Saldi d’inizio stagione, un anticipo che svuota il Natale

Un negozio high tech affollato per i saldi con file di clienti, immagine realistica generata con Dall-E

Saldi invernali al via il 3 gennaio 2026: Confesercenti critica l’anticipo che penalizza il Natale, svuota la fine stagione

di Antonio Portolano

«Una scelta che svuota le vendite natalizie e tradisce il senso stesso delle vendite di fine stagione».
Così Confesercenti commenta il fatto che i saldi invernali partono il 3 gennaio 2026, tre giorni prima della data tradizionale dell’Epifania.

Vendite natalizie a due velocità

Le vendite natalizie hanno registrato un andamento differenziato tra i comparti. Il settore alimentare si conferma trainante, unico ambito in cui la spesa cresce stabilmente, sostenuta dalla centralità dei consumi domestici e dalla tradizione conviviale delle festività.
Diversa la situazione per moda e accessori, dove il peso crescente delle promozioni anticipate, del Black Friday e della concorrenza online continua a comprimere i margini e a spostare gli acquisti fuori dal perimetro del commercio di prossimità.

Un negozio di abbigliamento addobbato per i saldi con file di clienti, immagine realistica generata con Dall-E

Saldi al 3 gennaio, le ragioni dell’anticipo

In questo contesto si inserisce l’avvio dei saldi invernali fissato al 3 gennaio 2026, con tre giorni di anticipo rispetto al 6 gennaio.
La decisione deriva dall’applicazione degli indirizzi unitari delle Regioni, che prevedono l’inizio delle vendite di fine stagione nel primo giorno feriale precedente l’Epifania. Nel 2026, il primo giorno feriale utile cade appunto il 3 gennaio.

Saldi regione per regione, infografica elaborata con ChatGpt, dati fonte Confesercenti

La posizione di Confesercenti e di Fismo

Una scelta che incontra, come ogni anno, la contrarietà di Confesercenti e in particolare di Fismo, l’associazione di rappresentanza del settore moda.
Le motivazioni sono note e ribadite da tempo: l’anticipo dei saldi compromette la tenuta delle vendite natalizie e svuota di significato la definizione stessa di vendite di fine stagione. Gli esercenti segnalano che una partenza così precoce «penalizza gli acquisti natalizi» e chiedono uno slittamento di almeno 20–25 giorni.

Un paradosso temporale che confonde il mercato

È difficile sostenere che si tratti di veri saldi invernali di fine stagione quando l’inverno è iniziato il 21 dicembre e i saldi partono il 3 gennaio, appena 13 giorni dopo.
Una distanza temporale che non consente né una fisiologica rotazione della merce, né una reale percezione di fine ciclo da parte dei consumatori.

Saldi ed effetto confusione sui clienti, immagine realistica generata con Dall-E

Effetti distorsivi sul commercio

Questo meccanismo produce effetti ormai strutturali. I consumatori faticano a distinguere tra prezzo pieno, promozioni e saldi, mentre la percezione di uno sconto permanente genera sfiducia e svaluta il valore del prodotto e del lavoro degli esercenti.
Inoltre, se i saldi arrivano quando la stagione è appena iniziata, molti operatori sono spinti ad aumentare i ricarichi iniziali per poter applicare sconti nominali senza perdere margini. Un effetto sistemico, legato a un impianto normativo incoerente, più che a comportamenti individuali.

La voce degli operatori

Le difficoltà del settore emergono anche dalla testimonianza diretta degli operatori, che sintetizzano così il problema:
«O si ristabilisce la logica davvero stagionale dei saldi, oppure – se si vuole salvare uno dei comparti economici che genera il maggiore impatto occupazionale – il legislatore deve mettere mano alla normativa fiscale e del lavoro oggi applicata al settore. Non si può continuare a chiedere sostenibilità a chi opera in un quadro che di sostenibile ha sempre meno».

Il calendario dei saldi regione per regione

Il quadro normativo mostra un’ampia articolazione territoriale. Nella maggior parte delle Regioni i saldi invernali partono il 3 gennaio 2026, con durate variabili fino a 60 giorni, mentre alcune realtà presentano calendari differenziati o sistemi di maggiore flessibilità, come le Province autonome e alcune aree montane.
Il dettaglio completo delle date e delle durate è definito da leggi regionali, delibere di Giunta o atti delle Camere di commercio.

La richiesta di un cambio di rotta

Per Confesercenti, la linea resta chiara: i saldi devono tornare a essere davvero di fine stagione, non un’operazione di inizio stagione mascherata.
L’associazione continuerà a sollecitare gli organi competenti affinché si ristabilisca un calendario capace di tutelare la dignità del commercio, la trasparenza verso i consumatori e la sostenibilità economica delle imprese.