Pax Silica, Brindisi al centro dell’alleanza tech

Pax Silica, la firma dell'accordo. Da sinistra verso destra Tilman Fertitta, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia e Armando Varricchio, ambasciatore e inviato speciale del ministro degli Affari esteri per l’innovazione e le nuove tecnologie

Italia e Stati Uniti firmano a Palazzo Montenegro l’intesa su IA, chip e minerali critici. La città entra nella nuova geografia tecnologica

di Antonio Portolano

BRINDISI – «Il XXI secolo si fonda sui computer, sui semiconduttori e sui minerali critici». La frase scelta da Tilman Fertitta per spiegare il senso di Pax Silica porta immediatamente la firma di Brindisi fuori dal perimetro della semplice cerimonia diplomatica. Dentro quelle parole c’è il passaggio dall’economia del petrolio e dell’acciaio alla nuova competizione mondiale per l’intelligenza artificiale, la capacità di calcolo, le batterie, i data center, l’energia e le materie prime indispensabili alle tecnologie avanzate.

A Palazzo Montenegro hanno sottoscritto la dichiarazione Armando Varricchio, ambasciatore e inviato speciale del ministro degli Affari esteri per l’innovazione e le nuove tecnologie, e Tilman Fertitta, ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Italia. L’iniziativa a trazione statunitense riunisce più di venti Paesi e punta a costruire filiere affidabili nei settori decisivi dell’economia digitale.

La scelta di Brindisi dà alla giornata un valore ulteriore. La città impegnata a sostituire il carbone con batterie, sistemi di accumulo, data center e manifattura avanzata diventa il luogo nel quale Italia e Stati Uniti rafforzano la collaborazione su semiconduttori, minerali critici, energia e infrastrutture digitali.

La firma non assegna automaticamente fondi al territorio. Offre però una credenziale internazionale e una possibilità: trasformare la riconversione industriale brindisina in uno dei nodi italiani della nuova alleanza tecnologica occidentale.

L’immagine realistica dell’interno di un mega data center, generata con Dall-E

A Brindisi la firma tra Italia e Stati Uniti

Alla cerimonia hanno partecipato il prefetto di Brindisi Guido Aprea, il presidente del Consiglio regionale della Puglia Toni Matarrelli, il sindaco Giuseppe Marchionna e il deputato e segretario regionale di Forza Italia Mauro D’Attis.

Il significato politico è netto. Nella competizione globale per l’intelligenza artificiale, la sicurezza riguarda ormai anche chip, minerali critici, data center, reti e produzioni strategiche. La firma associa Brindisi a questa agenda e offre una prospettiva internazionale a un territorio chiamato a sostituire le vecchie attività senza perdere industria e lavoro.

Che cos’è Pax Silica

Pax Silica è una dichiarazione di cooperazione per rendere più sicure e diversificate le catene di approvvigionamento delle tecnologie avanzate.

L’intelligenza artificiale ha bisogno di energia, minerali critici, semiconduttori, reti, fibra ottica, data center e capacità manifatturiera. Il documento riconosce che l’IA sta riorganizzando l’economia mondiale e incoraggia la cooperazione lungo l’intera filiera: software, modelli avanzati, connettività, chip, manifattura, trasporti, raffinazione dei minerali ed energia.

I firmatari intendono inoltre ridurre le dipendenze eccessive, contrastare dumping e pratiche non di mercato e proteggere tecnologie sensibili e infrastrutture critiche. La cooperazione comprende reti digitali affidabili, infrastrutture ICT, fibra ottica e centri dati.

Pax e Silica, il significato del nome

A spiegarlo è stato Armando Varricchio. Pax richiama la pace: catene di fornitura sicure tra Paesi liberi e democratici possono produrre sviluppo, stabilità e cooperazione. Silica rimanda al silicio, elemento essenziale dei semiconduttori che abilitano telefoni, automobili, satelliti, macchinari e data center.

Il nome unisce così politica e industria: la pace e il silicio, la collaborazione tra Stati e la base materiale dell’economia digitale.

L’Italia completa l’adesione dell’Unione europea

L’Unione europea aveva già aderito a Pax Silica. La firma italiana aggiunge la dimensione nazionale e bilaterale del rapporto con gli Stati Uniti d’America e punta a valorizzare le capacità industriali italiane, in particolare nel riciclo e nell’economia circolare.

Il passaggio successivo sarà il memorandum sulle materie prime critiche che Antonio Tajani e Marco Rubio dovrebbero firmare nelle prossime settimane, dando seguito al confronto avviato a Washington il 4 febbraio.

L’arrivo di Tilman Fertitta, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia

Perché è stata scelta Brindisi

La sede è stata individuata rapidamente, ha spiegato Tilman Fertitta, ma è coerente con la trasformazione del territorio. Brindisi possiede porto, aeroporto, il centro logistico delle Nazioni Unite e una posizione mediterranea strategica. Sta inoltre sviluppando progetti nei settori richiamati dall’accordo: batterie, accumulo, data center, energia e tecnologie avanzate.

Armando Varricchio ha legato la scelta alla vocazione internazionale della città; Mauro D’Attis alla coincidenza tra le filiere di Pax Silica e gli investimenti brindisini. La visibilità avrà valore se diventerà relazioni industriali, autorizzazioni, cantieri e occupazione.

Dieci miliardi e 35 proposte per la riconversione

Mauro D’Attis ha richiamato 35 proposte considerate idonee, con un valore potenziale superiore a 10 miliardi di euro e più di 2.000 posti di lavoro a regime.

Non sono risorse già spese: i progetti si trovano in fasi diverse e alcuni devono ancora completare autorizzazioni, coperture finanziarie o disponibilità delle aree. L’utilità di Pax Silica si misurerà nella capacità di ridurre la distanza tra proposta e investimento effettivo.

Batterie, data center e accumulo energetico

Il progetto più vicino ai contenuti dell’accordo è quello di Eni Storage Systems, dedicato alle batterie al litio-ferro-fosfato e a una filiera che comprende celle, moduli, accumulo, materiali e riciclo. Secondo i dati illustrati da Mauro D’Attis, il polo potrà sostenere oltre mille posti di lavoro diretti e indiretti.

Un secondo programma riguarda Solaria, società spagnola che avrebbe presentato un data center da oltre 400 megawatt con un partner statunitense. L’investimento indicato è compreso tra 2 e 2,5 miliardi di euro, con 1.800-2.000 addetti. Restano da conoscere partner americano, sito, cronoprogramma e percorso autorizzativo.

Nel portafoglio compare inoltre il sistema BESS di Enel da 730 megawatt, associato a circa 550 milioni di euro. Mauro D’Attis ha richiamato anche Aero Service Technologies Italy, con un investimento superiore a 22 milioni di euro e oltre cento occupati a tempo indeterminato.

Guido Aprea: «Onorato di ricevere gli ambasciatori»

Il prefetto di Brindisi Guido Aprea ha aperto la cerimonia collegando la firma alla vocazione internazionale della città e al passaggio dall’energia fossile a quella green.

«Sono lieto di ospitare gli ambasciatori non solo nella sede della rappresentanza del Governo, ma soprattutto a Brindisi. Questa è una giornata importante perché a breve si firmerà un accordo, Pax Silica, che veramente si pone, a mio sommesso avviso, in perfetta linea con la città di Brindisi e con questa provincia, per due motivi.

Il primo è che questa città e questa provincia sono ormai abituate ai grandi eventi e a rappresentare l’Italia nel mondo. Ne cito uno per tutti: il G7, svoltosi recentemente nel Brindisino.

La seconda ragione è la grande e importante fase di transizione che stanno attraversando questa città e questa provincia: il passaggio dall’energia fossile a quella green, insieme a tante importanti iniziative intraprese che possono davvero cambiare, una volta per tutte, la storia di questa città, di questo territorio e di questa comunità, bellissima con il suo porto naturale e il suo aeroporto.

Questo porto, come abbiamo accennato con l’ambasciatore Tilman Fertitta, è uno dei pochissimi porti naturali al mondo. È l’unico nel quale qualsiasi imbarcazione, anche di grandi dimensioni, può ormeggiare nel centro storico. Dimostra ancora una volta il rapporto e il legame inscindibile tra Brindisi e il mare, che non rappresenta soltanto una risorsa economica, ma anche un valore identitario della città e della provincia in generale.

Rinnovo quindi il benvenuto. Sono onorato e orgoglioso di avervi qui oggi e di mettere a disposizione la sede della rappresentanza del Governo italiano in questa provincia per la sottoscrizione di questo importante accordo, che rappresenta ancora una volta il legame storico e inscindibile tra l’Italia e gli Stati Uniti, che non verrà mai meno. Grazie».

Mauro D’Attis: «Gli investimenti sono veri»

Mauro D’Attis ha inserito la firma nel percorso di reindustrializzazione e ha presentato i principali progetti territoriali.

«Ribadisco al nostro ambasciatore Armando Varricchio ciò che ho già detto al vicepresidente del Consiglio e ministro Antonio Tajani, ringraziandolo per aver scelto Brindisi per questa giornata così importante per il nostro Paese.

L’accordo che si firma oggi è straordinario. E forse non è un caso che venga sottoscritto proprio qui, dove tutti siamo impegnati, in prima linea, a governare il processo di transizione ambientale, economica, digitale, industriale e anche sociale. Ogni parte dell’accordo che oggi firmerete per i rispettivi Stati rappresenta una direttrice importante per Brindisi.

Proprio qui, signor ambasciatore, grazie a una legge parlamentare abbiamo avviato la fase di reindustrializzazione, accompagnandola con provvedimenti concreti. I risultati, seppure parziali, ci dicono che l’impostazione sta funzionando: 35 proposte di investimento ritenute idonee per la riconversione dell’area industriale, per un valore potenziale complessivo di oltre 10 miliardi di euro e più di 2.000 posti di lavoro a regime.

Tra i progetti più significativi vi è quello di Eni Storage Systems: la prima filiera europea completamente integrata delle batterie LFP, dalla produzione delle celle ai sistemi di accumulo, fino al packaging. A regime, questo polo potrà sostenere oltre mille posti di lavoro tra occupazione diretta e indiretta.

Anche Solaria, società spagnola, sta decidendo di investire a Brindisi in partenariato con una società statunitense. Si tratta della costruzione di un data center da oltre 400 megawatt, con un investimento previsto tra 2 e 2,5 miliardi di euro e un’occupazione stimata tra 1.800 e 2.000 addetti.

A questo si affianca il progetto di Enel per la realizzazione a Brindisi di un Battery Energy Storage System da 730 megawatt, il più grande progetto di accumulo elettrochimico al mondo, con un investimento di circa 550 milioni di euro.

È già presente qui anche un’importante realtà americana, Aero Service Technologies Italy, partecipata da Baker Hughes e General Electric Aerospace, con un investimento superiore a 22 milioni di euro e oltre cento posti di lavoro a tempo indeterminato.

Signor ambasciatore, oggi l’Italia aderisce alla Pax Silica Initiative, che rafforza la cooperazione tra Italia e Stati Uniti nei settori dei semiconduttori, dei minerali critici, dell’intelligenza artificiale, delle tecnologie avanzate, dei sistemi di accumulo energetico e delle infrastrutture digitali. Credo che Brindisi rappresenti perfettamente questa strategia.

In questo quadro è evidente che il rapporto tra Stati Uniti e Italia, in questa fase di transizione, sia destinato a rafforzarsi. Mi auguro che anche questo accordo possa consolidare ulteriormente la presenza di investitori internazionali e, in particolare, americani, che qui saranno i benvenuti.

Grazie e buon lavoro. Viva l’Italia, viva Brindisi».

Pax Silica, la presentazione dell’accordo

Toni Matarrelli: la Puglia tra storia e futuro

Il presidente del Consiglio regionale della Puglia Toni Matarrelli ha richiamato la Via Appia e la necessità di superare il modello industriale fondato sulle fonti fossili.

«Qui termina la Via Appia, patrimonio dell’umanità dell’Unesco, la prima grande infrastruttura capace di unire realtà lontane nella storia dell’umanità. Tengo quindi a ribadire l’importanza storica di questa città.

Nello stesso tempo, Brindisi è una realtà nella quale la Regione e lo Stato stanno investendo per costruire uno sviluppo capace di ribaltare un modello che ha visto le fonti fossili protagoniste, verso un modello che, oltre a tutelare la salute, ci permetterà di essere competitivi nel mercato mondiale.

La presenza di così alte rappresentanze istituzionali sottolinea la volontà di un confronto che guarda al futuro con responsabilità e visione strategica. La Puglia accoglie questo momento con lo spirito che la realtà richiede: quello di una regione aperta al mondo, convinta che il progresso civile ed economico tragga la sua forza più autentica dal dialogo costante e dalla capacità di generare indirizzi virtuosi.

La nostra presenza qui vuole essere un segno di disponibilità e di sostegno attivo, con l’auspicio che questa giornata di lavoro contribuisca a portare progresso e innovazione. Siamo felici di mettere a disposizione le energie e le qualità del nostro territorio, affinché la collaborazione tra istituzioni e innovazione possa tradursi in una crescita condivisa, capace di raggiungere traguardi positivi per le imprese e per la collettività.

Con questo auspicio di reciproco coordinamento e di lavoro produttivo, rinnovo a tutti voi il benvenuto nella Regione Puglia e vi auguro il miglior proseguimento dei lavori».

Il sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna

Giuseppe Marchionna: «Brindisi è aperta al mondo»

Il sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna ha collegato l’antica funzione mediterranea della città al suo ruolo internazionale contemporaneo.

«Sono felice di ospitare la firma di questo importante accordo di collaborazione tra l’Italia e gli Stati Uniti. È motivo di grande orgoglio che venga siglato qui, a Brindisi, in una città dalla storica vocazione internazionale.

Come ha appena ricordato il presidente del Consiglio regionale, Brindisi era il terminale della Via Appia, il punto dal quale l’antico Impero romano si affacciava sul mondo. Questa antica vocazione internazionale continua ancora oggi.

La nostra città ospita il Global Service Centre delle Nazioni Unite e continuiamo a sostenere questo percorso di apertura internazionale. Lo facciamo, per esempio, contribuendo come partner all’apertura della International School of Brindisi, una scuola in lingua inglese organizzata secondo gli standard americani, la prima realtà privata di questo tipo nel Mezzogiorno.

Voglio concludere questo brevissimo intervento ringraziando il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, che ha consentito di raggiungere questo importante risultato, e salutando gli ambasciatori oggi presenti.

Rivolgo il mio più caloroso augurio affinché la firma di questo accordo rappresenti una nuova testimonianza della stretta collaborazione e dell’amicizia che da sempre caratterizzano i rapporti tra l’Italia e gli Stati Uniti. Grazie».

Armando Varricchio: «Nessun Paese può farcela da solo»

Armando Varricchio ha collocato l’adesione italiana nel quadro della competizione geopolitica e delle pressioni sulle catene globali di fornitura.

«L’Italia è parte del mondo e vive nel mondo perché ha il grande privilegio di poter contare su territori straordinari, come quello che ci ospita: Brindisi, la sua comunità e questa bellissima regione, la Puglia, che da sempre sono aperti al mondo.

Oggi è un momento speciale nella lunga storia dei rapporti fra Italia e Stati Uniti. È anche un anno particolare, quello che segna un importante anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti.

In un contesto come quello attuale, segnato da una crescente competizione geopolitica e da pressioni sempre maggiori sulle catene globali di approvvigionamento, nessun Paese può costruire da solo la propria resilienza, né garantire da solo il proprio sviluppo. Questo è il messaggio forte che vogliamo lanciare con l’adesione dell’Italia a Pax Silica.

È un’iniziativa che vuole garantire catene del valore sicure, diversificate e sostenibili, per promuovere tecnologie che oggi sono strategiche e vitali. L’Italia sostiene con forza l’iniziativa e lo ha fatto sia a livello bilaterale sia a livello europeo.

Vogliamo partecipare in maniera attiva grazie alla nostra cultura industriale e alla nostra capacità tecnologica, in settori strategici come, per esempio, il riciclo e l’economia circolare, nei quali vantiamo primati a livello mondiale, e grazie anche alla nostra vasta rete di collaborazioni internazionali.

Vogliamo farlo in collaborazione con tutti i Paesi. Stiamo, tra l’altro, rivolgendo una particolare attenzione all’Africa nell’ambito del Piano Mattei.

Armando Varricchio, ambasciatore e inviato speciale del ministro degli Affari esteri per l’innovazione e le nuove tecnologie

Il successo di Pax Silica vedrà certamente in prima linea le imprese. Questa è un’iniziativa che vuole promuovere le imprese; spetta ai governi offrire la cornice. È quello che intendiamo fare lavorando insieme al nostro principale alleato, gli Stati Uniti d’America.

Siamo quindi orgogliosi di aderire a questa iniziativa, che sarà seguita, nelle prossime settimane o nei prossimi mesi, dalla firma di un memorandum d’intesa tra il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani e il segretario di Stato americano Marco Rubio.

Siamo infine qui per sottolineare un concetto. Pax Silica racchiude in sé due termini bellissimi. Il primo è certamente quello della pace, e oggi c’è un enorme bisogno di promuovere la pace nel mondo: è ciò che la politica estera italiana intende fare.

Il secondo richiama il silicio, una componente essenziale della nostra terra, ma soprattutto una leva capace di promuovere una tecnologia importante come quella dei semiconduttori.

Storia e futuro: è questo ciò che vogliamo unire e siamo particolarmente felici di farlo in questa giornata. Grazie».

Tilman Fertitta: «Brindisi è sulla mia mappa»

L’ambasciatore degli Stati Uniti Tilman Fertitta ha descritto Pax Silica come una nuova architettura della sicurezza economica.

«Ciò che amo vedere più di ogni altra cosa sono queste due bandiere che sventolano insieme. Grazie davvero.

Desidero innanzitutto ringraziare tutti per la calorosa e generosa accoglienza ricevuta a Brindisi. Un ringraziamento speciale va all’ambasciatore Armando Varricchio, che ha alle spalle una carriera straordinaria e prestigiosa. È per me un grande onore firmare oggi questo accordo insieme a lui.

Si tratta di un’intesa così importante che il segretario di Stato Marco Rubio e il ministro Antonio Tajani avrebbero dovuto sottoscriverla a Miami. E invece oggi siamo qui, in questa splendida città.

Saluto e ringrazio i rappresentanti del Governo italiano e tutte le istituzioni presenti. Come è stato ricordato dagli interventi precedenti, nelle prossime settimane o nei prossimi mesi ci sarà anche una firma tra il segretario di Stato Marco Rubio e il ministro italiano.

Signor prefetto, è un piacere essere qui. Avete un territorio meraviglioso e questo palazzo è davvero splendido. Sono molto fortunato a poter vivere a Villa Taverna, a Roma.

Sindaco Giuseppe Marchionna, state facendo un lavoro straordinario per rendere questa città un luogo speciale, con il suo aeroporto internazionale e con le navi da crociera che arrivano nel porto. Brindisi era già sulla mappa di molte persone, ma da oggi è sicuramente anche sulla mia.

Presidente, è un onore poter dire di rappresentare una delle regioni più importanti d’Italia. So che qualcuno potrebbe discuterne, ma credo che abbiate ottimi argomenti per sostenerlo. Grazie per essere qui.

Ringrazio anche l’onorevole Mauro D’Attis, rappresentante del Parlamento, per la sua prestigiosa carriera e per aver voluto partecipare a questa giornata.

Come siamo arrivati fin qui? Il sottosegretario agli Affari economici Jacob Helberg si trovava in vacanza nella vostra bellissima regione. Anch’io ero in questa zona e, guardando la mappa sul mio iPad, ho pensato che questo potesse essere un luogo ideale per gli investimenti. Mi sono quindi chiesto: perché non esplorare questa opportunità insieme?

Ed eccoci qui. Siamo davvero fortunati a trovarci in un luogo così speciale.

Palazzo Montenegro, Brindisi

Mi dispiace molto che il sottosegretario Jacob Helberg non possa essere presente oggi. Tutti noi, insieme ai rappresentanti di Washington, rivolgiamo i nostri più calorosi saluti agli amici e agli interlocutori italiani. Questa firma è molto importante per far avanzare la nostra sicurezza economica comune.

Nel quadro dei numerosi e importanti accordi bilaterali già esistenti, la giornata di oggi rappresenta una tappa fondamentale nei rapporti tra i nostri Paesi, perché l’Italia aderisce ufficialmente a Pax Silica.

Il XX secolo si è sviluppato grazie al petrolio e all’acciaio. Petrolio e acciaio continuano a essere importanti, ma è altrettanto evidente che il XXI secolo si fonda sui computer, sui semiconduttori e sui minerali critici necessari per produrli e alimentarli.

La rivoluzione tecnologica guidata dall’intelligenza artificiale sta ridisegnando l’economia globale a una velocità straordinaria. Con Pax Silica stiamo costruendo una nuova architettura di sicurezza economica che dobbiamo proteggere.

Quando il mio bisnonno arrivò negli Stati Uniti, smise di parlare italiano. È davvero un peccato, perché l’italiano è una lingua bellissima. All’epoca, in America, gli immigrati non volevano più parlare italiano. Oggi chi arriva negli Stati Uniti continua invece a parlare la propria lingua. Il mondo è cambiato in cento anni e mi dispiace non conoscere l’italiano. Sto cercando di impararlo, anche se probabilmente non vorreste ancora sentirmi parlare.

Torniamo agli affari. La leadership dell’Italia in questo progetto è assolutamente essenziale.

Sono molto colpito anche dalla stretta cooperazione bilaterale tra i nostri Paesi. Questa comprende il nuovo gruppo di lavoro sui minerali critici e il comune impegno per l’innovazione e per il riciclo delle materie prime critiche».

Tilman Fertitta, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia

Fertitta: «Non potevamo scegliere un luogo migliore»

Nel confronto con la stampa, Tilman Fertitta è tornato sulla scelta di Brindisi.

«La scelta è maturata piuttosto rapidamente, ma non avremmo potuto individuare un luogo migliore in Italia. Brindisi è una città ricca di storia, guidata da istituzioni straordinarie che stanno lavorando nella direzione giusta.

È proprio questo a rendere grande un Paese: città e regioni capaci di operare bene e di creare le condizioni per lo sviluppo.

Poter firmare in questa città un documento così importante tra gli Stati Uniti e l’Italia è stato per me un grande piacere. Grazie».

La risposta offre un riconoscimento politico e promozionale importante, ma non quantifica investimenti americani già destinati al territorio. La città entra nel radar diplomatico degli Stati Uniti; i progetti dovranno però conquistare capitali e autorizzazioni uno per uno.

Varricchio: il valore della firma italiana

Nell’intervista successiva, Armando Varricchio ha approfondito il significato del nome e dell’adesione.

La stessa espressione Pax Silica spiega il significato della giornata di oggi?

«Assolutamente sì. Pax richiama la pace, perché lo sviluppo delle tecnologie e, soprattutto, la possibilità di accedere a catene di approvvigionamento sicure tra Paesi liberi e democratici assicurano progresso, crescita economica e cooperazione internazionale. Questo è un elemento essenziale della politica estera ed è per questo che il ministro degli Esteri italiano ha voluto fortemente questo appuntamento.

La seconda parola è Silica, il silicio, che richiama il latino delle nostre origini. Oggi il silicio è una componente essenziale dei semiconduttori, una tecnologia fondamentale che rende possibili moltissime applicazioni: dai telefoni cellulari ai data center, dallo spazio a tutto ciò che consente all’Italia di essere all’avanguardia».

Che cosa aggiunge la firma di oggi? Esiste un piano strategico per Brindisi e perché è stata scelta questa città?

«Abbiamo scelto Brindisi per sottolineare come la ricchezza e la crescita economica dell’Italia si fondino sulla valorizzazione dei territori. Questa è una città dalla forte vocazione internazionale, che ospita, tra l’altro, un importante centro logistico delle Nazioni Unite. È una città aperta al mondo e vogliamo valorizzare questa caratteristica. La forza internazionale dell’Italia si basa anche su questo.

L’accordo significa garantire catene di approvvigionamento sicure e l’accesso a materie prime critiche fondamentali. Il messaggio è chiaro: nessun Paese può farcela da solo. Oggi più che mai abbiamo bisogno di collaborazione internazionale e lo scambio di tecnologie è tanto più efficace quanto più avviene tra Paesi che condividono i valori della libertà e della democrazia. A Pax Silica partecipano oggi più di venti Paesi, rappresentativi di tutti i continenti. Per noi questo è particolarmente importante».

Armando Varricchio, ambasciatore e inviato speciale del ministro degli Affari esteri per l’innovazione e le nuove tecnologie

L’Unione europea ha già aderito. Quali elementi aggiunge la firma italiana rispetto all’intesa comunitaria?

«È innanzitutto importante sottolineare la presenza dell’Unione europea. L’Italia intende svolgere un ruolo da protagonista sul piano internazionale, sia a livello nazionale sia come grande Paese europeo. Proprio per questo abbiamo fortemente voluto l’adesione dell’Unione europea.

Crediamo che l’Europa debba rafforzarsi e svilupparsi. Ieri, tra l’altro, l’Unione europea ha approvato importanti piani di sviluppo per favorire gli investimenti nel campo dell’intelligenza artificiale. L’Europa vuole essere protagonista nel mondo e, per riuscirci, deve essere presente dove oggi si gioca la partita decisiva: nel campo delle tecnologie.

Pax Silica si inserisce in questo contesto. La partecipazione dell’Italia ha per noi un significato industriale, tecnologico e politico, come ha fortemente sottolineato il ministro italiano. Ma ha anche un significato valoriale, perché oggi lo scambio di tecnologie tra Paesi democratici è fondamentale».

D’Attis: «Gli investitori americani guardano a Brindisi»

Dopo la cerimonia, Mauro D’Attis ha insistito sulle ricadute territoriali e sulla concretezza dei progetti.

In che modo la firma può incidere sul territorio?

«Mi sembra chiaro che la scelta di firmare questo accordo a Brindisi non sia casuale. Ho ricordato all’ambasciatore Tilman Fertitta, che ho ringraziato, e al vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani che gli investimenti previsti sul nostro territorio nei campi della transizione economica, industriale e digitale riguardano esattamente i settori al centro dell’accordo firmato oggi.

Questi investimenti sono veri, lo ribadisco: non sono poesie o filastrocche. Ci sono investitori americani che hanno deciso di guardare a Brindisi con grande interesse, anche per la sua posizione strategica.

Il parlamentare Mauro D’Attis

Riavvolgete il nastro e ascoltate le parole dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia. Credo che abbia realizzato il migliore spot possibile per il territorio, per la città di Brindisi e per la Regione Puglia. È uno spot importante verso l’esterno, ma rappresenta anche una buona dose di fiducia per i pugliesi e per i brindisini, affinché diventino ancora più consapevoli della forza, della strategicità e dell’attrattività del nostro territorio e di quanto ancora possiamo realizzare.

Possiamo creare migliaia di posti di lavoro, favorendo i percorsi autorizzativi e rendendo il contesto industriale sempre più attrattivo per i progetti economici, gli investitori e anche i turisti. Siamo in grado di farlo. Ormai siamo una realtà internazionale e la scelta di firmare oggi a Brindisi lo dimostra».

Esistono già piani concreti?

«Assolutamente sì. I piani esistono già. Come sapete, Eni Storage Systems utilizzerà anche materiali prodotti da imprese non italiane e sono già presenti investitori americani sul territorio.

Ho ricordato, inoltre, che ieri è stato presentato ufficialmente un investimento da parte di una società spagnola, in partnership con una società americana, per la realizzazione di un data center. Parliamo di alcuni miliardi di euro già programmati».

Matarrelli: decarbonizzazione e investimenti

Il presidente del Consiglio regionale della Puglia Toni Matarrelli ha collegato l’intesa alla transizione ambientale.

Come procede la decarbonizzazione di Brindisi alla luce dell’accordo?

«È un accordo che colloca l’Italia al centro di una strategia internazionale rivolta al futuro e a un tema cruciale: l’abbandono delle fonti fossili per costruire un’economia compatibile con l’ambiente.

In Puglia si sta lavorando molto affinché questo possa accadere e occasioni come quella di oggi assumono un significato molto chiaro. Qui dobbiamo costruire un futuro fondato sull’innovazione e Pax Silica va proprio in questa direzione. È quindi un momento importante per Brindisi e per l’intera regione».

Il presidente del Consiglio regionale della Puglia Toni Matarrelli

La firma può aprire le porte agli investimenti statunitensi?

«Credo che siano già in corso diverse iniziative che guardano a Brindisi come a un luogo capace di attrarre investimenti importanti. Al di là di questo, non ritengo casuale la scelta della città per la sottoscrizione di un protocollo così rilevante.

Due importanti governi, quello italiano e quello statunitense, decidono di avviare una strategia comune su temi che riguardano l’innovazione tecnologica, le materie prime e l’intelligenza artificiale.

È un accordo rivolto al futuro, che consente anche di riportare al centro delle nostre riflessioni il tema della pace. Non credo sia casuale neppure la scelta di questo nome. Mi auguro che possa essere di buon auspicio, affinché i governi lavorino alla costruzione di un futuro senza conflitti».

La firma non è un assegno, ma cambia il posizionamento

Pax Silica non assegna automaticamente miliardi a Brindisi, non autorizza il data center e non garantisce tutte le 35 proposte. Nei documenti disponibili non compare un piano locale con risorse e scadenze dedicate.

La giornata, però, cambia il posizionamento della città, associandola alle filiere strategiche del XXI secolo. Gli investitori valutano energia, infrastrutture e incentivi, ma anche stabilità istituzionale e relazioni internazionali. La cerimonia offre una credenziale; il territorio dovrà trasformarla in risultati.

Aree, energia, porto e competenze

La prima condizione è rendere disponibili le aree industriali, con bonifiche, connessioni e tempi certi. La seconda è l’energia: batterie, manifattura e un data center da oltre 400 megawatt richiedono reti solide e potenza continua.

La terza è il porto, che può entrare nelle nuove filiere soltanto con collegamenti ferroviari, aree retroportuali e servizi adeguati. La quarta riguarda il lavoro: servono tecnici elettronici, manutentori, ingegneri, chimici dei materiali, specialisti delle reti ed esperti di cybersecurity. La riqualificazione dovrà seguire i fabbisogni reali delle imprese.

Pax Silica, un momento della presentazione dell’intesa a Palazzo Montenegro

Il giorno dopo Pax Silica

La firma non può esaurirsi con la partenza degli ambasciatori. Serve un raccordo stabile tra Governo, Regione Puglia, Comune di Brindisi, Prefettura, autorità portuale, università, imprese e parti sociali.

Occorre sapere chi accompagnerà gli investitori e chi verificherà i programmi. Dati pubblici su proponenti, risorse, aree, autorizzazioni e occupazione permetteranno di distinguere i progetti finanziati dalle manifestazioni d’interesse.

Brindisi nella nuova geografia del potere

Nel Novecento Brindisi era strategica per porto, chimica ed energia. Nel XXI secolo potrà esserlo integrando energia pulita, accumulo, manifattura, logistica e infrastrutture digitali.

Un Paese può sviluppare algoritmi avanzati, ma resta vulnerabile senza chip, energia e data center. Può produrre batterie, ma resta dipendente senza litio, grafite e materiali lavorati. Pax Silica è una risposta politica a questa vulnerabilità; la possibilità di Brindisi è diventare uno dei nodi industriali della rete.

Il valore della firma si misurerà nei risultati

La giornata del 31 luglio 2026 resterà nella storia istituzionale della città. Brindisi ha ottenuto attenzione internazionale, ha presentato i propri progetti e ha ricevuto un riconoscimento esplicito dall’ambasciatore degli Stati Uniti.

Il valore della firma si misurerà però verificando quanti dei 35 progetti diventeranno cantieri, quante risorse saranno investite, quanti lavoratori saranno assunti e quante imprese internazionali sceglieranno il territorio.

Si misurerà osservando se la filiera delle batterie raggiungerà la capacità prevista, se il data center sarà realizzato, se il porto entrerà nelle nuove catene logistiche e se la decarbonizzazione produrrà un’economia più forte di quella che sostituisce.

Pax Silica consegna una cornice politica, una posizione internazionale e un’opportunità. Brindisi ha ospitato la firma. Adesso deve diventare una delle città nelle quali l’accordo produce risultati.