«Per una volta, parliamo di futuro» a Brindisi

Per una volta parliamo di futuro, locandina

Il 23 aprile al Museo Ribezzo un talk pubblico sulla città tra crisi industriale, identità, porto, cultura, sport e sfide globali

di Antonio Portolano

Brindisi prova a rimettere il futuro al centro

BRINDISI – Ci sono momenti in cui una città deve fermarsi e trovare il coraggio di guardarsi dentro. Brindisi vive esattamente uno di questi passaggi. Per questo il talk «Per una volta, parliamo di futuro», in programma giovedì 23 aprile alle 17.30 al Museo Archeologico Francesco Ribezzo in Piazza Duomo, assume un valore che va oltre il semplice appuntamento pubblico: è un’occasione di confronto, ma anche un atto di responsabilità collettiva.

L’idea nasce da una constatazione semplice: i problemi non mancano e non si possono più aggirare. Brindisi sta attraversando una fase delicata di transizione economica e produttiva. La riconversione dell’area dell’ex centrale a carbone di Cerano e il dibattito sulla reindustrializzazione del territorio mostrano quanto il tema sia ormai decisivo per il destino occupazionale e sociale della città. Il passaggio è aperto, ma ancora tutto da costruire nei suoi effetti concreti.

La sede dell’evento, il Museo Archeologico Francesco Ribezzo di Brindisi

Crisi industriale, porto e lavoro: la sfida di Brindisi

Il punto è proprio questo: Brindisi non può limitarsi ad aspettare. Energia, chimica, porto e logistica sono settori strategici che stanno vivendo una trasformazione profonda. Il porto, per caratteristiche storiche e traffici, resta uno snodo decisivo dentro il nuovo equilibrio economico dell’area adriatica e meridionale.

Ma ogni trasformazione porta con sé un rischio: se non governata, può tradursi in arretramento, perdita di lavoro, impoverimento del tessuto sociale. È qui che si gioca la partita più importante: costruire una nuova traiettoria di sviluppo senza disperdere competenze, storia e capacità produttiva.

Dal locale al globale: perché il mondo riguarda Brindisi

Brindisi, però, non è un’isola. La sua condizione si intreccia con quella del mondo. Le tensioni geopolitiche, i conflitti, la ridefinizione delle catene energetiche e commerciali stanno cambiando ovunque le gerarchie economiche.

Allo stesso tempo, l’avanzata dell’intelligenza artificiale, della robotica e dell’automazione sta ridisegnando il lavoro su scala globale, imponendo nuove competenze e nuovi modelli produttivi.

Ecco perché questo talk può diventare qualcosa di più di una discussione cittadina: può essere il luogo in cui Brindisi mette in relazione sé stessa con il tempo che stiamo vivendo.

I relatori e i temi del confronto

  • Andrea Pezzuto (La Gazzetta del Mezzogiorno): «Il rischio decrescita demografica»
  • Lucia Portolano (Brindisi Oggi – La Repubblica): «Radici e ali: prendersi cura per costruire un’identità»
  • Francesco Ribezzo Piccinin (Quotidiano di Puglia): «L’industria è davvero l’unica scelta possibile?»
  • Angelo Stanisci (S&L Consulenza Marketing): «Brindisi raccontata male»
  • Salvatore Morelli (L’Ora di Brindisi): «Il porto sepolto»
  • Oreste Pinto (Brundisium.Net): «Le sfide dello sviluppo e della crescita culturale»
  • Antonio Portolano (UnoGenio): «L’era dell’AI: il futuro è già qui. Paura o abbondanza?»
  • Mimmo Consales (BrindisiTime): «Partiamo dagli strumenti urbanistici»
  • Fabio Mollica (Amazing Puglia): «Risvegliamo Cenerentola!»
  • Cristina Cavallo (Antenna Sud): «Tra entusiasmo e cadute: il fragile equilibrio dello sport brindisino»

A moderare sarà Gianluca Greco (BrindisiReport), chiamato a guidare il confronto tra prospettive diverse ma complementari.

Un appuntamento aperto a chi vuole capire Brindisi

Questo è il senso più vero di «Per una volta, parliamo di futuro»: provare a uscire dalla cronaca quotidiana per alzare lo sguardo, mettere in fila i nodi e chiamare la città a una discussione più adulta, più lucida, più ambiziosa.

Non per inseguire facili ottimismi, ma per evitare che Brindisi resti ferma mentre tutto cambia. Perché il futuro non arriva da solo. Va pensato, discusso e costruito. Insieme.