Sabato 31 ottobre all’ex Convento Santa Chiara dodici progetti musicali tra rock, punk, metal e cantautorato. Dalle 20, ingresso gratuito
di Antonio e Luna Portolano
BRINDISI – C’è chi ha imparato a suonare dopo essere entrato in una band, chi ha attraversato cambi di formazione prima di trovare la propria identità e chi trasforma rabbia, malinconia e inquietudini in canzoni. Sono le storie di una nuova generazione di musicisti brindisini che ha deciso di condividere lo stesso palco. Si chiama «Santa In-Festa(to)», l’appuntamento musicale di Halloween che porterà dodici progetti artistici al YeahJaSì Santa (si apre in una nuova scheda), nell’ex Convento Santa Chiara di Brindisi.
Non soltanto un concerto, ma l’occasione per conoscere una scena musicale che cresce tra sale prove, piccoli palchi, amicizie, sperimentazioni e il desiderio di proporre qualcosa di originale. Dal folk al metalcore, dal punk al cantautorato alternativo, fino al rock psichedelico, il programma restituisce un panorama musicale sorprendentemente variegato, costruito soprattutto da giovani che hanno scelto di investire tempo, energie e creatività nella musica.
L’appuntamento è per sabato 31 ottobre 2026, a partire dalle ore 20, con ingresso gratuito. L’iniziativa nasce dall’incontro tra giovani musicisti e realtà associativa del Santa Chiara, con l’obiettivo di valorizzare i talenti del territorio e rafforzare le occasioni di partecipazione culturale.

Santa In-Festa(to), dodici progetti musicali sul palco
Il programma riunisce solisti e band di Brindisi e provincia, compresi Neotenia e Clinika, provenienti da Ceglie Messapica.
La serata si aprirà con Roman Cartey, seguito da MFA e Pitaya and the Offhands. Toccherà quindi a HELTEZ, Emanuela De Mitri e Neotenia. La seconda parte del programma vedrà alternarsi Maciria, Alibi, Michele Blumetti, Vortex Rung, Clinika e, a chiudere, Prevaren.
Sono previsti set di circa dieci minuti per i solisti e venti minuti per le band, preceduti da una breve presentazione delle attività associative e delle modalità di tesseramento.
Dietro alcuni dei nomi in programma ci sono percorsi musicali già articolati, altri appena cominciati. Diversi protagonisti hanno scelto di raccontarsi a UnoGenio, condividendo biografie, esperienze, passioni e progetti. Le loro storie permettono di conoscere meglio i musicisti che saliranno sul palco, ma anche di scoprire come prende forma una nuova generazione musicale brindisina.

Roman Cartey dei Paprika, la musica come linguaggio dell’anima
Il primo artista in programma è Roman Cartey, nome d’arte di Christian Pinto, diciottenne che da tre anni coltiva il proprio percorso musicale, cercando nella scrittura e nell’interpretazione un modo per dare voce alle proprie emozioni.
La sua esperienza è legata anche ai Paprika, progetto emergente nato dall’incontro di tre amici accomunati dalla passione per la musica e dalla voglia di sperimentare.
La formazione comprende Manuel Strafella, impegnato tra pianoforte, chitarra e basso; Samuele Balsamo, al sassofono, alle seconde voci e alla chitarra; e Christian Pinto, voce, chitarra e pianoforte.
Il progetto ha mosso i primi passi attraverso le cover dei grandi classici del rock’n’roll degli anni Sessanta e Settanta. Un repertorio che ha rappresentato il punto di partenza per costruire l’intesa musicale tra i tre componenti.
Successivamente, i Paprika hanno cominciato a concentrarsi sulla scrittura di materiale originale, aprendosi anche alla musica sperimentale e alla ricerca di nuove possibilità espressive.
È però soprattutto attraverso l’identità artistica di Roman Cartey che Christian Pinto racconta la propria dimensione personale. Il suo linguaggio si avvicina al folk, all’indie rock e all’alternative, con una scrittura che nasce dalle emozioni e dalla necessità di trasformarle in musica.
«Normalmente invece di parlare del mio progetto preferisco farlo ascoltare alla gente, ma se dovessi descriverlo, direi che è ciò che scaturisce dalla mia anima nel momento in cui decido di mettere su carta un’emozione», racconta il giovane musicista.
Per Roman Cartey la musica è anche uno strumento di conoscenza personale, una lingua attraverso la quale comprendere sé stesso e gli altri, capace di accompagnarlo nei momenti più difficili.

«La musica mi ha aiutato e mi aiuta ogni giorno a capire me stesso e gli altri, è per me a tutti gli effetti una lingua e un metodo per guarire da qualsiasi male».
Nel suo percorso figurano un paio di esibizioni a Londra nell’ambito dei contest promossi da Accelerando Records, la partecipazione al concorso Je So Pazzo e diverse esperienze dal vivo soprattutto in Puglia.
Un percorso che intreccia la dimensione collettiva dei Paprika con quella più intima e personale di Roman Cartey, alla ricerca di un linguaggio musicale capace di raccontare ciò che spesso le parole non riescono a esprimere.
HELTEZ, il cantautorato tra punk, satira e provocazione
Dietro il nome HELTEZ c’è Ettore Maria Soltesz, cantautore, compositore e polistrumentista brindisino nato nel 1999, protagonista di un percorso musicale che attraversa rock sperimentale, punk, cantautorato alternativo e satira.
Cresciuto in una famiglia profondamente legata alla musica, si avvicina fin da giovanissimo a numerosi strumenti: flauto traverso, pianoforte, chitarra, basso elettrico e contrabbasso. Durante l’adolescenza partecipa a diverse formazioni, esibendosi nei locali e nei concerti del territorio salentino.

Nel 2020 avvia il proprio progetto cantautorale indipendente pubblicando «Freddo Dentro (Redux)», un EP di quattro brani registrato presso i Pure Rock Recording Studios, nel quale emergono influenze punk, rock e contaminazioni con la musica popolare.
Il trasferimento a Bologna contribuisce ad ampliare la sua ricerca artistica. Nel 2021 pubblica «Dentifricio», legato all’esperienza nella città universitaria, seguito da «Che c’è di male» e «L’ultimo Natale», brani attraverso i quali affronta anche questioni sociali, ambientali e politiche.
Nel 2022 arriva «L’album leghista», progetto musicale satirico, mentre nel 2023 realizza «Voglio diventare vedova (Punk Edition)», reinterpretazione punk della canzone di Olivia Sarra.
Nel 2024 partecipa come flautista al brano «Lass lu bicchier e vasm» di Gigi Ligorio, proseguendo un percorso artistico caratterizzato dalla continua ricerca di contaminazioni.
Il 16 febbraio 2025 pubblica «Mucche», album di nove tracce dedicato alle contraddizioni delle relazioni umane e della società contemporanea.
La sua musica mescola ironia surreale, critica sociale, provocazione e fragilità emotiva. Anche sul palco HELTEZ privilegia una forte dimensione interpretativa e teatrale, alternando momenti capaci di divertire ad altri che invitano a riflettere.
Le sue canzoni possono sorprendere, provocare o disorientare, talvolta contemporaneamente. Una proposta artistica che non cerca necessariamente di piacere a tutti, ma rivendica la libertà di sperimentare e di affrontare anche argomenti scomodi attraverso il linguaggio musicale.

Emanuela De Mitri, una voce tra malinconia e introspezione
Ha 23 anni, è di Brindisi e ha cominciato a suonare la chitarra da autodidatta. Emanuela De Mitri sta costruendo il proprio percorso artistico attraverso lo studio del canto, giunto all’inizio del quarto anno, e una ricerca musicale personale.
Nell’agosto 2025 ha partecipato al Festival di Santa Sabina, aggiudicandosi il concorso.
Durante l’estate 2026 ha affrontato anche le prime esperienze concertistiche, aprendo le serate di un gruppo specializzato nella musica degli anni Sessanta e proponendo un repertorio costruito appositamente per quelle occasioni.
Accanto alle cover, selezionate in funzione delle caratteristiche delle serate, Emanuela ha cominciato a presentare anche i propri brani inediti, affiancando così all’attività interpretativa una dimensione più personale legata alla scrittura.
Il suo universo musicale nasce dall’incontro tra numerose influenze, prevalentemente straniere, e una scrittura che privilegia malinconia, introspezione e sensibilità personale.
Un percorso ancora in evoluzione, nel quale la ricerca di una voce riconoscibile passa tanto dall’interpretazione quanto dalla composizione. Il palco del Santa Chiara rappresenterà un’altra occasione per confrontarsi con il pubblico e dare spazio a questa dimensione artistica.

Neotenia, una filastrocca al posto della biografia
I Neotenia, provenienti da Ceglie Messapica, hanno scelto una strada decisamente particolare per presentarsi.
Niente biografia tradizionale, nessuna classificazione musicale e nessun elenco di influenze. Al loro posto, una filastrocca surreale, fatta di immagini quotidiane, accostamenti inattesi e interrogativi.
Una scelta che rompe gli schemi della consueta presentazione di una band e affida direttamente alle parole il compito di incuriosire il pubblico.

UnoGenio ne pubblica integralmente la presentazione originale, senza modifiche.
Presto che le tariffe sono aumentate
-miele
-patate
-una scatola di cartone
-sardine
-yogurt fatto in casa, industriale
Pag. 51 “Il Comportamento Animale”
-legumi
-tuberi vari
-ceci fave e fagioli
cervo e fanali
-il sale, la luna e le stelle
-carne per i maiali
Sogno o son desktop?
-nè mosche nè ragnatele
Fare presto prima che chiuda. Domani sarà la fine del mondo

Maciria, la rabbia diventa un linguaggio musicale
I Maciria nascono a Brindisi nel maggio 2025 come progetto di alternative rock alimentato dalle inquietudini, dalla rabbia e dalle esperienze condivise da cinque ragazzi di provincia.
Il gruppo nasce dalla volontà di unire energie e sensibilità differenti, trasformando emozioni forti in una proposta sonora che non cerca necessariamente linearità o strutture prevedibili.
Le numerose influenze dei componenti trovano un punto d’incontro in un suono volutamente irregolare, ricco di contrasti, nel quale aggressività e momenti introspettivi convivono.
La formazione originaria comprendeva Giulia Di Paola alla voce, Roberto Marzio alla voce e alla chitarra ritmica, Alessandro Stozzo alla chitarra solista, Oscar Trisciuzzi al basso e Iacopo Giugno alla batteria.
Il progetto ha attraversato recentemente un cambiamento significativo: Giulia Di Paola ha lasciato la formazione in seguito alle proprie scelte accademiche, mentre Roberto Marzio ha assunto il ruolo di voce principale.
Prima di questo passaggio, la band aveva completato con Giulia la registrazione di tutte le tracce del proprio primo album, conservando così anche nel lavoro discografico il contributo della cantante alla fase iniziale del progetto.
Attualmente i Maciria stanno lavorando alla pubblicazione del primo singolo, un passaggio importante per portare all’esterno il materiale sviluppato durante le sessioni di scrittura e registrazione.
La loro proposta musicale si muove tra aggressività, disorientamento, malinconia e introspezione, con l’obiettivo di dare forma a emozioni che difficilmente trovano spazio in un racconto convenzionale.
Rabbia, dissociazione e tristezza sono le parole con le quali gli stessi musicisti descrivono alcune delle dimensioni emotive del progetto. Una musica che vuole arrivare all’ascoltatore senza nascondere le proprie contraddizioni.

Alibi, cinque musicisti e una nuova identità rock
Gli Alibi sono tra le realtà più giovani della serata.
Il progetto nasce nel giugno 2026 da un’idea di Gaetano Giuliani e Samuele Balsamo, per poi assumere una fisionomia definitiva nell’arco di quattro mesi, con il completamento della formazione e l’individuazione di una propria direzione sonora.
La band, composta da cinque ragazzi di Brindisi e provincia, comprende Gaetano Giuliani alla chitarra solista, Samuele Balsamo alla voce e alla chitarra ritmica, Azzurra Rini alla seconda chitarra, Fernando Sanso al basso ed Edoardo Carbone alla batteria.
Le influenze spaziano dall’alternative rock al grunge, fino al rock psichedelico, senza ricercare un’appartenenza rigida a un unico genere.
La loro musica prende forma soprattutto nell’intimità della sala prove, dove identità personali, gusti differenti e amicizia contribuiscono alla costruzione di un linguaggio comune.
Ogni componente porta nel gruppo una propria sensibilità, riferimenti musicali e caratteristiche differenti. È proprio dall’incontro di queste cinque personalità che gli Alibi cercano di costruire il proprio equilibrio.
Dopo i primi esperimenti, le sessioni di scrittura e le prove, il gruppo ha cominciato a definire un’identità sonora riconoscibile, preparandosi a presentare al pubblico il risultato del lavoro condiviso.
La partecipazione a Santa In-Festa(to) rappresenta quindi una delle occasioni per uscire dalla dimensione della sala prove e confrontarsi direttamente con gli ascoltatori.
Un nome scelto con una certa ironia, che diventa anche un invito: questa volta non ci sono alibi per non ascoltarli.

Vortex Rung, il pop punk degli anni Duemila torna sul palco
Riportare alla luce le sonorità pop, rock e punk tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, reinterpretandole attraverso l’energia di una nuova generazione.
È questa l’idea da cui nascono nell’aprile 2025 i Vortex Rung, formazione brindisina avviata dalla bassista Emanuela Carbone, conosciuta anche come Emily.
Il progetto nasce inizialmente come un incontro tra amici accomunati dalla voglia di suonare, divertirsi e condividere una passione. Quella che sembrava una semplice esperienza musicale collettiva si trasforma progressivamente in una vera band, capace di mettere insieme competenze, sensibilità e percorsi molto differenti.
Il gruppo comprende Sara Gaglione alla voce, Antonio Cantante e Lorenzo Caliolo alle chitarre, Emanuela Carbone al basso e Manuele Damasco alla batteria.
Tra i riferimenti musicali figurano Paramore, Prozac+ e Muse, protagonisti di un immaginario sonoro che la band vuole riproporre a un pubblico giovane senza rinunciare alla propria personalità.
I cinque musicisti non partono tutti dalla stessa esperienza. Antonio Cantante, presente anche nella formazione dei Prevaren, ha alle spalle precedenti esperienze musicali e un’attività come insegnante di chitarra.
Manuele Damasco, invece, ha cominciato a suonare le percussioni soltanto dopo essere entrato nel gruppo, dimostrando come la dimensione collettiva possa diventare anche un’occasione di apprendimento.
Sara Gaglione, la componente più giovane e ultima arrivata, ha portato nella formazione una voce dal timbro squillante e riconoscibile, contribuendo a completare l’identità del gruppo.
Il debutto dei Vortex Rung è avvenuto proprio sul palco del Santa Chiara, durante una jam session. Un primo confronto con il pubblico che ha rappresentato un passaggio importante per una formazione nata quasi per gioco.
Da quell’esperienza è arrivata anche l’opportunità di esibirsi nuovamente grazie al comitato del liceo Marzolla di Brindisi, che ha offerto ai giovani musicisti un’altra occasione per mettersi alla prova.
Il repertorio attraversa brani pubblicati tra il 1998 e il 2021, alternando canzoni molto conosciute a proposte meno popolari, con l’obiettivo di riportare all’ascolto sonorità che molti considerano ormai appartenenti alla vecchia scuola del pop rock.
Le differenze di gusti e opinioni, così come gli inevitabili contrasti che accompagnano la vita di una band, diventano per i Vortex Rung una risorsa creativa. Il confronto tra influenze musicali differenti contribuisce infatti ad ampliare le possibilità espressive del gruppo.
Parallelamente alle cover, la formazione ha iniziato a lavorare a un brano originale, primo passo verso una possibile evoluzione del progetto. Secondo quanto anticipato dalla bassista Emanuela Carbone, la nuova composizione dovrebbe richiamare atmosfere del passato, mantenendo però uno sguardo rivolto al futuro.
Per la serata del 31 ottobre è prevista un’importante variazione: Sara Gaglione non potrà partecipare all’esibizione e sarà sostituita alla voce da Carla Salzano, amica e collega della band, alla quale i Vortex Rung hanno voluto rivolgere un ringraziamento particolare per la disponibilità.

Prevaren, dal rock delle cover alla ricerca di una voce propria
A chiudere la scaletta saranno i Prevaren, formazione alternative metal e metalcore brindisina che porta sul palco il risultato di un percorso cominciato nel dicembre 2022.
La storia della band attraversa cambi di nome, nuovi ingressi, separazioni, difficoltà organizzative e profonde trasformazioni musicali. Un’evoluzione che ha progressivamente condotto il gruppo dall’esecuzione di cover alla composizione di materiale originale.
Tutto comincia con i Midnight Dream, cover band dedicata ai grandi classici del rock. Il nucleo originario comprende Francesco D’Ascenzo al basso, Aurora Mevoli alla voce, Antonio Cantante alla chitarra ritmica, Federico Martina alla chitarra solista e Matteo Gelao alla batteria.
Nel maggio 2023 arriva una delle prime esperienze dal vivo, con un’esibizione al BAMS.
Nel corso dello stesso anno Federico Martina lascia il gruppo in seguito ad alcune divergenze interne. Entra Pasquale Gregorio alla chitarra ritmica, mentre Antonio Cantante passa alla chitarra solista.
Seguono altri appuntamenti musicali, anche privati, nei mesi di agosto, settembre e dicembre, durante i quali la band consolida la propria esperienza concertistica.
Il 2024 rappresenta un primo momento di trasformazione. Dopo l’uscita di Aurora Mevoli e alcuni mesi di inattività, entra Letizia Chiloiro come nuova cantante.
Il gruppo abbandona il nome Midnight Dream e diventa semplicemente Midnight, proseguendo l’attività dal vivo con esibizioni nei mesi di maggio e agosto.
Verso la fine dello stesso anno, però, arriva un altro cambiamento: Letizia Chiloiro e Matteo Gelao lasciano il progetto per trasferirsi e intraprendere i rispettivi percorsi universitari.
Francesco D’Ascenzo, rimasto il componente fondatore con la maggiore continuità nella band, assume progressivamente un ruolo centrale nella direzione artistica e organizzativa.
Il 2025 è un anno complesso, segnato da difficoltà organizzative, incomprensioni e un temporaneo allontanamento di Pasquale Gregorio.
Il progetto continua come trio con Francesco D’Ascenzo al basso e alla voce, Antonio Cantante alla chitarra e il nuovo batterista Gabriele Puglisi.
Nonostante gli ostacoli, l’attività dal vivo prosegue anche nei mesi di agosto e novembre, mantenendo in vita un’esperienza musicale che avrebbe potuto interrompersi definitivamente.
La svolta arriva nel 2026, con il ritorno di Pasquale Gregorio, una nuova distribuzione dei ruoli e la decisione di abbandonare definitivamente il nome Midnight.
Nascono così i Prevaren.
Il nome, di origine bosniaca e legato al concetto di tradimento e inganno, viene scelto inizialmente quasi per gioco, ma finisce per rappresentare un immaginario musicale caratterizzato da conflitti interiori, fragilità e trasformazioni.
Cinque musicisti, un’identità tra metalcore e malinconia
La formazione attuale comprende Francesco D’Ascenzo, basso, autore dei testi e compositore; Antonio Cantante, chitarra solista; Pasquale Gregorio, voce, tastiere, frontman e compositore; Gabriele Puglisi, batteria; e Vanessa Esperti, voce solista.
L’ingresso di Vanessa Esperti rappresenta l’ultimo tassello di questa evoluzione, ampliando ulteriormente le possibilità vocali ed espressive del gruppo.
La nuova direzione artistica coincide con il progressivo abbandono dell’identità di cover band e con una maggiore attenzione alla composizione di brani inediti.
Il sound intreccia alternative metal, nu metal e metalcore, alternando sonorità aggressive, melodie malinconiche e arrangiamenti ricchi di contrasti.
Tra le influenze dichiarate figurano Muse, HIM, Slipknot, Architects, Pierce The Veil, Bring Me the Horizon e Gojira. Riferimenti diversi che contribuiscono alla ricerca di una personalità musicale autonoma, senza limitarsi alla riproduzione dei modelli di partenza.
Nel 2026 la band prende parte al Tour Music Fest e prosegue l’attività concertistica con esibizioni anche nei mesi di agosto e ottobre.
I brani originali affrontano questioni legate alla fragilità emotiva, al senso di colpa, alle relazioni personali, all’autodistruzione e alla ricerca di un’identità.
Temi che riflettono un percorso umano oltre che artistico, nel quale le esperienze personali dei componenti diventano materiale narrativo e musicale.
Francesco D’Ascenzo: «Questa band è una famiglia»
A raccontare il significato del progetto è soprattutto il fondatore Francesco D’Ascenzo, che considera la storia dei Prevaren inseparabile dal proprio percorso di crescita.
La sua testimonianza restituisce la dimensione umana di una band che ha attraversato anni di cambiamenti senza smarrire la volontà di continuare a fare musica.
«Questa band è stata, ed è tuttora, una famiglia per me. Ci sono momenti della mia vita che posso dire di aver vissuto proprio grazie a questo progetto, nel bene e nel male. Abbiamo attraversato anni di cambiamenti, abbiamo riso, scherzato, pianto, discusso, commesso errori e imparato a crescere insieme.
Con Antonio e Pasquale, soprattutto, sento di avere un rapporto particolare con la band. A volte penso a noi come a dei genitori nei confronti di qualcosa che abbiamo cresciuto insieme. Abbiamo visto questo progetto cambiare, cadere e rialzarsi, e nel frattempo siamo cambiati anche noi. In un certo senso, siamo cresciuti insieme alla nostra musica.
Per me la musica è sempre stata un linguaggio, forse il più sincero che conosca. È il nostro modo di comunicare ciò che non riusciamo a spiegare attraverso le parole, di dare un corpo e una voce a qualcosa che altrimenti rimarrebbe nascosto.
Scrivere i testi dei nostri inediti mi ha permesso di scoprire una dimensione della musica che prima non conoscevo. Con il tempo ho iniziato a percepire i Prevaren quasi come un’entità a sé stante, qualcosa che vive attraverso di noi, ma che possiede una propria identità.
A volte mi piace immaginare il mio ruolo come quello di un oracolo dell’antica Grecia: non sono io a decidere tutto ciò che questa entità vuole raccontare, mi limito ad ascoltarla e a tradurre in parole quello che sento abbia bisogno di esprimere. È come se fosse la band stessa a scrivere attraverso di me.
Sono grato a ogni persona che ha fatto parte di questa storia, a ogni concerto, a ogni prova, a ogni momento condiviso. Anche a quelli più difficili, perché senza di essi oggi non saremmo ciò che siamo.
I Prevaren non rappresentano soltanto quello che suoniamo. Rappresentano quello che siamo stati, quello che siamo e, soprattutto, quello che stiamo ancora cercando di diventare».
Parole che raccontano un rapporto con la musica inteso non soltanto come espressione artistica, ma anche come esperienza di vita, capace di accompagnare la crescita individuale e collettiva.
La storia dei Prevaren dimostra come un progetto possa attraversare momenti difficili, cambiare identità e ritrovare nuove motivazioni proprio grazie alle persone che continuano a crederci.

Santa Chiara, uno spazio per la nuova musica brindisina
Al di là delle singole esperienze artistiche, Santa In-Festa(to) racconta una realtà più ampia: quella dei giovani che cercano occasioni per suonare, incontrarsi, confrontarsi e costruire progetti condivisi.
Il Santa Chiara diventa così uno spazio in cui band già attive e formazioni appena nate possono condividere un pubblico e trovare nuove opportunità di collaborazione.
La presenza di musicisti di Brindisi e Ceglie Messapica testimonia inoltre la possibilità di costruire una rete culturale che coinvolga anche la provincia, superando i confini cittadini attraverso la condivisione di esperienze e progetti.
L’iniziativa nasce proprio dalla volontà comune di mantenere viva la scena musicale locale, alimentando il dialogo tra artisti e realtà associative.
L’adesione dei musicisti è stata immediata e partecipata, trasformando l’idea iniziale in un evento collettivo costruito dal basso.
Halloween diventa così un’occasione per celebrare la libertà creativa, sperimentare, mettersi in gioco ed esprimere la propria identità artistica senza il timore del giudizio.
Un messaggio che riguarda anche il ruolo dei luoghi culturali: per crescere, il talento ha bisogno di spazi nei quali manifestarsi, confrontarsi con il pubblico e sviluppare nuove relazioni.
La serata sarà accompagnata da una postazione per il trucco dal vivo a tema Halloween, da un’area food & drink realizzata in collaborazione con una piccola attività locale e da un punto informativo dedicato alle iniziative del circolo e al tesseramento associativo.
Il pubblico è invitato a partecipare anche in costume, contribuendo all’atmosfera della festa.
La sfida è far sì che questi incontri non rimangano episodi isolati, ma contribuiscano a rafforzare una scena musicale locale capace di riconoscersi, collaborare e trovare continuità.
Perché dietro ogni gruppo che sale su un palco ci sono prove, sacrifici, amicizie, discussioni, cambiamenti e il desiderio di essere ascoltati. E dietro una città musicalmente viva ci sono anche luoghi disposti a offrire a questi talenti uno spazio.
Santa In-Festa(to) vuole essere proprio questo: una festa costruita dai giovani per i giovani, ma anche un invito rivolto a tutta Brindisi a conoscere e sostenere le energie creative del proprio territorio.
Santa In-Festa(to), tutte le informazioni utili
- Evento: Santa In-Festa(to) – Halloween Live Music
- Data: sabato 31 ottobre 2026
- Orario: dalle ore 20
- Luogo: YeahJaSì Santa – ex Convento Santa Chiara, Brindisi
- Ingresso: gratuito
- Programma: 12 progetti musicali tra solisti e band
- Scaletta: Roman Cartey, MFA, Pitaya and the Offhands, HELTEZ, Emanuela De Mitri, Neotenia, Maciria, Alibi, Michele Blumetti, Vortex Rung, Clinika e Prevaren
- Esibizioni: circa 10 minuti per i solisti e 20 minuti per le band
- Attività: musica dal vivo, trucco a tema Halloween, area food & drink e punto informativo associativo
- Abbigliamento: graditi costumi e abiti a tema Halloween
- Informazioni: Emily o direttamente presso il Santa Chiara




