CIMO-FESMED contesta lo stop al piano da 1.200 assunzioni in Puglia e denuncia la grave carenza di medici al Pronto Soccorso del Perrino
A proposito del blocco delle assunzioni in sanità, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Arturo Antonio Oliva, presidente regionale della Federazione CIMO-FESMED Puglia.
di Arturo Antonio Oliva
Il piano straordinario di assunzioni in Puglia
La Federazione CIMO-FESMED esprime la più ferma contrarietà alla sospensione del piano straordinario di assunzioni concordato ad agosto tra l’Assessorato regionale alla Sanità e le parti sociali.
Il piano prevede circa milleduecento unità di personale, di cui circa cinquecento medici, ed è fermo per una verifica di impatto economico disposta dall’Unità di crisi sanitaria. Le risorse per quelle assunzioni sono state individuate e condivise. Rinviarne l’utilizzo significa scegliere consapevolmente di lasciare scoperti servizi che già reggono solo grazie al sacrificio dei professionisti rimasti.
Occorre dire con chiarezza che la carenza di medici in Puglia non è più un problema di efficienza organizzativa. È diventata un problema di sicurezza, per i pazienti e per gli operatori.
Pronto Soccorso del Perrino, sei medici in servizio
Il caso del Pronto Soccorso dell’Ospedale «Perrino» di Brindisi è esemplare. È il presidio di riferimento di un DEA di secondo livello, chiamato a garantire l’emergenza-urgenza per l’intera provincia.
Vi prestano servizio appena sei medici, e soltanto quattro di loro sono idonei ai turni notturni. Con questi numeri non si riesce a coprire neanche un turno. La sicurezza delle cure non è garantita di notte e non lo è nemmeno di giorno.
Il servizio può essere assicurato soltanto ricorrendo a prestazioni aggiuntive, che coinvolgono medici di altri reparti già provati dai turni nelle rispettive unità operative di appartenenza. È una soluzione tampone che scarica la carenza da un reparto all’altro e moltiplica stanchezza e rischio clinico, anziché risolverli.

La carenza di medici negli ospedali pugliesi
Brindisi però non è un’eccezione. È lo specchio di quanto accade in tanti reparti degli ospedali pugliesi, dove i medici in servizio sono ormai al di sotto della soglia minima necessaria a garantire assistenza sicura e continuità del servizio.
A questo si aggiunge un rischio imminente. Molti di questi reparti reggono grazie ai contratti a tempo determinato, e se quelli in scadenza non verranno rinnovati l’intero sistema rischia il collasso.
Siamo arrivati al punto in cui il sindacato dei medici è costretto a rivolgersi al Prefetto per scongiurare il rischio concreto di interruzione di un pubblico servizio essenziale. È paradossale che, nelle stesse settimane, gli strumenti per porvi rimedio restino chiusi in un cassetto in attesa di ulteriori verifiche contabili.
CIMO-FESMED chiede lo sblocco delle assunzioni
CIMO-FESMED chiede quindi al Presidente della Regione Puglia di disporre senza ulteriori rinvii lo sblocco della delibera attuativa, l’immediato avvio del reclutamento degli operatori sanitari e il rinnovo dei contratti a tempo determinato in scadenza.
Queste misure devono riguardare non soltanto i servizi di emergenza-urgenza, ma tutti i reparti nei quali la carenza di personale mette già a rischio la sicurezza dei pazienti e degli operatori.
Non accetteremo che il prezzo del ritardo venga pagato dai cittadini che si rivolgono ai nostri ospedali e dai colleghi che, turno dopo turno, continuano a garantire un servizio in condizioni ormai insostenibili.




