartide, i templi del Tibet, i ballerini di tango a San Telmo. È la parte di Un caffè in libreria (clicca qui per acquistare) dove l’ingegnere e l’uomo si fondono, dimostrando che l’etica della meritocrazia è l’unico bagaglio indispensabile. Particolarmente suggestivo è l’episodio «sui generis» della spedizione archeologica in Ecuador al sito di «Pulgasàn», che svela un Perri avventuriero capace di ironia anche di fronte agli imprevisti delle pulci in una capanna di pastori.

Ingegneri a lezione con Gianfranco Perri

La Prima Vita Parte Seconda – Torino: il romanzo di formazione

Il capitolo dedicato agli anni torinesi è una cronaca vivida dell’Italia della contestazione studentesca, vista dagli occhi di un giovane studente del Politecnico. La critica deve evidenziare il contrasto tra l’atmosfera cupa dei fumi industriali di Torino e l’entusiasmo della gioventù. È un vero «romanzo di formazione» dove l’occupazione del collegio universitario, i viaggi in autostop verso l’Isola di Wight e la Lambretta verso Praga segnano il passaggio all’età adulta. L’episodio di Brigid, la ragazza irlandese incontrata a Como e poi ritrovata dopo decenni, aggiunge una dimensione cinematografica alla narrazione, collegandosi alla storia vera del film «Philomena». La scelta dell’ingegneria mineraria, nata quasi per caso durante un rinfresco accademico dove si offrivano stuzzichini, viene analizzata come un momento di rottura rispetto ai percorsi tradizionali, guidata da una ricerca di «umanità» all’interno di studi tecnici. Anche il Karate diventa metafora di vita: disciplina e costanza necessarie per raggiungere la «cintura nera» della laurea.

La Prima Vita Parte Prima – Brindisi: l’archetipo del ritorno

L’ultima parte, dedicata all’infanzia a Brindisi negli anni ’50 e ’60, è la più poetica dell’intera opera. Qui il libro smette di essere un’intervista e diventa un film in bianco e nero fatto di odori e suoni: il rumore dei traini sul selciato, il profumo del mare. L’analisi critica risalta la figura del «maestro di vita», come Angelo Pinto o la professoressa Palumbieri, che attraverso l’induzione dell’autostima hanno plasmato il futuro dell’uomo. È una Brindisi dove si poteva bere l’acqua del mare delle Sciabiche e dove i riti del Natale, il forno pubblico di Andrea «lu poppitu» e i personaggi popolari come «Culiermo» o «Trapulanella» diventano archetipi di una società scomparsa ma ancora vibrante nella memoria. In Un caffè in libreria (clicca qui per acquistare), Brindisi emerge come il vero protagonista, il «richiamo inconfondibile dell’amore». L’esperienza della band «I Marines» aggiunge il ritmo beat di quegli anni, raccontando le matinée all’Estoril 84 e i concerti a Torre Canne.

Gianfranco Perri a lezione di… gallerie per 50 anni

Insight pratici e valore dell’opera

L’approccio distintivo di Un caffè in libreria (clicca qui per acquistare) risiede nella sua capacità di non essere una biografia autocelebrativa, ma uno stimolo alla riflessione per le nuove generazioni. Il messaggio centrale è chiaro: la conoscenza della storia della propria città è l’antidoto perfetto alla disaffezione. Il libro offre insight pratici sull’importanza dell’impegno e della curiosità intellettuale come motori per superare le difficoltà, sia negli studi che nella vita professionale all’estero.

Il valore per il lettore è immenso: chi parteciperà alla presentazione o leggerà Un caffè in libreria (clicca qui per acquistare) si porterà a casa un pezzo di storia collettiva recuperato con puntiglio scientifico e passione umana. Partecipare all’evento di Brindisi significa onorare il legame territoriale e riscoprire radici che, sebbene ci portino lontano, restano le stesse che ci tengono legati alla terra d’origine. L’opera invita ad essere «turisti nella propria città», a guardarla con stupore e a scoprirla ogni giorno in nuovi significati. Le dieci appendici non sono semplici allegati, ma una «naturale integrazione» che documenta con precisione quasi ingegneristica la Brindisi che non c’è più.

Dettagli dell’evento di presentazione libro a Brindisi

La presentazione ufficiale di Un caffè in libreria (clicca qui per acquistare) di Gianfranco Perri e Anna Consales si terrà con il seguente programma:

  • Data: 29 aprile
  • Ora: 17:30
  • Luogo: Sala Gino Strada, Palazzo Granafei-Nervegna, Brindisi
  • Ospiti: Saranno presenti gli autori Anna Consales e Gianfranco Perri. Sono previsti interventi di autorità locali e rappresentanti del mondo culturale brindisino.
  • Casa Editrice: L’opera è frutto di una collaborazione editoriale che vede il patrocinio di importanti associazioni culturali del territorio.
  • Accesso: L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Un caffe in libreria, la copertina del libro

Elemento visivo: l’arte dell’incontro e della memoria

La copertina di Un caffè in libreria (clicca qui per acquistare) è un elemento visivo che anticipa perfettamente il contenuto dell’opera. Su un fondo azzurro cielo, risalta un’illustrazione calda e accogliente: un tavolino rotondo in legno, due tazzine di caffè fumante, un taccuino con una penna e alcuni libri impilati. Sullo sfondo, una libreria ricolma di volumi colorati completa il quadro. È un’immagine che evoca intimità, dialogo e ricerca, una sintesi perfetta dello spirito che ha guidato Anna Consales e Gianfranco Perri in questa avventura narrativa. La grafica riflette l’approccio amichevole ma rigoroso degli autori, invitando il lettore a sedersi idealmente a quel tavolino per iniziare il proprio viaggio nella memoria.

Un brindisi al viaggio che ricomincia sempre

Un caffè in libreria (clicca qui per acquistare) non è solo un libro, è un atto d’amore verso una città e verso la vita stessa. È un invito a ricominciare il viaggio, sempre, con la consapevolezza che il passato è il fondamento indispensabile dell’identità futura. La chiusura dell’opera con un brindisi a base di «Espresso Martini» – corretto con grappa come vuole la tradizione dell’autore – simboleggia perfettamente questo spirito: una storia che finisce solo per poter essere raccontata ancora. A Palazzo Granafei-Nervegna il 29 marzo si celebra questo ritorno al cuore di Brindisi. Non mancate a questo appuntamento con la memoria e con l’emozione. La luce di Brindisi, che Cesare Brandi descriveva come pareti di cristallo nella lanterna di un faro, vi attende tra le pagine di questo libro straordinario.

Brindisi, Palazzo Granafei-Nervegna

FAQ – Domande Frequenti sulla presentazione del libro

1. Chi è l’autore Gianfranco Perri?
Gianfranco Perri è un ingegnere minerario di fama internazionale, professore universitario e storico brindisino. Ha trascorso gran parte della sua vita progettando gallerie in Sudamerica, ma non ha mai smesso di studiare e divulgare la storia di Brindisi attraverso numerosi libri e articoli.

2. Di cosa parla il libro «Un caffè in libreria»? (clicca qui per acquistare)
Il libro è un’intervista condotta dalla giornalista Anna Consales che ripercorre le «due vite» di Gianfranco Perri: quella professionale in giro per il mondo e quella legata ai ricordi della Brindisi degli anni ’50 e ’60. È un viaggio a ritroso che va dalla storiografia digitale ai ricordi d’infanzia più intimi.

3. Quando e dove si svolge l’evento di presentazione libro a Brindisi del 29 marzo? L’evento si terrà il 29 aprile alle ore 17:30 presso la Sala Gino Strada di Palazzo Granafei-Nervegna, situata nel cuore del centro storico di Brindisi.

4. Qual è il valore culturale di quest’opera per il territorio brindisino? Un caffè in libreria (clicca qui per acquistare) funge da prezioso archivio della memoria brindisina, offrendo un «antidoto alla disaffezione» attraverso la conoscenza delle radici storiche della città. È un invito a riscoprire l’identità locale in un contesto globale, rendendo immortale l’atmosfera di un’epoca.