Martedì 27 Ottobre 2026

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Cultura e turismo

PhEST 2026, Monopoli tra Vivian Maier e Roger Ballen

Fino al 1° novembre il festival di fotografia e arte esplora il tema «What if?» tra mostre diffuse e grandi autori

di Collaboratrice

· 3 min di lettura

PhEST Monopoli 2026, Chinky Shukla, fotografa e visual storyteller indiana_Foto Ida Santoro
PhEST Monopoli 2026, Chinky Shukla, fotografa e visual storyteller indiana_Foto Ida Santoro

Fino al 1° novembre il festival di fotografia e arte esplora il tema «What if?» tra mostre diffuse e grandi autori

(https://www.idasantoro.com/ (si apre in una nuova scheda))

MONOPOLI (BARI) – Sta per chiudersi l’undicesima edizione del PhEST 2026 (si apre in una nuova scheda), il Festival internazionale di fotografia e arte ideato quest’anno sul tema What if? aperto il 7 agosto a Monopoli e visitabile fino al primo novembre.

Nato nel 2016 a Monopoli da un’idea di Giovanni Troilo, direttore artistico del festival, e di Arianna Rinaldo, cui è affidata la curatela fotografica, con la direzione organizzativa di Cinzia Negherbon, mentre la curatela dell’arte contemporanea è dal 2017 in collaborazione con Roberto Lacarbonara.

PhEST Monopoli 2026, una opera della mostra_ Foto Ida Santoro

Luogo di incontro tra culture, contenitore di visioni su passato, presente e futuro, di idee interpretate con linguaggi diversi, con il PhEST (si apre in una nuova scheda)Monopoli accoglie migliaia di visitatori e crea atmosfera ogni volta con una grande mostra diffusa allestita negli antichi palazzi, chiese ed ex monasteri, vicoli del centro storico.

Dopo l’inaugurazione, avvenuta il 7 agosto alla presenza dei principali rappresentanti istituzionali, il festival si è articolato attraverso un ricco programma di eventi collaterali: visite guidate con gli artisti, workshop di street photography, visual talk, letture portfolio e proiezioni.

PhEST Monopoli 2026, Vivian Maier Shadows and Mirrors_ Foto Ida Santoro

Vivian Maier, ombre e riflessi al Castello

Protagonista dell’edizione 2026 è Vivian Maier, la fotografa bambinaia completamente sconosciuta fino al 2007, quando un agente immobiliare scoprì casualmente il suo immenso archivio fotografico nascosto. Gli organizzatori hanno voluto dedicarle uno spazio importante nel Castello come omaggio per il centenario della sua nascita proponendo Shadows and Mirrors, una selezione di immagini sul tema dell’autoritratto, dove raramente l’autrice si svela completamente, scegliendo piuttosto di comparire come ombra o riflesso nei vetri al margine delle scene di vita quotidiana che riprende.

PhEST Monopoli 2026, scatto di scena di Horst von Harbou sul set di Metropolis_ Foto Ida Santoro

Da Roger Ballen a Metropolis, i linguaggi della fotografia

Nei sotterranei del Castello si sprofonda nell’inconscio dell’artista americano Roger Ballen, con la mostra Inferno ispirata alla Divina Commedia e presentata in anteprima italiana in collaborazione con Postcart Edizioni. Immagini inquietanti, di particolare impatto emotivo, create con un linguaggio che intreccia fotografia, disegno, collage, pittura. Roger Ballen è presente con un’altra mostra di grande significato nel Monastero San Leonardo: Outland, che in dialogo con la prima, usa la fotografia documentaria attraverso ritratti e scene popolate da figure ai margini della condizione umana che inducono a profonde riflessioni.

PhEST Monopoli 2026, alcune opere della mostra_ Foto Ida Santoro

Nel ricco allestimento del Monastero San Leonardo merita When Buddha Stopped Smiling di Chinky Shukla, fotografa e visual storyteller indiana, con un progetto che indaga le conseguenze dei test nucleari condotti a Pokhran, nel deserto del Rajasthan, con immagini drammatiche e poetiche al tempo stesso che ci avvicinano a mondi sconosciuti e profondamente feriti.

PhEST Monopoli 2026, opere della mostra_ Foto Ida Santoro

Da segnalare come vera chicca nella Chiesa di San Salvatore, alcuni scatti di scena di Horst von Harbou sul set di Metropolis, il film fantascientifico di Fritz Lang del 1927, che ci riporta indietro nel tempo e ci fa rimbalzare nel futuro e in una realtà distopica che stiamo già vivendo.

PhEST Monopoli 2026, visitatori alla mostra_ Foto Ida Santoro

Interessante sul lungomare intorno al porto vecchio, il progetto Classroom Portraits dell’inglese Julian Germain che dal 2004 al 2012 ha raccolto oltre 450 ritratti di grande formato scattati nelle aule di più di venti Paesi, come indagine tipologica sull’ambiente scolastico e sull’infanzia nel XXI secolo.

Sara Angelucci, da Monopoli a Torre Guaceto

E poi un po’ di noi: PhEST, a conferma del legame con il territorio pugliese, ospita nella Casa Santa l’artista in residenza Sara Angelucci con To Love a Wild Thistle, una raccolta di immagini botaniche riprese in notturna nella tenuta di Agricola Guaceto, in collaborazione con la Fondazione Sylva (adiacente alla Riserva Naturale di Torre Guaceto), e a Lamia Santolina a Carovigno.

PhEST Monopoli 2026 _ Foto Ida Santoro

Sono tanti altri gli autori che meritano attenzione, sono tante le visioni proposte che interpretano il mondo, così variegato e in continua evoluzione. Visioni soggettive come quelle di chi osserva, che induce ognuno a soffermarsi secondo la sua percezione, la sua cultura fotografica, il suo sentire.

Di certo è ormai un appuntamento molto atteso, che fa di Monopoli centro di riferimento per tutto ciò che ruota intorno al mondo della fotografia e dell’arte in generale.

PhEST si può visitare fino al primo novembre. Il percorso completo richiede qualche ora a piedi.

Sito ufficiale https://www.phest.info/ (si apre in una nuova scheda)

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